MOVIMENTO 5 STELLE: IL PROGRAMMA

lunedì 31 marzo 2008


Left and Right, il tour teatrale di Francesco De Gregori che tocca più di cinquanta città italiane questa settimana e' arrivato a Firenze. Il cantautore si e' esibito al Teatro Verdi sabato 29 marzo con inizio ore 20:45 e domenica 30 con inizio alle ore 18:00. Il suo tour partito in concomitanza con l’uscita dell’album live registrato durante l’estate, darà la possibilità di riascoltare live veri e propri capolavori come Generale e Titanic entrati a buon diritto nella storia della musica italiana.

Un tour voluto dall`artista per tornare a suonare a contatto con il suo pubblico in un contesto più raccolto: accompagnato sul palco dai musicisti che da anni lo affiancano, Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti alle tastiere, Alessandro Valle pedal steel guitar e chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso, De Gregori ripercorre la sua storia musicale, che coincide spesso con quella della musica d`autore italiana.
Sempre poetico e graffiante, con un inconfondibile stile che si appropria di metafore, di costrutti logico-sintattici inusuali, e accompagnandoli con una musica originale se pur complessa, utilizzando quasi sempre strumenti tradizionali.

Il suo stile, simile a quello di Bob Dylan e Leonard Cohen, i suoi maggiori ispiratori, richiama sia le sonorità rock, sia quelle melodiche, sia la musica popolare e, dal punto di vista dei testi, presenta un ampio uso della metafora, spesso di non immediata interpretazione, con liriche di ispirazione intimista, letterario-poetica ed etico-politica in cui trovano spazio riferimenti all'attualità e alla storia, che lo hanno reso uno dei cantautori più importanti dell'attuale scena musicale italiana, insieme a Fabrizio De André e l'altrettanto importante Francesco Guccini è considerato uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi.

ecco alcune domande che fanno intravedere il carattere dell'uomo francesco e il suo modo di vedere alcune fasi della nostra vita:

Domanda: Insiste un po’ troppo con i classici?

Risposta di Francesco: E' la verità, sarà scolastica ma è la verità. C’è un altro verso, in “il vestito del violinista” in cui si parla di falegnami e filosofi che ci costruiranno il futuro. Mi piacerebbe togliere il potere ai politici e darlo ai filosofi.

Domanda: in “tempo reale” dice anche che preferirebbe non rinascere in Italia

Risposta di Francesco: Una frase troppo dura?

Domanda: Non è tanto questo, ma dove vorrebbe rinascere?

Risposta di Francesco: Ad Atene o a Stratford-on-Avon

Domanda: Anche Shakespeare è un classico.

risposta di Francesco: Sono due posti bellissimi. Di Atene mi piace anche la parte moderna e perfino lo smog. Ma tanto non si può rinascere e nel caso capitasse non si potrebbe decidere dove. La canzone è molto diretta, niente è campato in aria e purtroppo c’è una corrispondenza con quello che succede in questo Paese. Ma dietro ogni invettiva c’è un amore sostanziale.

Domanda: Come in Viva l’Italia?

Risposta di Francesco: Beh, quella era una canzone del 1979 e c’erano ancora due Italie, o almeno io credevo ingenuamente che ci fossero: quella buona che scendeva in piazza contro le brigare rosse, opposta a quella dei servizi deviati. Oggi, questa parte buona non la vedo più.

Domanda: Ma neanche allora era tanto ottimista?

Risposta di Francesco: Non si perdona alla musica leggera che sia lo specchio di una realtà drammatica: ma perchè deve sempre far sorridere, rassenerare? E comunque le cose sono molto cambiate: la nostra generazione è venuta su convinta che la pace fosse una cosa normale. Magari per ignoranza nostra o perchè nessuno ci aveva detto che in Africa e in molti altri posti si scannavano, ci credevamo. Quindi il Vietnam fu uno choc. Oggi invece ci siamo abituati a convivere con l’idea della guerra, anche se la chiamano missione di pace. Siamo abituati al fatto che ci siano soldati italiani nella condizione di sparare. E di essere sparati. Ma avere ancora voglia di raccontare ciò che vedo è un segnale che non sono dannatamente privo di speranze.

La cattiva educazione ha conseguenze devastanti. Tutto nasce da lì. Lo sostengo a rischio di passare per un vecchio snob.

Domanda: Il pericolo c’è, effettivamente. E di chi è la colpa: genitori o scuola?

Risposta di Francesco: Della scuola,che dovrebbe formare i cittadini dove la famiglia non arriva.

