MOVIMENTO 5 STELLE: IL PROGRAMMA

lunedì 30 giugno 2008


per il giudice vanno rimborsati i danni d'immagine e morali
Francia: Ebay dovrà pagare 40 milioni a Lvmh per vendita merce contraffatta
Sentenza del tribunale di Parigi: il sito d'aste online non ha fatto abbastanza per bloccare la vendita di prodotti falsi

PARIGI (FRANCIA) - Una sentenza che potrebbe fare storia. Il sito di aste online Ebay, accusato di contraffazione e vendita illecita, è stato condannato dal Tribunale del commercio di Parigi a pagare 40 milioni di euro di danni a sei marchi del colosso francese del lusso Lvmh, a cui fanno riferimento celebri griffe dell'abbigliamento (da Luis Vuitton a Fendi, da Marc Jacobs a Kenzo) degli alcolici, della profumeria e della cosmetica, dell'orologeria e altro ancora.
In particolare Ebay dovrà pagare a Louis Vuitton Malletier 19,28 milioni di euro, in risarcimento di danni d'immagine e morali derivanti dalla vendita sul suo sito di merce contraffatta e altri 17, 3 milioni di euro a Christian Dior Coutur per la medesima ragione. Altri 3,25 milioni di euro dovranno essere versati a 4 prestigiosi marchi di profumeria (Christian Dior, Kenzo, Givenchy e Guerlain) per aver danneggiato la loro rete distributiva.

RICHIESTA DANNI - La richiesta di danni originaria (50 milioni di euro) era stata fatta da Lvmh perchè la multinazionale francese del lusso riteneva che il ramo francese di Ebay avesse fatto troppo poco per prevenire la vendita di merce contraffatta.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.maxgeraci.blog.kataweb.it

FRASE DEL GIORNO: GUARDANDO IL MARE E IL CIELO ABBIAMO UNA CHIARA COGNIZIONE DI COSA SIA LO SPAZIO;
DOBBIAMO IMPARARE A VEDERLO ANCHE NELLA NOSTRA MENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 29 giugno 2008

Tre anni (e qualche mese) dopo


Sono più di tre anni che batto i polpastrelli sulla tastiera di un pc. Ho scritto migliaia di post. Ricevuto due milioni di commenti. Pubblicato libri di denuncia. Ho fatto insieme a voi cento battaglie: dalla riapertura della birreria Pedavena, alla cacciata del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, dall’omicidio di Federico Aldrovandi all’aiuto di una mamma senza lavoro con una bimba disabile. Sono andato a Bruxelles per denunciare il nostro Parlamento pieno di condannati e una legge incostituzionale che non ci permette di scegliere il candidato. A Strasburgo ho chiesto alla Comunità Europea di non mandare più fondi alle mafie. Ho organizzato due V-day insieme a gente meravigliosa per un Parlamento senza condannati e una libera informazione in un libero Stato. 74.000 persone dei Meetup in 364 città seguono e sviluppano le idee del blog sulla giustizia, la pubblica amministrazione, l’ambiente, l’energia. Ho portato 350.000 firme al Senato per la legge popolare per eliminare dal Parlamento i condannati. Chiederò di presentarla al Senato in una pubblica seduta. Sto ricevendo le vostre firme per il referendum per una libera informazione e l’abolizione della legge Gasparri. Le consegnerò alla Corte di Cassazione in luglio. Ho lanciato le liste civiche perché VOI vi riappropriate dei vostri comuni al posto di politici corrotti e incompetenti. Sono andato all’assemblea Telecom a difendere i piccoli azionisti che si sono visti cancellare il loro capitale dai Tronchetti e dai Buora.
In cambio i politici e i media hanno cercato di distruggere la mia immagine. Grasso, ricco, becero, ignorante, populista, qualunquista, ma anche fascista o costola dell’estrema sinistra. Mio fratello ha catalogato almeno cinquecento diversi insulti riferiti a Beppe Grillo.
Chiunque al mio posto si chiederebbe chi glielo fa fare. Non i soldi. Guadagnerei dieci volte di più facendo la pubblicità a un formaggino. Non la serenità. Neppure gli affetti. Molti dei miei amici non mi chiamano più, non si fanno più vedere. In famiglia mi avvertono che qualcuno me la farà pagare e che dovrei pensare di più alla incolumità dei miei figli. Le citazioni sono parte della mia vita. I miei avvocati lavorano almeno su tre processi alla volta per denunce contro di me. In fondo sto per compiere i sessant’anni. Belin, lo so che ne dimostro venti di meno, ma purtroppo è così. Ho lavorato da quando ne avevo venti. Potrei rimanere tranquillo e godermi la vita che mi rimane. Lo penso spesso. Poi guardo Ciro che ha solo 7 anni e capisco che non ho scelta. Non posso stare a guardare mentre il mio Paese sprofonda. Cosa direbbero domani i miei figli del loro padre?

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.campaniapress.com

FRASE DEL GIORNO: LA NEGATIVITA' NON ESISTE; E' LA NOSTRA INSTABILITA' INTERIORE CHE LA CREA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 28 giugno 2008


Usa-Ue, si avvicina l'accordo
sullo scambio dei dati personali

Le autorità Usa avranno accesso alle transazioni con carte di credito e alle modalità dell'uso di Internet di tutti i viaggiatori europei

NEW YORK
Gli Stati Uniti e l’Europa si stanno avvicinando ad un accordo per permettere alle autorità statunitensi di aver accesso a dati personali su viaggiatori provenienti dall’altra parte dell’Atlantico, come transazioni con carte di credito, viaggi precedenti e modalità dell’uso d’Internet. Lo scrive oggi il New York times, che ha visionato un rapporto interno sul negoziato in corso.

A quanto si legge, i negoziatori delle due parti, che trattano dal febbraio 2007, hanno trovato un’ampia intesa sulla stesura di una bozza relativa alle 12 maggiori questioni centrali per un patto che permetterà ai governi europei e le società private di trasmettere dati personali agli Stati Uniti e vice versa. Le due parti rimangono però divise su una mezza dozzina di questioni, la principale delle quali è la possibilità che i cittadini europei possano ricorrere alla giustizia americana per contestare la gestione dei loro dati privati, per esempio in caso d’inserimento erroeneo sulla lista delle persone che non possono entrare negli Stati Uniti. L’accordo per lo scambio dei dati appare necessario per evitare alle compagnie che operano fra le due sponde dell’Atlantico di trovarsi di fronte a un conflitto fra due legislazioni diverse.

Tuttavia non è facile conciliare le richieste americane con la maggiore tutela della privacy esistente in Europa. Alcuni punti della bozza appaiono vaghi e potrebbero essere contestati dai difensori della privacy. Per esempio il fatto che le informazioni che rivelano razza, religione, opinioni politiche, salute e vita sessuale non devono essere usata dai governi «a meno che le leggi interne non prevedano adeguate salvaguardie», le quali non vengono però specificate. L’obiettivo è trovare standard minimi comuni, come la limitazione dell’accesso ai dati alle sole «persone autorizzate» che abbiano un preciso motivo per consultarli.

Gli Stati Uniti puntano a raggiungere un’intesa entro la fine del mandato del presidente George Bush il 20 gennaio e per farlo vorrebbero evitare intese che comprendano cambiamenti legislativi, come il possibile ricorso alla giustizia americana per la gestione dei dati. Attualmente la legge limita questa possibilità ai soli cittadini americani.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.vostrisoldi.it

FRASE DEL GIORNO: OGGI PRENDI LA DECISIONE DI NON PERDERE MAI PIU' LA CALMA.
DOMANI SARA' UN GIORNO DI MAGGIOR SUCCESSO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 27 giugno 2008


Secondo gli esperti un atto "molto significativo" della volontà di Pyongyang
Verso il disarmo atomico dopo l'annuncio Usa: "Toglieremo il Paese dalla Black list"
Corea del nord, stop al nucleare
giù la torre della centrale 'simbolo'
Ieri la consegna di un documento sull'atomo alla Cina, atteso da sei mesi

SEUL - La Corea del Nord ha abbattuto oggi la torre di raffreddamento della sua centrale nucleare di Yongbyon. A riferirlo è la rete televisiva sudcoreana Mbc che ha assistito all'evento insieme a diversi media internazionali, tra cui la Cnn. La distruzione della torre è il primo atto concreto, e "altamente simbolico" secondo gli esperti, del processo di smantellamento del programma nucleare intrapreso da Pyongyang in cambio di un ammorbidimento del suo isolamento internazionale. Una prova della volontà nordcoreana di adempiere agli impegni assunti con i protagonisti dei colloqui a sei - i cosiddetti "six party talks" - sul suo programma nucleare: Usa, Russia, Cina, Giappone e Corea del Sud.

L'esplosione della torre di quello che è il principale complesso nucleare nordcoreano è avvenuta alle 16 ora locale, le 9 in Italia. Il gesto è anche una risposta agli Stati Uniti che ieri avevano deciso di revocare parte delle sanzioni commerciali nei confronti del Paese asiatico e di eliminarlo dalla lista nera dei "Paesi canaglia" che sponsorizzano il terrorismo. Un annuncio che Washington aveva dato dopo la consegna da parte di Pyongyang alla Cina di un documento sui suoi programmi nucleari, seppure con sei mesi di ritardo rispetto a quanto pattuito in origine: sessanta pagine nelle quali illustra nel dettaglio il proprio programma atomico.

A questa dichiarazione della Corea, però, deve seguire "una verifica". A dirlo è il segretario di Stato americano Condoleezza Rice. Il capo della diplomazia Usa oggi ha fatto presente che lo statuto del congresso americano prevede che ci sia "un periodo di 45 giorni prima che la decisione" del presidente George Bush sulla Corea del Nord "diventi efficace". "Abbiamo lavorato su un protocollo di verifica", ha chiarito la Rice.

Intanto, da Tokyo, dove sono riuniti, arriva il sostegno dei ministri degli esteri del G8 ai "Six party talks". I capi delle diplomazie del G8 si dicono soddisfatti della consegna del documento nordcoreano alla Cina e chiedono a Pyongyang di "abbandonare tutte le armi nucleari e i programmi nucleari esistenti, insieme ai programmi missilistici balistici e di tornare al pieno rispetto degli obblighi previsti dal trattato di non proliferazione nucleare".

Il ministro degli esteri Franco Frattini, al termine della riunione a Tokyo, ha definito il comportamento di Pyongyang "un grande passo in avanti", ma ha sottolineato che serve cautela soprattutto per quanto riguarda il tema della restituzione degli ostaggi giapponesi rapiti dal regime comunista nordcoreano durante gli anni della guerra fredda.

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.rai.it

FRASE DEL GIORNO: SE LE DROGHE REGALASSERO DAVVERO ESPERIENZE SPIRITUALI, IL MONDO SAREBBE POPOLATO DI ILLUMINATI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 26 giugno 2008


A San Siro Oltre sessantamila persone per Springsteen, avvio con «Summertime Blues»
Bruce, tanto rock e un po' di Beatles
Show fino a mezzanotte nonostante i divieti. Il giallo: ultimo tour con la E Street Band?

MILANO — E se fosse stata l'ultima volta? E se Bruce Springsteen assieme alla E Street Band non lo vedessimo più? Allora sì che i 62 mila (tra i quali anche Eros Ramazzotti, Ligabue e Andrea Mariano dei Negramaro) che stavano ieri nel catino rovente di San Siro potranno dire orgogliosamente «Io c'ero».

La voce che circola, e che preoccupa gli springsteeniani, è proprio quella. Che la E Street Band sia arrivata a fine corsa. Dopo 36 anni di onorata carriera, questo «Magic tour», che si chiude il 30 agosto a Milwaukee con 2 milioni di biglietti venduti, potrebbe essere l'ultimo. I segnali? La morte di Danny Federici, il batterista Max Weinberg che da quest'autunno aumenterà i suoi impegni tv e sta per lasciare il New Jersey per trasferirsi sulla costa ovest, la forma fisica del sassofonista Clarence «Big Man» Clemons che non è più quella di una volta, la moglie Patti Scialfa che passa sempre più tempo con la famiglia e che ha saltato questi show in Europa.


Il Boss non si risparmia mai. Ma ieri ha fatto gli straordinari assieme ai compagni di avventura (su tutti Nils Lofgren). Il concerto inizia quando c'è ancora tanta luce perché il Comune vorrebbe rovinare la festa e non permette di suonare oltre le undici e mezza. Ma Bruce se ne frega, sta sul palco tre ore esatte e spegne gli amplificatori soltanto dieci minuti prima della mezzanotte. Polemiche garantite.

«Ciao Milano, fa abbastanza caldo? Con noi lo farà ancora di più», promette (in italiano) il rocker appena sale sullo scarno palco. Quasi a ripagare quelli che hanno passato la notte fra martedì e ieri fuori dai cancelli e si sono lasciati arrostire dal sole. Le prime note sono quelle di «Summertime Blues», una cover. Quindi «Out in the Street» che, senza pause (come per tutto il resto del concerto), porta a «Radio Nowhere» dall'ultimo album «Magic». Segue un tuffo negli album Anni 70. Arriva il momento del gioco con i fan delle prime file. Springsteen pesca fra i cartelli con le richieste delle canzoni del cuore. Ne porta alcuni sul palco e ne mostra uno alle telecamere. Che chiede, con un gentile please in coda, «None But the Brave». E parte quella canzone. Non è una trovata a uso e consumo dello spettacolo. Quel brano non era nella scaletta scritta a mano da Springsteen e consegnata ai tecnici all'uscita dal camerino.

