MOVIMENTO 5 STELLE: IL PROGRAMMA

mercoledì 30 aprile 2008


Precari, appello-choc di una donna napoletana al capo dello Stato
"Caro presidente pochi soldi per un figlio, la ragione prevale sul cuore"
"Solo 1300 euro al mese
ho deciso di abortire"

ABORTIRE perché non bastano i soldi. Non perché il bambino è gravemente malformato, non perché si è vittime di uno stupro, non perché si è sole senza un uomo accanto. Sandra (nome di fantasia) a 29 anni non se la sente, non ce la fa a diventare mamma: il motivo è che il suo è un lavoro precario, la sua esistenza è precaria, precari sono i suoi orizzonti. Ha fatto i conti e con sgomento ha deciso: un figlio è un lusso che non può permettersi.

E così ha scritto un appello al presidente Napolitano cui ha dato un titolo terribile: "Necrologio di un bimbo che è ancora nella mia pancia". Scoprirsi incinta le ha procurato "un'emozione bruciante, una felicità incontenibile", ma ben presto "la ragione ha preso il posto del cuore". Scrive nella lettera-appello che sta per inoltrare al Quirinale e che ha spedito al nostro giornale: "Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza, oppure andare su quel lettino d'ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà per sempre".

Ieri mattina Sandra, che vive con il marito in un centro dell'area vesuviana, ha fatto la prima ecografia al Policlinico di Napoli, ha firmato le carte, ha saputo la data in cui abortirà: il 27 maggio, un martedì. Chiede di mantenere l'anonimato perché sua madre non sa niente di questa gravidanza: "Nonostante tutti i problemi sarebbe felice di diventare nonna e di potermi aiutare".

Ha una famiglia alle spalle, un uomo che la ama, una casa. E' sicura di una decisione così importante?
"Mi prenderò questo periodo di tempo per riflettere. E rifletterò molto. Sono sempre in tempo a cambiare idea, intanto però ho prenotato l'intervento. E non mi perdono di non esserci stata attenta, nel breve periodo in cui ho sospeso l'anticoncezionale. Nel frattempo mi chiedo: dove è andata a finire la mia dignità? Ce l'ho messa tutta per costruirmi un futuro. Dopo avere fatto tanti sacrifici, dopo essermi quasi laureata in Scienze Politiche con 18 esami su 22, dopo avere collaborato a un giornale con oltre cento articoli senza mai avere un centesimo e neppure la tessera di pubblicista, dopo aver fatto, io e mio marito, infiniti lavoretti che definire umilianti e sottopagati è dir poco, mi ritrovo a non avere i mezzi per crescere un figlio. Perché se ti manca la moneta da un euro per prendere la metropolitana non importa, ma se ti mancano i cento euro per portare il tuo bambino dal dottore importa eccome".

Alla Asl non paga. Quanto guadagna al mese?
"Io, che oggi faccio la commessa in un negozio di informatica ma non sono ancora regolarizzata, prendo 800 euro al mese. Mio marito, che è più giovane di me, ha 25 anni, è cubano, diplomato all'Accademia, un artista, ha trovato un posto da apprendista sempre nel campo dei computer e guadagna 500 euro al mese. Lavoriamo sei giorni alla settimana e insieme le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro. E meno male che non paghiamo la casa perché ci ospita una mia vecchia zia".

Con duemila euro al mese non abortirebbe?
"Sicuramente mi terrei il bambino. La mia, oggi, è una scelta iper obbligata. Mio marito è più deciso di me: più di me vede la cosa dal punto di vista della concretezza. Pensa sia un fallimento non potere dare a un figlio ciò di cui ha bisogno. In altri paesi le coppie vengono aiutate, qui si parla tanto di baby bonus ma poi nei fatti non succede niente. Lo credo che l'Italia è alla crescita
zero".

Perché ha scelto di rivolgersi a Napolitano?
"Perché è la più alta carica dello Stato. Perché è un simbolo. Perché è una persona che sento di rispettare più di tutti. La mia lettera è soprattutto uno sfogo, un gesto di disperazione e di impotenza. Gli scrivo che qui non c'è nessuno che ti tende una mano quando hai veramente bisogno. Gli scrivo anche: per favore, mi risparmi banalità del tipo: 'Dove si mangia in due si mangia anche in tre!. Mi risparmi la retorica, perché è l'unica cosa di cui non ho bisogno'".

Spesso le banalità sono vere. Cosa le ha detto stamattina l'ecografista?
"Che sono alla quarta settimana di gravidanza. L'embrione è ancora così piccolo che quasi non riusciva a vederlo. Poi la ginecologa mi ha prescritto degli esami del sangue per sapere l'età esatta del feto. Ho anche parlato con l'assistente sociale. Mi hanno fatto leggere e firmare una carta in cui sono elencati tutti i rischi che l'interruzione di gravidanza comporta".

Suo marito l'ha accompagnata?
"Purtroppo non poteva assentarsi dal lavoro, che ha trovato da poco, e al suo posto è venuta una mia amica. Ma mi ha telefonato molte volte. Sa qual è la cosa che mi fa più rabbia? La mancanza di prospettive. Mio padre, che è morto 15 anni fa, era un ingegnere, mia madre è una bancaria in pensione. Noi di questa generazione occupiamo ruoli sociali molto inferiori rispetto ai nostri genitori La mobilità sociale esiste, però in forma peggiorativa. Fra i vari lavori che ho fatto c'è anche quello di baby sitter, prima con un'agenzia, poi anche da sola. Amo moltissimo i bambini: ti riempiono la vita, sono splendidi. Avrei anche già scelto il nome per mio figlio, perché sento che è un maschio: lo stesso nome di mio padre".

Non ha pensato alla possibilità di farlo nascere e poi darlo in adozione?
"Non lo farei mai. Mai, per nessun motivo. Sapere che esiste da qualche parte nel mondo un mio bambino e io non mi occupo di lui sarebbe lo strazio peggiore".

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.cgilvicenza.it

FRASE DEL GIORNO: LA VERA BELLEZZA E' QUELLA DELLA MENTE PACIFICA E FELICE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 29 aprile 2008












DALLE INFRASTRUTTURE AGLI ORDINI PROFESSIONALI, DAL TURISMO ALL’UNIVERSITÀ
Dai bidelli agli onorevoli,
un’Italia alla deriva
Privilegi intoccabili e tagli impossibili

C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.

Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».
C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro.

Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...)

Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...)

E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente.
E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...)

Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.orizzonteliberale.blogosfere.it

FRASE DEL GIORNO: LO SPAZIO INTERIORE DELLA NOSTRA MENTE E' PIU' GRANDE DELL'INTERO COSMO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 28 aprile 2008

comunicato politico n°7



Destra e sinistra non esistono. Esiste un gruppo di affari. L'Italia è il suo business. Le nostre tasse sono le sue entrate. I media sono la sua voce. Non esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi. Esiste l'informazione di regime. E' solo una questione di sfumature tra l'Unità e il Giornale, tra il Tg1 e il Tg5. Non esistono giornalisti, esistono persone che hanno il coraggio di manifestare la verità e diventano eroi, star, cittadini sotto scorta. Esistono persone che scrivono, parlano, comunicano. Si chiamano uomini e donne. Esiste l'ordine naturale di chi sa leggere, scrivere, parlare e usa queste sue capacità per descrivere il mondo. Nessuno è un giornalista, tutti siamo giornalisti. In Rete tutti siamo giornalisti. I giornali e le televisioni sono il passato. Il V2 day ha dimostrato che l'informazione è in Rete. I filmati delle città che hanno partecipato al V2 day sono in Rete. Centinaia di testimonianze del V2 day a Piazza San Carlo sono in Rete. Le firme raccolte complessivamente per i tre referendum sono circa 1.500.000. Non è mai successo nella storia della Repubblica in un tempo così breve. Per ogni referendum sono necessarie 500.000 firme. Per tutto il mese di maggio la raccolta continuerà con i banchetti. E' necessario il maggior numero di firme per raggiungere un margine di sicurezza. A luglio 2008 Beppe Grillo consegnerà le firme alla Corte di Cassazione. L'informazione in Italia non si può più riformare. E' andata in metastasi nei consigli di amministrazione delle banche e delle industrie, negli uffici stampa dei partiti, nei salotti buoni. Va creata una nuova informazione in Rete. Il 25 aprile i partigiani dell'informazione sono scesi in piazza. Il 25 aprile è sceso in piazza anche Testa d'Asfalto con Ciarrapico. Indovinate chi sono stati i preferiti di Topo Gigio, dei pidini doc e dei loro giornali. Siamo tutti Don Peppone e siamo tutti Don Camillo. La Storia non si può riscrivere, ma il futuro si può creare, inventare. La verità è il nostro futuro. Teniamo la fiamma accesa.

Esempio di giornalismo:
L'Unità dopo il V2-day riporta: "Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone"

clicca qui per vedere l'articolo:


L'Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: "Almeno 100mila persone"

clicca qui per vedere l'articolo:

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.beppegrillo.meetup.com

FRASE DEL GIORNO: LA PACE INTERIORE E' UNA VERA RICCHEZZA CHE NE' IL TEMPO, I LADRI O LA MORTE POTRANNO SOTTRARCI


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 27 aprile 2008

SPERIMENTAZIONE contro l'aids



Tanzania, un premio per il «sesso sicuro»
Tremila persone sottoposte a test periodici: bonus di 45 dollari a quelle che non avranno contratto virus


Il metodo - un premio in denaro - ha già dato buoni risultati in Messico dove è stato utilizzato per incentivare i genitori a mandare i figli a scuola o per assicurarsi che fossero regolarmente vaccinati. Ora verrà usato, seppure sperimentalmente, in Tanzania, ma per raggiungere un obbiettivo diverso: incoraggiare e promuovere un sesso sicuro e quindi arginare la diffusione dell'Aids.

Nel simposio delle idee lanciate in questi anni per bloccare o quanto meno rallentare l'epidemia, l'ipotesi di pagare chi poteva dimostrare di non aver contratto la malattia era circolata a più riprese. Finalmente ora - ha spiegato in prima pagina il Financial Times - ha trovato diversi sponsor: la Banca Mondiale, la fondazione William e Flora Hewlett, la Population Reference Bureau e la Spanish Impact Evaluation Fund. Hanno messo assieme 1,1 milioni di euro per finanziare il progetto "sesso sicuro".

La sperimentazione, che, se funzionerà, potrà essere applicata su larga scala, riguarda tremila uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 30 anni, nelle zone rurali del sud della Tanzania. Verranno monitorati periodicamente e sottoposti a test per verificare eventuali contagi di malattie che si contraggono sessualmente. Se non hanno contratto nessun virus, riceveranno un bonus di 45 dollari. Da quelle parti il reddito pro capite si aggira intorno ai 200 euro all'anno, il premio, quindi rappresenta quasi un quarto di quella cifra.

Il progetto, che segna un'importante passo nella guerra contro la diffusione dell'aids, dovrebbe cominciare dopo l'estate e i primi risultati si vedranno dopo 6/8 mesi. Ogni anno si spendono miliardi di euro per cercare di bloccare la diffusione dell'aids o per curare chi ne è affetto. Nonostante ciò si calcola che nel 2007 almeno 2 milioni e mezzo di persone siano rimaste contagiate.

Qualcuno ironicamente parla di un tentativo di corruzione: denaro per condizionare il comportamento sessuale. Carol Medlin, dell'università della California a San Francisco, una delle istituzioni incaricate di effettuare i test, invece non ha dubbi: «Speriamo che questa 'prostituzione al contrario' induca la gente a riflettere sulle conseguenze negative a lungo termine di comportamenti non responsabili». In altre parole denaro contante oggi può essere un buono stimolo a fare attenzione. La paura di una malattia invisibile che forse arriverà un giorno o l'altro, se si è sfortunati, indice atteggiamenti meno prudenti.

Il quotidiano finanziario britannico si domanda poi retoricamente se il sistema di compensare con denaro i comportamenti responsabili può funzionare. I risultati - spiega - possono essere analizzati in fretta al contrario di quelli di un nuovo medicinale che deve essere testato a lungo prima di essere usato su larga scala. Ma se si scoprirà che il metodo funziona, che l'aids nel campione scelto di 3000 giovani regredisce o addirittura non si diffonde, come si farà a trovare il denaro necessario a applicarlo su larga scala? Gli esperti guardano con attenzione a questo esperimento e sostengono che, se funzionerà, potrà attirare parecchi di quei finanziamenti che ora sono diretti verso l'educazione, la prevenzione e addirittura la cura di chi è ammalato.

Il dottor Franco Di Roberto ha una lunga esperienza in Africa, dove ha lavorato in diversi Paesi. Ora è all'ospedale di Rumbek, in sud Sudan. E' un po' scettico sui risultati dell'esperimento: «Non mi piace l'idea che chi si sottopone ai test possa essere pagato. Gli esami devono essere gratuiti e liberi. Poi temo che i risultati possano essere falsati con conseguenti errori nelle statistiche finali». «Non mi convince - spiega a sua volta Daniele Moschetti, missionario comboniano a Korokocho - . La gente andrà, farà la fila, attratta dal denaro. Ma sono dubbioso sui risultati».

Entusiasta invece il dottor Alberto Rossi, anche lui veterano d'Africa: «Le campagne per l'uso del preservativo funzionavano. Ora sono state abbandonate perché l’amministrazione Bush ha cancellato i finanziamenti a quelle organizzazioni che le avevano nei loro programmi. È triste, ma con l’incentivo del denaro si possono salvare vite umane. Dunque perché non provare anche questo sistema? Mi pare irresponsabile l’atteggiamento di chi sta già remando contro, prima ancora che la sperimentazione cominci».

articolo di Massimo A. Alberizzi tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.operadelsapone.org

FRASE DEL GIORNO: NON CONTAMINARE LE AZIONI CON DUBBI E PAURE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 26 aprile 2008


Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione.
Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete.
Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità.
Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube.
Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
Per un nuovo Rinascimento.

Una parte del mio intervento in Piazza San Carlo a Torino.

"Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!

Beppe Grillo

guardate i video:

http://it.youtube.com/watch?v=nbjNZmOmEqs


http://it.youtube.com/watch?v=tr58Dyz6XaY

articolo tratto da www.beppegrillo.it

immagine tratta da www.sambenedettoggi.it

FRASE DEL GIORNO: DI FRONTE A QUALSIASI SITUAZIONE NON DOBBIAMO PERDERE LA NOSTRA CALMA INTERIORE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 25 aprile 2008


La Repubblica di ieri si è accorta del V2 day. Il giornale di De Benedetti scrive che la scelta del 25 aprile per il V2-day è “l’ennesima provocazione” nei confronti della Resistenza e che “ovunque si fronteggeranno le folle chiamate a raccolta dal comico genovese con quelle che intendono ricordare la Liberazione”.
Lo dico in termini metaforici: sono stronzate dettate dalla paura e dagli interessi di bottega. Il V2 day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli.
Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico.
Non è di proprietà dei partiti che hanno venduto i lavoratori e la libertà di informazione per un piatto di lenticchie cucinate ad Arcore. E’ la festa di tutti gli italiani che vogliono un Paese libero. L’Italia va liberata di nuovo, è una ex democrazia. Come altro si può chiamare un Paese in cui l’informazione è nelle mani dei gruppi di potere. In cui Silvio Berlusconi è presidente del Consiglio grazie al controllo di tre televisioni e del gruppo Mondadori. Le prime regalate dal latitante Craxi. Il secondo frutto di corruzione di giudici.
Il 25 aprile non è di proprietà di chi parla con i banchieri e non con gli operai che gli hanno dato il voto, di chi ha rassicurato Testa d’Asfalto sull’impunità e con lui vuole fare la Bicamerale, la Costituente, la nuova legge elettorale e qualunque altro atto osceno in luogo pubblico.
Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.
Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.
Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.

Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile.

Ps: Il 25 aprile sarò a Torino in Piazza San Carlo. Il V2 day inizierà alle 15 e terminerà alle 22.
La giornata sarà visibile su
- satellite su EcoTV canale SKY906
- on line su C6 TV.

Ps: Mi scrive Andrea D'Ambra da Ischia: ciao Beppe, Forio ci nega la vidimazione dei moduli e gli autenticatori. Non ci hanno rilasciato le autorizzazioni e si sono rifiutati di vidimare i moduli!!!!!
HELP!

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.files.meetup.com

FRASE DEL GIORNO: SMETTILA DI TROVARE MILLE SCUSE PER LE TUE CATTIVE ABITUDINI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 24 aprile 2008

Acquisti solidali? A tutto GAS!


Spesa comune mezzo gaudio! Si chiamano GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e sono gruppi di persone che si uniscono per comprare all'ingrosso prodotti (il più delle volte di utilizzo alimentare) per poi ridistribuirseli tra loro in modo equo, orientando i propri acquisti verso compagnie piccole o più sensibili verso valori condivisi da tutto il gruppo come il rispetto dell'ambiente o l'importanza delle tradizioni (da qui l'accezione "solidale").

Un nuovo stile di spesa che riflette un modus vivendi dall'impronta solidaristica, che non riguarda necessariamente solo i prodotti alimentari.

Geografia dei Gas


Sono attualmente 400 i Gas ufficiali diffusi nella penisola, nati originariamente a Fidenza e diffusisi in Emilia per poi contagiare il resto d'Italia, ma si stima che siano almeno un migliaio , considerando anche quelli non formalizzati.
Lo stile di acquisto equo e solidale si sta diffondendo anche in Francia dove esiste da qualche anno un'esperienza grazie al gruppo AMAP "Association pour le Mantien d'une Agriculture Paysanne" con l'unica differenza che qui il gruppo di consumatori "adotta" un contadino e ne condivide in parte i rischi abbonandosi ad un paniere che corrisponde ad una quota del raccolto.

Si risparmia davvero?


Per i "gasisti" l'elemento prezzo viene dopo la genuinità del prodotto e l'etica di produzione, elementi che possono far levitare i prezzi dei prodotti.
L'escamotage che consente però significativi risparmi sulla spesa domestica è una "sforbiciata" alla filiera produttiva che porta i consumatori direttamente dai produttori bypassando gli intermediari, anche se la scelta di prodotti biologici ed etici può comportare rincari rispetto ai "primi pezzi" delle catene di supermercati. Il risparmio si avverte invece se il paragone viene fatto con i prodotti bio della stessa Gdo, con un taglio dei prezzi del 20%.
Dal Nord al Sud del Paese i Gas stanno facendo scuola. C'è chi compra una mucca intera a 1.200 euro per dividerla in dieci famiglie: "Merce pregiata che viene dal parco dell'Uccellina", "Su frutta e verdura, soprattutto in primavera ed estate, il risparmio è clamoroso, ben oltre il 30%", sostiene Sara Paci del Rigas di Rimini, uno dei più grandi in Italia con volumi di spesa annui di 100mila euro.

I volumi sono ancora ridotti: ipotizzando che ogni Gas sia composto da 30 famiglie che spendono in media all'anno mille euro, il business si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, cifra che potrebbe salire nel 2008 a 50 milioni.

Agevolazioni fiscali


Se i risparmi monetari non sono immediatamente evidenti si può contare comunque sulle agevolazioni fiscali predisposte in finanziaria, che consentono l'esenzione dal pagamento dell'IVA
"Non sono soggetti IVA e quindi non devono pagare l'imposta le associazioni senza scopo di lucro, come quelle dei consumatori, che si organizzano in gruppi di acquisto per comprare direttamente dal produttore e risparmiare sui ricarichi distributivi. Lo ha stabilito l'art. 1, comma 266, della legge n. 244/2007, aggiungendo che l'agevolazione è valida a condizione che tali associazioni non applichino ricarichi agli aderenti e non svolgano attività di somministrazione o di vendita. Alla stessa condizione, tali associazioni non sono soggette a Irpef, purché osservino le prescrizioni stabilite dall'art. 4, comma 7, del DPR n. 633/1972 (legge sull'IVA), che riguardano la costituzione con atto pubblico o scrittura privata autenticata oppure registrata all'Ufficio del registro, la previsione del divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, l'obbligo di redigere un rendiconto economico annuale, eccetera".

articolo tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.isole.ecn.org

FRASE DEL GIORNO: GUARIRE SIGNIFICA RIMUOVERE LE CAUSE PROFONDE DELLE MALATTIE TRASFORMANDO LE NOSTRE REAZIONI NEGATIVE IN REAZIONI PACIFICHE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 23 aprile 2008











La Giornata mondiale della Terra mobilita milioni di persone da oltre 35 anni. Nata in America nel 1970, all'epoca la sensibilizzazione all'ambiente era ancora una battaglia per pochi appassionati. È poi nel 1992, durante il Summit della Terra di Rio de Janeiro, che la necessità di agire per l'ambiente con un "partenariato mondiale" è stata riconosciuta a livello governativo. E bisognerà aspettare altri cinque anni perché un vero e proprio piano di azione, il Protocollo di Kyoto, venga firmato per agire contro il riscaldamento del pianeta. Un impegno, quello di Kyoto, strenuamente difeso dall'Ue anche contro quello che il Commissario europeo dell'ambiente, il greco Stavros Dimas, definisce «un atteggiamento negativo dell'America a fronte del cambiamento climatico». Da ultimo, il Consiglio europeo di marzo 2007 ha fissato per l'Ue l'ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 20% di qui al 2020. Ma vediamo come si celebra la Giornata mondiale della Terra in tutto il continente.

Spagna, il nastro verde
In Spagna molte allegre manifestazioni si terranno contemporaneamente a Madrid, Bilbao, Cordova, Asturie e Valencia. Il simbolo scelto per questo evento è il nastro verde, sul modello del nastro rosso incrociato della campagna della lotta contro l'Aids. Un nastro verde di 25 metri di lunghezza e 2 di larghezza sarà portato dai manifestanti a Madrid.

Grecia, a tutta spiaggia
Nell'isoletta greca di Santorini due associazioni che difendono diritti delle donne (Iwos) e ambiente (Helpema) organizzano la pulizia annuale di sei spiagge con l'aiuto di 240 bambini, 25 professori ma anche «altre associazioni, commercianti e autorità dell'isola», come tiene a precisare Anja Reuschenberg, responsabile del dipartimento ambientale di Iwos.

Francia pedagogica
Lo stesso giorno, a qualche migliaio di chilometri, in un paesino del sud della Francia Jacques Vaillant, professore di fisica in pensione proporrà ai suoi visitatori di sperimentare alcuni fenomeni complessi quali l'effetto serra, il ciclo del carbonio, l'effetto termico e fotovoltaico, la biomassa, l'architettura bioclimatica, attraverso la realizzazione di esperimenti di fisica. Ha installato anche all'ingresso della sua casa un vero e proprio "centro pedagogico di energie rinnovabili" con un minilaboratorio chiamato "Coricancha", in riferimento al Tempio del Sole di Cuzco, in Perù. Questa iniziativa ha anche permesso la creazione di una "rete di sviluppo sostenibile" nella regione. Vaillant consiglia durante tutto l'anno gli agricoltori in merito alle colture energetiche, e i protagonisti pubblici e privati, sulle questioni urbanistiche e architettoniche.

La cucina sostenibile
Il concetto di "trasporto sostenibile" è molto conosciuto oggi. Ma chi conosce la "cucina sostenibile"? L'associazione "Passerelle Eco" di Montpellier, in Francia, organizza il 22 aprile un atelier di costruzioni di "fornelli solari" nel quadro dell'operazione "Fornelli solari sul Balcone". I partecipanti scopriranno insieme come cuocere in modo ecologico. Gli ingredienti? Una piastra di legno agglomerato, un fornelletto in acciaio inox, una decina di chiodi e una bottiglia di vetro.

articolo tratto da www.cafebabel.com
immagine tratta da www.outlook.noaa.gov

FRASE DEL GIORNO: OCCORRE AIUTARE SE STESSI PRIMA DI POTER AIUTARE GLI ALTRI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 22 aprile 2008


Il costo del grano, del riso, della soia sta crescendo. Il valore delle azioni delle aziende che producono biocarburanti aumenta. I campi producono etanolo al posto del pane. Il cibo crea energia meccanica, non più umana. Le macchine vengono sfamate, i poveri del mondo tirano la cinghia.
Il biocarburante genera un surplus azionario per le aziende dell’energia. L’assenza di cibo crea invece i morti di fame. Un mondo senza morti di fame sarà un mondo ecologico. Un primo mondo sviluppato senza la palla al piede delle Nazioni in via di sviluppo. Senza il secondo, il terzo e il quarto mondo. Una diminuzione demografica è necessaria per lo sviluppo del PIL. Meno bocche da sfamare e più energia per tutti. La rivolta del pane e l’assalto ai forni stanno ritornando di moda. I poveri non vogliono morire di fame in silenzio. Sono i soliti no global.
Molti Paesi hanno imposto restrizioni all’esportazione di prodotti agricoli. L’Argentina, l’Egitto, l’Ucraina. L’erba del vicino, se è più verde, se la tiene lui. In 30 Stati ci sono stati disordini per l’aumento del prezzo dei cereali. Di solito domanda e offerta hanno lo stesso andamento. Per i cereali non è così. Negli ultimi anni la domanda è cresciuta dell’8%, il prezzo è aumentato del 50%. E’ la globalizzazione dei morti di fame. Al contadino non far sapere quanto vale il biodiesel senza pere. Se lo sa, lo vende a prezzo maggiorato. Se non lo sa, la multinazionale gli compra i campi.
Le nazioni più povere importano cereali per sfamarsi. Se una parte della loro produzione è gestita dalle multinazionali dell’energia il prezzo della fame sale insieme alla Borsa. Giro, giro tondo, cade il mondo, cade la terra, salgono i dazi, cresce la fame, l’azione si impenna. Tutti giù per terra.

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.truffato.com

FRASE DEL GIORNO: DIVENTIAMO DAVVERO RICCHI QUANDO DONIAMO LIBERAMENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 21 aprile 2008

Electrolux, sciopero a sorpresa


nello stabilimento di Scandicci la multinazionale svedese ha annunciato la chiusura dove sono impegnati circa 450 operai

Da stamani, e per l’intera giornata, scioperano i lavoratori dello stabilimento della Electrolux di Scandicci. La Rsu, spiega una nota, ha indetto questa giornata di mobilitazione «a sorpresa» nell’ambito del pacchetto di ore di sciopero decise dal Coordinamento sindacale del gruppo a livello nazionale. La multinazionale svedese, già da qualche tempo, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Scandicci dove sono impegnati circa 450 operai. Davanti all’azienda i lavoratori in sciopero stanno attuando anche un presidio.

Operaio Contro

AsLO:ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE DEGLI OPERAI Scopo dell'Associazione e' la liberazione degli operai dalla sottomissione economica, politica e sociale in cui questa societa' li costringe. Gli operai sono sottoposti ad una moderna forma di schiavitu'. Sono costretti a vendere le loro braccia ad un padrone che per arricchirsi li consuma nelle fabbriche e nei più disparati luoghi di lavoro. Vivono una vita a malapena sopportabile finche' gli affari del padrone vanno bene, cadono sotto la soglia di poverta' appena una crisi si fa sentire, perdono il lavoro, vengono licenziati, utilizzati saltuariamente, supersfruttati, licenziati. Nelle fasi di sviluppo economico la loro condizione sembra migliorare, si propaganda l' idea che ormai gli operai si trovino in una situazione di graduale ma inarrestabile miglioramento: ma basta una crisi e tutto torna in discussione, in forse. Ogni piccola conquista viene travolta, i diritti di cui tanto si parlava cadono uno ad uno sotto i colpi di nuove leggi e regolamenti. Gli operai si ritrovano a fare i conti con la dura realta' di essere schiavi moderni. La distanza economica e sociale fra gli operai, i produttori diretti a salario, e i padroni che li impiegano diventa un abisso. Trovarsi al limite della poverta' di fronte alla ricchezza che le classi superiori possono disporre ed esibire fa della societa' moderna, la societa' del piu' profondo contrasto fra le classi che la storia abbia prodotto. Operai che vi siete resi conto della situazione sociale in cui vi trovate a vivere e non siete piu' disposti a sopportare oltre, aderite all' Associazione, decidete di dare, sulla base delle vostre possibilita' , un contributo diretto alla causa dell' emancipazione vostra e degli operai che in ogni parte del mondo vivono la stessa condizione. Attraverso l' Associazione ogni operaio si addestra a lottare in quanto operaio, non piu' individuo fra individui ma come componente di una classe sociale che si va ricostituendo in tutto il mondo, la classe degli operai. L' Associazione , nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nel campo della politica, ovunque sostiene ed organizza la lotta indipendente degli operai contro i governi dei padroni, contro i padroni al governo. Attraverso l' Associazione ogni operaio non e' piu' una marionetta nelle mani dei partiti dei ricchi che lo usano per andare al governo e per ringraziarlo poi con una legislazione antioperaia fatta a misura degli interessi dei padroni. L' Associazione collega gli operai di tutti i luoghi di lavoro per la difesa della condizioni salariali e normative. Una rete per rimettere l' attivita' sindacale nelle mani degli operai stessi, per scalzare dalle poltrone dirigenti e funzionari sindacali che della svendita degli interessi immediati degli operai ai padroni hanno ricavato privilegi e buone rendite. Attraverso L' Associazione gli operai si preparano ad attuare un azione politica indipendente che punta direttamente alla questione essenziale: chi deve avere il potere ? I padroni o gli operai ? Compagni che non venite dalle fila operaie aderite all' Associazione, in questa scelta c' e' la consapevolezza che se un rivolgimento radicale e' necessario per rimettere su nuove basi la societa' , tale rivolgimento si attuera' solo con la liberazione degli operai dallo sfruttamento. Operai militate nell' Associazione, nessuno ci liberera' dalla nostra condizione di sfruttati se non noi stessi. Associatevi.

per maggiori informazioni clicca qui:

articolo tratto dawww.corrierefiorentino.corriere.it e www.falcee.blogs.it

immagine tratta da www.cgil.it

FRASE DEL GIORNO: CON L'AMORE, L'IMPOSSIBILE PUO' DIVENTARE POSSIBILE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 20 aprile 2008


Design, tra cantieri e installazioni
il Salone di Milano va a Green energy



Milano - La settimana dedicata al Salone del mobile offre, come sempre, una rosa imperdibile di eventi, di curiosità e innovazioni sul design. In tutta Milano si possono trovare accattivanti invenzioni sia in luoghi consoni a mostre, ma anche in semplici vetrine di negozi allestite a dovere per l’occasione.