Domanda: Così si inimica i professori, i suoi grandi fan che volevano mettere Alice o Generale nei libri di testo

Risposta di Francesco: Non mi è mai piaciuta questa storia. Però dietro la voglia di contrapporre i due generi c’è una consapevolezza: la canzone non sarà poesia ma è letteratura,come il cinema e il teatro. E tutte le canzoni lo sono, perché testimoniano questo tempo e fanno cultura, in senso lato.


articoli tratti da www.italiadiscovery.it,www.it.wikipedia.org

http://corrierefiorentino.corriere.it, www.francescodegregori.it/

immagine tratta da http://festival.blogosfere.it

domenica 30 marzo 2008



Record di debiti per gli italiani, anno nero per l'economia ma non per i top manager



Euro uguale debito. Dall’entrata in vigore della moneta unica a oggi, l’indebitamento medio delle famiglie italiane è aumentato del 91%, fino ad arrivare all’impressionante cifra di 15.578 euro per nucleo familiare. Solo nell’ultimo anno, poi, le «sofferenze» sono cresciute del 9,2 per cento.

Buona parte dipende certamente dai mutui per la casa, «gonfiati» dal costante aumento dei tassi, e dai finanziamenti per le ristrutturazioni: ma a spingere gli italiani a ricorrere sempre più ai prestiti ci sono anche i cosiddetti «crediti al consumo», gli acquisti a rate praticamente di ogni cosa, dall’auto al divano di casa. O più drammaticamente le conseguenze della crisi economica e degli aumenti generalizzati, dalla benzina agli alimentari, dalla luce al gas, a fronte di retribuzioni rimaste praticamente invariate nel corso dell’ultimo anno: lo stipendio non basta più a far fronte alle spese quotidiane e si è costretti a indebitarsi. È la fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia - l’associazione artigiani - di Mestre in un’indagine sulle difficoltà economiche delle famiglie italiane.

Una geografia, quella dell’indebitamento, abbastanza variegata. Nel 2007, in testa alla graduatoria troviamo Roma, con 22.305 euro per famiglia, seguita da Milano (21.115), Reggio Emilia (20.367), Prato (20.007), Lodi (19.871) e Rimini (19.812). Fanalino di coda la provincia di Vibo Valentia (6.861 euro), al 103˚ posto, preceduta da Benevento (6.917), Reggio Calabria (7.072), Avellino (7.078), Isernia (7.182), Enna (7.185) e Agrigento, al 97˚ posto, con 7.631 euro di indebitamento per famiglia. Come si vede, è il Nord ad essere più indebitato: per trovare una città del Sud in questa classifica, dobbiamo arrivare fino alla 53˚ posizione, dove c’è Bari con un indebitamento medio di 13.044 euro. Paradossalmente, però, il minore ricorso ai prestiti non è un indice di maggiore ricchezza per il Meridione, ma il contrario, legato com’è alla capacità di spesa inferiore del Sud rispetto al Nord, anche a causa del gap retributivo tra i due «poli» del Paese.



Lo sottolinea Giuseppe Bortoluzzi, segretario della Cgia di Mestre: «Le città che si sono più indebitate nell’ultimo anno sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento registrato negli ultimi cinque anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari».

In effetti, a guidare la classifica del maggiore indebitamento dal primo gennaio 2002 - quando è entrato in vigore l’euro - al 30 settembre 2007, c’è Napoli, con un aumento del 118,7 per cento.Mal’impoverimento dovuto alla moneta unica non risparmia neppure i ricchi capoluoghi dell’Emilia-Romagna, con Reggio Emilia (118,6%) e Piacenza (114,2%), rispettivamente al secondo e terzo posto. La classifica prosegue con le province del Centro- Sud: al quarto posto infatti troviamo Caserta (113,7%), seguita da Chieti (112,9%). E la situazione non cambia se consideriamo la graduatoria degli incrementi rilevati tra il 2006 e il 2007: la famigerata «sindrome della quarta settimana » non conosce confini geografici. Il primato negativo spetta a Prato, con un aumento dell’indebitamento per famiglia del 15% (contro la media del 9,2%), seguita da Genova (14,3%), Crotone (14,2%), Napoli (14,1%) e Brindisi(13,7%).

articolo di laura verlicchi tratto da www.ilgiornale.it

immagine tratta da www.i30.photobucket.com

FRASE DEL GIORNO: I PENSIERI TI FANNO COSTANTEMENTE COMPAGNIA, DAI SPAZIO SOLO AI BUONI PENSIERI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 29 marzo 2008


Le amare sorprese della dolce Italia
Un articolo del Washigton Post riporta le disavventure di un turista americano a Firenze, che si è visto recapitare 150 $ di multa per aver oltrepassato la ZTL cittadina, e invita a prestare attenzione guidando nel Belpaese