Scaletta che viene rivoluzionata, eliminando un passaggio riflessivo con «Gispsy Biker» e «The River», per dare più spinta allo spettacolo. Un classico come «Darkness on the Edge of Town» fa decollare la serata, mentre la parte più delicata è posticipata verso il finale e ha in «I'm on Fire» il suo momento più intimo. Un secondo cartello-preghiera chiede «Hungry Heart»: eccola, con il Boss che canta tenendosi sulle spalle una bandiera italiana. «Because the Night» è un'esplosione di energia. Nell'introduzione di «Living in the Future» il cantante sussurra delle parole sulla «necessità del cambiamento». Da lì in poi è festa, energia, sudore e rock. Come solo il Boss sa regalare. Fino al finale con «Badlands » e i bis nei quali non mancano «Girls in Their Summer Clothes», «Detroit Medley», «Born to Run», «Dancing in the Dark». L'ultimo pezzo è un regalo a chi c'era nell'amatissimo (dal Boss) concerto di San Siro 1985: per la prima volta in questo tour una trascinante «Twist and Shout» dei Beatles.

articolo e immagine tratti da www.corriere.it


FRASE DEL GIORNO: SFORZATI DI MANTENERE IL SORRISO INTERIORE. QUANDO GLI ALTRI TI IMPAURISCONO CON INFORMAZIONI NEGATIVE NON BERE LA LORO ENERGIA: TI FA MALE QUANTO UN'UBRIACATURA!

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 25 giugno 2008

Prendi i soldi e scappa



Le storie dei trader che, agendo nell'ombra, hanno affondato banche e finanziarie

La lista degli speculatori truffaldini si allunga. Proprio nella settimana in cui gli agenti dell’Fbi stanno soffiando sulla tela di «Mutuo maligno», l’operazione che ha portato sott’accusa oltre 400 persone e in carcere più di 300, tra le quali anche gli ex top manager di Bern Stars Ralph Cioffi e Mattewh Tannin, la polizia di New York è sulle tracce di Samuel Israel, un trader che è accusato di aver sottratto 450 milioni di dollari a decine di investitori attraverso il suo fondo Bayou Grop.

Israel - abituato a vivere alla grande, tanto da risiedere in una delle ville che furono di Donald Trump, pagando un affitto di 30 mila dollari al mese - ha tentato l’ultima truffa anche ai danni dei detective della Grande Mela. Il 9 giugno scorso doveva presentarsi in un penitenziario del Massachussets, dove avrebbe dovuto scontare la pena di 20 anni di carcere (ne rischiava 30, ma ha avuto lo sconto perché ha collaborato con le autorità). Ma ha preferito inscenare il suicidio: la polizia ha trovato il suo Suv vicino ad un ponte e un biglietto con scritto «il suicidio è indolore». Il suo corpo non è stato trovato, gli agenti non se la sono «bevuta» e lo hanno dichiarato latitante. Certo, 450 milioni sono poca cosa, volendo, rispetto alla frode da 7,2 miliardi di dollari, 4,9 miliardi di euro contestata a Jérome Kerviel, il trader della seconda banca francese Société Générale, ormai passato alla storia e alla celebrità. Già, Kerviel. Che ne sarà ora del suo futuro? E che cosa ne sarà di quello di tanti altri speculatori che sono in odore di sbarre? Qualche indicazioni potrebbe venire dalla storia personale di altri traders che, prima di loro, sono finiti sotto i riflettori per aver messo sotto i piedi codici deontologici e penali. Un club piuttosto ampio, quanto ad iscritti d’ufficio. Qualcuno, la buona parte, è finito in prigione; altri hanno cambiato decisamente vita; altri ancora, hanno firmato una cambiale con la dea fortuna.

Nick Leeson, per esempio. E’stato uno dei primi trader inglesi a negoziare contratti futures ed altri derivati, le cui azioni provocarono il fallimento della Barings Bank, la più vecchia e una delle più prestigiose banche d’investimento del Regno Unito. Leeson operava (senza l’autorizzazione dei suoi superiori) soprattutto sul mercato monetario di Singapore: cominciò nel 1992 e in principio gli andò bene; quando arrivarono le prime perdite, le registrò segretamente sull’account error 88888 (8 è considerato uno dei numeri fortunati dai cinesi) e le nascose. Il tracollo seguì nel 1995, quando Nick scommise sul rialzo del mercato asiatico, andato in collasso. Non la indovinò e fuggì, lasciandosi dietro le spalle una perdita di 827 milioni di sterline (1,3 miliardi di dollari) e una nota ai suoi superiori. «I’m sorry», mi dispiace.

Arrestato, è stato condannato a sei anni e mezzo di prigione e quindi rimesso in libertà, dopo la diagnosi di un cancro. Ma è stato fortunato: ha vinto la malattia e oggi vive a Galway, sulla costa Ovest dell’Irlanda. E’ general manager della squadra di calcio locale, ha scritto due libri sulla sua avventura, il primo dei quali ha ispirato il film «Rouge Trader», con la star Ewan McGregor. Tiene un regolare circuito di conferenze in giro per il mondo, in cui parla dello stress e dei rischi ai quali sono sottoposti i manager. La tariffa? 12 mila dollari per mezz’ora. E poi scrive articoli per giornali e magazine (mille sterline a pezzo), e ha un Web site attraverso il quale vende i suoi libri, Dvd e servizi. Servizi? racconta alle banche come difendersi da quelli come lui. Ultimamente, in occasione dello scandalo Kerviel, è riuscito anche a piazzare due interviste esclusive a due media inglesi. La Bbc ha ammesso di averlo pagato.

Altri trader sono ancora dietro le sbarre. Come John Rusnak, di Baltimora, che s’è beccato 7 anni e mezzo per il buco di 691 milioni di dollari arrecato alla Allied Irish Banks. O Chen Jiulin, che ha lasciato una perdita di 550 milioni di dollari nella «schiena» della China Aviation Oil Corp. di Singapore. Qualcuno, invece, ha scelto l’oblìo: è il caso di Yasuo Hamanaka, detto Mister Copper, che negoziò contratti infedeli sul rame per 2,6 miliardi di dollari a danno della Sumitomo Corp. e che ora, dopo aver trascorso otto anni in galera, vive anonimamente in un suburbo di Tokio.

E poi ci sono quelli che hanno svoltato. Toshihide Iguchi, ad esempio, che tra gli Anni ‘80 e ‘90 ha causato una perdita di 1,1 miliardi di dollari alla divisione americana della Daiwa Bank. Quattro anni di carcere, in cui ha conosciuto il mafioso Greg Scarpa Junior, il terrorista Ramzi Yousef (World Trade Center, 1993) e George Harp, il fondatore dell’Aryan Brotherhood, una gang che conta molto dietro le sbarre, che lo ha difeso dai Latin Kings e distolto dai brutti pensieri. Con quest’ultimo è nata un’amicizia: Iguchi gli parlava di futures e bond, Harp di rapine in banca. «Qualcosa di molto simile al trading», ha commentato di recente al Wall Street Journal il trader pentito. In prigione, Iguchi ha scritto anche un libro, che è diventato un best-seller in Giappone, dove oggi - è un nipponico naturalizzato in Usa - è ritornato. Ha aperto una scuola d’inglese, vicino a Kobe, grazie a un prestito della madre. Il libro era andato bene, ma i diritti gli sono serviti per pagare la multa di 2,6 milioni di dollari inflittagli dal tribunale.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.atrader.demon.co.uk

FRASE DEL GIORNO: QUANDO SIAMO ARRABBIATI SENTIAMO AUMENTARE LA TEMPERATURA E IL BATTITO CARDIACO; SE CONTINUIAMO AD ACCUMULARE QUESTO TIPO DI ENERGIA NEGATIVA CI CAUSEREMO DEI DISTURBI FISICI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 24 giugno 2008


Stadio di San Siro esaurito per il concerto di Bruce Springsteen and the E Street Band, mercoledì 25 giugno prossimo. E l’inizio dello show è anticipato alle 20.30, sebbene sui biglietti venduti ormai da parecchi mesi sia indicato alle ore 21.00. Il cambiamento si è reso necessario per conciliare la durata del live del Boss, prossima alle 3 ore, con l’imposizione di terminare entro le 23.30 in punto, ribadita da un’ordinanza recentemente diffusa dal Comune di Milano.
Questo concerto sarà per Bruce Sringsteen non solo il terzo a San Siro, ma anche il ventesimo consecutivo con la Barley Arts di Claudio Trotta, promoter dell’artista in Italia dal 1999, quando Bruce riunì la E Street Band per la prima volta dopo vari anni e si esibì a Bologna e a Milano dal 17 al 20 Aprile in 3 concerti entusiasmanti. Trotta cominciò ad organizzare le tournee di Springsteen successivamente alla scomparsa di Franco Mamone, indimenticabile promoter che a partire dai primi anni ‘70 diede inizio alla storia dei grandi concerti internazionali nel nostro Paese, fra i quali anche quelli dello stesso Springsteen: fu proprio Mamone ad organizzare il primo concerto di Bruce Springsteen and the E Street Band a San Siro il 21 Giugno 1985.
Dei 20 concerti in 9 anni con Barley Arts, Bruce Springsteen ne ha tenuti 9 con la fida E Street Band, 3 da solista per il tour acustico Devils & Dust del 2005, 8 con la Seeger Sessions Band per il progetto folk in tributo a Pete Seeger, portato a compimento nel 2006: una varietà che la dice lunga sulla grandezza dell’artista.

Bruce Springsteen and the E Street Band tornano ora a Sansiro il 25 giugno, dodicesima delle 23 tappe del tour europeo in corso, che si concluderà il 20 luglio al Camp Nou di Barcellona. Bruce Springsteen (voce e chitarra) salirà sul palco con Roy Bittan, piano e tastiere; Clarence Clemons, sassofono e percussioni; Nils Lofgren, chitarre; Gary Tallent, basso; Steve Van Zandt, chitarra; Max Weinberg, batteria; Soozie Tyrrell violino e cori, Patti Scialfa chitarra e cori, Charlie Giordano alle tastiere, nel ruolo che per 40 anni è appartenuto al grande Danny Federici, deceduto pochi mesi orsono.


Al pubblico si raccomanda di arrivare in zona San Siro con anticipo, anche se in possesso di biglietti con posto numerato, e preferibilmente utilizzando i mezzi pubblici, poiché un’Ordinanza Comunale limita la circolazione e la sosta dei mezzi privati nella zona adiacente lo stadio nel giorno del concerto, con conseguente chiusura dei parcheggi (anche di quelli dello stadio) dalle ore 13. Tuttavia viene prolungato l’orario di servizio della metropolitana e potenziata la circolazione dei mezzi pubblici, in particolare con 10 tram straordinari della linea 16, 4 autobus della linea 90, oltre al funzionamento di 6 BUS NAVETTA PATROCLO – LAMPUGNANO M1 + LOTTO con relativo rafforzamento della linea metropolitana M1 attraverso 4 treni straordinari e il prolungamento di 30 minuti del servizio.

Apertura cancelli ore 18.00 Inizio concerto ore 20.30

articolo tratto da www.blogmilano.it

immagine tratta da www.canali.libero.it

FRASE DEL GIORNO: PER INTEGRARE LE ENERGIE DI PACE NELLA VITA QUOTIDIANA NON C'E' BISOGNO DI CAMBIARE LAVORO O STILE DI VITA: POSSIAMO VIVERE NELLA SOCIETA' COME GUERRIERI SPIRITUALI SEMPLICEMENTE TRASFORMANDO LA NOSTRA MENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 23 giugno 2008



















NAPOLI - Il nuovo termovalorizzatore di Napoli sarà realizzato nel quartiere di Agnano, alla periferia occidentale del capoluogo. Lo ha detto il sindaco Rosa Russo Iervolino durante una conferenza stampa convocata a palazzo san Giacomo. Puntuale, alla scadenza del termine previsto dal recente decreto legge in materia di rifiuti, l'amministrazione municipale di Napoli ha individuato il sito del termovalorizzatore destinato a smaltire i rifiuti della città. L'annuncio è stato dato al termine di una seduta di giunta dal sindaco Iervolino, che in queste ore comunicherà ufficialmente la decisione al sottosegretario Guido Bertolaso.

L'annuncio del sindaco. "Il termovalorizzatore di Napoli sorgerà ad Agnano - ha detto il sindaco Iervolino - dopo un'analisi molto lunga e molto attenta". La scelta è quella di posizionare un nuovo servizio nell'area occidentale, in modo da distribuire equamente sul territorio presenze "ingombranti". Le premesse nell'individuazione del sito, ha spiegato il sindaco, sono legate all'esempio dell'impianto di Vienna, "che è vicino all'ospedale, vicino all'università e in mezzo alle case".

Un impianto solo per Napoli. "Il termovalorizzatore non è una apparecchiatura mortifera - ha sottolineato Iervolino - ci è parso giusto scegliere un territorio che avesse alcune caratteristiche, e che cioè fosse facilmente accessibile, il cui terreno non fosse inquinato in modo da poter iniziare immediatamente i lavori e che consentisse per superfice la realizzazione del termovalorizzatore che però è di città". Il primo cittadino ha detto un no secco a "un bestione che bruci l'immondizia di tutte le regioni. Vogliamo qualcosa che serve per Napoli e in questo senso abbiamo voluto dare una risposta precisa e puntuale a un obbligo che ci veniva dalla legge".

La valutazione spetta a Bertolaso. Il sindaco ha precisato anche che saranno le strutture tecniche del sottosegretario Bertolaso a dover verificare la posizione dell'impianto, e che il Comune avrà occhi attenti per le risultanze della valutazione di impatto ambientale e per tutte le perizie tecniche necessarie prima dell'avvio dei lavori. "Noi chiediamo all'organismo tecnico di farle con la massima celerità - ha detto - ed esigiamo siano tutte positive per la salute dei cittadini e per l'ambiente".