Il design va a "Green energy" Una pala eolica per la produzione domestica di energia pulita, un padiglione ecosostenibile per meditare, una "sunplant" con lampadine ricaricate dal sole: sono alcune delle 16 installazioni create da famosi designer come Philippe Starck per la mostra "Green energy design", ideata dal mensile Interni in occasione del Salone del Mobile e allestita nei cortili della Cà Granda, l’attuale Università Statale di Milano. Invitati a confrontarsi sul rapporto tra architettura, design e ecosostenibilità dell’ambiente, i progettisti hanno realizzato opere-scultura, architetture e progetti di luce con una particolare attenzione alle energie alternative e ai materiali riciclabili. Antonio Citterio ha realizzato "Lace", un involucro architettonico in una particolare resina opaca a basso impatto ambientale; gli americani Lot-Ek hanno utilizzato il "technogel", materiale gelatinoso e morbido, per "Gel-Bulb"; Philippe Starck ha ideato "Democratic Ecology", installazione con pala eolica per la produzione domestica di energia pulita; Jacopo Foggini, esperto nel riciclo del metacrilato, ha realizzato un megabiscione colorato di 55 metri che si muove sinuosamente nel grande Cortile d’onore. Invece Toshiyuki Kita ha lavorato sul rapporto tecnologia e risparmio energetico per il suo "Sunplant", un albero artificiale che raccoglie l’energia solare e la immagazzina in superbatterie all’idruro-nichel, ricaricabili anche fino a mille volte. Antonio Marras, lo stilista che ama lavorare e allestire spazi con oggetti di recupero, ha progettato "Sussurri e Grida", il portale d’ingresso della mostra. Con maglina di acciaio, tessuto da edilizia riciclato e imbottiture d’aria, Mario Bellini ha dato vita a un piccolo padiglione da meditazione, mentre Gaetano Pesce ha preferito riflettere sullo "spazio malato", con un’installazione fasciata di garza medicale che assomiglia a un arto bendato.
Out e indoor alla fondazione Pomodoro
Le creazioni più curiose e strane sono sicuramente quelle esposte alla Fondazione Pomodoro. Marti Guixè, invitato a riflettere sul rapporto tra out e indoor, ha ideato con grande maestria e genialità un camino da esterni alto 9 metri, per cucinare all’aria aperta; mentre all’interno di un ambiente domestico, lo studio Park associati con Black boulder, è stata portata una parete da free-climbing che ricorda un’ambiente di montagna.
Design in viaggio con Persol
Questa iniziativa ha coinvolto 4 designer che, dopo un tour in giro per l’Italia ha esposto i risultati , video e fotografie di grande effetto, al Superstudio in via Forcella 13.

Ecodisign
Nella galleria Cardi di Milano cinque giovani scelti da “L’uomo Vogue” sono protagonisti del progetto Yamazonia by Yamamay, design ecologico, che prevede la donazione di 1 euro per la foresta amazzonica in una delle boutique di intimo del marchio.

Passioni italiane
Dal 16 aprile al 5 maggio, a Milano allo Zucchi Collection, si tiene “Grandi Passioni Italiane”, un’esposizione di pezzi unici e oggetti del design italiano dalle collezioni dei musei d’impresa della provincia di Milano che fanno parte del museo Kartell di Noviglio, museo Zucchi Collection di Milano; museo scooter & Lambretta di Rodano; museo Alfa Romeo di Arese e spazio Iso Rivolta di Bresso.

Kartell con Blumarine
In occasione del Salone del Mobile, Kartell ha vestito di rosa, colore simbolo del marchio Blumarine, un’inedita serie di lampade ’Bourgiè, che verranno esposte nella boutique di Anna Molinari in Via della Spiga 42, a Milano.

Agathology per Emporium
Dalla fusione tra l’estro della stilista Agatha Ruiz de la Prada e il design dell’azienda Emporium, nasce la esclusiva collezione "Agathology", con tavoli a forma di cuore, scatole a nuvola, mobili come fiori, che sarà presentata nella showroom di via Maroncelli.

Westwood e Molteni
In occasione del salone la stilista Vivienne Westwood apre le porte della sua boutique di corso Venezia 25 per presentare la nuova collezione di sedute con tessuto, a edizione limitata, sviluppate in collaborazione con Molteni&C. Un’interpretazione di classici con ironia british.



Cedrimartini per Cavalli
In occasione del Salone, la Boutique Roberto Cavalli di Via della Spiga ospita una personale del duo Cedrimartini: arredi e luci come creature aliene, dalle forme avveniristiche. I Cedrimartini sono Rienzo Cedri e Andrea Martini. Industrial designer il primo, con specializzazione nei gioielli, scultore il secondo. Tutti i loro arredi e complementi sono progettati e realizzati personalmente, al di fuori dei vincoli della produzione seriale. Si tratta di piccole edizioni o pezzi unici, sempre firmati e con logo in argento.

L'alternativa: design pubblico L’alternativa al Salone del Mobile si chiama "Settimana del Design Pubblico". Non si contrappone alla famosa fiera milanese e al suo corollario chiamato "Fuorisalone". Anzi li completa. Organizzata da Esterni, un centro di progettazione, organizzazione e comunicazione legati all’architettura e al design, la settimana quest’anno propone il tema del "cantiere", come simbolo positivo della città che cresce. Proprio in un cantiere edile, allestito nel parcheggio di via Mario Pagano, sono state presentate oggi le iniziative. Innanzitutto la quarta edizione della Casa dei designer, che offre ospitalità alternativa agli appassionati di design che non riescono a trovare sistemazione in città nei giorni del salone: in collaborazione con il Politecnico di Milano, è allestito nell’aula magna e, fino al 21 aprile, potrà ospitare 150 persone alla volta. Oltre l’area notte e i servizi igienici, l’ostello temporaneo (disegnato da Tobias Lehmann del gruppo Nohotel) avrà anche libreria, area ristoro, internet point, assistenza multilingue, zone relax, big bazar e uno spazio esterno (progettato da Lagostudio e dal collettivo francese Exyzt che ha allestito il padiglione francese alla scorsa Biennale di Venezia) dove i giovani designer potranno esporre i propri progetti, partecipare a incontri e iniziative culturali compreso un ’risveglio mattutinò con breakfast insieme a nomi del design. A supporto della Casa dei Designer, l’iniziativa di "bed sharing" che invita i milanesi a offrire ospitalità (l’anno scorso 77 persone si sono avvalse di questa possibilità). Domani la settimana del design pubblico verrà inaugurata con acrobati e giocolieri nel cantiere di via Mario Pagano, giovedì la ’casa dei designer’ si aprirà per la ’cena di tuttì in collaborazione con Birra Moretti mentre per sabato è prevista l’ ormai tradizionale grande festa di chiusura (in collaborazione con Sogemi) che, dopo tre edizioni nel sottopasso della Stazione Centrale, si sposterà nel Mercato all’Ingrosso dei Fiori. Molti gli sponsor della settimana: oltre a Politecnico, Comune e Provincia, anche Pirelli Re.

articolo tratto da www.ilgiornale.it
immagine tratta da www.blog.clei.biz

FRASE DEL GIORNO: METTENDO IN PRATICA LA GENEROSITA', IL DUBBIO E L'AVARIZIA POSSONO ESSERE TRASFORMATI IN ARMONIA E STABILITA' EMOTIVA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 19 aprile 2008

Sciopero virtuale alla Ibm, effetti reali


I risultati della loro protesta organizzata su Second Life,
dove hanno spostato i conflitti e le vertenze di lavoro
Sciopero virtuale, effetti reali
i lavoratori Ibm cantano vittoria

NON è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti": Charles Darwin docet. E per stare al passo con i tempi anche il sindacato moderno prova a mettere in pratica la lezione del padre dell'evoluzionismo. Perché nell'era di Internet e dell'innovazione tecnologica le forme classiche di protesta da sole non bastano. Lo sciopero tradizionale, pur restando lo strumento di lotta per eccellenza, spesso non risolve la vertenza né conquista titoli sui giornali. Ed economicamente è proprio ai lavoratori che procura il danno maggiore, mentre l'azienda risparmia. Quello solidale - in cui si continua a lavorare e i soldi vanno in beneficenza - stenta ad avere visibilità. Come pure la protesta virtuale, in cui l'azienda destina il guadagno della giornata a un fondo per pubblicizzare i motivi del conflitto.

All'Ibm Italia scioperi, raccolte di firme e petizioni non avevano, infatti, avuto successo. La trattativa per la firma del contratto integrativo durava dal 2004. E nel 2007 l'azienda aveva tagliato il premio di risultato: circa mille euro in meno nella busta paga dei cinquemila lavoratori nazionali. Che a quel punto hanno provato a giocare ad armi pari: invece di scendere in piazza di persona hanno mandato avanti il loro alter ego cibernetico. O meglio l'avatar, per dirla con il linguaggio di Second life, dove il 27 settembre scorso si sono dati appuntamento per la prima protesta sindacale virtuale, nel senso di tecnologica: duemila persone collegate per 12 ore a un computer da più di 30 Paesi per rivendicare diritti reali con cartelli, slogan e striscioni in quella che è la vita parallela di oltre 10 milioni di utenti registrati. E in cui anche il colosso informatico ha investito milioni di euro per aprire reparti, centri d'affari e servizi d'assistenza. Delle 30 isole che Big Blue (come viene chiamata l'Ibm negli Stati Uniti) ha creato nel mondo virtuale, sette sono state occupate dai manifestanti, che hanno poi bloccato il business center per qualche ora e interrotto una riunione online tra manager.

Nell'era del telelavoro che guarda a un futuro senza uffici, il telesciopero, oltre a clamore e solidarietà internazionali, ha portato esiti concreti. Farsi sentire nel metaverso, dove la controparte ha impiegato soldi ed energie, ha favorito, infatti, la riapertura delle trattative, che nella vita reale si erano interrotte da mesi. I dipendenti hanno riavuto il premio di risultato, oltre ad agevolazioni sanitarie più vantaggiose. Sciopero virtuale sì, ma dagli effetti reali, quindi. Non ultimo l'aver contribuito - venti giorni dopo - alle dimissioni dell'amministratore delegato di Ibm Italia, Andrea Pontremoli.

I sindacati infiltrati nella seconda vita fanno sul serio almeno quanto nella prima. "È stato un successo perché colpire l'immagine e la reputazione dell'azienda nel suo punto di forza fa più paura", spiega Davide Barillari, membro del coordinamento nazionale dell'Rsu Ibm di Vimercate, che rappresenta buona parte di Big Blue in Italia. "Negli ultimi anni gli iscritti erano calati, si faticava a coinvolgere i lavoratori. Bisognava trovare un nuovo strumento per combattere la scarsa partecipazione sindacale: con Internet e Second life ci siamo riusciti".

È nato così in Ibm il Sindacato 2.0 che, grazie alle evoluzioni della Rete (3D, web 2.0 e social networking), mette in contatto i colleghi sparsi nel mondo ricalcando un modello di azienda globale. Di questo esperimento se ne sono accorti anche oltralpe: il NetXplorateur Forum che, con il sostegno del Senato francese, premia i modi più innovativi di utilizzare la Rete, il 14 febbraio scorso ha inserito lo sciopero virtuale di Ibm tra le dieci migliori iniziative al mondo. Motivazione: "L'originalità e la versatilità nel portare online duemila avatar con intenzioni più che reali: migliorare la propria situazione lavorativa e raggiungere un accordo sindacale".

Che il ricorso alla tecnologia produca il massimo danno all'azienda e la minima perdita per i lavoratori lo sostiene anche Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom. Che, però, si mostra scettico sul futuro di queste forme di lotta. "Non si deve scambiare l'avanzamento tecnologico del mondo del lavoro con il rinnovamento sindacale. Non credo che queste forme possano sostituire quelle tradizionali", spiega il leader della Rete 28 aprile nella Cgil, "ma le completano, certo, perché accendono i riflettori in un momento in cui lo sciopero classico fatica ad avere visibilità. Non sono, però, risolutive: giocano sull'effetto sorpresa, ma la seconda volta non avrebbero la stessa efficacia".

La tecnologia sta però cambiando di fatto la conflittualità sociale. Lo dimostra il moltiplicarsi di blog aperti dai lavoratori per aggregare malcontento e darsi appuntamento, attirare l'attenzione delle aziende guadagnandosi allo stesso tempo il sostegno dell'opinione pubblica. In Italia c'è, per esempio, il diario web creato tre anni fa dai dipendenti Feltrinelli e Ricordi in occasione della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo. Dal nome provocatorio, Effelunga: "Perché il nostro ruolo non si riduca a spingere carrelli in un supermercato di libri e dischi", si spiega in un post. "Questo blog è il nostro mestiere come vorremmo che fosse".

In Francia molti lavoratori hanno fatto lo stesso. Alla Fnac hanno raccolto consensi su Blogofnac per protestare contro i licenziamenti per esubero di personale. Alla catena francese La Redoute, per restare aggiornati sull'eventuale chiusura di filiali, hanno creato un diario virtuale con tanto di gioco di parole, "On redoute La Redoute" (temiamo La Redoute). E poi ancora "Amen en grève" (Amen, azienda informatica, in sciopero) e "Sfr (società di servizi) en colère". Blog arrabbiati in cui si protesta senza scioperare nella vita reale, salvando stipendio e non penalizzando i cittadini. Cambia la forma ma non la sostanza. "Prima l'attivista girava tra i reparti, al massimo usava il telefono", spiega Lorenzo Bordogna, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all'università Statale di Milano. "Oggi viene meno il contatto fisico: i blog rappresentano l'evoluzione della comunicazione nella lotta sindacale.
Se meccanismo e fini sono quelli tradizionali, la novità è il mezzo". Come nuova è la forma di protesta a "intermittenza" diffusasi in Francia negli ultimi mesi: non più azioni collettive e prolungate ma iniziative corte e individuali, che non implicano l'astensione totale dal lavoro per un'intera giornata. Sfuggendo così alle statistiche del ministero del Lavoro che parlano sì di un calo dei giorni di sciopero dalla fine degli anni Novanta, ma anche di un aumento delle aziende colpite da conflitti lavorativi. Due mesi fa alla Toray plastics è andata così: scioperi brevi a ogni cambio di turno per ottenere un premio di produzione. E alla fine l'hanno avuta vinta loro. Alla pari di chi ha trasferito il conflitto nella vita virtuale per rivendicare diritti di cui godere, tutto sommato, nella realtà.

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.prblog.typepad.com

FRASE DEL GIORNO: NON CI SONO LIMITI ALLE COSE BUONE CHE POSSIAMO REALIZZARE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 18 aprile 2008


L'iniziativa Titolo del primo incontro: insieme per sempre
Bologna, il Comune finanzia
i corsi contro il divorzio
Affidati a un'associazione pro embrione











BOLOGNA — Ti sposi in Comune? Adesso c'è (gratis) il corso prematrimoniale per i fidanzati che scelgono il sindaco invece del parroco. Prima lezione: «Insieme per sempre ». In sostanza, istruzioni anti divorzio in versione laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri, consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere istruito in materia di matrimonio. Le altre lezioni sono su «Sessualità e amore», «Coppia e creatività», «Doveri e diritti nelle relazioni familiari».