«Anche se siete a migliaia di km dal luogo del crimine, quando realizzerete che siete stati “acciuffati”, pagare non è un opzione. Se non sborsate, gli agenti andranno direttamente dove avete noleggiato l’auto. Che pagheranno per voi, salvo poi chiedere il rimborso a voi stessi, rintracciandovi grazie al numero della vostra carta di credito. E forse aggiungendo una tassa per il problema causato». Le parole non lasciano spazio a tentativi di farla franca. E arrivano direttamente da oltre oceano. A mettere in guardia i turisti americani che decidono di passare le loro vacanze a Firenze, è niente meno che il Washington Post. Che racconta la storia di un cittadino americano “pizzicato” dalle terribili, telecamere che vigilano sugli accessi delle zone a traffico limitato delle città italiane.
AMARA SORPRESA L’amara sorpresa di Jerome Shapiro , americano, viene raccontata in un articolo del Washington Post. Shapiro si è visto recapitare nella sua cassetta delle lettere una multa salatissima proveniente dall’amministrazione comunale fiorentina. La multa, già elevata per le tasche italiane, diviene un vero e proprio salasso per le tasche dello statunitense medio che, svantaggiato dal cambio euro/dollaro sfavorevole, si trova di fronte alla poco simpatica cifra di 150 dollari. La multa in questione riporta anche la severa avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa subirà un raddoppio dell’importo.
L’AMBASCIATA ITALIANA L’ambasciata italiana in America interpellata a riguardo, spiega via e mail che per guidare nei centri storici italiani servono speciali permessi sotto intendendo che il malcapitato deve mettersi il cuore in pace e pagare. Unica, ma poco consolante, nota positiva della mail: qualche accorgimento su come fare a non farsi multare dalle telecamere della nostra Ztl in caso di un futuro ritorno al volante per le strade d’Italia.
L’AVVERTIMENTO Il giornale d’oltreoceano chiude l’articolo avvertendo che è praticamente inutile e controproducente provare a fare i furbi e non pagare. Come dire: non certo un bell’invito a mettersi alla guida di un’auto nella nostra città e nel nostro paese.

articolo di Angelo Marinazzo tratto da www.corrierefiorentino.corriere.it
immagine tratta da www.ateneonline-aol.it/img/ztl_a_grande.jpg

FRASE DEL GIORNO: NELLA TUA MENTE C'E' ABBASTANZA SPAZIO PER TROVARE NUOVE SOLUZIONI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 28 marzo 2008

TIBET LIBERO




Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
Il Governo italiano ha calato i pantaloni alla marinara di D'Alema (nessuno pensava che avrebbe fatto diversamente).
L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare. Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.
Il blog lancia oggi una petizione al segretario dell'Onu per un Tibet libero.
Inviate il messaggio:
"Free Tibet. Stop to the China Olympic Games"
al segretario delle Nazioni Unite e diffondete l'iniziativa.
La ruota del samsara vi premierà.


articolo tratto da www.beppegrillo.it

immagine tratta da www.strangehyacinth.com

FRASE DEL GIORNO: VOGLIAMO SEMPRE RENDERE COMPLICATO QUELLO CHE PUO' ESSERE SEMPLICE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 27 marzo 2008





oggi dal notaio solo con gli impianti certificati

La sicurezza degli impianti di erogazione dell’energia e dell’acqua, del gas, delle tv eccetera di tutte le nostre case, d’ora in avanti dovrà essere certificata. Non solo niente più allacci abusivi o scarichi illegali (e questo si capisce) ma neppure strutture che non offrano tutte le garanzie di sicurezza e tutti gli standard qualitativi che ci consentano di vivere senza nuocere né a noi stessi né agli altri. Questo è scritto nel decreto numero 37 diventato legge il 12 marzo scorso e che entrerà in vigore alle sei di stamani mattina. Norme a parte, invece, riguardano gli ascensori. In linea di principio la nuova norma è stata accolta con favore da tutti - costruttori, inquilini, consumatori - in quanto risponde ad una domanda di prevenzione dei rischi che è nell’interesse di tutti. In via di fatto, invece, ha sollevato una quantità di critiche e di dubbi: perché realizzata senza una consultazione con i soggetti interessati, perché rischia di trasformarsi in una grida manzoniana che sarà applicata in un modo a Trento e in un altro a Caserta, perché - infine - introduce un nuovo balzello burocratico senza alcuna garanzia sostanziale di sicurezza in più. Il certificato di conformità degli impianti va anche allegato agli atti di compravendita e questo aveva sollevato dubbi e timori anche tra i notai.

Le novità introdotte sono sostanzialmente due. La prima è che il cittadino, nel momento in cui richiede l’allacciamento di una utenza, deve consegnare all’azienda del gas, dell’energia elettrica o dell’acqua copia della dichiarazione di conformità dell’impianto. Quest’obbligo, finora, vigeva solo per il metano. La legge, ovviamente, si riferisce ad una casa nuova oppure completamente ristrutturata. La seconda novità, invece, riguarda le abitazioni vecchie o comunque già abitate. In questo caso, mancando una dichiarazione di «conformità» dell’impianto già in uso, la persona che voglia vendere o affittare, deve provvedere a far compiere una certificazione da una ditta specializzata.

