
UN DISSIDENTE SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CIO: «IL NOSTRO CIBO SI CHIAMA CIBO PER CONIGLI»
Presidente Rogge, venga a vedere come si vive nella Prigione numero 2
Questo è il testo della lettera che il dissidente cinese He Depu ha inviato al presidente del Comitato olimpico internazionale, Jacques Rogge, chiedendogli di venire a trovarlo in carcere e denunciando un peggioramento delle sue condizioni di attenzione a causa delle Olimpiadi. La lettera è datata 26 aprile ed è passata attraverso diverse mani prima di essere contrabbandata fuori dalla Prigione n. 2 di Pechino, dove Hu sta scontando una condanna a otto anni per il suo attivismo a favore dei diritti umani.
Onorevolissimo Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico: salve! Sono un prigioniero politico cinese. Sono stato condannato a otto anni di prigione dal governo cinese per aver scritto degli articoli contenenti le mie opinioni politiche che ho pubblicato su Internet, nel 2002. Dal momento che vivo a Pechino, attualmente sono incarcerato nella Prigione n. 2 di Pechino, blocco carcerario n. 17.
Oggi scrivo questa lettera nella speranza che le Olimpiadi possano servire a fare da catalizzatore per modificare le condizioni dei diritti umani nelle prigioni, anche se dovesse trattarsi di una modifica piccola. Ciò detto, quello che mi preoccupa maggiormente è che le Olimpiadi non riescano ad avere un effetto positivo nelle prigioni, che questo catalizzatore non abbia un impatto neanche piccolo.
Nell'agosto del 2007, lei scrisse un articolo per l'International Herald Tribune dal titolo: «Un catalizzatore, non una cura», rispetto al fatto che la Cina avrebbe ospitato i Giochi Olimpici, che venne successivamente ripubblicato sui media cinesi sotto vari titoli. L'ho letto molto volte. Nel suo articolo, lei scriveva: «È naturale che organizzazioni che si occupano di diritti umani e altre cause vogliano approfittare dell'interesse nei riguardi della Cina suscitato dai Giochi Olimpici, per poter mettere in luce le riforme che vorrebbero vedere nel paese. Ma i Giochi possono solo fungere da catalizzatore, e non essere una panacea». Lei ha scritto con grande onestà, e sono d'accordo con lei rispetto al fatto che la tortura, e altri trattamenti inumani, crudeli e degradanti che sono pratica comune nelle prigioni cinesi non potranno essere risolti con una sessione dei Giochi Olimpici. Ma la questione è un'altra, ovvero: se i diritti umani nelle prigioni cinesi stiano migliorando, o peggiorando. Questo cosiddetto catalizzatore olimpico sta avendo un effetto catalizzante?
Secondo me, le Olimpiadi non devono essere viste soltanto come una serie di competizioni sportive. Sono competizioni atletiche di alto livello, certo, ma ancora di più dovrebbero essere viste come un movimento per il progresso della società in un senso umanistico, o come un movimento che promuove la civiltà umana.
Per tornare a quello che lei ha scritto nell'articolo "Un catalizzatore, non una cura": «II Movimento Olimpico non esiste nel vuoto stagno. Lo sport fa parte della società. Per quanto riguarda Pechino, però, una delle difficoltà più grosse sarà quella di gestire l'aspettativa che i Giochi Olimpici possano influenzare l'evoluzione cinese nella misura desiderata da molti osservatori».
Di seguito, voglio dare una semplice illustrazione di quanto disgraziata sia la situazione dei diritti umani per i prigionieri cinesi, e di come sia urgente che ciò cambi come speriamo noi prigionieri politici, concentrandomi su tre aspetti della vita in prigione.
Prima di tutto, i regolamenti per i "Prigionieri speciali" costituiscono un codice inumano e discriminatorio. Esiste un manuale nelle prigioni dal titolo "Regolamento sulla gestione dei prigionieri speciali" dove vengono elencate molte restrizioni a cui sono soggetti i "prigionieri speciali".
Inoltre, vi sono una serie di limitazioni aggiuntive che regolano in modo specifico il modo in cui vanno trattati i prigionieri politici che non si riconoscono colpevoli Questo manuale ingiunge che venga posta una severa differenziazione fra i politici e i delinquenti comuni. I prigionieri politici che non si riconoscono colpevoli non sono autorizzati a telefonare a casa o a ricevere visite dei familiari non hanno il diritto di vedersi diminuita la pena, essere intervistati dalla stampa o di partecipare in attività ricreative organizzate dalla prigione, e le lettere che scrivono alle famiglie non devono obbligatoriamente essere consegnate. E allo stesso modo, le lettere che sono scritte all'attenzione dei prigionieri politici dai familiari, da altri individui o da organizzazioni sociali non vengono obbligatoriamente consegnate.
Il manuale inoltre compila una lunga lista di altre regole che non starò a enumerare qui una dopo l'altra. Basterà dire che le regole aggiuntive per i prigionieri politici che si trovano nel "Regolamento sulla gestione dei prigionieri speciali" sono paragonabili alla segregazione e discriminazione razziali.