L'iniziativa è interessante in una Bologna dove i rapporti tra Comune e Chiesa hanno avuto anche pesanti note polemiche. La Delli Quadri spiega che il sindaco le ha dato subito via libera e che i parroci non si sentono toccati dalla concorrenza. Forse perché obiettivo comune è rendere stabili le unioni. I corsi, come scrive oggi il Corriere di Bologna, sono tenuti da specialisti dell'Ucipem, associazione milanese di matrice cattolica che, nella sua carta fondante, dichiara di riconoscere «che la persona umana è tale fin dal concepimento». La stessa Ucipem, che da tempo istruisce i fidanzati che vanno a sposarsi in chiesa, sottolinea le differenze: «Il matrimonio religioso è un sacramento, quindi comporta anche un'istruzione catechistica che non ha ragione di essere per chi sceglie il rito civile». Al primo corso si sono iscritte una ventina di coppie: tutte al primo matrimonio, solo in un caso l'uomo è al secondo.

Due fidanzati hanno già seguito un corso in parrocchia perché si sposeranno in Chiesa ma hanno voluto ampliare la loro preparazione anche con l'insegnamento laico. Le lezioni (quattro serate di due ore ciascuna) si tengono in una sala comunale. Quando i cittadini si recano all'ufficio matrimoni per le pratiche ricevono anche un volantino informativo. A fine maggio partirà il secondo ciclo di incontri. Da ottobre l'iniziativa sarà strutturata in modo completo, anche sulla base dei suggerimenti delle coppie. Le impressioni dei fidanzati che stanno seguendo le lezioni, tenute da esperti in materie come psicologia, sessuologia e legislazione familiare, sono positive. «Non credevo che un Comune, con tutti i problemi che ha, potesse pensare anche a chi si sposa », ha detto un giovane alla vigilia del sì. Il consenso non stupisce la consigliera comunale. Sposata da 27 anni, provenienza Margherita, cattolica praticante, Lina Delli Quadri è convinta: «La preparazione al matrimonio può contrastare i troppi fallimenti».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.maritiamoci.com

FRASE DEL GIORNO: ELIMINANDO LE EMOZIONI NEGATIVE LA VITA SARA' MOLTO PIU' SEMPLICE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 17 aprile 2008

comunicato politico numero 6


Il partito che non c’è. Queste le cifre. Camera: italiani aventi diritto di voto: 47.126.326. Voti validi: 36.452.305. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.674.021, il 22,6%. Senato: italiani aventi diritto di voto: 43.133.946. Voti validi: 32.771.227. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.362.719, il 24%. La diminuzione più importante, rispetto alle elezioni del 2006, meno 2.109.734, si è avuta al Senato. Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali. Il terzo partito italiano. Gli anni ’90 hanno visto la fine delle ideologie, oggi assistiamo alla fine dei partiti. Uno alla volta ci stanno lasciando. Cadono come le foglie di un platano d’autunno. Lente, ma con volo sicuro. Partito comunista, partito socialista, partito (fuso) radicale, Democrazia Cristiana, Verdi, Alleanza (fusa) nazionale. Ne mancano pochi all’appello. I pidini sono mimetici, ad ogni elezione cambiano identità per non farsi impallinare dagli elettori. Sono carne e pesce, riso e formaggio, zuppa di fagioli e di tartaruga. Un bollito misto. Una Walterloo. Gli altri partiti non esistono. Sono voti nominali. Un nome per tutti e tutti i voti per uno. Ci sono Azzurro Caltagirone e Testa d’Asfalto. Boss(ol)i e la kriptonite Di Pietro. Sono partiti ad personam. Il futuro che ci aspetta è Highlander. Ne rimarrà solo uno. O forse nessuno. Basta aspettare sulla riva del fiume. Le liste civiche del blog crescono. Consiglieri comunali, per ora, a Treviso e a Roma. Sonia Alfano consigliere regionale in Sicilia. Risultati ottenuti senza pubblicità, senza fondi pubblici, senza televisioni, senza giornali. Ma con l’onestà, con il porta a porta, con la Rete. 407 città hanno già aderito ai referendum per una libera informazione in un libero Stato. V2 Day. V2 Day. 25 aprile.

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.perilpartitodemocratico-padova.it

FRASE DEL GIORNO: SCOPRIRAI LA VERITA' ATTRAVERSO LA TUA ESPERIENZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 16 aprile 2008


Verso il futuro: le invenzioni
che stiamo ancora aspettando
Dai mobili con le gambe ai cavi degli auricolari che non si attorcigliano: una carrellata di tecnologie in arrivo

Con tutta probabilità lo sviluppo tecnologico non smetterà mai di modificare la nostra vita, spesso stupendoci e, al tempo stesso, condizionandoci. Tuttavia, l'abbondanza di gadget e prodotti più o meno utili sfornati dall'elettronica di consumo porta a domandarci cos'altro possa essere inventato di nuovo e – magari – di utile. Non abbiamo forse già a disposizione tutto quel che ci può servire e assistere in ogni momento della nostra esistenza? Secondo gli autori di Popular Mechanics la risposta è no, e la classifica pubblicata sulle pagine del sito in questione dimostra appunto che esistono molte altre idee geniali che potrebbero entrare utilmente nella nostra quotidianità, se solo a qualcuno venisse in mente di provare a concretizzarle.

PULITI SENZ'ACQUA - A cominciare dalla doccia a ultrasuoni. Sì, perché nonostante l'evoluzione abbia radicalmente cambiato la vita dell'uomo, almeno una cosa è rimasta immutata rispetto a come vivevano i nostri più lontani antenati: abbiamo ancora bisogno dell'acqua per lavarci. Quindi, anche in considerazione dell'enorme quantità di preziosissima acqua che ogni giorno viene utilizzata per l'igiene personale, perché non prendere spunto dalle tecniche di sterilizzazione usate per la disinfezione degli strumenti chirurgici? Difficile immaginare di poterci ripulire facendo un giretto in autoclave o rilassandosi in una vasca a ultrasuoni, certo, ma la scienza potrebbe trarre ispirazione da tali tecnologie per realizzarne delle altre adatte all'utilizzo da parte dell'uomo.

MAI PIÙ INDECISIONI – E che dire di un supercomputer capace di analizzare i fatti della nostra vita passata e prendere decisioni per il futuro al nostro posto? Invece di affidarci all'intuito o rischiare di fare delle scelte sbagliate sotto l'influenza di fattori emotivi o esterni, potremmo quindi creare il percorso della nostra esistenza basandoci sul puro calcolo del "cervellone del destino". In realtà un software simile è già sperimentato dall'esercito statunitense, che lo usa per prevedere l'esito di battaglie e valutare la validità delle strategie da mettere in atto. Ora non resta che metterne a punto una versione che aiuti i civili indecisi.

MOBILI MOBILI – Prendendo poi spunto dal prototipo di sedia "i-foot" di Toyota, una sedia a rotelle senza ruote ma dotata di due gambe meccaniche, sarebbe interessante creare una linea di mobili semoventi: letti che camminano, divani che camminano, sedie che camminano, frigoriferi che camminano e così via. E il problema della mancanza di spazio nelle abitazioni sarebbe risolto: quando non utilizzati, i "pezzi di arredamento mobili" se ne stanno tutti tranquilli in una stanza, e quando vengono chiamati camminano autonomamente fino alla stanza in cui servono…

LA SFERA DEL SILENZIO – Per evitare gli effetti deleteri che l'inquinamento acustico può avere su umore e salute fisica, un'idea potrebbe essere quella di avere sempre con sé uno scudo anti-rumore. Una sorta di sfera invisibile portatile a prova di decibel in cui isolarsi e proteggersi da rumori molesti, magari in grado di filtrare i suoni e lasciar passare solo quelli a cui non vogliamo rinunciare.

ADDIO NODI – E ancora, dalla scienza dei polimeri elettroattivi potrebbe essere derivata una tecnologia che di sicuro piacerebbe a chi è solito buttare nello zaino o in borsa cuffiette e auricolari e poi si innervosisce quando, al momento di doverli utilizzare, si ritrova a dover sbrogliare una matassa di fili attorcigliati e annodati. I polimeri in questione possono infatti cambiare forma in risposta a uno stimolo elettrico, per cui basterebbe trovare il modo di creare cavi utilizzando materiali a memoria di forma e il problema sarebbe risolto.

articolo tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.img205.imageshack.us

FRASE DEL GIORNO: SI PUO' VIVERE LA REALTA' IN DIVERSI MODI, POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE, IN ACCORDO CON LE PROPRIE ESPERIENZE E PERCEZIONI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 15 aprile 2008

risultati elezioni politiche 2008



il giorno dopo la vittoria netta alle politiche
Berlusconi: la presidenza del Senato al Pdl
«Subito via l'Ici. Bonus per i nuovi nati»
Il Cavaliere: «Primo Consiglio dei ministri a Napoli. Su Alitalia farò tutto il necessario»

ROMA - Silvio Berlusconi si gode il successo elettorale ma non perde tempo. All'indomani della vittoria netta incassata alle politiche il leader del Pdl interviene a Radio Anch'io prima e a Uno Mattina poi e parla dell'emergenza rifiuti, di Alitalia, della composizione del nuovo governo, del federalismo (che è «un fatto di modernità e di sussidiarietà, è un grande principio di democrazia e di liberta») delle riforme e del dialogo con il Pd. E poi ancora di Ici, tasse e bonus per i nuovi nati. Un intervento a tutto campo nel quale il Cavaliere conferma che sarà a Napoli «tre giorni a settimana» e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. «Ho già trovato una sede operativa: ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva».

«A NOI ENTRAMBE LE CAMERE» - «La presidenza del Senato - anticipa il Cavaliere - sarà coperta da una persona di prestigio del partito che nella coalizione ha avuto quasi cinque volte i consensi della Lega. Chi vince - ha aggiunto - deve avere almeno due cariche apicali. La presidenza della Camera e quella del Senato andranno a noi». «Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo con gli alleati della coalizione» ha detto il Cavaliere annunciando per martedì una «riunione» con gli alleati. Il governo, ribadisce Berlusconi avrà «un totale di 60 unità tra ministri, viceministri e sottosegretari: la squadra sarà numericamente la metà del governo in carica». Rispondendo poi ad una domanda di Alfonso Signorini su Radio Montecarlo Berlusconi ha anche scherzato sulla possibilità di istituire un governo con una prevalenza di ministri donne. «Zapatero - ha detto il Cavaliere - ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c'è una prevalenza di uomini».

DIALOGO COL PD - Il leader del Pdl torna poi ad aprire sul dialogo con il Pd per le riforme. «Sarei io il più felice di un confronto continuativo e dialogante con le opposizioni» spiega Berlusconi. Il vincitore delle elezioni 2008 si è però augurato che le opposizioni non si comportino «come hanno fatto in passato». Berlusconi ha infine giudicato un «fatto storico» il bipartitismo che si è determinato con l'ultima tornata elettorale. Ancora sul rapporto con il Pd il futuro premier ha fatto notare che nel programma del partito d'opposizione ci sono «molti punti sovrapponibili al nostro programma». «Se le sinistre volessero - ha detto - aggiungere il loro voto al nostro, questo sarebbe meraviglioso».

A TU PER TU CON BETTINI - E le prove di dialogo tra maggioranza ed opposizione cominciano già in diretta su Radio Anch'io. Berlusconi interviene telefonicamente e saluta Goffredo Bettini, l'esponente del Pd che è a sua volta ospite della trasmissione. «Cercherò di fare quanto possibile» perchè ci sia collaborazione, assicura il leader del Pdl. E aggiunge a Bettini: «Abbiamo un appuntamento tramite un comune amico, Gianni Letta, per cui spero che ci vedremo presto».

ICI E BONUS BEBÈ - L'abolizione dell'ici sarà un «disegno di legge pronto per il nostro primo Consiglio dei ministri insieme alla detassazione degli straordinari, al premio di produttività e a un bonus di 1000 euro per i nuovi nati» annuncia Berlusconi a Uno Mattina.

ALITALIA - Dai microfoni di Radio Anch'io Berlusconi torna anche a fare riferimento al nodo Alitalia: «Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Prendo in mano la situazione. Tutto il necessario perchè la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell'economia italiana sarà fatto».

LE CONGRATULAZIONI DI BUSHE SARKOZY - Il Cavaliere ha ricevuto le congratulazioni del presidente americano George W. Bush e dei capi di Stato europei. «Con Sarkozy - ha detto a Radio Anch’io Berlusconi - ho avuto una bellissima e lunga telefonata». nella telefonata al leader del Pdl, il presidente americano si è congratulato per la vittoria alle elezioni, e gli ha fatto sapere di essere «pronto a lavorare di nuovo con lui». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.sdemiliaromagna.it

FRASE DEL GIORNO: PER OGNI OSCURITA' C'E' UNA LUCE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 14 aprile 2008

ibm, Italia 25esima per e-readiness


La classifica mondiale che studia l'utilizzo dei nuovi business digitali
Il nostro Paese è migliorato negli ultimi anni, ma resta fanalino di coda e ultima in Europa per tecnologia

ROMA - Internet e tecnologie digitali, l'Italia è ancora indietro. L'Economist Intelligence Unit in collaborazione con l'Institute for Business Value di Ibm ha stilato la classifica annuale dei paesi in cui maggiore è l'e-readiness, ossia l'indice che valuta il progresso nell'adozione delle nuove tecnologie business digitali: l'Italia si piazza al 25esimo posto, con un tasso pari a 7,55 su 10.

Stando alla nuova classifica Ibm, l'Italia rispetto al 2005 ha migliorato di qualche punto la propria preparazione, ma non ha tenuto il passo degli altri paesi, scivolando dalla 24esima alla 25esima posizione, tra Spagna e Portogallo, sotto paesi come Bermuda, Israele o Singapore. Al vertice si trovano ancora Danimarca e Stati Uniti (8.95 punti), seguiti da Hong Kong (8,91), Svizzera e Svezia con 8,85.

Nelle sei categorie prese in esame dalla ricerca (infrastrutture tecnologiche, contesto di business, fattori socio-culturali, quadro legale di riferimento, policy e vision del governo, modelli di consumo e del business), l'Italia ottiene un buon piazzamento solo in relazione al "quadro legale di riferimento", collocandosi al primo posto tra gli stati dell'Europa Occidentale e all'ottavo a livello mondiale.

Per quanto riguarda le altre categorie abbiamo una classifica tutt'altro che lusinghiera. Nelle infrastrutture tecnologiche siamo al 13esimo posto a livello europeo e al 23esimo a livello mondiale tra le peggiori fra le economie avanzate; a proposito del contesto tecnologico, l'Italia è ultima a livello europeo - con la Grecia - e si colloca al 41esimo posto nel mondo. Un leggero miglioramento si riscontra per i fattori socio-culturali dove siamo dodicesimi a livello europeo e ventesimi a livello globale; per la policy e vision del governo (rispettivamente tredicesimo posto e ventitreesimo) e per i modelli di consumo e del business (quindicesima posizione europea e ventisettesima mondiale).