Adempimenti
Ma non è tutto. Nel caso di nuova costruzione o di ristrutturazione del vecchio, il relativo progetto di impiantistica deve essere depositato presso lo sportello unico per l’edilizia del Comune (se non esiste la stessa documentazione può andare all’Ufficio tecnico). Inoltre, per ottenere il certificato di agibilità di un immobile occorre sia la dichiarazione di conformità che il certificato di collaudo degli impianti installati. Per evitare che in tutti questi passaggi ci possano essere episodi - diciamo così - di indulgenza, la nuova legge prevede un controllo incrociato da parte della Camere di Commercio, cui giunge copia dei certificati di conformità, che dovrà controllare se l’impresa che ha effettuato certificazione e collaudo abbia le carte in regola.

I dubbi
La normativa ha preso un po’ in contropiede le Camere di Commercio, investendole di una nuova responsabilità di controllo, per questo, attraverso Unioncamere sono stati posti dei quesiti tecnici a cui il ministero dovrebbe rispondere proprio oggi. Altre perplessità sono state invece, e già da alcune settimane, presentate dal Consiglio nazionale del notariato, soprattutto perché tutto il sistema delle certificazioni impiantistiche è fondamentale nell’atto di compravendita. Se le carte non fossero in regola - chiedono in sostanza i notai - l’atto risulterebbe invalidato? Il ministero a questo ha già risposto: no. La compravendita è comunque valida. La responsabilità resta invece del venditore per aver fornito, eventualmente, documenti inattendibili. A questo proposito va anche aggiunto che il venditore può anche specificare (in maniera certificata e non più con una semplice dichiarazione) che gli impianti non sono a norma ma, a quel punto, il compratore ne prende atto, si impegna a sistemare il tutto, ma può chiedere uno sconto proporzionato sul prezzo d’acquisto.

Le sanzioni
E chi fa orecchie da mercante? Per la mancata dichiarazione di conformità di un impianto la multa a carico di chi vende va da cento a mille euro. Per la trasgressione di uno degli altri adempimenti, specie per le nuove case, si va, invece, da mille a diecimila euro, a seconda della gravità del caso. Sono poi da considerarsi nulli tutti i contratti stipulati da imprese non abilitate.

articolo di RAFFAELLO MASCI tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.lr-consulenzeimmobiliari.it

FRASE DEL GIORNO: NON CERCARE DI CAMBIARE LA TUA VITA, CAMBIA IL TUO ATTEGGIAMENTO VERSO LA VITA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 26 marzo 2008


Diossina: stop all'import di mozzarella di bufala in Giappone e a Taiwan


i supermercati nipponici avrebbero già iniziato a ritirarla dagli scaffali


Dopo la Corea del Sud altri due Paesi asiatici bloccano alla dogana i latticini campani

TOKYO (GIAPPONE) - Anche il governo giapponese e quello di Taiwan, dopo quello sudcoreano, hanno deciso di non sdoganare le mozzarelle giunte a Tokio dall'Italia.

Lo sostiene, sulla base di proprie fonti nel mondo dell'export, il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. La decisione giapponese come quella di Taiwan sarebbe da ricondurre alle notizie circolate sulla stampa internazionale riguardanti un'ipotetica contaminazione da diossina.

MOZZARELLA VIA DAGLI SCAFFALI - Secondo il Consorzio, le catene nipponiche di grande distribuzione avrebbero già iniziato a ritirare le mozzarelle dagli scaffali. L'export verso il Giappone di mozzarella di bufala campana nel 2005 si è attestato a 329mila kg per un valore commerciale di 2,3 milioni di euro. «Siamo sbigottiti - dice il presidente del Consorzio, Franco Consalvo - perchè i controlli ci sono e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala. Il segnale proveniente dal Giappone è tanto più preoccupante perchè non ancorato ad alcun riscontro di laboratorio». «In merito alle vicende coreana e giapponese - continua Consalvo - sappiamo che il ministro Paolo De Castro ha già avviato i necessari contatti con i governi coinvolti nei blocchi. Nelle prossime ore riunirò un'unità di crisi».