Quarto impianto in Campania. Il sindaco ha annunciato anche la disponibilità a spiegare in prima persona, assieme al sindaco di Brescia e a quello di Vienna, la non pericolosità della presenza del termovalorizzatore ai cittadini nella municipalità in cui sarà realizzato l'impianto. Si tratta del quarto termovalorizzatore della Campania: il primo, in fase di costruzione ad Acerra, dovrebbe essere completato entro la fine del 2008, il secondo e terzo, in fase di avviamento di iter, sono a Santa Maria La Fossa, nel casertano, e a Salerno.

Barricate a Chiaiano. Intanto a Chiaiano, dopo il via libera di Bertolaso all'apertura della discarica, la protesta continua. La strada che conduce alle cave è barricata e si può procedere solo a piedi. In motorino occorre fare uno slalom tra sbarramenti di vario tipo, in auto è impossibile. Nella tarda mattinata alcune transenne hanno chiuso anche il passaggio laterale dei pedoni, che ora vengono filtrati da un passaggio al centro della strada. Rifiuti ammassati, un albero messo di traverso, il palco servito per l'assemblea di ieri e altre transenne in ferro costituiscono altrettanti ostacoli per i mezzi che volessero raggiungere la Cava di Cinque Cercole, giudicata idonea dai tecnici dell'Arpac e da Bertolaso ad accogliere 1000 tonnellate di rifiuti al giorno.

Esposti in procura e Ue. La rassegnazione sembra ormai diffondersi, anche se non mancano gli irriducibili. "Continueremo una resistenza democratica - dice Egidio Del Giudice, progettista di interni - la discarica è uno scempio, una scelleratezza, ma Chiaiano non può lottare con la forza contro lo Stato". Le speranze superstiti vengono riposte nella procura - alla quale il presidente della commissione ambiente del Comune di Napoli, Carlo Migliaccio, ha preannunciato un esposto - e nella Unione europea. "La normativa Ue stabilisce che le discariche debbano essere ubicate a non meno di due chilometri dagli ospedali - dice Del Giudice - qui sarebbe a 600 metri in linea d'aria".

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.annamenghi.it

FRASE DEL GIORNO: LO STATO MENTALE D'AGITAZIONE E LA MANCANZA DI SERENITA' SI RIFLETTONO SUL NOSTRO CORPO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 22 giugno 2008


LA TRACCIA ERA QUELLA CONSEGNATA AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO TURISTICO
Errori anche nella prova di inglese
La segnalazione dell'ex prof dei figli di Berlusconi. Che dà il voto al ministero: «Gravemente insufficiente»

MILANO - Dopo il pasticcio nella prima prova con lo svarione sulla poesia di Montale, presentata come ispirata a una donna, ma in realtà dedicata a un uomo, il refuso torna a essere protagonista degli esami di maturità. Agli studenti degli Istituti Tecnici per il Turismo è stata infatti consegnata, per la prova di Inglese, una traccia piena di errori. Un testo che gli esperti del Ministero hanno probabilmente tratto da un sito (clicca per vedere la pagina web) che si occupa di turismo e dove una giornalista yemenita ha intervistato i titolari di una struttura alberghiera in Namibia: un esempio di architettura coloniale tedesca, come tedesca è la lingua dei titolari, Tinkie e Johan Cornelissen. La differenza di nazionalità dei protagonisti della chiacchierata e l'uso dell'inglese come lingua veicolare hanno dato origine a un testo con diversi errori. Buono per la divulgazione giornalistica di temi turistici ma probabilmente non adatto a una prova di lingua straniera.

LA SEGNALAZIONE - Se ne sono accorti in molti tra gli insegnanti e se ne è accorta anche la professoressa Jean Woodhouse, esperta madrelingua inglese con una ventina d'anni di esperienza di insegnamento nelle scuole italiane - è stata tra l'altro insegnante privata di Piersilvio e Marina Berlusconi -, che ha pensato bene di correggere a mano la traccia del Ministero proprio come avrebbe fatto con il compito di uno dei suoi studenti. E dando anche il voto che il funzionario autore dell'errore - la persona che ha copiato il pezzo dal web e lo ha trasformato in traccia d'esame senza fare le opportune verifiche - si meriterebbe: «gravemente insufficiente». Un tempo sarebbe stato un bel «4». Del resto, le cancellature e le correzioni che l'insegnante ha apportato sono state parecchie («ma nella fretta mi sono limitata agli errori più evidenti e grossolani» precisa) e a prima vista potrebbe sembrare più il testo elaborato dall'ultimo della classe che non un documento ufficiale diramato da Viale Trastevere.

VERBI SBAGLIATI - La traccia (clicca per vederla) contiene diverse imprecisioni, come il mancato utilizzo del genitivo sassone o errori nell'utilizzo dei verbi (ad esempio un «have» al posto di un «has»). Ma, secondo la professoressa Woodhouse, al di là degli errori grammaticali, comunque parecchi, è l'intero testo che dovrebbe essere preso e buttato nel cestino.

IL SITO - Lo svarione non sta nell'aver preso pari pari da un sito Internet di argomento turistico il testo da proporre agli esaminandi (è comunque un documento), quanto la scelta di un testo zeppo di errori, che potrebbe aver indotto gli alunni a commettere strafalcioni a loro volta. Anche le domande proposte ai candidati (l'esercizio vero e proprio, elaborato dal ministero) sono state oggetto delle correzioni della professoressa Woodhouse. «Sono un'insegnante severa - conclude -. Finito l'esame ho inviato la segnalazione come "privata cittadina indignata".»

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.uilpaistruzione.org

FRASE DEL GIORNO: SBLOCCA IL TUO CUORE E LA MENTE E SCOPRIRAI DENTRO DI TE UNO SPAZIO ANCOR PIU' GRANDE
DELL' INTERO UNIVERSO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 21 giugno 2008


Quasi ogni giorno nel suo blog dall'Avana Yoani Sánchez racconta la dittatura
attraverso piccoli fatti quotidiani. Il dissenso declinato in un diario minimo
Cuba, la ragazza
che sfida il regime

PER IL Líder Máximo, il suo è "giornalismo neocolonialista". E, nell'ultimo libro (Fidel, Bolivia y algo más), Castro scrive - riferito al blog di Yoani Sánchez - che bisogna smascherare "i metodi perfidi e cinici dell'Impero. Un nemico molto vigliacco perché si approfitta degli istinti, delle ambizioni e delle vanità di coloro i quali non possiedono neppure una etica elementare".

In altri tempi, dopo un attacco di questo genere, la blogger cubana Yoani Sánchez sarebbe finita in galera come "controrivoluzionaria". Oggi è meno facile che accada. Il nuovo leader, Raul Castro, non può permetterselo. Non può farla arrestare senza perdere, in un attimo, il credito internazionale che le sue riforme maquillage hanno ottenuto presso l'opinione pubblica internazionale.

Ma chi è questa blogger che ha fatto arrabbiare Fidel? Trentatré anni, un marito e un figlio, Yoani Sánchez è una giovane cubana, laureata in Filologia, figlia e nipote di comunisti, che ha scoperto attraverso Internet la possibilità di rivelare ogni giorno la sua vita quotidiana nell'isola. L'anno scorso ha messo in rete il suo blog Generatión Y (sul sito desdeCuba.com) e in pochi mesi è diventata famosissima. Tanto famosa da vincere un prestigioso premio di giornalismo in Spagna - l'Ortega y Gasset - e da finire nell'elenco annuale dei personaggi più influenti secondo Time.

Vanità e ambizione sono, per Fidel, sentimenti borghesi. Dunque la ragazza che - ammette Castro in un altro passo - "mina le fondamenta della Rivoluzione" - lo fa per motivi inconfessabili e condannabili. E' sempre così: chi critica non può essere riconosciuto neppure come avversario. Se si oppone al regime deve avere qualche tornaconto personale. Alla scorreria di Castro, la Sánchez ha risposto ieri con grande misura ed ironia. Ha rubricato gli attacchi nell'orizzonte della "guapperia", trasformando Fidel in un macho orgoglioso che insulta una donna.

La verità è che Yoani è una "dissidente" totalmente nuova. Un altro genere. Non attacca il regime, semplicemente lo racconta. Non insulta, non si agita, non risponde alle critiche. Raramente nei suoi post si parla di politica. Piuttosto c'è la vita normale, quella di tutti i giorni dove le angherie e i divieti del regime colpiscono direttamente nella carne: individui concreti, non idee astratte. Così nei suoi post ci sono i "palombari", ossia quelli che frugano nella spazzatura e vengono arrestati perché danno una cattiva immagine della città; e ci sono i cubani non residenti nella capitale che cercano marito - o moglie - per ottenere il permesso di trasferirsi all'Avana. Che per loro, provinciali, è la città dei dollari e del lusso.

I corrispondenti esteri all'Avana pagherebbero per poter scrivere un post come quelli del blog di Yoani Sánchez. Ma non possono farlo perché perderebbero il permesso di risiedere sull'isola. Yoani invece è libera di raccontarci la sua Cuba. Prima della rete uno scrittore dissidente doveva lasciare l'isola per farsi ascoltare. Oggi, finché non lo arrestano, può farlo in diretta. La forza di Yoani Sánchez è tutta qui.

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.bimchat.files.wordpress.com

FRASE DEL GIORNO: LA PACE INTERIORE E' IL RIFUGIO PIU' SICURO CHE PUOI SCEGLIERE PER LA TUA MENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 20 giugno 2008

Usa, reati sui mutui: 300 arresti


L'Fbi compie oltre 400 arresti, fermati anche ex-manager Bear Stearns
WASHINGTON
A un anno dallo scoppio del terremoto dei mutui subprime - prestiti immobiliari a clienti con basso merito creditizio - e dei titoli obbligazionari ad essi associati, costato miliardi di dollari di perdite alle banche di Wall Street a tutto il settore del credito in America, le autorità cominciano ad individuare dei colpevoli e scattano le prime manette.

Il Federal Bureau of Investigation - la polizia federale statunitense - ha reso noto questo pomeriggio di aver operato da marzo a oggi oltre 400 arresti di persone nel settore immobiliare accusate di frode e altri comportamenti illeciti. In precedenza, nella mattinata, due ex-manager degli hedge-fund della banca d’affari Bear Stearns collassati un anno fa, si sono consegnati alle autorità, accusati di frode sull’azionario e insider trading.

«Le frodi sui mutui e le relative frodi sui titoli obbligazionari sono una minaccia reale per la nostra economia, per la stabilità del mercato immobiliare del nostro paese e per la tranquillità di milioni di americani», ha detto il vice procuratore generale Mark Filip in una conferenza stampa. Dallo scorso 1 marzo, 406 persone sono state arrestate nell’ambito dell’operazione denominata «Malicious Mortgage», che ha visto aprirsi 144 procedimenti legali in tutti gli Stati Uniti. Nella sola giornata di ieri sono stati effettuati 60 arresti.

L’Fbi ha dett che i reati si sarebbero tradotti in più di un miliardo di dollari di perdite per i cittadini americani, sia proprietari di case che clienti di società finanziarie. Le banche hanno riportato 53.000 casi di sospette frodi su mutui l’anno scorso, un rialzo di 37.000 unità rispetto ad un anno prima e circa 10 volte il livello di quanto riportato nel 2001 e nel 2002, secondo dati forniti dal dipartimento del Tesoro. I tipi di frode più diffusi sono stati quelli relativi a dichiarazioni di redditi o di asset posseduti, corredati da documenti falsificati.

L’Fbi negli ultimi mesi ha indagato su circa 1300 casi di frode sui mutui. Nel caso specifico di Bear Stearns, a essere arrestati sono stati Matthew Tannin e Ralph Cioffi, prelevati dalle autorità nelle loro rispettive abitazioni del New Jersey e della città di New York. I due sono stati i primi a essere incriminati in relazione alla crisi subprime.

Secondo l’accusa, i due gestori, nei primi cinque mesi del 2007, hanno «ingannato i loro investitori, così come i clienti istituzionali dei fondi, nel nascondere in modo fraudolento i gravi problemi» dei fondi stessi. In particolare, Cioffi avrebbe ritirato 2 milioni di dollari di propri soldi investiti da uno degli hedge fund della banca d’affari, senza rivelare ai suoi clienti di aver preso la decisione di ridurre la propria esposizione verso gli strumenti legati ai mutui.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.umm.it

FRASE DEL GIORNO: CON LA MEDITAZIONE PUOI ELIMINARE I DIFETTI MENTALI, CON LA SAGGEZZA PUOI ESTIRPARNE LE RADICI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 19 giugno 2008


l governo propone di cancellare le province metropolitane
Manovra: sanità, ritornano i ticket
Sta prendendo corpo l'idea di compensare i tagli alla sanità con dei contributi per accedere alle prestazioni





ROMA - Dal prossimo anno la sanità costerà più cara per chi si deve curare. I tagli alla sanità annunciati dal governo nella manovra economica potranno presto tradursi anche nell'arrivo di ticket sanitari. Negli incontri tecnico-politici di queste ultime ore tra rappresentanti del governo e delle regioni, prende infatti corpo l'ipotesi che, in assenza di copertura finanziaria e alla luce della stretta (6 miliardi solo per il comparto sanità) prevista dal governo per il triennio 2009-1011, «dal prossimo gennaio - spiegano fonti tecniche - oltre alla cura dimagrante già prevista, si dovranno automaticamente reintrodurre nelle regioni i ticket per le prestazioni sanitarie a favore dei cittadini». Con la loro reintroduzione «la valutazione - spiegano sempre fonti tecniche - in termini di risorse la stima sarebbe pari a 834 milioni di euro».