Grazie all'analisi approfondita della ricettività dell'economia italiana verso le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, lo studio Ibm raccomanda alcune azioni capaci di incrementare l'e-readiness: una politica di investimenti strategici in infrastrutture attuata in collaborazione dal governo centrale e da quelli locali; una stretta partnership tra pubblico e privato per assicurare il progresso nelle aree interessate dalla ricerca; infine il sostegno a progetti d'eccellenza.


articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.cultura.blogosfere.it

FRASE DEL GIORNO: LA VERA NATURA DELLA MENTE E' CHIAREZZA E CONSAPEVOLEZZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 13 aprile 2008

Fao: allarme cereali, intervengano governi


rapporto trimestrale «Crop Prospects and Food Situation»

Aumento senza sosta dei prezzi alimentari nei Paesi in via di sviluppo. «Scorte al minimo, aumentare gli aiuti»

ROMA - Cereali, +56%. L'allarme arriva dalla Fao: il prezzo di questi alimenti per i Paesi poveri cresce senza sosta, come dimostra il rapporto sulle previsioni di produzione dal titolo «Crop Prospects and Food Situation». Alcuni dei principali Paesi produttori (India, Cina, Vietnam, Egitto) hanno ridotto le esportazioni per combattere l'inflazione alimentare in patria. In questo modo però hanno provocato timori di scarsità di cibo nei Paesi importatori (soprattutto in Africa). La Fao esorta dunque i Paesi donatori e le istituzioni finanziarie internazionali a incrementare gli aiuti, per un totale compreso tra 1,2 e 1,7 miliardi di dollari.

SCONTRI - L'aumento dei prezzi è dovuto alla domanda sempre crescente e al progressivo esaurimento delle scorte. Nel 2007 il prezzo del riso ha registrato l'aumento maggiore. Alla fine di marzo i prezzi del grano e del riso erano circa il doppio rispetto all'anno precedente, mentre quelli del mais erano aumentati di oltre un terzo. La Fao denuncia scontri in diversi Paesi, come Egitto, Camerun, Costa d'Avorio, Senegal, a causa dei forti aumenti dei prezzi del pane, dei prodotti a base di mais, del latte, dell'olio, della soia e di altri prodotti alimentari di base, nonostante le misure di controllo dei prezzi prese dai governo locali. In Pakistan e in Thailandia si è dovuto ricorrere all'esercito per evitare assalti al cibo nei campi e nei magazzini. Per fronteggiare i disordini i governi locali stanno mettendo in atto una serie di misure sull'export e i dazi all'import, oltre che a incentivare la produzione interna di cereali. Le Filippine, uno dei Paesi più colpiti dall'aumento del prezzo del riso, hanno chiesto un incontro dei ministri asiatici per discutere della corsa al rialzo dei cereali. Il riso è l'alimento principale per tre miliardi di persone.

QUANTITÀ RECORD - «L'inflazione dei prezzi alimentari colpisce maggiormente le popolazioni povere, poiché la spesa per procurarsi il cibo rappresenta una quota molto più alta del totale del loro budget - ha detto Henri Josserand, della Fao -. La spesa per il cibo rappresenta solo il 10-20% della spesa complessiva del consumatore dei Paesi industrializzati, mentre per il consumatore dei Paesi in via di sviluppo può arrivare a rappresentare sino al 60-80% del totale». Secondo le previsioni, la produzione cerealicola mondiale nel 2008 è destinata a crescere del 2,6%, per attestarsi intorno alla quantità record di 2.164 milioni di tonnellate. «Se l'aumento di produzione previsto per il 2008 si materializzerà - si legge nel rapporto - potrebbe attenuarsi l'attuale situazione di scarsità dell'offerta cerealicola mondiale ma molto dipenderà dalle condizioni climatiche». Ma nonostante questo le scorte mondiali di cereali dovrebbero raggiungere nel 2007/2008 i 405 milioni di tonnellate, il valore minimo negli ultimi 25 anni, 21 milioni di tonnellate in meno rispetto al livello già assai ridotto dell'anno precedente.

SCORTE MINIME - «È necessario mettere in atto un enorme piano di trasferimento di sementi, fertilizzanti e mezzi di produzione nei Paesi in via di sviluppo - ha spiegato il direttore generale della Fao, Jaques Diouf, presentando il rapporto trimestrale -. Non è più possibile contare sulle scorte mondiali di cereali, sono al livello minimo dal 1980 e sono diminuite del 5% rispetto all'anno scorso». Diouf ha aggiunto di essere sorpreso dal fatto «di non essere stato invitato al Consiglio di sicurezza dell'Onu per dibattere ai livelli politici più alti per la questione dell'impennata dei prezzi delle materie prime agricole. Sono temi che devono essere affrontati poiché hanno un impatto sulla pace, sulla sicurezza e sui diritti umani».

«NESSUNA CARENZA» - Sui prezzi dei beni alimentari è intervenuto anche il commissario per l'agricoltura della Ue Mariann Fischer Boel. «Non siamo in una situazione di vera carenza di beni alimentari nell'Unione Europea. Abbiamo visto fortissimi aumenti dei prezzi soprattutto per quanto riguarda latte e cereali a partire dallo scorso agosto. Ci sono diversi motivi per questi aumenti di prezzi che tra l'altro vengono dopo un periodo di alcuni decenni in cui i prezzi dei prodotti agricoli sono diminuiti. Innanzitutto le pessime condizioni metereologiche in alcuni Paesi del mondo, troppe precipitazioni in alcuni paesi e siccità in altri come l'Australia. Poi c'è stato un aumento enorme della domanda da Cina e India». Secondo la commissaria europea, un altro fattore è dovuto all'uso dei cereali per il bioetanolo (un tipo di carburante) negli Usa.

LE CAUSE - Di aumento dei prezzi dei prodotti alimentari si è parlato anche a un incontro dell'Irri (Istituto internazionale per la ricerca sul riso), nelle Filippine. Secondo l'Irri, le cause sono diverse: la riduzione della terra coltivabile e dell'acqua per l'irrigazione a causa dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione, la domanda in crescita di carne e formaggio da parte delle classi medie urbane dell'Asia (che porta alla riduzione delle coltivazioni di riso), i danni ai raccolti provocati da inondazioni in Indonesia e Bangladesh e dal gelo in Cina e Vietnam. «Stiamo consumando più di quello che stiamo producendo» ha detto alla Bbc l'economista agricolo dell'Irri Sushil Pandey -. Serve più ricerca per aumentare la produttività del riso». L'istituto indica una serie di campi di intervento: migliore gestione dei raccolti, strutture più efficienti per la lavorazione dei prodotti, varietà di riso a più alta redditività, migliore formazione degli agronomi.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.oie.int

FRASE DEL GIORNO: VIAGGIANDO SI OTTENGONO NUOVE PROSPETTIVE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 12 aprile 2008

SINDROME DI ANGELMAN


IERI SONO VENUTO A SAPERE DI QUESTA TERRIBILE SITUAZIONE CHE PURTROPPO LA RICERCA MEDICA STENTA A FINANZIARE CAUSA LA POCA FREQUENZA DI MALATI........
NO COMMENT.......


Nome Inglese: ANGELMAN SYNDROME; AS

Frequenza: circa 1 /20000

Che cos'è la sindrome di Angelman: Si tratta di una sindrome di origine genetica caratterizzata da ritardo mentale ed un comportamento tipico, con riso eccessivo ed immotivato, ipereccitabilità, iperattività, scarsa attenzione.

La prima descrizione della sindrome risale al 1965, quando il pediatra inglese Harry Angelman descrisse tre bambini con ritardo psico-intellettivo, crisi convulsive, atassia con movimenti a scatto, assenza di linguaggio ed una postura che ricordava quella di una bambolina sorridente ("happy puppet").


Come si manifesta: Le caratteristiche principali della sindrome di Angelman sono un grave ritardo psiocomotorio, l’assenza di linguaggio o l'utilizzo di poche parole, problemi di equilibrio e movimenti scoordinati (atassia) con tremore agli arti. Altre caratteristiche comuni a tutte le persone affette sono: la tendenza a ridere in modo eccessivo e senza motivo, ipereccitabilità, iperattività, scarsa attenzione. Altri tratti frequenti (presenti in più dell’ 80% dei pazienti) sono la microcefalia (testa piccola rispetto al resto del corpo, che si rende evidente dopo i 2 anni di vita, e la presenza di crisi convulsive che insorgono entro i 3 anni. Frequenti sono anche i disturbi del sonno. I bambini tendono a nascere più piccoli del normale, hanno frequentemente problemi di alimentazione, con difficoltà di suzione o rigurgito, ed alcuni di essi soffrono più facilmente di infezioni delle vie aeree (tonsilliti, faringiti, bronchiti etc...). La scoliosi può essere un problema negli adulti.

Le cause: Per comprendere le cause genetiche della sindrome di Angelman bisogna ricordare che ognuno di noi possiede 46 coppie di cromosomi; di ogni coppia di cromosomi, uno proviene dalla madre e uno dal padre. La sindrome di Angelman è causata dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (porzione contrassegnata come 15q11-q13). Molte altre malattie genetiche sono causate dall’assenza di regioni più o meno grandi appartenenti ai diversi cromosomi, ma il caso della s. di Angelman è piuttosto particolare: la malattia infatti si osserva solo nelle persone in cui la mancanza riguarda il cromosoma 15 di origine materna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma materno e sono "spenti" in quello paterno. Curiosamente, la perdita della stessa porzione del cromosoma 15, ma proveniente dal padre invece che dalla madre, causa la Sindrome di Prader-Willi, una malattia completamente diversa dalla S. di Angelman. Le cause genetiche della S. di Angelman sono sostanzialmente:
Delezione (perdita) della regione 15q11-q13 . E’ la causa più frequente della malattia (50-75% dei casi). Nella S. di Angelman il cromosoma che presenta la delezione è sempre quello di origine materna.
Disomia uniparentale. (circa 2-4% dei casi). Per dei complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15 siano di origine paterna. Questo fenomeno si chiama disomia uniparentale. Disomia indica che il numero di cromosomi 15 è normale (=2) ma che entrambe le copie provengono da un solo genitore. In questo caso i pazienti hanno un numero normale di cromosomi e una quantità normale di geni, ma è come se mancassero dei geni presenti nella regione 15q11-q13 in quanto quelli di origine paterna non sono attivi.
Mutazioni del centro di imprinting. Questo meccanismo è molto raro. L'alterazione è localizzata nella stessa regione del cromosoma 15 ma è più sottile e coinvolge esclusivamente un piccolo frammento, chiamato centro dell’imprinting, che regola l’espressione dei geni circostanti. Quando il centro dell’imprinting è mutato, i geni che dovrebbero essere espressi dal cromosoma materno non lo sono più, con un effetto finale analogo a quello della delezione o della disomia uniparentale.
Mutazioni del gene UBE3A. Recentemente è stato individuato un gene chiamato UBE3A che presenta mutazioni in alcune persone affette in cui siano state escluse la presenza di delezione cromosomica e la disomia uniparentale paterna.

Come si trasmette: Il rischio di ricorrenza familiare varia a seconda del meccanismo responsabile della malattia. Per questo, i genitori di bambini malati che desiderano sapere qual è il rischio di avere un altro figlio affetto dalla Sindrome devono rivolgersi ad un consulente genetico.

La diagnosi: La diagnosi si basa essenzialmente sulle caratteristiche cliniche; sono inoltre disponibili test genetici in grado di individuare il tipo di alterazione genetica responsabile della malattia, descritti sopra. Esiste tuttavia un’alta percentuale di pazienti in cui le tecniche attuali non sono in grado di riscontrare alcuna anomalia e la diagnosi può essere posta e confermata soltanto su base clinica.

Esiste una terapia: Non esiste attualmente un trattamento in grado di guarire le persone affette dalla S. di Angelman. Esistono però una serie importante di misure riabilitative che possono risultare utili per il linguaggio, la motricità ed il comportamento. E’ anche importante il controllo di eventuali complicanze mediche, in particolare dei problemi gastrointestinali ed otorinolaringoiatrici nei primi anni di vita ed ortopedici ed oculistici in seguito.

Con il decreto legge n. 35/2005 sono state varate agevolazioni fiscali (valide dal 17 marzo 2005) per chi vuole essere solidale con le ONLUS, le organizzazione non lucrative di utilità sociale, fra cui il Comitato Telethon Fondazione ONLUS.
Questo decreto è stato convertito nella legge 80/05 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2005.
Telethon considera questa legge un’opportunità importante, che finalmente produce effetti positivi per i suoi donatori e incentiva le donazioni al Comitato Telethon, che potrà così disporre di maggiori risorse da destinare alla ricerca scientifica verso la cura della distrofia muscolare e delle altre malattie genetiche.

PRIVATI

Ecco cosa recita la legge (80/05) a proposito della deducibilità delle donazioni delle persone fisiche (privati cittadini):

Art. 14 “Le liberalità in denaro (…) erogate da persone fisiche (…) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (….) sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del dieci per cento (10%) dello stesso, e comunque con un massimo di 70.000 euro annui”

In alternativa

rimangono valide le vecchie disposizioni previste dall’art.13 del Dlgs 460/ 97, secondo cui le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato a favore delle Onlus fino a un massimo di 2.065,83 euro (art. 13 bis, comma 1 lettera i-bis del D.p.r. 917/86). Per donazioni di importo maggiore, la detrazione sarà comunque calcolata sulla cifra massima di 2.065,83 euro (Ndr. la detrazione potrà quindi raggiungere un massimo di 392,51 euro).



"Importante: Le agevolazioni fiscali sono consentite a condizione che il versamento delle donazioni in denaro sia eseguito tramite uno dei seguenti sistemi di pagamento: banca, ufficio postale, carta di credito e di debito, carta prepagata, assegno bancario e circolare" Per saperne di più:

www.sindromediangelman.org

articolo tratto da www.telethon.it/

immagine tratta da www.sindromediangelman.org

LA PACE INTERIORE E' LA CAUSA, LA PACE NEL MONDO E' IL RISULTATO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 11 aprile 2008



I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile
"Salviamo quei negozi di dischi
lì c'è l'anima della musica"
Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: "Più che negozi un mondo di sogni"

ROMA - "Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi". Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l'ultimo successo in classifica ma c'è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L'autore di "Alta fedeltà", il bellissimo romanzo del '95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l'affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.

La petizione lanciata per sostenere il "Record store day" in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l'attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: "Lunga vita ai negozi di dischi" osserva Crowe "e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni".

Il 19 aprile migliaia di piccoli rivenditori indipendenti agiranno come se fossero uno soltanto. Ci saranno azioni coordinate di marketing, verranno distribuiti gadget e borse con il logo dell'iniziativa, ci saranno spettacoli e concerti per far sentire la voce di decine di artisti che non si rassegnano a veder chiudere il negozio giù all'angolo. Siamo di fronte al grido di dolore di una generazione superata e tradita da Internet? Il "Giorno del negozio di dischi" rappresenta solo il canto del cigno di una specie destinata all'estinzione? A giudicare da alcuni segnali di riscatto per i vecchi dischi in vinile, con la recente e decisa impennata delle vendite (+ 25% nella sola America), proprio non si direbbe.