TAIWAN - Si allarga quindi il fronte internazionale del rifiuto della mozzarella italiana, sospettata di nascondere contaminazioni di diossina dovute ai roghi dei rifiuti in Campania: dopo la Corea del Sud e il Giappone, anche Taiwan ha chiuso le proprie frontiere al formaggio filante, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche. A Bruxelles, nel frattempo, la Commissione europea sembra essere stata colta impreparata da quest’ondata di misure precauzionali contro la mozzarella, sia vaccina che di bufala. Una portavoce , intepellata durante il "briefing" quotidiano per la stampa dell’esecutivo comunitario, ha ammesso di non disporre di altro, per il momento, che delle notizie di stampa pubblicate nelle ultime ore.

articolo tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.mozzarelladibufala.org

FRASE DEL GIORNO: LE PAROLE POSSONO FERIRE GLI ALTRI ANCHE SE PRONUNCIATE CON LA MIGLIORE INTENZIONE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 25 marzo 2008

Chi è don Luigi Ciotti?




lavoro di ricerca di Roberto Saglimbeni

"Sono solo un cittadino che sente prepotente dentro di sé il bisogno di giustizia"Bastano poche parole per capire chi è veramente don Luigi Ciotti.Non un semplice sacerdote, né un uomo qualunque, bensì un onesto cittadino al servizio della gente, di tutti coloro che chiedono aiuto e di chi non è capace o, peggio, non può. Si tratta di un uomo carismatico e di grande personalità, capace di parlare al cuore della gente per poterle dare una speranza di pace, di lealtà, di amore e di fede.[...]Ma per conoscere concretamente Don Ciotti bisogna ripercorrere le tappe che hanno segnato la sua vita.Don Luigi Ciotti nasce il 10 settembre 1945 a Pieve di Cadore (BL). Nel 1966 promuove un gruppo di impegno giovanile, che prenderà in seguito il nome di "Gruppo Abele", costituendosi in Associazione di volontariato e intervenendo in numerose realtà segnate dall'emarginazione. Due anni dopo comincia un intervento all'interno degli istituti di pena minorili: l'esperienza si articola in seguito all'esterno, sul territorio, attraverso la costituzione delle prime comunità per adolescenti alternative al carcere. Terminati gli studi presso il seminario di Rivoli (TO), Ciotti nel 1972 viene ordinato sacerdote dal cardinale Michele Pellegrino: come parrocchia, gli viene affidata "la strada". E proprio in quella parrocchia così particolare che, in quegli anni, affronta l'irruzione improvvisa e diffusa della droga. Apre un Centro di accoglienza e ascolto e, nel 1974, la prima comunità. Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all'entrata in vigore, nel 1975, della legge n. 685 sulle tossicodipendenze. Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni. Nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta all'AIDS (LILA), nata per difendere i diritti delle persone sieropositive, di cui è il primo presidente. Nel marzo 1991 è nominato Garante alla Conferenza mondiale sull'AIDS di Firenze, alla quale per la prima volta riescono a partecipare le associazioni. Negli anni 90 intensifica l'opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita al periodico mensile Narcomafie, di cui è direttore responsabile. A coronamento di questo impegno, mettendo insieme le diverse realtà di volontariato e con un costante lavoro di rete, nasce nel 1995 Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, un network che, oggi, coordina nell'impegno antimafia oltre 700 associazioni e gruppi sia locali che nazionali. Sin dalla fondazione, "Libera" è presieduta da Luigi Ciotti

per maggiori info cliccate qui: http://www.libera.it/content.aspx?p=chisiamo1&s=6

articolo tratto da www.fermicorsoa.blog.excite.it

immagine tratta da www.lastampa.it

FRASE DEL GIORNO: LO SFORZO SENZA PERSEVERANZA E' UNO SPRECO DI ENERGIA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 24 marzo 2008

Fa' la cosa giusta!


















Fa' la cosa giusta! Milano non è solo una mostra-mercato. È un mondo di valori, idee e contenuti culturali e politici che sottendono e sostengono i tanti progetti e prodotti esposti. Per diffondere in modo sempre più chiaro ed efficace la ricchezza e l'innovatività dell'economia solidale, l'associazione Insieme nelle Terre di mezzo Onlus dà vita al Progetto Culturale di Fa' la cosa giusta! Milano, basato su quattro ambiti d'azione:


• Programma convegnistico

Progetto Scuole

• Eventi

• Formazione


“Ognuno ha diritto a uno standard di vita adeguato per la salute e il benessere di se stesso e della propria famiglia, incluso il cibo, gli indumenti, la casa, le cure mediche e i servizi sociali necessari”
Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, art. 25

Cosa significa abitare? Avere una dimora, occupare un luogo, costruire e condividere uno spazio fisico e sociale. Quindi non soltanto stabilirsi in un ambiente e conformarlo ai propri bisogni e gusti, ma anche inserirsi in una dimensione di vicinanza, convivenza e rispetto reciproco. Abitare è una categoria dell'esistenza e uno dei nostri bisogni primari.

Abbiamo deciso di costruire il programma culturale secondo i principi fondamentali che sono alla base di questa concezione dell'abitare come categoria dell'esistenza.