TAGLI - Da Robin Hood tax e rimodulazione della base imponibile di banche e assicurazioni arriveranno nel 2009 4 dei 13 miliardi della manovra. Il resto, avrebbe spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti incontrando a palazzo Chigi le parti sociali, deriverebbe dai tagli. «È difficile invertire la tendenza della spesa - avrebbe spiegato - ma è necessario, non vediamo alternative».

PROVINCE - La manovra prevede anche la cancellazione delle province delle aree metropolitane. La misura viene giustificata per evitare eventuali duplicazioni di funzioni ed «assicurare la piena attuazione dei principi di sussidiarietá, adeguatezza e differenziazione, nonchè il contenimento dei costi delle istituzioni pubbliche». Le loro funzioni verranno, quindi, attribuite alla regione di appartenenza.

MANAGER PUBBLICI - La scure di Tremonti si abbatte anche sui manager pubblici. Il loro stipendio, secondo quanto prevede la manovra, sarà tagliato del 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle societá non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.ca-gi.it

FRASE DEL GIORNO:
LA MENTE E' PIU' POTENTE DI QUALUNQUE OGGETTO MATERIALE. USALA CON CRITERIO!

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 18 giugno 2008

comunicato politico n°8

















Topo Gigio Veltroni, il più imbelle leader dell’opposizione che si ricordi, ha finalmente reagito. Lo psiconano introduce la cortina di ferro tra i politici e la giustizia e l’informazione. Taglia in due il Paese, di qua gli impuniti della politica, di là i cittadini. Topo Gigio dichiara allora: “Guai a farci schiacciare su posizioni girotondine”, ma anche: “Non mi pare che ci sia un clima positivo”, e ancora anche: “Troppi strappi, così il dialogo salta”.
Quanti strappi alla Costituzione e alla legge sono necessari perché l’inciucio Veltrusconi salti? Ce lo dica Topo Gigio. Anzi, non dica più nulla, ci risparmi i suoi aggettivi da terzomondista, ma anche berlusconista e si dimetta. Negli Stati Uniti, dopo la serie impressionante di sconfitte che ha subito, Ueltròn farebbe la maschera del cinema a Hollywood.
Lo psiconano ha dichiarato guerra al Paese. Non perché sia cattivo, ma per necessità. La galera non piace a nessuno. Per questo vuole mandarci i giornalisti e i magistrati al suo posto. Il disegno di legge sulle intercettazioni seppellisce in modo definitivo la (poca) informazione libera esistente in Italia. Non potremo più sapere nulla. Nulla. Unipol, Abu Omar, Santa Rita, la centrale di spionaggio di Telecom, Saccà, Parmalat. I processi, diventeranno segreti di Stato. Lo psiconano impedisce con la galera la pubblicazione di ciò che è pubblico. Non solo delle intercettazioni, che di fatto, vengono eliminate. Infatti, tutti gli atti delle indagini preliminari “anche se non sussiste più il segreto” non possono essere divulgate neppure “in modo parziale o per riassunto”. Nessuna intercettazione sotto i 10 anni di pena, nessuna pubblicazione di atti giudiziari pubblici. Questa è la sicurezza del nuovo Governo. I militari per le strade sono un insulto per le forze di Polizia. Lo scopo non è quello di difendere i cittadini, ma di creare un precedente. I militari potranno essere impiegati per le centrali nucleari, gli inceneritori, le nuove basi americane, la Tav in Val di Susa, il Ponte sullo stretto, per l’abolizione della class action Parmalat. Per proteggere i politici come nelle migliori tradizioni sudamericane.
La legge sulle intercettazioni è la pietra tombale sulla democrazia. Io non ci sto. Una legge, fatta per i fuorilegge, che va chiamata, in modo corretto, legge Silvio Berlusconi.
Il prossimo V-Day sarà dedicato a questa legge. Il V3-day sarà sulla Giustizia. Lancerò un referendum per l’abolizione della legge Berlusconi. Chiunque ci stia, associazioni, movimenti, raggruppamenti politici, è benvenuto. E’ arrivata l’ora di contarci. Non c’è più tempo. V-day, V-day, V-day.

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.img220.imageshack.us

FRASE DEL GIORNO: REAGISCI ALLA DEGENERAZIONE DELLA SOCIETA' E DELL'AMBIENTE: DECIDI DI FARE QUALCOSA IN PRIMA PERSONA, SVILUPPERAI FELICITA' ED ENTUSIASMO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 17 giugno 2008


in ventimila bussano alla Caritas

In Toscana gli assistiti sono aumentati del 25 per cento

Povertà e disagio aumentano in Toscana, dove nel corso del 2007 oltre 20 mila persone si sono rivolte agli sportelli della Caritas in cerca d´aiuto. Il 25 per cento in più rispetto all´anno precedente, quando a mettersi in fila per un pasto caldo, una doccia o dei vestiti usati erano stati poco più di 16 mila.

Dati che emergono dall´ultimo rapporto Caritas sulle povertà presentato ieri in consiglio regionale: una fotografia che racconta nel dettaglio una Toscana sempre più povera, dove aumentano disoccupazione, disagio abitativo e solitudine (specialmente tra gli anziani) e dove un numero sempre maggiore di persone è costretto a chiedere i beni e i servizi basilari: la mensa al primo posto, seguita da vestiario, igiene personale e generi alimentari.
A domandare aiuto agli 88 centri di ascolto Caritas regionali sono stati per la stragrande maggioranza stranieri: l´80 per cento, di cui un terzo cittadini romeni, aumentati rispetto al 2006 quasi del 2 per cento. Tra gli europei, quasi il 40 per cento del totale, la fetta più consistente è rappresentata dalle donne, quasi tutte provenienti dall´Est, con un alto livello di istruzione: in patria si sono diplomate o laureate, in Italia sono diventate badanti che offrono cure e assistenza familiare ad anziani e malati. Mentre sono diminuiti, rispetto al 2006, gli stranieri irregolari, passati dal 55 al 44 per cento.

Quanto agli italiani, ha spiegato Stefano Simoni, coordinatore del rapporto, «sono un quinto del totale, ma sono anche coloro che presentano le situazioni di maggior disagio: se gli stranieri si rivolgono a noi appena arrivati, per superare le difficoltà iniziali, per i cittadini del nostro Paese c´è un protrarsi delle condizioni di disagio». Tra questi, il 12 per cento ha più di 65 anni: segno di un´indigenza che dura nel tempo, spesso accompagnata da abbandono e solitudine.

Particolarmente preoccupante, d´altra parte, è anche il dato che mostra come il bisogno aumenti nelle fasce più giovani della popolazione: quella tra i 19 e i 24 anni (+ 2 per cento) ma soprattutto quella tra i 25 e i 44 anni, che rappresenta la fetta più grossa (56 per cento) di coloro che hanno chiesto una mano agli sportelli Caritas.
Il lavoro è un problema soprattutto per gli stranieri (il 74 per cento dei quali dichiara di non possedere alcuna occupazione) mentre per gli italiani la preoccupazione principale (40 per cento) viene dalle condizioni economiche. Senza dimenticare il disagio abitativo: soltanto il 3 per cento degli assistiti ha una casa di proprietà; il 30 per cento vive in affitto e subaffitto, l´8 per cento in sistemazioni di fortuna, il 10 per cento non ha alloggio.
Per Simoni il problema principale è l´esistenza di «un welfare non a misura di famiglia, un sistema che è in grado di offrire protezione alla famiglia solo finché questa è in grado di lavorare e produrre un reddito». Parole che fanno eco a quelle dell´assessore regionale alle politiche sociali Gianfranco Salvadori, per cui il dossier è una «ricerca preziosissima» che evidenzia le difficoltà dovute alla «mancanza di un piano nazionale che, oltre a indebolire le già fragili politiche locali, rende impossibile un approccio efficace».

Alla presentazione sono intervenuti anche don Emanuele Morelli, delegato regionale Caritas e Alessandro Martini, direttore della Caritas fiorentina, quella dove si concentra il maggior numero di emergenze: qui nell´ultimo anno le richieste di aiuto sono state 3 mila in più.

articolo tratto da www.firenze.repubblica.it
immagine tratta da www.misilmeri.files.wordpress.com

FRASE DEL GIORNO:PRENDITI PIU' CURA DEL TUO MONDO INTERIORE: NON LO SENTI PIANGERE DI GELOSIA PER LE TROPPE ATTENZIONI CHE RISERVI A QUELLO ESTERNO?

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 16 giugno 2008

Pagheremo le telefonate in entrata?


Viviane Reding propone il modello americano anche per l'Europa

BRUXELLES
La Commissione europea intende proporre una serie di riforme sulla telefonia cellulare che potrebbero finire per creare un sistema di tariffe "all’americana": gli utenti pagherebbero anche sulle telefonate in entrata. «Perché no? L’intero mercato si sta evolvendo, quindi non dovremmo restare vincolati a regole che sono state in vigore per 10 anni», afferma il commissario Ue per le telecomunicazioni, Viviane Reding, in un’intervista al Financial Times.

La Reding spiega di voler ridurre le tariffe su sms verso l’estero e navigazione Internet via cellulare dall’estero, mentre preme per arginare i costi di terminazione, quelli che le società telefoniche si impongono a vicenda per lo sfruttamento delle rispettive reti.

Un operatore europeo di primo piano, interpellato dal giornale, afferma che questa serie di monovre potrebbe vedere le società telefoniche orientarsi all’introduzione del principio che gli europei dovranno pagare le telefonate in entrata. E la Reding è disponibile a questa conseguenza. «Non spetta alla Commissione europea decidere i modelli di business - rileva - li decidono gli operatori».

Negli Usa, osserva il quotidiano, il principio che si paga anche per le telefonate in entrata si è tradotto con bassi costi di terminazione. Secondo gli analisti di Morgan Stanley se nei prossimi anni i costi di terminazione per un gigante come Vodafone venissero tagliati di pochi centesimi per telefonata, l’utile conseguito in Europa ne risulterebbe ridotto di oltre 1 miliardo di euro.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.disattivali.proveditrasmissione.net

FRASE DEL GIORNO: AVVICINA GLI ALTRI SEMPRE CON DOLCEZZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 15 giugno 2008


ai ritmi attuali le riserve mondiali dureranno solo per altri 41 anni
«Se vogliamo soddisfare la richiesta di petrolio, bisogna trivellare in Antartide»
Il n.1 di BP: se si vuole tenere il passo con il bisogno di greggio occorre aprire il Polo sud alle compagnie

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - E' uno degli ultimi luoghi incontaminati della terra. Forse, ancora per poco.

Il mondo, stando alle parole di Tony Hayward, amministratore delegato di British Petroleum (BP), ha davanti ancora 40 anni buoni di «era del petrolio» - ma se si vuole stare al passo con la crescente domanda di oro nero ci si deve rassegnare ad «aprire» l'Antartide alle compagnie petrolifere.

RISERVE - Il boss di BP, che ieri ha presentato l'annuale rapporto sull'energia compilato dal colosso energetico britannico, ha detto che ai livelli di produzione attuali le riserve petrolifere mondiali possono garantire 41 anni di greggio. Ma quando si tratta di aumentare la produzione, allora son dolori. Sono troppi, a detta di Hayward, i «lacci e lacciuoli» che impediscono alle società petrolifere di operare liberamente. «In altre parole», ha sintetizzato Hayward, «quando si parla di rendere disponibile più petrolio, i problemi non s'incontrano sottoterra, ma sopra, sono politici, non geologici». Per questo Hayward da un lato si è lamentato della difficoltà di operare in paesi come il Venezuela, la Russia o il Medio-Oriente, e dall'altro i sussidi che alcune compagnie petrolifere ricevono nei paesi in via di sviluppo e «che distorcono la competizione».

PREZZI - Il boss di BP ha poi negato che il picco di produzione sia stato raggiunto e che gli alti prezzi del greggio dipendono «dalla volatilità dei prezzi stessi e dallo stretto margine tra produzione e consumo». Quindi l'affondo: aprire l'Antartide - nonchè le aree protette degli Stati Uniti d'America - alle trivelle sarebbe l'unica soluzione reale per soddisfare la sempre crescente sete di petrolio del mondo. Il trattato di Madrid, ratificato nel 1998, impedisce però ogni sfruttamento delle ingenti risorse naturali del «continente bianco» sino al 2048. Nemmeno un anno fa, a «scopo precauzionale», il governo britannico ha fatto all'Onu una richiesta di attribuzione di un'area vasta un milione di chilometri quadrati confinante all'attuale Antartide britannica.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.globalgeografia.com

FRASE DEL GIORNO: DAI LA CACCIA AL TUO EGO E POI ELIMINALO: E' IL TUO VERO NEMICO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 14 giugno 2008

Il Tar «lascia libero» il 144

















ACCOLTE LE RICHIESTE DEGLI OPERATORI. PORTESTE DI ALTROCONSUMO

Sospesa la delibera per le tlc che prevedeva il blocco automatico delle chiamate ai numeri a sovrapprezzo

ROMA - Il Tar del Lazio ha sospeso la delibera dell'Autorità per le tlc che prevedeva, a partire dal prossimo 1 luglio, il blocco automatico delle chiamate ai numeri a sovrapprezzo, vale a dire i 144 e affini. Con questa ordinanza il Tar ha così accolto le richieste di alcuni operatori di servizi, decidendo di procedere alla sospensiva, ritenendo per la questione sia necessario un approfondimento direttamente nel merito e quindi, fissando al 13 novembre la prossima udienza.