I Metallica, strenui oppositori del download illegale, hanno scelto il "Record Store Day" per presentare la riedizione in vinile di due loro album classici, Kill 'em all e Ride the lightning: i quattro eroi dell'heavy metal il 19 aprile si esibiranno all'interno del negozio di dischi "Rasputin Music" di Mountain View, vicino San Francisco. Anche Elvis Costello ha deciso che il suo prossimo disco Momofuke verrà pubblicato solo in vinile e non nel formato cd. E al vinile sono tornati nel tempo i Radiohead, i Nine Inch Nails, i Pennywise. Se il mercato del vinile continuerà con questo interesse e a questi tassi di crescita, il download sarà solo uno dei modi per avvicinare la musica, non l'unico, e per i negozi di dischi si aprirà la possibilità di una seconda giovinezza.

Questo almeno spera chi li considera dei punti di aggregazione insostituibili e dei formidabili motori per la diffusione della cultura che non hanno ancora trovato un degno sostituto nell'asettico mondo di Internet: "Cosa ascolti quando entri nel tuo negozio favorito per il download?" si chiede Nick Hornby. "Niente. E chi incontri? Nessuno. Chi ti consiglierà di smetterla di ascoltare questo e di cominciare ad ascoltare quest'altro? I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono dartene una migliore". Tanto entusiasmo viene condiviso anche da Don Was, musicista e per anni produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones: "In principio fu il negozio di dischi, un tempio moderno con i suoi sacerdoti e i suoi iniziati, santo ricettacolo dei ritmi e delle rime più sacre. In confronto" osserva il musicista di Detroit "Internet sembra un'asettica stanza d'ospedale".

In Italia del "Record store day" si sa ancora poco. E se la voce di un possibile riscatto non risolleverà le saracinesche di tanti negozi storici, fa però felice i collezionisti di dischi come Simona Ventura, giurata della trasmissione X Factor: "A Milano, come a New York o a Londra, passo pomeriggi interi nei negozi di musica: è anche un modo per trascorrere una giornata arricchendosi culturalmente".

articolo tratto da www.repubblica.it

immagine tratta da www.digilander.libero.it

FRASE DEL GIORNO: TRA TUTTE LE BELLEZZE DI CUI ABBIAMO BISOGNO, UNA MENTE SERENA E TRANQUILLA E' LA PIU' IMPORTANTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 10 aprile 2008

Alla ricerca del cibo perduto


dal banco alimentare al last minute market, tutte le iniziative antispreco

Ciascun italiano butta via ogni anno 584 euro di alimenti. C'è chi li recupera e li porta a chi ne ha bisogno

MILANO – Nelle discariche italiane finiscono ogni giorno ben 4 mila tonnellate di avanzi ancora consumabili. Non solo: nel corso del 2008 ogni italiano produrrà qualcosa come 27 kg di avanzi di cibo, che corrispondono a 584 euro buttati, se si calcola il costo del cibo sprecato. Secondo alcune stime, finiscono nel pattume il 15% del pane e della pasta, il 18% della carne e il 12% della frutta e verdura che gli abitanti del Belpaese acquistano quotidianamente (dati contenuti nel rapporto 2007 della Siticibo). Ma non ci sono soltanto gli scarti che finiscono direttamente nei cassonetti o nei raccoglitori dell'umido. C'è anche da chiedersi che fine fanno per esempio gli yogurt dal bancale del supermercato non ancora scaduti. Oppure le lasagne non consumate di un ristorante, di una mensa scolastica, o i mandarini invenduti dell'ortolano all'angolo. E le casse di verdura con ortaggi leggermente ammaccati del supermarket.
RECUPERO DEL CIBO SPRECATO - Cosa c'è dietro alle quinte dei magazzini della grande distribuzione? Dove finiscono tutti gli scarti, gli alimenti non ancora scaduti, ma tolti dal commercio per gli errori più svariati e grossolani, come il cambiamento del packaging, errori di trascrizione delle etichette, misure non conformi alla vendita, vicinanza della data di scadenza ecc...? Una risposta l'hanno provata a dare alcune organizzazioni che hanno fatto del recupero del cibo ancora utilizzabile la loro missione. Cibo che, anziché finire in discarica, grazie al loro contributo finisce dove ce n'è maggiore bisogno, ad esempio nei refettori pubblici o presso enti caritatevoli. «Non c'è dubbio che con un po' più di coscienza etica si potrebbe trasformare l' avanzo in risorsa e lo spreco in sviluppo sostenibile» dice Giuliana Malaguti, responsabile del progetto Siticibo di Milano.

BANCO ALIMENTARE - Una delle realtà consolidate in questo campo è il Banco Alimentare, uno dei promotori verso il Parlamento di quella che oggi è comunemente conosciuta come la legge del Buon Samaritano, vale a dire la normativa che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini della solidarietà sociale. «Nel 1989 è nato il Banco Alimentare Onlus grazie alla grande intuizione del presidente della Star, Danilo Fossati, e di don Giussani – dice ancora Malaguti –. L'idea di partenza è stata che con i 6 milioni di tonnellate di alimenti scartati ogni anno in Italia si potrebbe riuscire a sfamare 3 milioni di persone. Dal dicembre del 2003 al 2007 abbiamo servito qualcosa come 340.500 porzioni di piatti pronti, 186 tonnellate di pane, 194 tonnellate di frutta agli enti caritatevoli». I numeri del successo del Banco alimentare, sono la risultanza di un lavoro mastodontico partito con Siticibo nel dicembre di cinque anni fa. «Non potrò mai dimenticare quel 2 dicembre del 2003 – racconta Giuliana Malaguti - quando siamo partiti per la prima raccolta degli avanzi di cibo cotto. Accompagnati dall'autista di un furgoncino, un volontario albanese, siamo andati a ritirare 3 crocchette e 1 cotoletta alla milanese».

IL PROGETTO LAST MINUTE MARKET - Se a Milano il Banco Alimentare è una certezza acquisita, da Bologna arriva un'altra risposta alla riconvertibilità della eccedenza alimentare, grazie ad uno studio scientifico che si è concretizzato nella realtà. «La richiesta di cibo è potenzialmente infinita – spiega il professor Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria di Bologna e ideatore del progetto Last Minute Market" – e solo nel 2007 abbiamo "salvato" 283 tonnellate di rifiuti, al lordo degli imballaggi, oltre a beni alimentari ancora perfettamente idonei al consumo, riuscendo ad offrire gratuitamente 504.671 pasti, sostenendo così l'alimentazione di 2.206 persone». La prima pietra del progetto LMM è stata posata nel 1998. Il Last minute market permette il recupero dei prodotti alimentari invenduti, ancora idonei per l’alimentazione L’attività che Last Minute Market svolge, consiste nello studio e nell’attivazione di procedure fiscali, igienico-sanitarie, operativo-logistiche sino alla realizzazione di un prototipo operativo. Il servizio di consulenza di LMM è rivolto alle Asl, ai comuni, alle provincie, oltre che ad imprese piccole e grandi e mercati all'ingrosso. «L'obiettivo è quello far sì che il sistema si espanda il più possibile e funzioni nella continuità – afferma Segrè -. Si basa tutto su un principio elementare: raccolgo, distribuisco e consumo tutto nel raggio di pochi chilometri, senza costi di conservazione e trasporto e senza inquinamento».

articolo di Ambra Craighero tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.magazine.unibo.it

FRASE DEL GIORNO: SE NON COMPRENDI LO SPAZIO INTERIORE FORSE PUOI CAPIRE IL SUO OPPOSTO: QUANDO SEI STRESSATO O ARRABBIATO NON HAI SPAZIO INTERIORE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 9 aprile 2008

comunicato politico n°5


Senza informazione libera non c’è democrazia. Se l’informazione diventa strumento di interessi privati e dei partiti non c’è democrazia. Se Testa d’Asfalto ha tre televisioni nazionali e quaranta giornali e periodici non c’è democrazia. Se i partiti hanno il controllo della RAI non c’è democrazia. Il non voto è un voto. Il non voto è il voto del cittadino informato. Se i referendum elettorali sono cancellati da Calderoli o rinviati da Napolitano non c’è democrazia. Se 350.000 firme per tre leggi popolari marciscono in una cantina del Senato non c’è democrazia. Se non possiamo votare il candidato non c’è democrazia. Se Cuffaro, Crisafulli, Carra, Dell’Utri, Cesa sono già eletti in Parlamento non c’è democrazia. Se 100 persone condannate in primo e secondo grado, in via definitiva o rinviate a giudizio ci rappresenteranno dopo le elezioni truffa non c’è democrazia. Se i giornali ricevono un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico non c’è democrazia. Se Rete 4 non va sul satellite dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea non c’è democrazia. Se la Bonino non ha urgenza di applicare la sentenza europea su Rete 4 e lo dichiara senza pudore non c’è democrazia. Se Bossi può minacciare lo Stato con i fucili non c’è democrazia. Se i partiti prendono i voti delle mafie non c’è democrazia. Se Bassolino è presidente della Regione Campania non c’è democrazia. Senza informazione libera non è possibile scegliere. I cittadini hanno il diritto di essere informati. Senza questo diritto non c’è democrazia. I cittadini hanno il diritto di essere rappresentati da galantuomini. Senza questo diritto non c’è democrazia. Beppe Grillo sarà il 10 aprile a Pescara per sostenere la lista civica per le elezioni comunali. Beppe Grillo non appoggia nessuna lista nazionale per le elezioni politiche. Il Tribunale di Roma ha proibito l’uso del nome e dell’immagine di Beppe Grillo alle liste “Grilli parlanti” e a “No Euro – Lista del Grillo”. Le televisioni e i giornali non possono promuovere queste liste. I conduttori televisivi non possono promuovere queste liste. Beppe Grillo vi invita a leggere la sentenza del tribunale. Sostenete le liste civiche comunali nelle vostre città e la lista regionale in Sicilia di Sonia Alfano. Il rinnovamento del Paese inizia dai Comuni e dalle Regioni. Il rinnovamento inizia dai giovani. La libertà inizia dall’informazione libera. V2 day – 25 aprile.

testo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.delymyth.net

FRASE DEL GIORNO: LA SPERANZA DA' ENERGIA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 8 aprile 2008


Scorsese nelle sale con un film sui Rolling Stones



La passione di Martin Scorsese per la musica è una vecchia storia. Lo raccontano le colonne sonore dei suoi film, lo racconta lui stesso con i suoi documentari musicali, da “The Last Waltz” a “Woodstock”, fino a “From Mali to Mississippi”. Qualche anno fa fu ideatore di un progetto, promosso dal Senato degli Stati Uniti, sulla realizzazione di sette opere monografiche sull’epopea del blues. Il primo lavoro fu il graffiato ”The soul of the man” di Wim Wenders; seguirono collaborazioni con registi del calibro di Clint Eastwood e Mike Figgis. Lo stesso Scorsese è solito raccontare le peripezie durante le lavorazioni dei film alla ricerca della musica giusta che potesse accompagnare le immagini. Emblematiche le mille difficoltà per riuscire ad avere in Taxi Driver la splendida ed ossessiva colonna sonora di Bernard Herrmann, il musicista preferito da Hitchcock e deceduto il giorno successivo la scrittura del pezzo.

Un rapporto viscerale quello tra le sette note e la creatività del regista italoamericano. Tanto che oggi, dopo il film su Bob Dylan No Direction Home, Scorsese ha messo in piedi una nuova biografia, nientemeno che sulle rotolanti pietre miliari del rock, che ama si dai tempi di Mean Streets, in cui per avere Tell me e Jumpin’ Jack Flash spese quasi la metà del budget. Il docu-film prenderà l’emblematico titolo dal brano Shine a Light, che suggerisce il suo scopo ultimo: puntare i riflettori sulla band e la sua musica.

I Rolling Stones sono stati filmati lo scorso settembre durante quattro concerti tenuti al Beacon Theatre di New York City e Shine a Light, prodotto dallo stesso Mick Jagger, mostrerà le esibizioni, le prove ed i momenti privati delle quattro icone del rock. L’uscita in italia nelle sale è prevista per il prossimo 11 aprile.

articolo tratto da www.magictv.tv
immagine tratta da www.emulsioncompulsion.com
video tratto da www.youtube.com

FRASE DEL GIORNO: L'AMORE E' FORZA, NON DEBOLEZZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

Guarda il trailer di Shine a Light

video

lunedì 7 aprile 2008


Quando lo Stato italiano vessava i suoi emigrati



Non siamo stati solo "albanesi" come, qualche anno fa, ci ha raccontato Gian Antonio Stella nel suo fondamentale L'orda - quando gli albanesi eravamo noi. In un certo senso siamo stati anche romeni, srilankesi, filippini, marocchini e cinesi. Lo siamo stati perché, dal punto di vista delle leggi, abbiamo avuto un'esperienza molto simile a quella degli immigrati di oggi. Di più: le linee essenziali dell'attuale legislazione hanno come modello le norme che, nei primi due decenni del dopoguerra, furono sperimentate sui nostri emigrati. E' quanto si scopre leggendo Lavoro in movimento - L'emigrazione italiana in Europa, 1945-57 di Michele Colucci, recentemente pubblicato da Donzelli.

Sono innumerevoli le analogie tra il nostro passato di emigrati e il presente di quelli che vengono da noi. Sono stati i nostri emigrati a sperimentare per primi la connessione rigida tra il possesso di un contratto di lavoro e la possibilità di risiedere in uno Stato estero. E sono stati i primi a reagire con l'emigrazione clandestina alla macchinosità delle normative che stabilivano le procedure per l'espatrio legale. E' nell'immediato dopoguerra che nascono ambigue agenzie di intermediazione e "centri di reclutamento" non molto diversi da quelli che oggi rappresentano il volto formalmente legale del traffico di esseri umani. La ragione è la stessa di oggi: "Chi favoriva l'immigrazione clandestina - scrive Colucci - lo faceva per disporre di manodopera basso costo e ricattabile".

Così come gli attuali immigrati stranieri in Italia, i nostri emigrati in Francia, in Germania, in Belgio, erano lavoratori di serie B e, a dispetto delle solenni dichiarazioni di principio contenute nelle premesse degli accordi bilaterali, godevano di minori diritti ed erano esposti a maggiori rischi sul lavoro. Prima della tragedia di Marcinelle (1956, 126 vittime italiane) in Belgio erano già morti 520 nostri minatori.

E' nell'immediato dopoguerra che l'Europa conosce, sulla pelle degli italiani, le prime tragedie dell'immigrazione. Il confine da superare non è il Mediterraneo, ma le Alpi. E così il killer non è il mare, ma la polizia svizzera. Il 28 ottobre del 1946 le guardie di confine uccidono "tale Mancassola Pietro, fu Adamo, di anni 23, bracciante", che non ha "aderito alle intimazioni di fermo", come spiega qualche giorno dopo un documento della direzione generale del ministero dell'Interno.

Ciò che colpisce maggiormente è l'atteggiamento dello Stato italiano. Nel 1948 vennero istituiti, con lo scopo dichiarato di rendere più semplice l'emigrazione, i "centri di raccolta". Luoghi desolati dove spesso il numero dei poliziotti era di gran lunga superiore a quello dei medici e degli assistenti sociali. Poi, nei paesi di arrivo, i rappresentanti dello Stato italiano erano non solo indifferenti ma addirittura ostili. Ed ecco l'agghiacciante conversazione tra un ragazzo di 23 anni che ha perso un braccio in un incidente sul lavoro e il nostro funzionario consolare in Svizzera che lo esorta a considerarsi fortunato visto che avrà un risarcimento di un milione di lire. "I lavoratori che emigravano - scrive ancora Colucci - erano una presenza scomoda. Una "rogna" per le autorità consolari costrette a occuparsi di loro controvoglia e con scarso interesse. Una scomodità per chi ne aveva organizzato e disposto la partenza".