• L'accesso alla casa: tutti abbiamo bisogno di una dimora, tutti condividiamo l'esperienza della ricerca, della scelta, della decisione su dove e come stabilire la nostra esistenza. Accesso alla casa comprende tutto quello che riguarda le possibilità di cercare e trovare casa, sia in affitto che in acquisto, sia per chi ha accesso al mercato tradizionale, sia per le fasce più deboli che hanno bisogno di attenzione e interventi mirati.

• L'emergenza abitativa e l'emarginazione sociale: le problematiche e le possibili soluzioni per le situazioni di vera emergenza abitativa.

• L'abitare sostenibile: le buone pratiche, gli interventi strutturali, gli acquisti e le scelte di vita per una casa ecologica, solidale ed efficiente. Il risparmio energetico, la gestione responsabile delle risorse, la tutela dell'ambiente.

• L'abitare con gli altri: abitare non finisce sulla soglia di casa, ma va oltre e si inserisce in un contesto di condivisione e convivenza con chi ci sta intorno. Dal rapporto con il vicino di casa alla gestione del condominio, dalla vita nel quartiere alle esperienze di vera e propria comunità. Le esperienze e le sfide per una società inclusiva, integrata e sicura.

• L'abitare la città: il rapporto con lo spazio pubblico, con la politica e gli enti pubblici che intervengono sull'aspetto e sulla vivibilità delle città. Edilizia pubblica e privata, interventi di ristrutturazione e riqualificazione urbana, mobilità e inquinamento, progettazione partecipata e società civile.

Per ciascuna di queste categorie, il programma offre convegni, tavole rotonde, dibattiti e laboratori pratici.
Ma non mancheranno iniziative legate ai temi della sostenibilità di più ampio respiro: presentazioni di libri, seminari e altre iniziative sui temi dei diritti umani, della solidarietà, della moda e della cultura.

Fa' la cosa giusta! c\o Terre di Mezzo
Via calatafimi, 10- 20122, Milano
tel.02/83242426 - fax 02/83390251- e-mail: info@falacosagiusta.org
www.falacosagiusta.org


testo tratto da www.falacosagiusta.org
immagine tratta da http://83.224.70.5/www.donihotels.comm

FRASE DEL GIORNO: NON LASCIARE CHE UN PROBLEMA DIVENTI IL PUNTO CENTRALE DELLA TUA VITA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 23 marzo 2008

buona pasqua!!!


L'uso di regalare uova è antichissimo. Sicuramente è legato al fatto che la Pasqua coincide con l'inizio della primavera, originariamente celebrata con riti per la fecondità ed il rinnovamento della natura. L'uovo simboleggia, infatti, la vita che si rinnova.
Nel Medioevo era tradizione regalare uova ai servitori; in Germania le uova venivano donate ai bambini insieme ad altri regali pasquali.
In alcuni paesi, come la Gran Bretagna, ogni anno a Pasqua i bambini vanno a cercare in giardino, fra l'erba e i cespugli, le uova che il dispettoso coniglietto pasquale ha colorato e poi nascosto.

Ma come si fa l’uovo di Pasqua?
Il cioccolato, mantenuto fuso in grossi contenitori con intercapedini contenenti acqua calda, viene distribuito in stampi ovali.
Gli stampi sono montati su un macchinario dotato di lunghe braccia che girano a 360 gradi, facendo contemporaneamente girare su se stesso l’uovo.
Così, per effetto della grande forza centrifuga, il cioccolato si spande sulle pareti prendendo l’inconfondibile forma ovale.
Ancora molto morbido, praticamente allo stato semisolido, l’uovo viene aperto per inserirvi la sorpresa e inviato a un altro reparto di produzione, per essere raffreddato e quindi solidificato. A questo punto il prodotto per essere confezionato.

Perché si colorano le uova di Pasqua?
A Pasqua c'è la tradizione di colorare e decorare le uova.
Forse una leggenda può spiegarci il perchè...
Maria Maddalena era una delle donne che erano andate al sepolcro di Gesù, ma l'aveva trovato vuoto. Allora corse alla casa nella quale erano i discepoli, entrò tutta trafelata e annunciò la straordinaria novità.
Pietro, uno dei discepoli, la guardò incredulo e poi disse: "Crederò a quello che dici solo se le uova contenute in quel cestello diverranno rosse."
E subito le uova si colorarono di un rosso intenso!
Ogni cultura ha sviluppato un proprio modo di decorare le uova. A volte si usano le uova sode, colorate con colori vegetali e alimentari se si intende mangiarle. Oppure si svuotano facendo un forellino con un ago ad ogni estremo dell'uovo, così si usa soltanto il guscio.
In Grecia si usa scambiarsi uova rosse in onore del sangue di Cristo. In Germania e Austria si regalano uova verdi il Giovedi Santo. In Armenia si usa dipingere le uova con immagini di Gesù, della Madonna o con scene della Passione. Nei paesi dell'Europa orientale si utilizzano motivi stilizzati geometrici bicolore: blu e bianco, rosso e bianco...
Una tecnica antica per decorare le uova consiste nell'attaccare piccole piante e foglie intorno alle uova e nel bollirle con colori vegetali. Staccando le piante, sul guscio rimangono delle impronte più chiare.
Per colorare le uova prova a bollirle in un pentolino d'acqua, con un cucchiaio di aceto e