LE PROTESTE - «Quella del Tar è un’infausta decisione, serviva uno stop netto e definitivo alle bollette telefoniche gonfiate da servizi non richiesti», commenta Paolo Martinello, presidente dell’associazione indipendente di consumatori Altroconsumo, «lo testimoniano le migliaia di segnalazioni di truffe giunte al nostro servizio di consulenza. Da tempo, infatti, i consumatori sono tartassati da problemi di questo tipo: 899, dialer, numerazioni satellitari, servizi a valore aggiunto, connessioni a Internet mai effettuate. Altroconsumo non si ritiene quindi soddisfatta: occorre che i consumatori siano risarciti di quanto è stato loro indebitamente richiesto per le bollette gonfiate da servizi non voluti che hanno dovuto pagare: per troppo tempo è stata fatta cassa sulla pelle e il portafogli degli utenti. E’ per questo che il 30 giugno l’associazione indipendente di consumatori notificherà l’atto introduttivo della class action contro Telecom Italia a tutela degli interessi di tutti coloro che hanno ricevuto negli ultimi anni una bolletta gonfiata, salvo che il Governo non intervenga per decreto posticipando l'entrata in vigore della norma istitutiva della class action, disattendendo quindi le aspettative e gli interessi dei consumatori. Sul sito www.altroconsumo.it continua la raccolta di segnalazioni di casi di bollette Telecom gonfiate, per aderire alla class action».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da http://www.worldglobalservice.com

FRASE DEL GIORNO: IN NATURA LA NEGATIVITA' NON ESISTE, E' LA TUA MENTE A CREARLA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 13 giugno 2008


Il professor Franco Ortolani, Ordinario di Geologia all’Università di Napoli Federico II e componente del Comitato Tecnico proposto dai Comuni e autorizzato a seguire gli accertamenti tecnici relativi alla idoneità geologica del sito della cava del poligono di Chiamano, mi ha scritto. Il suo bersaglio è l’informazione de "La Repubblica". Il grande sponsor del PD e di Bokassa Bassolino.

”Allego una nota relativa alle notizie false divulgate dal quotidiano "La Repubblica" in data odierna. Il Commissariato di Governo è stato costretto ad emettere un comunicato di precisazione che conferma quanto sintetizzato nella nota che vi allego.
Dopo questi eventi strani che coinvolgono un prestigioso quotidiano nazionale, che impegna ben quattro pagine nazionali e locali, ci si chiede: perchè accadono fatti simili banali, sciocchi ma estremamente preoccupanti? Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?
La Repubblica” odierna (9 giugno 2008) in ben due articoli a pagina 16 e nella prima pagina dell’inserto regionale campano, preannunciati in prima pagina nazionale, diffonde notizie palesemente false circa i risultati delle indagini geologiche in corso nella cava del Poligono di Chiaiano inserita tra i siti in cui realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.
Sono riportate notizie false circa la natura delle rocce attraversate dal sondaggio: fino a ieri, infatti, non è stata riscontrata la presenza di lava nel sottosuolo.
Anche se ciò si verificasse, come accaduto oggi pomeriggio (9 giugno 2008), deve essere ben chiaro che la lava non costituisce un livello impermeabile in quanto sempre fratturata, bollosa e discontinua. Del resto il sottosuolo del Somma-Vesuvio, costituito da vari livelli di lava, rappresenta un importante e ben noto serbatoio idrico sotterraneo che alimenta anche usi idropotabili.
Deve essere ben chiaro a tutti i cittadini che fino ad oggi 9 giugno 2008 non si è reso disponibile nessun nuovo dato, tranne la stratigrafia del sottosuolo grazie alla perforazione che deve raggiungere la falda idrica, non ancora rinvenuta ad oltre 120 m di profondità dal piano campagna; quest’ultimo si trova a quota superiore di circa 15 m rispetto al fondo della cava (+180 mslm).
Nella relazione elaborata dallo scrivente, la falda, sulla base dei dati bibliografici, è prevista a circa 150 m dal fondo della cava.
I cittadini devono sapere che le rocce presenti nel sottosuolo sono caratterizzate da una notevole permeabilità per porosità e fatturazione evidenziata anche dal loro comportamento durante le copiose precipitazioni piovose dei giorni scorsi (6 e 7 giugno); benché siano caduti circa 100 mm di acqua piovana (in un anno ne precipitano mediamente circa 800 mm) le rocce costituenti il fondo della cava del poligono hanno assorbito agevolmente l’acqua smaltendola rapidamente verso la sottostante falda.
E’ assolutamente falso, quindi, l’affermazione che nel sottosuolo vi siano rocce impermeabili.
I cittadini si chiederanno: ma perché un prestigioso quotidiano come “La Repubblica” diffonde notizie palesemente false in un momento delicato, pieno di preoccupazioni e di attenzioni?
La Repubblica è stata ingannata da qualcuno che ha “venduto” al giornale notizie false o sta autonomamente creando confusione, sconcerto e sta aggravando lo stato di non credibilità dei rappresentanti delle istituzioni seminando prematuri allarmismi nel tentativo di avvalorare una insostenibile e anomala scelta (la discarica nella cava di Chiaiano) fatta, come è noto, senza alcuna istruttoria tecnica propedeutica e preliminare?
Per concludere si afferma che il “carotaggio” non è terminato come sostiene “La Repubblica” e che nessun nuovo dato, accertato e validato da geologi competenti e non da burocrati pasticcioni, è emerso.
Come cittadino stigmatizzo il comportamento de “La Repubblica” che pure riceve finanziamenti pubblici e richiamo l’attenzione delle persone istituzionalmente preposte a garantire una corretta informazione affinché adottino tutti gli interventi necessari e tesi a tutelare una corretta e verificabile informazione.” Prof. Franco Ortolani, Napoli 9 giugno 2008

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.chiaiano.blogspot.com

FRASE DEL GIORNO: SE METTI IN DISORDINE LA TUA CASA SARAI TU STESSO A DOVER RASSETTARE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 12 giugno 2008

La superficie delle cose


La superficie delle cose. Le notizie ci invadono, ci sporcano tutti i giorni. E’ solo superficie. I nomi dei santi presi a prestito dal calendario. San Raffaele, Santa Rita. Per rubare i contributi alla Regione Lombardia. Polmoni asportati, cardiopatici operati di tumori inesistenti. Hanno superato Dario Argento e Sthephen King. Una sceneggiatura degna del dottor Mengele. Ma è solo superficie. La magistratura imbavagliata, la conclusione del Piano di Rinascita Nazionale di Licio Gelli. Le intercettazioni della magistratura proibite in nome della privacy di Anna Falchi e degli interessi dell’intera classe politica, con l’unica eccezione di Kriptonite Di Pietro. Tutti i delinquenti fuori per salvarne uno solo. Morfeo Napolitano benedice le larghe intese per mettere il bavaglio alla Giustizia. Un presidente di garanzia dei partiti, non dei cittadini. Ma anche lui, come Alfano, Violante e Mancino è solo superficie. Il flusso dei fondi europei. Miliardi di euro provenienti dalle tasse degli italiani destinati, con una firma, senza controlli, da funzionari ammaestrati di Bruxelles a Campania, Calabria, Sicilia. Alla criminalità organizzata e a amministrazioni pubbliche corrotte. Finanziate attraverso un giro conto Roma/Bruxelles/Mezzogiorno. L’origine del voto di scambio. Luigi De Magistris, che indaga, è prima esautorato e poi riabilitato, ma senza più inchieste, nel silenzio dei media. E’ sempre e solo superficie.
Sotto la superficie c’è l’italiano. Che tira a campare. Che non legge, non si informa, ed è, per dirlo con una bella parola, un ignorante. Sotto la superficie c’è sempre un veneto, un siciliano, un valdostano, non un cittadino italiano. La solidarietà si ferma alla porta della regione, del comune, del condominio. Sotto il fallimento dell’Italia, il suo fallimento economico, ma soprattutto morale e etico c’è l’italiano. Una volta era solo l’italiano medio, ora è anche il medio alto e il medio basso, il medio sinistro e il medio destro.
Ogni giorno ci sono nuovi sintomi, nuovi delinquenti, nuove leggi vergogna. Non siete stanchi di rincorrerli?
Fermatevi, guardatevi allo specchio e dichiaratevi colpevoli.

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articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.lacaffeinomane.files.wordpress.com

FRASE DEL GIORNO: FAI UNA PASSEGGIATA NELLO SPAZIO INTERIORE DEL CUORE E DELLA MENTE: IMPARA A CONOSCERE TE STESSO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 11 giugno 2008

Una lavatrice in un bicchiere d'acqua


Da un progetto della Università di Leeds

Presto in commercio una lavatrice eco-friendly: per ogni lavaggio pochi liquidi e chip di plastica riciclabili

LONDRA - Di fronte all’emergenza idrica mondiale e all’allarme ambiente la tecnologia non sta a guardare e gli elettrodomestici si adeguano. Pulito assicurato, macchie di rossetto e di caffé comprese, grazie a chip di plastica riutilizzabili: questa è la promessa di Xeros, lavatrice parsimoniosa ed eco sostenibile realizzata dai ricercatori dell’Università di Leeds, progettata dal Professor Stephen Burkinshaw e prodotta dall’azienda britannica Xeros Ltd. I panni sporchi si laveranno in casa (o anche in fabbrica), con pochissima acqua e con il conforto di vederli uscire dalla lavatrice già asciutti, oltre che lindi.

INGREDIENTI – Basta l’equivalente d’acqua di una normale tazza da tè, un po’ di detergente e circa 20 chili di chip di plastica, riciclabili fino a 100 volte. Insomma, per calcolo approssimativo, si possono lavare panni per sei mesi, evitando di doverli asciugare, processo ulteriormente costoso in termini di energia.

QUALCHE NUMERO – Tenuto conto che in Inghilterra ogni anno vengono commercializzate circa due milioni di lavatrici e che negli ultimi 15 anni la loro vendita è aumentata del 23 per cento, si può facilmente intuire quanto questa miracolosa macchina capace di sostituire il lavoro umano (o forse sarebbe meglio dire femminile) sia stata rivoluzionaria. La washing machine britannica sarà in commercio entro il prossimo anno ed è stata pensata soprattutto per i lavaggi industriali. I test ne confermano le performance eccezionali. Tanto per avere un termine di paragone, una lavatrice tradizionale richiede l’impiego di circa 35 chili d’acqua per ogni chilo di vestiti. Senza contare l’energia necessaria a scaldare l’acqua e quella impiegata per asciugare i panni lavati. Rispetto ai modelli vecchio stampo la Xeros consumerà meno del 2 per cento di acqua e di energia.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.sergiomarini.it

FRASE DEL GIORNO: OSSERVA LA TUA MENTE QUANDO SEI DA SOLO E LE TUE PAROLE QUANDO STAI CON GLI ALTRI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 10 giugno 2008


Il "Rapporto sui diritti globali 2008" segnala il pericolo di involuzione del Paese
a causa delle sempre maggiori difficoltà economiche e del crescere della paura
Precariato, povertà e insicurezza
Al tramonto la società solidaristica
L'indebitamento totale delle famiglie ammonta a 490 miliardi, in forte difficoltà 1 su 5
Il lavoro è sempre più precario e rischioso: i morti sul lavoro superiori a quelli delle guerre

ROMA - Un lavoratore sempre più marginale, con un salario sempre più striminzito e lontano dalle medie europee e dai picchi straordinari raggiunti dai compensi dei manager. Un sistema ingiusto, all'interno del quale le famiglie s'impoveriscono, s'indebitano senza che s'intravveda "un vero disegno riformatore" nelle politiche di welfare. E' l'Italia che emerge dal "Rapporto sui diritti globali 2008", il rapporto annuale sulla globalizzazione e sui diritti nel mondo redatto dall'associazione SocietàINformazione e promosso da Cgil, Arci, ActionAid, Antigone, CNCA, Forum Ambientalista, Gruppo Abele e Legambiente.

"Cresce sempre di più il senso di insicurezza della popolazione, la precarietà del lavoro, la sfiducia nel futuro e la paura di perdere il benessere e la qualità delle proprie condizioni di vita", osserva nel presentare il rapporto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, denunciando "il rischio di processi involutivi che, oltre a danneggiare il mondo del lavoro in generale, finirebbero per devastare il tessuto connettivo sui cui si è sviluppata la nostra società, impostato su valori solidaristici e universali".

Morti sul lavoro, una guerra a bassa intensità. Quella delle morti sul lavoro, denuncia il curatore del rapporto Sergio Segio, direttore dell'associazione SocietàINformazione ed ex militante di Prima Linea è "una piccola guerra a bassa intensità, nascosta dietro le mura delle fabbriche, tra le impalcature o nei campi". Per quanto riguarda le cifre è però "una grande e infinita guerra, se consideriamo che, nella Seconda guerra mondiale, le perdite militari italiane furono di 135.723 morti e 225.000 feriti, mentre la lunga battaglia nei luoghi di lavoro dal 1951 al 2007 ha prodotto almeno 154.331 morti e ben 66.577.699 feriti". Analoghi i risultati di un confronto rispetto alla Guerra in Iraq: dal 2003 al 2007 hanno perso la vita 3.520 militari della coalizione contro 5252 morti sul lavoro in Italia nello stesso periodo.
e morti sul lavoro non sono un caso, sono piuttosto la conseguenza di "una cultura economica e organizzativa" che non ritiene ragionevole una spesa per la sicurezza volta a evitare anche il minimo rischio di incidenti. Si viaggia, ricorda il rapporto, a un ritmo di ben oltre 1000 morti sul lavoro e più di 900.000 infortuni l'anno. E la nuova legge sulla sicurezza (legge n.123/2007 non pone le condizioni per un vero miglioramento, secondo i curatori dell'analisi, dal momento che, "più che sul sistema sicurezza, è intervenuta suo suoi effetti perversi, non modificandone, quindi, le logiche e le strategie di governo".