In definitiva, all'assenza attuale di un'adeguata politica nazionale verso l'immigrazione straniera, si trova un riscontro nell'atteggiamento sciatto delle prime istituzioni repubblicane verso l'emigrazione italiana all'estero. E' un elemento da tenere presente: forse a volte si scambia per xenofobia quella che, in realtà, è solo l'ultima puntata di una lunga storia di indifferenza verso i più deboli

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.fumetti.org

FRASE DEL GIORNO: ADDORMENTANDOTI CON UN PENSIERO SERENO, TI RISVEGLIERAI CON LA MENTE CHIARA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 6 aprile 2008

E' un'Italia malata di multa pazza


Truffe e diritti negati, la rivolta degli automobilisti






Non c’è solo la multa alla macchina che viaggia senza autista, ma ci sono le contravvenzioni ai fantasmi, e c’è la moto che vola e il pensionato che fa l’autovelox, e il camionista che ha preso cento multe in un mese e ha venduto il camion, e poi c’è il Comune che paga 1500 euro per incassarne 150, quello che fa una multa ogni 8 secondi, e quello che adesso è finito in bancarotta perché deve rimborsare tutti e pagare pure il tribunale.

L’Italia delle multe è così incredibile e così confusa da raccontare un Paese perduto fra autovelox e Photored, smarrito fra strumenti sparsi come slot machine e comitati di rivolta, soldi che piovono dal cielo e magistrati che bussano alla porta, un Paese che esagera, come sempre, e finisce per far ridere.

Sotto Napoli, dove i comitati sono come la pizza e una pizza non si nega a nessuno, non ci sono rivolte, e non si capisce bene la coincidenza: perché anche le multe sono come le tasse, che si pagano più al Nord, o perché la ribellione cresce più facilmente sopra al Tevere? Per il resto, a sfogliare questa storia, spariscono pure gli ultimi dubbi. In Italia anche le cose ben fatte nascondono l’inganno. Figurarsi quelle fatte male.

L’auto fantasma
Claudio Morini, presidente dell’Associazione Forum di Imola, più di 6 mila iscritti e più di 8 mila ricorsi, comincia a ricordare gli episodi più clamorosi. La macchina senza autista, multata per eccesso di velocità, come da dichiarazione ufficiale firmata e controfirmata da un vigile di Ozzano, provincia di Bologna. Perché alcune contravvenzioni siano valide, bisogna fermare il responsabile. Invece, quello, sul verbale, aveva scritto: «Non contestato per assenza del conducente». Il giudice di pace allora gli aveva chiesto: «Mi faccia capire, quella macchina andava da sola?». E lui: «No, signore». E allora? «Non saprei, signore». Era successo a Ozzano, sulla via Emilia che si intasa verso Imola, e chissà quante altre volte la vittima di turno pagato senza fiatare. Però, quel giorno la sfiga ha voluto che il conducente che non c’era fosse Sergio Marchini, responsabile del Corpo di Polizia della polizia municipale di Bologna, che adesso è diventato pure il vicepresidente della Forum.

Il pensionato spia
Sempre da quelle parti, a Medicina, vicino a Bologna, racconta ancora Morini, «un giovane avvocato di nome Luca ha notato una macchina ferma sul ciglio della strada con il finestrino abbassato, che faceva delle fotografie alle auto che passavano. È andato a controllare e c’era un vecchietto sdraiato sui sedili posteriori con un autovelox montato sul posto di guida». Era un pensionato, e non sapeva cosa dire: «Ma sa, mi hanno chiesto di fare un favore...». Quale favore? «Per arrotondare la pensione», balbettava quello, scappando via. Morini giura che questo non è un caso, e non si tratta di un’eccezione: «Abbiamo trovato autovelox installati su furgoni con scritte pubblicitarie di banche, altri piazzati dentro auto civette nascoste persino nei boschi, contro ogni rispetto della legge».

La moto volante
I Comuni, per ottenere le multe giungono persino a taroccare le foto: «E’ successo nella zona di Ravenna. Solo che l’avevano ritoccata così male che all’utente che l’aveva richiesta, come da obbligo di legge, era arrivata l’immagine di una moto che volava sopra la strada».

Tutto questo, come spiega Stefano Calderato, del comitato di Altavilla, Vicenza, «deriva dal fatto che i Comuni appaltano il servizio a delle ditte che perseguono malamente il lucro, incassando dal 27 per cento in su per ogni contravvenzione, e non il senso di giustizia». Risultati, dice, sotto gli occhi di tutti. Ad Altavilla, 11mila abitanti, in due mesi avevano fatto 23mila multe con 3 T-red. A S. Arcangelo di Romagna nel 2006 hanno messo a previsione 294 mila euro, incassandone 360 mila: e allora nel 2007 hanno quadruplicato la cifra, 1.196.905 euro, da raccogliere in soli 7 mesi, come se non bastasse. Così esagerano tutti. A qualcuno va bene. Il Comune di Roncofreddo ha piazzato addirittura due autovelox in 500 metri scarsi: le sue casse sono a posto per sempre. E a qualcuno va male.

A Riparbella, 1520 abitanti in provincia di Pisa, hanno rifilato 15 mila verbali con due autovelox. I cittadini hanno cominciato a presentare ricorso. E il giudice di pace, esaminati i primi cento, ha cominciato a far pagare il Comune: deve rimborsare le multe e coprire le spese del processo nell’ordine di 200 euro a ricorso. I ricorsi sono diventati più di 3mila. E stanno aumentando. Il sindaco, Ghero Fontanelli, ha le mani nei capelli: «Se va così, faccio bancarotta». I suoi autovelox li ha spenti. E poi chissà che rabbia: vicino a lui, a Santa Luce, 1600 abitanti, e a Castellina Marittima, 2mila anime in provincia di Livorno, ci sono i comuni d’Italia che guadagnano di più con le multe. Minimo un milione d’euro, al netto delle spese.

Il super-vigile
Sempre tra Riparbella e Santa Luce, denuncia Paolo Bellini, presidente di un altro comitato, il No Gabel, «il 29 dicembre 2006 sono stati emessi 3603 contravvenzioni firmate dall’unico vigile in servizio nel nostro comune. E’ possibile che una sola persona abbia potuto redarre un verbale ogni 8 secondi?». Eppure qualcosa succede: i ricorsi sono arrivati alla Corte della Commissione Europea, mentre 4 procure hanno già aperto delle inchieste, a Milano, Verona, Vicenza e Livorno. Il 14 aprile ci sarà la prima udienza in un aula di Tribunale, a Vicenza. Così qualcuno fa retromarcia. Andando e venendo fra le multe, e passando fra i casi resi già famosi da Striscia la Notizia o dalle Iene, come quello di Cornaredo, vicino a Milano, si può capitare anche a Settimo Torinese, dove, come racconta Carmen Faraone, il Comune ha stracciato 30mila multe e rimborsato chi aveva già pagato. «Il giallo durava 3 secondi e 8 decimi. Non dava scampo. Hanno cambiato il semaforo. Adesso dura 9 secondi». E le multe sono passate da 30 mila a 49. Dove sta l’errore?

articolo di PIERANGELO SAPEGNO tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.allaguida.it

FRASE DEL GIORNO: ADDORMENTANDOTI CON UN PENSIERO SERENO, TI RISVEGLIERAI CON LA MENTE CHIARA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 5 aprile 2008





Ricerca dell'universitÀ Cattolica
La «Peggio gioventù»? I 30enni di oggi
Una serie di record negativi per l'Italia, fanalino di coda su quasi tutti gli indicatori rispetto ai Paesi europei


MILANO - Se la condizione giovanile di questi anni trova nell’ultimo film di Virzì «Tutta la vita davanti» una rappresentazione briosa, condita di ironia, dove i drammi dei protagonisti sono in qualche modo sublimati dall’arte, di fronte a dati oggettivi che fotografano il reale disagio dei trentenni nell’Italia di oggi, a pochi giorni dal voto, l’ironia scompare del tutto. Il prof. Alessandro Rosina, dell’Istituto di Demografia della Cattolica di Milano, ha presentato nell’ateneo di Largo Gemelli i risultati di una ricerca dal titolo «Generazione? Un ritratto degli under 35 italiani», impietosa radiografia su quei milioni di ragazzi che hanno studiato da europei e si ritrovano a 30 anni precari e per giunta «bamboccioni».

INDICATORI - La ricerca elenca una serie di record negativi, che ci vedono fanalino di coda su quasi tutti gli indicatori rispetto ai Paesi europei. Secondo Rosina «i giovani italiani risultano avere il minor peso elettorale di tutta Europa; hanno la più bassa scolarizzazione e occupazione, i salari sono fra i più bassi. Il nostro Paese ha il sistema previdenziale più iniquo e al contempo il maggior debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti. In Europa i giovani italiani sono quelli che contano meno dal punto di vista sociale, economico, demografico e politico».

DE-GIOVANIMENTO - Le ragioni sono in parte congiunturali, ma prevalentemente politiche. Anzitutto i giovani contano sempre meno dal punto di vista demografico e quindi elettorale. «Dati Eurostat indicano che all’inizio degli anni '90 i 15-24enni erano quasi il doppio rispetto ai 65-74enni, oggi le due fasce si equivalgono». In molti Paesi europei gli under 25 sono più del 30% della popolazione, «l'Italia è l’unico paese sceso sotto la quota del 25%. Più che di "invecchiamento" sarebbe più corretto parlare di de-giovanimento della popolazione». Inoltre la preparazione scolastica più alta che in passato, non incide, per via della mancanza di meritocrazia, sulle prospettive occupazionali: «siamo l’unico grande Paese in Europa con un solo 15-25enne occupato su quattro».

PENSIONI - Esiste poi il nodo previdenziale. Chi ha cominicato a lavorare dalla metà degli anni '90, «andrà in pensione più tardi e riceverà circa il 20-30% in meno». Le riforme degli ultimi 10 anni hanno infatti lasciato inalterati i requisiti e il trattamento delle generazioni più vecchie «e addossato sui più giovani i costi dell’invecchiamento della popolazione». Proprio su coloro che per primi hanno affrontato la condizione di precarietà strutturale nel lavoro, alla quale la politica non ha fin ora saputo offrire alcun concreto sistema di ammortizzatori. «La stessa spesa sociale in Italia è assorbita per lo più dall’old age (61% contro il 47% della media europea, dati Eurostat) e siamo il Paese europeo che destina meno risorse verso le giovani generazioni. Ed è per questo che si appoggiano fortemente alla famiglia di origine, il loro vero ammortizzatore sociale».

DEBITO PUBBLICO - I fondi per i più giovani tra l’altro ci sarebbero. Peccato che siano prosciugati dagli interessi sul debito pubblico, che dagli anni '80 (quando era al 60%) non smette di crescere. Negli ultimi anni è rimasto sistematicamente sopra il 104% del Pil, circa 1600 mld di euro che producono interessi annui per 65 mld (pari al 4,5% del Pil), «più o meno la percentuale che altri stati destinano alla spesa sociale e ai propri giovani, cioè al proprio futuro» afferma Rosina. Chi è entrato nella vita adulta dalla metà degli anni '90 ha ereditato il macigno di un debito che non ha contribuito a costituire e del quale non ha beneficiato in alcun modo. Si trova invece a doverne pagare il conto. Si tratta di una condizione profondamente iniqua, visto che da noi tale debito non è stato formato affatto per potenziare le prospettive per le giovani generazioni e di crescita del Paese, ma per proteggere il livello di benessere e di status degli adulti/anziani, scaricandone le conseguenze sui figli». La generazione che è cresciuta sulle ali del boom economico è stata dunque «più brava a indebitarsi che a produrre ricchezza». Ed è quella stessa a cui 12 milioni di 18-34enni, il popolo dei «bamboccioni», il prossimo 12 aprile, dovrà rinnovare la propria fiducia.

articolo di Alessandro Di Lecce tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.laprovinciakr.it



FRASE DEL GIORNO: LA MENTE HA BISOGNO DI SPAZIO


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 4 aprile 2008

MAX CORRERA' A VALENCIA


Un saluto a tutti! Abbiamo deciso di comune accordo con Marino Laghi e Massimo Corbascio di andare a Valencia per provare a correre il terzo Gran Premio dell anno, siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo ma mi sento di dire che, oltre a stringere i denti, potrò contare sull' assistenza totale della clinica mobile e del fido Laghi. Il mio obiettivo è quello di riuscire a correre entrambe le gare e raccogliere il maggior numero di punti possibili. Oggi è passato esattamente un mese dal mio incidente dell Australia(2 marzo 2008) e, di norma, solo oggi avrei dovuto togliere il gesso al braccio ma sarebbe stato impossibile fare ogni tipo di movimento del polso e, di conseguenza, non sarebbe stato fattibile correre il GP di Valencia. Abbiamo anticipato i tempi di una settimana lavorando tutti i giorni per la riabilitazione e per diminuire i forti dolori ai legamenti lesionati. Sarà dura ma ci provo!

MAX

articolo e immagine tratti da www.max-biaggi.com

FRASE DEL GIORNO: LA FELICITA' E' DENTRO DI NOI, SE GUARDIAMO NELLA DIREZIONE SBAGLIATA NON POSSIAMO VEDERLA


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 3 aprile 2008
















In Italia comanda, decide, ordina la disinformazione. Sette televisioni e tre giornali si sono sostituiti alla democrazia. Tutto quello che non sapete è vero. Quello che sapete è ciò che vuole il Sistema. Non c'è bisogno della polizia o delle leggi speciali per vivere in un regime. E' sufficiente il controllo dell'informazione. I media sono il primo obiettivo in qualunque colpo di Stato.
L'Italia non sa più nulla. Non riesce più a giudicare. E' schizofrenica. La realtà e l'informazione che riceve sono due cose diverse, contrapposte. E' un pugile in stato confusionale, che non sta più in piedi, con l'assistente all'angolo del ring che gli grida che va tutto bene. Non essere o sapere? Questo è il dilemma.
Non siamo padroni della nostra vita perchè non sappiamo. Sette televisioni e tre giornali. RAI1, RAI2, RAI3, Canale 5, Italia1, Rete4, La7, il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa. Il nostro Governo, il nostro Parlamento, i nostri occhi sono loro. I magnifici 10. I nomi dei direttori sono importanti, ma fino a un certo punto. Riotta, Mazza, Giordano, Liguori, Fede, Piroso. A chi rispondono questi signori? Che interessi rappresentano?
Prodi ha messo lì il pinguino Riotta e Fini, "una mattina, una brutta mattina", ha regalato la scrivania del Tg2 a Mazza. I giornalisti dei telegiornali pubblici sono addetti di uffici stampa, velinari (talvolta vaselinari), impiegati di Regime.
Canale 5, Italia1 e Rete4 sono strumenti di propaganda di Testa d'Asfalto. Hanno una doppia funzione: fargli fare miliardi di euro con la pubblicità attraverso Publitalia e mantenere gli italiani in coma assistito. Lo psiconano è un concessionario dello Stato. Le frequenze televisive su cui trasmette sono nostre. Il conto corrente, le notizie e il conflitto di interessi, invece, sono solo suoi. La7 è di Telecom Italia, un megafono degli interessi industrilali dei suoi azionisti. Benetton ad esempio, Telefonica a riesempio.
Paolo Mieli è l'espressione del salotto buono del Corriere della Sera. Un gruppo assortito di società che spazia dalla Pirelli a Mediobanca, da Intesa San Paolo alla Tod. I padroni del Corrierone si chiamano Confindustria e ABI. Geronzi, Passera, Tronchetti, Della Valle. La Repubblica è del gruppo l'Espresso dell'ingegner Carlo De Benedetti, industriale, finanziere. La Stampa è del gruppo Fiat, un quotidiano ispirato da Luca Cordero di Montezemolo.
Riassunto: partiti, Testa d'Asfalto, Confindustria e ABI possiedono l'informazione. Se vogliono possono farci credere qualunque cosa. E ci fanno credere qualunque cosa. Il V2 day del 25 aprile è il primo passo per ridare la capacità di intendere e volere agli italiani. L'informazione va separata da interessi economici e politici.
Tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini. Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria di un miliardo di euro all'anno. Abolizione della legge Gasparri e del duopolio Rai-Mediaset. Per partecipare richiedete i moduli e la presenza del vostro banchetto sulla mappa nel blog. 270 città hanno già aderito.