* cipolla, se le vuoi arancioni

* spinaci, se le vuoi verdi

* tè, se le vuoi gialle

* barbabietola cotta e grattugiata, se le vuoi rosa

Sul guscio colorato si possono poi disegnare motivi geometrici o floreali con pennarelli indelebili, colori a tempera, adesivi; oppure si possono incollare perline, fiori secchi, elementi di pasta salata e tutto quello che la tua fantasia suggerisce!

articolo tratto da www.digilander.libero.it

immagine tratta da turner entertainment co.

FRASE DEL GIORNO: LA PAURA E' IL TUO PEGGIOR NEMICO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 22 marzo 2008


Ataf, calo di incassi e scontri nel cda
si spaccano anche i sindacati

Scontri nel cda, sindacati spaccati, calo di incassi. Semi paralizzata l´attività del consiglio di amministrazione. Sulla vertenza accordo separato con Cgil e Cisl

L´Ataf a rischio di paralisi. Il consiglio d´amministrazione formato da tre donne litiga da settimane e, tra dimissioni minacciate e ritirate, rinvia gli atti da approvare. I pagamenti dei fornitori slittano dai 30/60 giorni di prassi fino a 120 e anche 180 giorni, come capita per l´azienda che fornisce gli impianti di condizionamento dei bus. Le entrate derivanti dagli abbonamenti e dai biglietti sono in calo, per effetto dei cantieri e delle corse che giornalmente vengono soppresse per i motivi più disparati. E perfino i sindacati si spaccano al tavolo di trattativa: dopo un´intera, estenuante, giornata di confronto in Prefettura, iniziata alle 9 e finita a tarda notte, la rsu si spacca.

Le segreterie Cgil e Cisl alle 22 di giovedi' sera erano intenzionate a firmare l´accordo in cambio del pagamento del premio di risultato il prossimo 28 marzo. Non erano intenzionate invece quelle della Uil e della Faisa di Americo Leoni. Non i Cobas. E anche la rsu Ataf a maggioranza si è pronunciata contro la firma (i rappresentanti Cgil della rsu si sono divisi). Il premio è una buona notizia per gli autisti, che si attendono dai 400 ai 1.100 euro in busta paga. Ma il risultato ora è il caos dentro la rsu. Che succederà adesso? Non è escluso un mese di «bus lumaca», con la conseguenza di far saltare decine di corse. Per martedì la rsu convoca un´assemblea e già si parla di una giornata di sciopero prima delle elezioni.

Il punto critico della trattativa è stato ancora una volta quello dei nuovi autisti assunti con contratti di serie B, sia dal punto di vista normativo che economico. L´azienda giustifica le scelte contrattuali richiamando l´indagine in corso della Corte dei Conti, che accusa Ataf di consentire agli autisti meno ore lavorate senza prevedere diminuzioni di stipendio. Motivazioni che i sindacati non hanno mai condiviso. E secondo quanto discusso ieri, i nuovi autisti sarebbero equiparati alle condizioni del vecchio contratto almeno fin dopo l´estate, rinviando ad una successiva mediazione la decisione finale nella speranza che sindacati e azienda trovino una soluzione a livello nazionale nel frattempo. Ataf s´impegnerebbe in più a garantire migliori condizioni di sicurezza e di lavoro (accordi con i pubblici esercizi per l´uso dei bagni o wc chimici dove si può). E si dice pronta ad avviare i primi atti per la tramvia: selezione degli autisti-tramvieri, modalità e durata della formazione.


Anche la segreteria Filt-Cgil, con Andrea Viciani, lancia la sua proposta: basta con tre aziende sul territorio fiorentino, cioè con Ataf, Li-nea e Gest, la società mista (51% Ratp e 49% Ataf) che gestirà la tramvia. Piuttosto «una sola azienda con un solo presidente, un solo Cda e un solo contratto aziendale», dice Viciani.

