
Left and Right, il tour teatrale di Francesco De Gregori che tocca più di cinquanta città italiane questa settimana e' arrivato a Firenze. Il cantautore si e' esibito al Teatro Verdi sabato 29 marzo con inizio ore 20:45 e domenica 30 con inizio alle ore 18:00. Il suo tour partito in concomitanza con l’uscita dell’album live registrato durante l’estate, darà la possibilità di riascoltare live veri e propri capolavori come Generale e Titanic entrati a buon diritto nella storia della musica italiana.
Un tour voluto dall`artista per tornare a suonare a contatto con il suo pubblico in un contesto più raccolto: accompagnato sul palco dai musicisti che da anni lo affiancano, Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti alle tastiere, Alessandro Valle pedal steel guitar e chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso, De Gregori ripercorre la sua storia musicale, che coincide spesso con quella della musica d`autore italiana.
Sempre poetico e graffiante, con un inconfondibile stile che si appropria di metafore, di costrutti logico-sintattici inusuali, e accompagnandoli con una musica originale se pur complessa, utilizzando quasi sempre strumenti tradizionali.
Il suo stile, simile a quello di Bob Dylan e Leonard Cohen, i suoi maggiori ispiratori, richiama sia le sonorità rock, sia quelle melodiche, sia la musica popolare e, dal punto di vista dei testi, presenta un ampio uso della metafora, spesso di non immediata interpretazione, con liriche di ispirazione intimista, letterario-poetica ed etico-politica in cui trovano spazio riferimenti all'attualità e alla storia, che lo hanno reso uno dei cantautori più importanti dell'attuale scena musicale italiana, insieme a Fabrizio De André e l'altrettanto importante Francesco Guccini è considerato uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi.
ecco alcune domande che fanno intravedere il carattere dell'uomo francesco e il suo modo di vedere alcune fasi della nostra vita:
Domanda: Insiste un po’ troppo con i classici?
Risposta di Francesco: E' la verità, sarà scolastica ma è la verità. C’è un altro verso, in “il vestito del violinista” in cui si parla di falegnami e filosofi che ci costruiranno il futuro. Mi piacerebbe togliere il potere ai politici e darlo ai filosofi.
Domanda: in “tempo reale” dice anche che preferirebbe non rinascere in Italia
Risposta di Francesco: Una frase troppo dura?
Domanda: Non è tanto questo, ma dove vorrebbe rinascere?
Risposta di Francesco: Ad Atene o a Stratford-on-Avon
Domanda: Anche Shakespeare è un classico.
risposta di Francesco: Sono due posti bellissimi. Di Atene mi piace anche la parte moderna e perfino lo smog. Ma tanto non si può rinascere e nel caso capitasse non si potrebbe decidere dove. La canzone è molto diretta, niente è campato in aria e purtroppo c’è una corrispondenza con quello che succede in questo Paese. Ma dietro ogni invettiva c’è un amore sostanziale.
Domanda: Come in Viva l’Italia?
Risposta di Francesco: Beh, quella era una canzone del 1979 e c’erano ancora due Italie, o almeno io credevo ingenuamente che ci fossero: quella buona che scendeva in piazza contro le brigare rosse, opposta a quella dei servizi deviati. Oggi, questa parte buona non la vedo più.
Domanda: Ma neanche allora era tanto ottimista?
Risposta di Francesco: Non si perdona alla musica leggera che sia lo specchio di una realtà drammatica: ma perchè deve sempre far sorridere, rassenerare? E comunque le cose sono molto cambiate: la nostra generazione è venuta su convinta che la pace fosse una cosa normale. Magari per ignoranza nostra o perchè nessuno ci aveva detto che in Africa e in molti altri posti si scannavano, ci credevamo. Quindi il Vietnam fu uno choc. Oggi invece ci siamo abituati a convivere con l’idea della guerra, anche se la chiamano missione di pace. Siamo abituati al fatto che ci siano soldati italiani nella condizione di sparare. E di essere sparati. Ma avere ancora voglia di raccontare ciò che vedo è un segnale che non sono dannatamente privo di speranze.
La cattiva educazione ha conseguenze devastanti. Tutto nasce da lì. Lo sostengo a rischio di passare per un vecchio snob.
Domanda: Il pericolo c’è, effettivamente. E di chi è la colpa: genitori o scuola?
Risposta di Francesco: Della scuola,che dovrebbe formare i cittadini dove la famiglia non arriva.
Domanda: Così si inimica i professori, i suoi grandi fan che volevano mettere Alice o Generale nei libri di testo
Risposta di Francesco: Non mi è mai piaciuta questa storia. Però dietro la voglia di contrapporre i due generi c’è una consapevolezza: la canzone non sarà poesia ma è letteratura,come il cinema e il teatro. E tutte le canzoni lo sono, perché testimoniano questo tempo e fanno cultura, in senso lato.
articoli tratti da www.italiadiscovery.it,www.it.wikipedia.org
http://corrierefiorentino.corriere.it, www.francescodegregori.it/
immagine tratta da http://festival.blogosfere.it



