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.partecipasalute.it

FRASE DEL GIORNO: GLI ALTRI POSSONO MOSTRARCI UNA VIA MA TOCCA A NOI SCEGLIERE DI SEGUIRLA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 2 aprile 2008


L'IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA' PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:

COMUNICATO STAMPA

Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all'interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d'uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).

Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza.

Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l'assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.

La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell'allarmante contesto di 'ndrangheta, acceso e dilagante.

Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell'Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell'Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia.

Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell'Unione Europea o altra Nazione l'ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.

Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro.

Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai "Palazzi" di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte.

Lo farò in giro per l'Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia.

La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente "il caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari", riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti: Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005- Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005 - approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 "Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata").

L'attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla 'ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere "le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità" per questo "Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare". Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la pericolosità mondiale di tale struttura criminale.

Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia.

Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l'Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l'imprenditore. Addirittura il Ministero dell'Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: "non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio".

Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. .

Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto.

Per contatti:

pinomasciari@gmail.com
http://www.pinomasciari.org
Davide + 39-348-8079996
Roberto +39-347-5129117


articolo tratto da www.antenneattive.org
immagine tratta da www.tifeoweb.it

FRASE DEL GIORNO: I CONFLITTI PIU' PERICOLOSI SONO QUELLI CHE AVVENGONO DENTRO DI TE


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 1 aprile 2008



Dal 2006 ZeroRelativo è la 1°community italiana di baratto e scambio gratis. Qui puoi metterti in contatto con le/gli utenti che vogliono scambiare, barattare e donare i loro oggetti. ZR è gratuito e non fa guadagnare nulla ai barter se non l'oggetto di scambio.
Il "Barter" è il neologismo utilizzato da ZeroRelativo per definire l'utente che baratta o dona il proprio oggetto.
Se hai un oggetto che non utilizzi più, inseriscilo nella pagina degli annunci gratuiti e barattalo. Non si accettano inserzioni con prezzi di vendita, solo baratto.
In economia, il baratto è un'operazione di scambio bilaterale o multilaterale di beni o servizi fra due o più soggetti economici (individui, imprese, enti, governi, ecc.) senza uso di moneta.
Nel diritto civile, il baratto viene classificato sotto la denominazione di permuta.
Il baratto è generalmente considerato la prima forma storica dello scambio commerciale di beni, ed dunque ben anteriore alle forme di scambio monetario.
Nel baratto, il valore dei beni oggetto dello scambio viene considerato sostanzialmente equivalente fra le parti, senza ricorrere esplicitamente ad un'unità di misura di valore monetario dei beni stessi.
Il valore di equivalenza si raggiunge attraverso la considerazione qualitativa e quantitativa delle merci scambiate, secondo l'accordo delle parti, che talvolta pu confidare negli usi, ma più spesso si richiama a fattuali ragioni di mutuo fabbisogno.
Anche nel baratto, dunque, il valore delle merci scambiate corrisponde al punto di incontro fra la domanda e l'offerta.
Si puo' distinguere tra baratto semplice, quando entrambe le parti desiderano procurarsi il bene o il servizio che ricevono in cambio del bene o del servizio ceduto, e baratto multiplo, quando un soggetto cede un bene o un servizio ricevendone in cambio un altro bene o servizio che non desidera avere, ma che scambia per ottenere quanto desiderato. Quest'ultimo anche il caso in cui l'ottenimento del bene desiderato debba essere differito per ragioni di stagionalità o deperibilità.
Info tratte da Wikipedia

Quali sono i presupposti del Baratto?

Due soggetti devono possedere beni diversi;
Ognuno dei due deve attribuire maggiore utilità al bene posseduto dall'altro;
Entrambi i soggetti devono ritenere che dal trasferimento del bene scaturisca un vantaggio economico.
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Cosa vuol dire gratis?

La locuzione latina Gratis et amore Dei, tradotta letteralmente, significa gratuitamente e per amore di Dio.
La locuzione usata nel linguaggio familiare, quando si da o si riceve qualche cosa senza che l'acquirente sia legato da alcuna obbligazione verso il donatore.
Si trova riportata al cap. XIV dei Promessi Sposi, detto da Renzo mentre mostrava un pane raccattato da terra dopo il saccheggio dei forni. Molto più diffusa, nel linguaggio comune, la forma abbreviata gratis.
Info tratte da Wikipedia
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Cos'è lo scambio?

In economia per scambio si potrebbe sinteticamente intendere il dare un oggetto o un servizio che si possiede venendo ricambiati da un bene o un servizio che non si possiede.
Nella preistoria i primi atti economici tra gli uomini erano il baratto (scambio) fisico delle merci, con il problema evidente di riuscire a trovare un individuo che avesse bisogno del bene in offerta e che contemporaneamente possedesse qualcosa di valido da offrire in contropartita.
Per ovviare a questo inconveniente nacque la moneta cioè un bene accettato da tutti e che poteva essere considerato come una specie di unità di misura del valore delle merci. Lo scopo di ogni scambio è soddisfare i bisogni delle parti che, di conseguenza, decidono di instaurare tra loro un accordo di compravendita.
Info tratte da Wikipedia
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Cos'è la permuta?

In diritto, la permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all'altro. (art. 1552 cod.civ.)
Sebbene si applicano, in quanto compatibili, le norme stabilite per la vendita (art. 1555 cod.civ.), la permuta differisce da quest'ultima in quanto lo scambio non avviene verso il corrispettivo di un prezzo, ma tramite il reciproco trasferimento della proprietà di cose o della titolarità di altri diritti.
La permuta, infatti, deriva da quella forma primitiva di scambio chiamata baratto.

Responsabilità dei contraenti

Tranne le norme generali, che richiamano la disciplina della vendita, la permuta è regolata in particolare in tema di evizione e di spese a carico dei contraenti.
Il permutante, se ha subito l'evizione e non intende riavere la cosa data, ha diritto, come per la vendita, al valore della cosa evitta, salvo in ogni caso al risarcimento del danno. (art. 1553 cod.civ.)
Infine, salvo patto contrario, le spese della permuta e le altre accessorie sono a carico di entrambi i contraenti in parti uguali, a differenza della vendita in cui, sempre salvo patto contrario, sono a carico del compratore. (art. 1554 cod.civ.)
Info tratte da Wikipedia
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Cos'è lo swapping?

IL RESTO DEL CARLINO del 23 maggio 2007
Gli incontri si organizzano fra gruppi di amici, all’università o in rete. Soldi e carte di credito sono banditi, si paga con altri vestiti
“Per quella camicia ti do la mia giacca...”
Lo shopping adesso si fa col baratto. Il sistema viene dagli Stati Uniti, si chiama Swapping e ha già contagiato migliaia di giovani

Maglie, pantaloni, scarpe, giacche firmate, perfino costumi e biancheria. Al mercato del baratto c’è proprio tutto: griffato, scontatissimo, e già testato. La tecnica si chiama Swapping.
L’America l’ha scoperto da qualche anno, l’Inghilterra e la Svezia sono sulla scia. Ma anche l’Europa mediterranea, Italia compresa, comincia a strizzare l’occhio a questo genere di compravendita che consente di andare a fare spesa senza soldi in tasca né carta di credito nel portafogli.
Si, perché oggi c’è un modo nuovo, più economico per poter sfoggiare maglie nuove ogni giorno. Scambiarsi i vestiti. Il principio e lo stesso che usano i bambini per la raccolta delle figurine: ne do una a te se tu ne dai una a me. Sono che invece dei volti dei calciatori c’è una felpa “poco usata” o un paio di jeans “nuovi mai indossati perché ho sbagliato la taglia”. In america lo Swapping sta spopolando soprattutto fra i più giovani, che in questo modo divertente e molto economico, oltre che estremamente pratico, possono permettersi di cambiare abito ogni giorno.
Ma come nasce un mercatino Swapping?
Di solito in modo spontaneo, sull’onda di una chiacchierata a scuola o con il passaparola su internet. I giovani si danno appuntamento in un luogo pubblico portando ciascuno il proprio insolito bagaglio: vestiti che non indossano più, o perché non piacciono o perché vanno troppo larghi o troppo stretti, ma anche capi raccolti in casa, che nessuno utilizza più. Ognuno, poi, può scegliere dal sacco dell’altro ciò che più gli piace e lo scambio è compiuto. In america la novità non è il baratto, tecnica già gettonatissima e usanza consolidata, ma il passaggio dello scambio di abiti dalla forma privata (di solito avveniva a casa di qualcuno, tra gruppi di amici, parenti, o comunque conoscenti ) a quella pubblica. Il baratto e diventato insomma un evento aperto a tutti, a cui tutti possono partecipare. Dal gioco al business, il passo è breve.
Oggi non sono più gli studenti a scambiarsi i vestiti e lo Swapping è sempre più una mania collettiva. Che alcune aziende stanno tentando di trasformare in attività redditizia. Sempre negli usa c’è addirittura una catena di franchising che si occupa dello scambio di vestiti. Si chiama Swap-o-rama ed ha già contagiato New York e persino Gerusalemme. Non si tratta di semplici luoghi in cui la gente scambia i propri abiti con quelli degli altri. Qui ci sono anche angoli attrezzati per personalizzare i capi di abbigliamento con tanto di designer pronti a dare una mano creativa in caso di bisogno.
L’Italia sta a guardare, ma il richiamo del fashion è forte. Quella dello Swapping sembra essere la nuova tendenza che accomuna un target giovane e dinamico. Ma anche la nuova frontiera del business.
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Cosa si baratta in USA?

REPUBBLICA.it del 17 aprile 2007 di Cristina Nadotti Canadese, 26 anni, mira a ottenere, grazie al baratto, una casa di proprietà.
Con inserzioni su internet scambia una graffetta con un anno di affitto.


In circa dieci mesi un ventiseienne canadese è riuscito a barattare, oggetto dopo oggetto, una graffetta rossa con una casa in affitto per un anno.
Tutto merito di una buona predisposizione alle vendite e di internet, ma anche della velocità con cui si propagano le notizie e le storie in rete.
Ora che Kyle MacDonald è diventato famoso, sarà anche più facile per lui raggiungere l'obiettivo ultimo che si è prefisso dall'inizio: sfruttare la comunità di internet per barattare la graffetta con qualcosa di migliore, fino ad ottenere, di scambio in scambio, una casa.

Tutto è cominciato lo scorso luglio con un annuncio sul sito craigslist.org, specializzato in inserzioni di ogni tipo. MacDonald ha offerto la sua graffetta, dicendo semplicemente che avrebbe voluto barattarla con qualcosa di meglio.
La risposta arrivata da due signore che in cambio gli hanno dato una penna a forma di pesce.
Un po' di fortuna (e forse anche un po' di fascino, perchè le prime con le quali ha fatto affari sono donne) e MacDonald ha scambiato la penna con un pomello decorato in ceramica, questo con un fornello da campeggio, che ha scambiato poi con un generatore.
Dietro a ogni baratto c'è anche una storia di incontri e casualità, materiale buono per una delle attività di MacDonald, che oltre a inseguire il sogno di una casa di proprietà scrive racconti e un blog piuttosto seguito, soprattutto ora.
Il tragitto verso la casa proseguito dal generatore a un "kit istantaneo per feste", un barile di birra vuoto e una promessa, fatta da un tizio di New York, di riempirlo quanto prima. Nel frattempo MacDonald ha anche rischiato di perdere tutto, perchè mentre aspettava di barattare il generatore, lo ha lasciato in deposito in un hotel, dove i vigili del fuoco lo hanno sequestrato perchè perdeva gas.
E' stato uno dei momenti di maggior tensione della storia, ha raccontato MacDonald, che vede la cosa in chiave cinematografica. E a ragione, perchè gli sono gi arrivate offerte da Hollywood.
MacDonald riuscito a recuperare il generatore, a ottenere il barile di birra e scambiarlo con un gatto delle nevi. Il baratto sembra poco probabile, come quelli successivi (mezzo da neve con viaggio a Yahk, cittadina poco ospitale nella British Columbia, poi un camioncino ceduto a un musicista in cambio di un contratto di registrazione, scambiato da un'aspirante cantante per un anno di affitto gratis).

Ma non si può dimenticare che a questo punto la storia era finita anche sulla televisione canadese e quindi alcuni scambi sono stati favoriti dalla popolarità.
Comunque MacDonald ha dovuto mettere sul piatto, oltre alla sua abilità di venditore, anche un'ottima capacità di adattamento. Per ora ha ottenuto una casa in affitto gratis per un anno, ma a Phoenix, Arizona, piuttosto lontano da dove ha sempre vissuto. La sua ricerca va avanti, anche perchè dietro a tutta la storia c'è una buona componente di divertimento, che MacDonald vuole mantenere inalterata anche adesso che ha moltissime offerte.
E che il giovane canadese si stia divertendo è chiaro dal suo blog. Proprio oggi sapendo che la sua storia arrivata alle grandi agenzie internazionali, Kyle ha mandato un post nel quale invita a un altro baratto-gioco. "Poichè la mia storia uscirà su molti giornali - scrive - vi invito a mandarmi una copia dell'articolo, in cambio io vi spedirò a casa una ricercatissima toppa in tessuto con una clip rossa".
Il post completo di foto della "ricercatissima toppa" da applicare su vestiti, borse o cappelli. Strano che Kyle non nomini le uscite su internet, ma forse, da grande affarista qual'è, sa che per recuperare le storie online non ha bisogno di scambi.

articolo tratto da www.zerorelativo.it

immagine tratta da www.nicoladantrassi.it

FRASE DEL GIORNO: NON DIVENTATE SCHIAVI DEL DENARO, MA LASCIATE CHE SIA IL DENARO A SERVIRE VOI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

Agenda 2010 Voglio Scendere

Pino Corrias
Peter Gomez
Marco Travaglio

Dal blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio

Vi consiglio questo libro


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informatevi!!!

''Ogni onda del mare ha riflessi differenti, ogni stella del cielo brilla a modo suo, proprio come unica è la bellezza di chi amiamo"
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