La povertà "differita". "La povertà è sostanzialmente stabile, le politiche di welfare sembrano non scalfirla", rileva il rapporto, denunciando però un rischio ancora più grave, quello della "povertà prossima ventura", o della "povertà differita". "Così può infatti essere definito - spiega Segio - il fenomeno massiccio del credito al consumo e dell'indebitamento delle famiglie, spesso premessa di fallimenti individuali, vale a dire l'impossibilità di fare fronte alle rate del mutuo della casa e dei tanti debiti contratti". Dal 2001 al 2006 il credito al consumo in Italia è cresciuto dell'85,6%, arrivando ormai a 94 miliardi di euro, mentre l'indebitamento complessivo delle famiglie ammonta a 490 miliardi. Per precipitare nella povertà, ricorda il rapporto, basta poco: nel 2007 secondo uno studio sarebbero 346.069 le famiglie italiane divenute povere a causa delle spese sanitarie sopportate.

Salari sempre più bassi. La principale causa dell'aumento della povertà in Italia è costituita tuttavia dai salari, sempre più bassi e inadeguati rispetto alla crescita dell'inflazione. Le statistiche Ocse, ricorda il rapporto, ci dicono che tra il 2004 e il 2006 le retribuzioni in Italia sono scivolate dal diciannovesimo al ventitreesimo posto, ma nel frattempo "nel 2007 i primi cinque top manager italiani hanno ricevuto compensi per circa 102 milioni di euro, il salario lordo di 5000 operai, peraltro senza alcun vincolo con i risultati dell'impresa e con l'efficacia e produttività del proprio lavoro". Oltre due milioni e mezzo di famiglie "ufficialmente" povere, sette milioni e mezzo di individui. Mentre con un reddito non superiore al 20% della linea di povertà calcolata dall'Istat cerca di sopravvivere l'8,1% dei nuclei. Vale a dire che le famiglie povere e a rischio povertà sono una su cinque. Anche perché, a fronte di salari praticamente fermi, negli ultimi sei anni ogni famiglia ha perso un potere d'acquisto pari a 7700 euro, secondo alcune associazioni dei consumatori.

La "flexicurity" rimane un miraggio. A contribuire alla povertà c'è anche il lavoro precario. Nel 2006, ricorda il rapporto, le assunzioni a tempo determinato hanno superato per la prima volta quelle a tempo indeterminato. Sommando tutti i lavoratori impegnati con contratti precari, o se si vuole flessibili, si arriva, secondo il centro studi Ires, a una cifra compresa tra 3.200.000 e 3.900.000 persone; poco meno quelle che lavorano nel sommerso. "La flessibilità è corrosiva nei confronti del lavoratore - osservano i curatori del rapporto - perché gli istilla ansie, paure e insicurezza, ma lo è anche nei confronti del lavoro, che finisce per perdere qualità". Anche perché la flessibilità italiana è lontanissima dalla flexsecutiry del modello scandinavo: "Il famoso modello danese, il più studiato e forse il più efficace (anche se poi alla prova dei fatti lascia fuori i più fragili) si basa infatti su una serie di variabili necessarie, oltre la semplice formula: investimenti ingenti di risorse pubbliche, ammortizzatori sociali molto estesi, di tipo universalistico, un sistema efficiente di formazione permanente, un uso del lavoro flessibile non 'al risparmio' ma mirato a obiettivi di sviluppo".

Una paura che fa paura. In una situazione di sempre maggiore povertà e insicurezza la paura dilaga, ma è "una paura che fa paura", osserva Segio: "I dati ci dicono che le paure legate alla sicurezza sono infondate, il tasso di scippi ma anche di omicidi è il più basso degli ultimi trent'anni, eppure l'88% degli italiani pensa che in Italia vi sia più criminalità rispetto a cinque anni fa". La paura porta alla xenofobia, sentimento che può anche far comodo: "Dietro a ogni campagna securitaria - afferma Segio - ci sono sempre appetiti e progetti immobiliari. Così come la geografia degli sgomberi dei campi rom in molte grandi città, a partire da una incattivita Milano, ricalca esattamente le necessità e le tempistiche dei 'palazzinari', proprietari di vastissime aree".

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.newsrimini.it


FRASE DEL GIORNO: BUDDHA HA DETTO: "NON POSSO LAVARE CON L'ACQUA LE TUE AZIONI NEGATIVE.
NON POSSO TOGLIERE CON LE MANI IL TUO DOLORE MENTALE.
DEVI FARLO TU STESSO. SVILUPPA LE TUE QUALITA', RICONOSCI QUALI SONO LE AZIONI DA COMPIERE E QUALI DA EVITARE"
tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 9 giugno 2008

India, una banca per i bambini di strada


Dodici filiali, duemila clienti, è affidata a giovanissimi che ne hanno fatto un esempio di business virtuoso
CARLA RESCHIA
I suoi "uffici" sono dei gabbiotti decorati con stencil di farfalle multicolori piazzati nelle vie più desolate di New Delhi. Al banco spesso si trova un ragazzino a piedi nudi, identico a quelli che fanno la fila allo sportello. E' la Children Development Bank, 12 filiali nella capitale indiana, duemila clienti fra i bambini di strada, i ragazzi raminghi, senza famiglia e disperati che affollanno Dehli come molte metropoli del mondo.

E' nata nel 2001 per iniziativa dell'ong Butterflies (Farfalle, appunto) ed è diventata un caso segnalato da un bel reportage del Los Angeles Times perché qui i più diseredati fra i diseredati possono depositare i soldi guadagnati con i loro poveri lavori: riciclaggio dei matreriali trovati rovistando tra i rifiuti, vendita di riviste e frutta agli incroci stradali, impieghi di poche ore come improvvisati camerieri ai tavoli dei banchetti di nozze.

Alla banca delle farfalle nessun cassiere guarda con aria di sufficienza chi chiede il deposito di 300 rupie (nemmeno 9 dollari). Anzi, queste piccole attività vengono finanziate con il microcredito e migliorate grazie a corsi di gestione finanziaria e ad altre attività dedicate ai minori senzateto. Duemila clienti sono pochi se si considera che l’India è il Paese con il più alto numero di bambini di strada, circa 10 milioni, e che nella sola Delhi si stima siano oltre 100 mila. Ma è un segnale di speranza importante considerando che la maggior parte di loro non ha mai frequentato una scuola, non ha una famiglia e passa le giornate e le notti attorno alle principali stazioni ferroviarie e nelle aree più trafficate della città. Dove si trova in balia di tutti gli abusi: i bamibini di strada vengono picchiati dalla polizi, subiscono abusi sessuali da parte di adulti, si drogano sniffando colla, mendicano e rubano.

Di fronte a questo quadro desolante, l'iniziativa sembra promettere un futuro diverso. «Non è importante quanto riescono a risparmiare - dice al Los Angeles Times il direttore del progetto, Sebastian Mathew - quanto l’abitudine a risparmiare e a non spendere i loro soldi in colla da sniffare, in fumo o in film che vedono a ripetizione».

In più la banca educa alla responsabilità perché è interamente gestita dai ragazzini, di età compresa tra i 9 e i 18 anni, anche se è sempre garantita la presenza di adulti, incaricati di proteggerli e di raccogliere a fine giornata il denaro depositato, che viene poi trasferito, a intervalli regolari, in una banca privata.

Sanjay Kumar, 13 anni, intervistata dal giornale, ha aperto il suo conto due anni e mezzo fa e oggi ha circa 90 dollari, una cifra invidiabile per gli standard di vita dei bambini e anche di molti indiani adlti. «Voglio fare qualcosa quando sarà grande - dice la ragazzina, che ha risparmiato sui guadagni ottenuti servendo ai tavoli nei banchetti - voglio aprire un negozio di tè». Una volta compiuti i 15 anni, Sanjay potrà chiedere un prestito. La banca consente infatti ai clienti «più anziani» di prendere in prestito denaro per avviare attività o proseguire gli studi.

E poi c'è Rohit Kumar Prasad, pure tredicenne, che è scappato di casa, nel Bihar perché il padre lo picchiava. Ora vende cocco fresco alla Delhi Main Railway Station, la stazione storica della Dehli coloniale, ma non sarà così per sempre, perché dice «Voglio diventare medico e curare i poveri e i bambini».

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.geocities.com


FRASE DEL GIORNO: SE SORGE UN PROBLEMA AFFRONTALO SENZA PAURA, ACCETTALO E SENZA ESITARE LO SUPERERAI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 8 giugno 2008


Tecnostress
Più informazioni, più stimoli, più fretta: come non ammalarsi

Computer, telefonini "super", video tv, messaggi continui da gestire: le conseguenze delle nuove tecnologie

Videoterminali incandescenti, sguardi inchiodati agli schermi, cellulari impazziti, febbrili scambi di email: lo stress incombe. E' quanto ci conferma la recente l'indagine su "Le professioni più tecnostressanti" condotta da Netdipendenze, associazione no profit per la prevenzione delle videodipendenze. Spiega il suo direttore Enzo Di Frenna: «La ricerca è basata su un questionario sottoposto, tra il dicembre 2007 e l'aprile 2008, ad un campione di 224 operatori impegnati nelle dieci attività ritenute a maggiore impatto informatico. A tutti è stato chiesto di indicare quanto tempo trascorrono con pc, telefonini e altri strumenti tecnologici di nuova generazione, che consentono di effettuare un numero considerevole di operazioni contemporaneamente e, poi, di dare un punteggio, da 1 a 10, ai tre principali fattori riconosciuti come causa del tecnostress: la gestione di troppe informazioni, l’eccessivo uso degli apparecchi e la fretta nell’esecuzione delle operazioni.

Le risposte hanno evidenziato che è a maggior rischio tecnostress sono gli operatori Ict (Information and communication technology, progettisti e amministratori di reti), che passano una media di 12,5 ore al giorno "incollati allo schermo, stressati soprattutto dall'alto numero di informazioni e di richieste da gestire a ritmi incalzanti; in seconda posizione i giornalisti, specie quelli web, che trascorrono fino a 12,1 ore davanti a schermi di vario tipo, compresi quelli televisivi; al terzo posto troviamo gli analisti finanziari con le loro 10-11 ore al giorno tra pc e blackberry (telefonini che funzionano come computer). Seguono tecnici informatici, topmanager, ipmanager (responsabili dello sviluppo e vendita di progetti innovativi), progettisti di siti web, pubblicitari, analisti contabili e, infine gli operatori call center, piazzatisi in decima posizione, l'ultima, grazie alle "sole" 6,6 ore tra computer e telefono. Ma quali sono i sintomi dei tecnostressati? Se al lavoro perdete la concentrazione, vi sentite affaticati, soffrite di ipertensione, disturbi di digestione, insonnia, perdete facilmente la calma (vedi anche grafico in alto) ci sono buone probabilità che siate tecnostressati. Sono questi i principali sintomi di un male che lo psicologo americano Craig Broad già nel 1984 descrisse nel suo libro "Technostress: the uman cost of computer revolution" ("Il costo umano della rivoluzione dei computer").

Ma dopo 24 anni, molte cose sono cambiate. Noi oggi soffriamo di "Information overload": sovraccarica di informazioni, un termine coniato da Richard Saul Wurman, professore al Mit di Boston, secondo il quale questo sovraccarico genera senso di confusione e assenza di certezze e, più in generale l'insorgere di disturbi psicocomportamentali, oltre a stanchezza cronica. A questo si aggiunge la sindrome da "multitasking" ovvero da interruzione continua provocata dall'uso multiplo di tecnologie digitali che riduce le capacità di concentrazione e si ripercuote negativamente sui rapporti interpersonali arrivando anche a provocare vari disturbi psicosomatici. «Va detto che la tecnologia è una risorsa prima che un rischio— precisa però Giovanni Costa, docente del Dipartimento di medicina del Lavoro all’Università di Milano — . Tuttavia, sono le modalità di utilizzo degli apparecchi, soprattutto orari e grado di formazione degli operatori, che fanno la differenza tra quello che ci aiuta e quello che ci affatica. Occorre, inoltre ricordare che ciò che è stressante per uno può non esserlo per un'altro. Entrano in gioco altri fattori determinanti quali personalità, ruolo, grado di autonomia, esperienza». Ma in che cosa il tecnostress si distingue dal superlavoro di chi fa gli straordinari avvitando bulloni o dalla full immersion di chi, sotto esame studia giorno e notte? «Alla base c'è la differente organizzazione del lavoro—risponde Giuseppe De Luca, psicoterapeuta, responsabile del Programma Euridice sulla prevenzione, mobbing nel mondo del lavoro —. Queste nuove professioni tecnologiche sono poco o niente strutturate e questo impedisce alle persone di organizzare delle gerarchie di azioni da compiere. Una situazione questa che, in mancanza di una estrema padronanza di sé, porta a un marcato disagio psicologico».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.employeefactor.com


FRASE DEL GIORNO: QUALSIASI SCELTA SI FA BISOGNA AVERE UNA CHIAREZZA DI BASE,NON MESCOLARE TANTE IDEE MA SCEGLIERNE UNA E PORTARLA A TERMINE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 7 giugno 2008