I Giochi Olimpici si stanno avvicinando a grandi passi ma le limitazioni che vengono messe su di noi prigionieri politici non solo non stanno diminuendo, anzi: non fanno che aumentare.
Il secondo aspetto di cui voglio parlarle riguarda il fatto che il cibo e l'attenzione medica a disposizione dei prigionieri sono molto scadenti. Sono più di dieci anni che il cibo dato ai prigionieri peggiora, la sua qualità si fa più bassa un mese dopo l'altro.
All'inizio, noi prigionieri pensavamo che la qualità del nostro cibo sarebbe migliorata un po' con le Olimpiadi. Non ci aspettavamo proprio che la qualità del cibo sarebbe invece peggiorata in modo così drastico. Fra noi prigionieri, le razioni che ci vengono date dal governo sono chiamate "cibo per conigli", dal momento che in mezzo alle poche verdure non si scorge traccia né di carne né di olio.
Per molti anni ci sono state due statistiche particolarmente alte in prigione: quella del numero di prigionieri malati, e quella del numero estremamente alto di decessi in detersione. Le ragioni di queste statistiche elevate sono tre: il budget per il cibo dei detenuti è bassissimo e di conseguenza i prigionieri sono malati e malnutriti Poi, i prigionieri malati non hanno accesso a cure mediche di qualità, e infine, a causa di quanto previsto dal regolamento, i prigionieri non hanno quasi l'opportunità di uscire all'aperto e respirare un po' di aria fresca. L'estate scorsa, per dare il benvenuto ai Giochi Olimpici,la Prigione n. 2 di Pechino decise di rifare il tetto. Il risultato fu che per la durata dei lavori, quasi sei mesi, i prigionieri non ebbero il diritto di uscire all'aperto. Nel maggio dello scorso anno, a causa delle Olimpiadi, la prigione ha anche deciso di aumentare la supervisione dei prigionieri. I secondini hanno ricevuto l'ordine di requisire tutti i termometri così come gli strumenti per misurare la pressione sanguigna. La ragione data per questa restrizione supplementare è stata che contengono mercurio, che i prigionieri avrebbero potuto decidere di bere, n risultato è che adesso i prigionieri che soffrono di pressione alta non hanno più modo di monitorare le loro condizioni di salute, il che ha ripercussioni severamente negative. Tanto più che le condizioni ospedaliere in prigione sono pessime.
I dottori non sono qualificati e non hanno quasi nessuna competenza. Se le condizioni attuali non cambieranno in fretta, allora la salute dei prigionieri politici e dei delinquenti comuni continuerà a deteriorare nel corso delle Olimpiadi.
Terzo, mentre i Giochi si avvicinano, i prigionieri sono stati messi sotto controlli severi e sorveglianza costante.La polizia all'interno del sistema penale ha deciso di imporre limitazioni ancora più estreme alle condizioni di vita e di istruzione dei prigionieri. Anche le nostre piccole, patetiche "sale di studio" sono state chiuse interamente. Di conseguenza, i prigionieri non possono fare altro che restarsene chiusi in cella. Le celle sono più piccole di 20 metri quadrati, ma lo stesso contengono dieci letti ciascuna, e a quanto si dice in prigione le condizioni carcerarie e la sorveglianza non faranno che peggiorare almeno fino alla fine delle Olimpiadi. Ma se lutti gli spazi vitali dei prigionieri (come gli spazi per le docce, i bagni, le stanze con la televisione, lo spazio per tenere gli effetti personali e le sale di studio sono ridotti o chiuse, come si può parlare, per noi, di "attività olimpiche?” Secondo me, quello di cui si dovrebbe parlare sono semplicemente i diritti umani.
Ho una domanda per lei, signor Rogge: lei sa, ogni volta che viene a Pechino e vede gli spettacoli festosi che vengono messi in scena apposta, che a una decina di chilometri di distanza vivono i prigionieri politici di Pechino, i quali stanno pagando un prezzo altissimo per il progresso della società e il miglioramento della nostra civiltà umana? Decine di migliaia di prigionieri a Pechino, ognuno di loro con in mano una ciotola piena a metà di verdure bollite, volgono il loro sguardo a lei, signor Rogge.
Mi dica, come la fa sentire, questo?
Infine, vorrei esprimerle la speranza che, in un momento in cui le sia conveniente, lei voglia venire, anche una volta sola, alla Prigione n. 2 di Pechino, per vedere quali sono le condizioni nelle quali vivono i prigionieri che sono rinchiusi qui dentro, e per prestare un po' di attenzione agli abusi dei diritti umani dei prigionieri - in modo da vedere se il suo cosiddetto "catalizzatore" ha davvero avuto un qualsivoglia effetto. Non chiediamo una trasformazione totale nelle condizioni dei nostri diritti umani. Stiamo chiedendo solo che vi siano dei cambiamenti di base, anche piccoli.
Nel frattempo, le auguro di essere in buona salute!
He Depu - prigioniero politico di Pechino - 28 aprile 2008, Blocco 17, Prigione n. 2
(ha collaborato Ilaria Maria Sala)
Articolo tratto dal quotidiano "Il Riformista"
Immagine tratta da www.img.stern.de
p.s: grazie amore mio per avermi aiutato nel fare il post