Napoli è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è una penisola attraversata da montagne di spazzatura, ingentilita da pianure di rifiuti tossici, percorsa da fiumi di liquidi nocivi e circondata da un mare di merda.
Napoli è ovunque. Discariche abusive, puzze insopportabili, carogne a cielo aperto, veleni sversati nei campi sono una caratteristica del paesaggio italiano. E’ sufficiente un giro in bicicletta fuori porta per scoprire i nuovi tesori. Una macchina fotografica, una mascherina contro gli odori pestilenziali. Tutti possiamo diventare cercatori di monnezza.
Napoli non è sola. Napoli è ovunque ci sia un’amministrazione pubblica corrotta. Un partito che usa il voto di scambio per gonfiare le assunzioni nelle società di raccolta dei rifiuti. Ovunque sia presente un’azienda che paga dei criminali per buttare le scorie nei campi, mescolati con la terra fertile. Napoli è ovunque i cittadini si voltino dall’altra parte per paura, per indifferenza o per mancanza dello Stato. Ovunque ci sia un sindaco, un assessore, un parlamentare che si faccia eleggere grazie alle tangenti sui rifiuti o alla contiguità con le ecomafie.
La spazzatura è il simbolo della seconda Repubblica. L’ultimo e più lucroso business dei partiti. Il pozzo nero di San Patrizio delle concessionarie dello Stato, delle municipalizzate ripiene di funzionari di partito quotate in Borsa. I partiti sono la vera piovra. Si sono divorati il sistema industriale italiano. Gli rimane il business degli inceneritori e delle discariche.
Napoli è a Castellamonte, nel verde Canavese, con sindaci, dirigenti e impiegati dell’ASA, azienda per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, finiti sotto inchiesta o agli arresti domiciliari. La Procura li accusa di aver disperso e mescolato i rifiuti in terreni agricoli o stoccati in discariche abusive. Napoli è in Piemonte dove, prima dell’esito dell’inchiesta: “I sindaci sono schierati al fianco degli indagati” e: “I lavoratori sono solidali con i vertici”.
Napoli è in Lombardia, nelle discariche di Gorla Maggiore e di Olgiate. Nell’inchiesta Monnezza Connection. I rifiuti provenienti dal Sud invece di essere trattati erano mescolati con scarti industriali, tramutati nelle carte in rifiuti non pericolosi e spediti a Grottaglie in provincia di Taranto.
Napoli è nei cinquecentomila metri cubi di spazzatura in una discarica abusiva in Puglia che ha inquinato il fiume Cervaro.
Napoli è nel degrado del Parco dell’Etna dove, più che la natura, sono protette le discariche abusive, con un degrado spaventoso.
Basterebbero poche parole per cambiare tutto: “Raccolta differenziata” e “La spazzatura è una risorsa”. La peste è intorno a noi. Napoli può essere la tua terra, il tuo assessore, il tuo sindaco, il tuo partito. Un’epidemia trasmessa dall’indifferenza.


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articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.perilsud.net

FRASE DEL GIORNO: DESIDERIAMO SEMPRE IL MEGLIO DALLA VITA, MA NON ABBIAMO SUFFICIENTE SAGGEZZA PER CAPIRE COME OTTENERLO VERAMENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 6 giugno 2008


My Morning Jacket, il nuovo album si ascolta sui jukebox



Ma visto che siamo nel 2008, si tratta di jukebox collegati a Internet!
Questa è una storia americana, se non altro perchè ha come protagonista uno dei simboli della rivoluzione rock'n'roll d'oltreoceano: il jukebox. In questi giorni la band My Morning Jacket sta facendo ascoltare in anteprima il suo nuovo album Evil Urges sui jukebox nei bar delle maggiori città americane.

La novità sta nel fatto che si tratta di jukebox di nuova generazione, nei quali non girano vinili o cd, ma canzoni digitali scaricate da Internet. Non so come siano fatti questi jukebox. Di recente sono stato qualche giorno a Seattle e non ne ho visto neanche uno (ma non è che li abbia cercati, ero troppo impegnato a rintracciare ciò che era rimasto del grunge). Eppure sembra che negli States siano ormai diffusi in decine di migliaia di locali. Secondo questo articolo di Eliot Van Buskirk su Wired esistono almeno tre aziende leader nel settore degli Internet jukebox (AMI, eCast, TouchTunes) e i My Morning Jacket e la loro etichetta discografica ATO hanno deciso di distribuire il disco a tutte e tre.

Questa è un'altra idea interessante, sia per la possibilità di ascoltare in anticipo un disco in un locale, sia perchè riapre alle case discografiche e agli artisti le opportunità di un canale di distribuzione lasciato un po' andare negli ultimi anni. Tra l'altro, visto che con jukebox del genere presumo sia semplice e automatico controllare l'effettivo numero di volte in cui un brano viene ascoltato, potrebbero diventare anche più naturali ed efficienti i meccanismi di remunerazione. Oltre ai classici modelli di licenza generale, si potrebbe ipotizzare un modello per cui per ogni canzone suonata una percentuale del costo richiesto al consumatore viene girata automaticamente ai detentori dei diritti.

Ed essendo gestito via Internet, anche l'aggiornamento delle canzoni nei jukebox potrebbe essere continuo, con un catalogo ovviamente più vasto di quello tipico dei vecchi modelli. E con una certa flessibilità. Faccio un esempio: lo scorso weekend sono stato a Barcellona al Primavera Sound Festival. Immaginando che anche la città catalana fosse dotata degli Internet jukebox, due settimane prima questi avrebbero potuto presentare una scelta di canzoni degli artisti presenti al festival, un programma speciale per preparare il terreno, incuriosire gli avventori, magari anche spingerli ad andare a vedere i concerti. Lo stesso discorso potrebbe essere allargato a qualsiasi città o manifestazione. Le opportunità di sinergie promozionali sono infinite.

Peccato solo che con i modelli di nuova generazione scomparirà una delle caratteristiche più affascinanti dei jukebox classici: il meccanismo a vista di selezione e posizionamento del disco. Di sicuro le nuove interfacce saranno meravigliose (e probabilmente in stile "cover flow" di iTunes), ma un altro pezzo di mondo analogico sarà destinato a scomparire.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.slipperybrick.com

FRASE DEL GIORNO: SVILUPPARE UNA MENTE ALTRUISTA E' RINUNCIARE AD UN' ATTITUDINE VIOLENTA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 5 giugno 2008

Caro-greggio, pescatori in rivolta a Bruxelles


I dimostranti lanciano molotov
e danneggiano i moderni palazzi
del quartiere europeo. Durissime
le cariche delle forze dell'ordine
BRUXELLES
Violenti scontri ci sono stati ieri tra la polizia e i pescatori che dimostrano per il caro greggio nel cuore del quartiere europeo a Bruxelles. I dimostranti hanno lanciato alcune bottiglie e alcune molotov e hanno danneggiato le finestre dei moderni palazzi circostanti. La polizia ha risposto caricando e lanciando lacrimogeni. Bloccata l’arteria centrale del quartiere europeo Rue De La Loi. In totale i dimostranti erano circa 500, tra cui anche molti italiani. Gli scontri sono ancora in corso, i dimostranti si stanno disperdendo nelle vie adiacenti.

In una strada adiacente a Rue De La Loi, a Bruxelles, ci sono gruppi di pescatori francesi che stanno continuando a sparare con razzi fumogeni colpendo anche edifici vicini. In un incrocio si vedono dei fuochi provocati dai razzi, la situazione ha anche distratto alcuni automobilisti provocando un incidente nel mezzo di un incrocio. Tra i dimostranti se ne vedono anche alcuni muniti di spranghe di legno, alcuni hanno il volto nascosto da fazzoletti. Non è chiaro al momento se anche pescatori italiani abbiano partecipato al lancio di razzi.

La situazione sta degenerando. Alcuni dimostranti nel centro di Bruxelles hanno cominciato a sradicare segnali stradali e li stanno utilizzando per demolire i semafori di un trafficato incrocio. Sono riusciti anche a mandare in tilt la centralina del semaforo. «Non abbiamo niente da perdere -afferma uno di loro- non possiamo più sopravvivere, così ci ascolteranno». Curiosamente in questo momento non si vedono poliziotti mentre alcuni dimostranti continuano a demolire selvaggiamente l’arredo stradale.

In vari incroci, dopo essere stati dispersi dalla Polizia, piccoli gruppi continuano inoltre a tentare di interrompere le strade con barricate improvvisate e in particolare un gruppo di pescatori francesi ha divelto un marciapiede e ne ha usato le pietre per distruggere, per quanto possibile, i vetri della Direzione generale per l’Agricoltura della Commissione. Alcuni manifestanti si sono muniti di pietre e con una bandiera francese portata da un alfiere si sono diretti verso un presidio delle forze di Polizia, ma sono poi tornati indietro probabilmente per cercare nuove zone di attacco meno protette. La situazione è molto tesa anche se i cittadini e i lavoratori di Bruxelles continuano a girare per le strade occupate dai manifestanti. Alcuni cassonetti, ma a Bruxelles ce ne sono pochissimi, sono stati dati alle fiamme ed oramai i disordini riguardano un pò tutto il quartiere dove i pescatori continuano a divellere il selciato. La Polizia è presente in forze e un elicottero sorvola la zona a bassissima quota.

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.areamarinasinis.it

FRASE DEL GIORNO: LA NOSTRA MENTE NON HA SPAZIO DI MUOVERSI LIBERAMENTE PERCHE' E' BLOCCATA DALL'IGNORANZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 4 giugno 2008

Caro-petrolio? Ecco la benzina low cost


Sono circa 2 mila in tutta italia, gli elenchi si trovano online

Sempre più diffuse le «pompe bianche», distributori senza logo che vendono carburanti a prezzo ribassato

MILANO - In questi mesi in cui la febbre da prezzo dei carburanti continua a salire e i "totem" dei principali distributori italiani sembrano impazziti, tanto cambiano rapidamente le tariffe riportate, con la benzina e il gasolio che toccano ogni giorno nuovi record storici, siamo andati a conoscere da vicino il fenomeno alternativo delle cosiddette «pompe bianche». Si tratta di distributori "low cost" che forse al momento ancora non impensieriscono seriamente le multinazionali regine del mercato, ma che con il passare del tempo rappresentano una realtà sempre più diffusa e in grado di attirare un numero sempre maggiore di nuovi clienti. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, delle 23 mila pompe distribuite sul terriotorio, circa 2000 sono quelle "risparmiose", di proprietà di alcuni imprenditori privati, che vendendo carburante senza logo, gestiscono al meglio l'autonomia dei tariffari stracciando così la concorrenza con dei prezzi sempre più bassi rispetto allo stallo delle grandi compagnie.
PIU' CONCORRENZA - «Nell'ultimo decennio in questo settore è aumentata la concorrenza, grazie anche alle «pompe bianche» – dice Luca Squeri presidente della Figisc, la Federazione italiana gestori impianti stradali e carburanti - e il consumatore finalmente riceve offerte convenienti e diversificate. Ma non basta, perché la concorrenza dei colossi del carburante in alcuni casi è sleale». Il Belpaese soffre la speculazione sui prezzi e quello che accade è che la benzina costa di più ai consumatori, ma i benzinai guadagnano meno e hanno le mani legate dalle multinazionali. «In Italia purtroppo ci sono casi in cui nello stesso bacino d'utenza la stessa grande compagnia di appartenenza (Esso, Agip, Shell… solo per citarne alcune) impone prezzi diversi ai gestori creando delle discriminazioni oggettive – fa notare Squeri –. Nel caso dei i distributori low cost, invece, il prezzo è legittimato dal proprietario che salta tutti i passaggi: marketing, stoccaggio, pubblicità e riesce ad essere competitivo».

SENZA GRIFFE - Le sigle dei piccoli benzinai senza griffe hanno nomi che forse non sono così noti al grande pubblico: Daytona, Energia Siciliana, Alfa Petroli, Sodin e tanti altri ancora. E rappresentano il 5% del mercato dei carburanti. Il fenomeno è di matrice locale ma riguarda un po' tutta la Penisola. Alcuni di loro sono riusciti nell'arco di 25 anni ad espandersi con una piccola rete di distribuzione.

ELENCHI ONLINE - Visto che comportano dei vantaggi per gli utenti finali, le associazioni dei consumatori spingono e promuovono le "pompe bianche". «Noi ci siamo impegnati a raccogliere l'elenco completo dei distributori low cost in tutta Italia – dice il presidente della Federconsumatori Rosario Trefiletti – e finora abbiamo messo a disposizione sul nostro sito 260 nominativi per cercare di offrire al nostro utente una potenziale alternativa gratuita e facilmente consultabile. Noi vogliamo favorire un processo di liberalizzazione del mercato. In questo momento drammatico c'è bisogno di risparmiare e noi ce ne rendiamo conto». Ma non solo la Federconsumatori ha aggiornato l'elenco dei benzinai senza griffe che riescono a proporre sul mercato i loro carburanti a 7-8 centesimi in meno al litro, rispetto ai prezzi medi delle grandi compagnie. Anche il Codacons da tempo si è attivato raccogliendo i nominativi dei 2000 «padroncini indipendenti». Nel sito dell'associazione si trovano le indicazioni per richiedere il file completo con i nominativi suddivisi per regione. In sostanza, occorre chiamare un numero dedicato, l' 899.422404; il costo della chiamata è di 1 euro di scatto alla risposta Iva inclusa. «Il servizio che mettiamo a disposizione on line ci costa - si giustifica Carlo Rienzi, che del Codacons è il presidente -. In ogni caso aiutiamo gli utenti a trovare le "pompe bianche" più convenienti anche quando sono in viaggio. Ma il nostro impegno non si ferma qui. Stiamo protestando contro una liberalizzazione di facciata che crea un mercato sleale in cui i gestori tradizionali ricevono un trattamento mafioso da parte dei colossi petroliferi che impongono i prezzi».

LE ALTRE INIZIATIVE - Oltre al boom delle pompe bianche, occorre segnalare molte altre opportunità per cercare di risparmiare sul caro carburante. Dagli sconti dei self service nei servizi notturni, alle promozioni delle compagnie petrolifere ufficiali che cercano di ritagliarsi una fetta del mercato a suon di centesimi. Ci sono poi alcune pompe non bianche che però non portano il logo delle compagnie petrolifere, ma quello di alcune catene della grande distribuzione, come ad esempio Auchan, Carrefour, Conad. Quest'ultima, ad esempio, ha da poco aperto un nuovo impianto a Modena e propone la verde a 1,390 euro al litro. «Proseguiamo nella difficile, faticosa opera di apertura di impianti di distribuzione con la nostra insegna- sottolinea il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese -. Quello che abbiamo inaugurato a Modena è il quarto, e nel momento in cui i carburanti sono oltre quota 1,51 euro al litro, facciamo il possibile per dare ai consumatori un reale vantaggio economico». «Si deve proseguire su questa strada – dice Roberto Di Vincenzo segretario generale della Fegica, la Federazione gestori impianti carburanti e affini della Cisl – e noi chiediamo di riscrivere correttamente le regole per questo settore. Le pompe bianche sono un'ottima alternativa».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.repubblica.it

FRASE DEL GIORNO: REAGENDO IN MODO NEGATIVO STIAMO SOLO IMPREGNANDO LA NOSTRA MENTE CON LA RABBIA DELL' ALTRO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 3 giugno 2008

lettera al presidente


Dall'Inghilterra lettera a Napolitano di una giovane ricercatrice italiana
"La sicurezza è un problema, ma perché emerge solo la paura dello straniero?"
"Signor presidente, dall'estero
non riconosco più la mia Italia"
"Da anni vivo in paesi multietnici, ma non ho mai visto
tanta intolleranza come quella che nasce e viene alimentata da noi"

Da una giovane ricercatrice italiana residente in Gran Bretagna, questa lettera-appello al Presidente della Repubblica. E' una testo che pone al capo dello Stato e a tutti noi un problema serio. La dottoressa Vinci si chiede cioé cosa stia diventando il nostro Paese, e ci fa capire come ci vedono i nostri connazionali (e non solo loro) all'estero: chiusi in noi stessi, impauriti, spesso incapaci di distinguere le colpe dei singoli e pronti a generalizzare gettandole addosso a chiunque non sia come noi per lingua, religione e colore della pelle. Una lettera che fa riflettere

Carissimo Presidente,
sono un'italiana residente all'estero ormai da diversi anni, ma nonostante questo sono sempre stata attaccata alla mia cara Italia. I suoi colori, la creatività, la vivacità, genuinità e ospitalità della nostra gente sono tutte cose che fino a pochi giorni fa venivano decantate all'estero come marchio dell'essere italiano e che tanto mi rendevano orgogliosa.

Come può ben immaginare, continuo a seguire tutti i fatti di attualità, di politica, di cronaca che riguardano il nostro Paese, e mi creda, mi rattrista dover confessare a Lei e prima ancora a me stessa che mi vergogno dell'Italia ritratta in questi giorni su tutte le prime pagine dei giornali nazionali e internazionali.

Signor Presidente ma che succede? Dove è finita la succitata "ospitalità" degli italiani? E' davvero possibile che il sentimento più forte che emerge nella popolazione sia ormai la paura dello straniero, del migrante, dell'immigrato?

La sicurezza è certamente un problema serio, ma non penso che il modo giusto di risolverlo sia quello di alimentare la paura e l'intolleranza nei confronti di persone comunitarie ed extracomunitarie. Piuttosto penso che una più attenta politica di integrazione sociale sia la soluzione al problema dell'Immigrazione che a mio avviso, non coincide (come il governo vuole far credere) con il problema della Sicurezza.

Siamo in EUROPA e credo sia assurdo leggere ancora sui giornali, titoli come "ragazza italiana violentata da un romeno". Con questo non voglio sminuire affatto la bruttura del reato, mi auguro soltanto che la giustizia faccia il suo corso indipendentemente da chi lo ha commesso. Quindi mi chiedo quale sia il bisogno di sottolineare la diversa nazionalità?

Sono una ricercatrice e il mio lavoro mi ha dato la possibilità di uscire fuori dai "nostri confini" e mi creda non ho mai trovato tanta intolleranza come quella che sta nascendo e che si sta alimentando negli ultimi tempi in Italia.

Adesso sono in Inghilterra e come lei sa qui di immigrati (comunitari ed extra comunitari) ce ne sono tanti, ma così tanti che non si può più fare una distinzione. Per farle solo un esempio, a Pasqua ero ad Oxford e in Chiesa ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: c'era tutto il mondo rappresentato in quella piccola Chiesa Cattolica. Mi colpì e mi commosse la diversità dei colori della pelle, dei costumi, ma al tempo stesso l'omogeneità e la coralità di tutte quelle persone.

Mi chiedo quando in Italia sarà possibile respirare quella stessa atmosfera di integrazione che si trova ormai nel resto d'Europa?

Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l'Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d'Europa.

Fiduciosa nella sua persona e nell'importante carica istituzionale che lei ricopre, la ringrazio per la sua attenzione e le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti,

Maria Vinci

(Pugliese, 34 anni, da 5 o 6 si dedica alla ricerca sul cancro. Ha studiato e lavorato a Milano (Ifom) e a Heidelberg in Germania. Ora si trova in Inghilterra)

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.mantovaninelmondo.com

FRASE DEL GIORNO: DOBBIAMO OSSERVARE COME SI EVOLVONO GLI EVENTI DELLA NOSTRA VITA: COSA SUCCEDE OGNI GIORNO, COME REAGIAMO NELLE DIVERSE SITUAZIONI, SE SIAMO GUIDATI DALL'EGOISMO E DALL'IGNORANZA O DALL' AMORE E DALLA COMPASSIONE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 2 giugno 2008

IMBROCHIAMOLA!!!


L'acqua è gratis

Anche se le acque sotterranee fanno parte del demanio pubblico, 14 Regioni su 20 non ricevono un euro per l’acqua imbottigliata dalle imprese. A novembre 2006, però, la Conferenza Stato-Regioni le ha invitate a uniformare la propria legislazione a quella di Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Basilicata e Sicilia, che già chiedono un “canone di imbottigliamento”.
Dove esistono, oggi le tariffe variano tra 0,0003 euro per litro (in Basilicata) e i 0,003 euro per litro (in Veneto, per effetto di un emendamento alla Finanziaria regionale 2007 approvato a fine gennaio).
Alcune regioni prevedono uno sconto per chi sceglie di imbottigliare nel vetro.
La Provincia autonoma di Trento, la Toscana e la Campania sono “produttori” importanti, ma gli imbottigliatori non pagano altro che un “canone di coltivazione”, in pratica l’affitto del terreno.
In Trentino Nestlé imbottiglia l’acqua “Pejo”, pagando al comune di Peio meno di 30 mila euro l’anno per 90-110 milioni di litri (nel 2005, secondo l’Annuario delle acque minerali 2006/2007 di Beverfood). La Regione Toscana -dove si produce oltre il 10% dell’acqua imbottigliata in Italia- si è dotata nel luglio 2004 di una legge (la 38/2004) che prevede il pagamento di una canone di concessione commisurato ai prelievi. Da due anni e mezzo manca il regolamento attuativo. Intanto Panna e Uliveto (il nono marchio più venduto, quasi 400 milioni di litri nel 2005) continuano a pagare 46 mila euro (la prima) e 20 mila euro (la seconda).

Più spot, più consumi

I consumi di acqua minerale crescono di pari passo con l’aumento degli investimenti pubblicitari.
Nel 2005 le aziende hanno investito in spot, cartellonistica e inserzioni 124 milioni di euro (al netto della scontistica applicata dai concessionari di pubblicità. Il “conto” ai prezzi di listino sarebbe di 379 milioni di euro), senza contare testimonial -come Del Piero per Uliveto- e sponsorizzazioni -come quella della Nazionale di calcio, sempre per Uliveto, o Miss Italia, per Rocchetta-.
Sempre nel 2005 ogni italiano ha bevuto, in media, 188 litri di acqua in bottiglia. Mezzo litro al giorno a testa, più di ogni altro al mondo e quasi otto volte la media mondiale (che è 24 litri pro capite).
Nel 1990 l’investimento pubblicitario (netto) del settore era di 31 milioni di euro e consumavamo 110 litri pro capite di “minerale” all’anno; cinque anni dopo, con 50 milioni di euro spesi dagli “imbottigliatori” in pubblicità, ogni italiano beveva 138 litri d’acqua in bottiglia. Nel 2000 -con la pubblicità per la prima volta oltre quota 100 milioni di euro- i consumi erano saliti a 167 litri pro capite.

Rubinetto vs bottiglia

Pubblichiamo la sentenza con cui l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Antitrust) ha chiuso, nel maggio del 2005, il caso Acea vs. Mineracqua (l’associazione di categoria degli imbottigliatori), condannando per pubblicità ingannevole l’azienda che gestisce il servizio idrico a Roma e in altri Ambiti territoriali italiani.
Il messaggio diffuso da Acea era: A Roma l’acqua di montagna sgorga dal rubinetto, seguito dalla dicitura direttamente dal tuo rubinetto pura acqua di sorgente, buonissima da bere.
Secondo l’Antitrust “il messaggio è ingannevole in quanto attribuisce all’acqua una provenienza geografica non corretta, evocando nella mente del pubblico valori positivi in termini di purezza che non si associano ad acque di provenienza diversa da quella montana”.
L’aspetto senz’altro più interessante della sentenza, però, è che l’Autorità ha riconosciuto che “nel caso di specie il potenziale pregiudizio economico delle imprese associate a Mineracqua è evidente e deriva dal fatto che i consumatori potrebbero essere indotti dal messaggio a preferire il consumo dell’acqua del rubinetto al consumo dell’acqua minerale, sicuramente più dispendioso”.

per maggiori informazioni clicca qui:


e qui:


articolo tratto da www.altreconomia.it
immagine tratta da www.legambiente.eu

FRASE DEL GIORNO: CERCA COSTANTEMENTE DI AVERE UNA BUONA RELAZIONE CON GLI ALTRI. EVIDENZIA SEMPRE LE LORO QUALITA'

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 1 giugno 2008


BRUXELLES: «TROPPE DEROGHE PER I SITI ADIBITI A DISCARICHE»
Napoli, i rifiuti bruciano ancora
La Ue boccia il piano del governo
Secondo Banca Etica la Commissione ambiente lo ritiene in contrasto con la normativa comunitaria

NAPOLI - Nonostante gli appelli, tra i quali quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tra Napoli e provincia si continuano ad incendiare i cumuli di immondizia. Oltre quaranta, la scorsa notte, sono stati gli interventi dei Vigili del Fuoco: più che cumuli, raccontano alla centrale operativa, sono minidiscariche ognuna delle quali corrisponde ad almeno venti contenitori di rifiuti. Interventi, dunque, quelli messi in atto dai vigili del fuoco, che durano non meno di un'ora. Diversi i comuni interessati, soprattutto Casoria, Afragola, Giugliano. Coinvolta anche la periferia di Napoli, in particolare Secondigliano.

LA UE BOCCIA IL PIANO - Secondo quanto riporta il sito Valori.it, legato a Banca Etica, la Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ha bocciato, nella serata di venerdì, il decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso. Il provvedimento risulterebbe infatti in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

TROPPE DEROGHE - Le obiezioni dell'Ue riguardano soprattutto gli articoli che contengono deroghe: la Commissione ha infatti criticato l'articolo 9 (relativo alle deroghe sulla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche) e l'articolo 18 (che prevede un lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali). I tecnici avrebbero sollevato le loro obiezioni direttamente ai rappresentanti del governo italiano a Bruxelles, indicando i punti critici del decreto.
PARERE NON VINCOLANTE - Il parere della Commissione europea non è comunque vincolante per il governo di un Paese membro. Naturalmente, però, qualora Berlusconi e suoi ministri decidessero di andare avanti e di non ascolare i rilievi dell'Ue, si aprirebbe una procedura d'infrazione contro l'Italia. E sarebbe la seconda volta: il nostro Paese è già in procedura d'infrazione, e sempre per lo scandalo dei rifiuti.

SU CHIAIANO - La situazione, insomma, resta estremamente difficile. Venerdì il premier, Silvio Berlusconi, è tornato a Napoli, assicurando mano ferma per risolvere l'emergenza rifiuti. «Le relazioni tecniche dimostrano che il sito di Chiaiano è idoneo ad ospitare una discarica - ha spiegato il presidente del Consiglio - e quindi si farà: chi si opporrà sarà perseguito». Ma i comitati in difesa delle cave di Chiaiano che protestano contro la discarica definiscono "irresponsabili" le parole del presidente del consiglio, perché - spiegano - i carotaggi e gli accertamenti tecnici, nell'attesa del cui esito è stata siglata la tregua delle barricate, non sono ancora finiti; e si chiedono come faccia, allora, Berlusconi a fare tali valutazioni, «evidentemente vuole aizzare la piazza e gettare benzina sul fuoco». Ma - assicurano i comitati - «noi non risponderemo a queste provocazioni e continueranno a manifestare alla rotonda Titanic all'interno del presidio-festa». E anche la manifestazione in programma per domenica 1 giugno, dove oltre ai comitati in difesa delle cave di Chiaiano e antidiscarica della Campania, parteciperanno i centri sociali da Bologna, i collettivi dalla Sapienza di Roma, i No tav e i No dal Molin, «come annunciato sarà pacifica» se «useranno la forza sarà contro gente inerme che festeggia alla sagra della ciliegia».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.giorgiodefrancesco.net

FRASE DEL GIORNO: LA TENDENZA A FISSARSI SU UN PROBLEMA NASCE DALL' INCAPACITA' DI CREARE E UTILIZZARE LO SPAZIO INTERIORE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

Agenda 2010 Voglio Scendere

Pino Corrias
Peter Gomez
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Dal blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio

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