Ma è lo stato di salute complessivo di Ataf a offrire un quadro clinico preoccupante. Le divisioni del vertice aziendale (vedi sotto) vanno ad aggravare una crisi di liquidità che sta creando non pochi disagi e lamentele tra i fornitori aziendali. E i minori introiti registrati negli ultimi mesi per effetto di un calo delle vendite dei biglietti potrebbero aggiungersi all´onere di 1 milione e passa euro di multe comminate dalla Provincia all´azienda dei bus in conseguenza dei cronici ritardi dei mezzi pubblici alle fermate: nonostante la linea dura minacciata dalla presidente Maria Capezzuoli (che ha portato ad ipotizzare una causa di Ataf contro la Provincia), nei prossimi giorni si potrebbe arrivare ad una transazione che potrebbe ridurre sostanzialmente l´ammontare della multa dovuta alla Provincia, chiamata a controllare il regolare svolgimento del servizio di trasporto pubblico. Si tratterà comunque di una spesa ulteriore che andrà ad aggravare la crisi di liquidità.

articolo tratto da www.repubblica.it

immagine tratta da www.ares-dark.com

FRASE DEL GIORNO: LA TUA FELICITA' NON FINIRA' MAI SE CONTINUERAI SEMPRE A CREARNE LE CAUSE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 21 marzo 2008


La Apple di Steve Jobs prepara un nuovo servizio on line
poco più di 60 dollari l'anno per la libreria di iTunes

La musica in un abbonamento
Otto dollari per il download


ROMA - Un nuovo capitolo si aggiunge nella battaglia tra Apple e Nokia per il dominio del mercato musicale "mobile": secondo il Financial Times, che ne ha dato notizia qualche giorno fa, la Apple sta trattando con le major discografiche per lanciare sul mercato un servizio in abbonamento attraverso il quale gli utenti potranno scaricare tutta la musica che vogliono sui loro iPod. L'abbonamento, che avrebbe un costo variabile tra i 7 e gli 8 dollari al mese (circa 64 dollari l'anno), consentirebbe ai consumatori di poter accedere senza limiti all'intero catalogo di iTunes, di scaricare i brani sui lettori mp3 della Apple, di ascoltare le canzoni in streaming.

I brani scaricati, come accade in altri servizi che offrono abbonamenti, sono ascoltabili per 30 giorni, poi, se l'abbonamento non viene rinnovato, diventano inaccessibili. L'offerta dovrebbe arrivare in "bundle" con l'acquisto dei nuovi lettori mp3 e iPhone dell'azienda di Cupertino. La Apple non conferma le voci (un semplice "no comment" è arrivato dall'ufficio stampa italiano), ma se le anticipazioni del Financial Times fossero vere sarebbe una vera e propria "conversione", visto che solo un anno fa Steve Jobs aveva affermato di non essere interessato ai sistemi di download in abbonamento.

A fargli cambiare idea potrebbe essere stata non solo la pressione da parte delle case discografiche, che già dallo scorso anno chiedevano alla Apple di offrire su iTunes anche un "subscription service", ma soprattutto la concorrenza di Nokia che con il suo "Comes with music" sta per lanciare un servizio con gli stessi contenuti studiato appositamente per i telefoni cellulari.
È evidente che, visto il dominio assoluto della Apple sul mercato della musica digitale, una simile scelta cambierebbe in maniera decisa lo scenario attuale, che vede altri offrire servizi in abbonamento, con formule molto diverse, da Napster (che è già approdato anche sui telefoni cellulari italiani grazie a Ericsson e Tim) a Emusic, servizi che fino ad oggi non sono stati premiati in maniera clamorosa dai consumatori. Le trattative con le case discografiche, dicono i bene informati, dovrebbero essere già in uno stadio molto avanzato con la Universal (che per prima ha siglato un simile accordo con Nokia), e aperte anche con le altre major. Le voci si sono accavallate anche con quelle che vogliono finalmente raggiunto anche l'accordo con i Beatles per il download della loro musica.

articolo di ernesto assante tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.ecosherpa.com

FRASE DEL GIORNO: SE PENSI A QUALCOSA CHE TI FA MALE, PERCHE' GLI PERMETTI DI RESTARE NELLA TUA MENTE?

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 20 marzo 2008

Tra un anno arriva l'auto volante


Il progetto realizzato da tre scienzatI del mit di boston

"The Transition" sarà in grado di raggiungere i 185 km/h per aria e i 140 a terra. Può portare due persone

Prima si atterra sulla pista di un aeroporto, poi si passa dal casello di un'autostrada. Senza mai muoversi dallo stesso sedile. Tre scienziati del Mit di Boston hanno progettato un aeroplano ripiegabile al punto di soddisfare i requisiti tecnici per l'omologazione stradale (guarda il video). Si chiama The Transition e viene realizzato dalla società americana Terrafugia. Due posti, 600 chilogrammi di peso massimo al decollo (sarà certificato aeromobile secondo la norma Lsa), 250 kg di carico utile e un motore da 100 CV (il Rotax 912S).

185 km/h IN VOLO, 140 A TERRA - Per aria andrà a 185 km/h, per terra un po' più lento (140), e avrà strumentazione digitale e airbag per pilota e passeggero. Il mezzo è lungo 5,7 metri, ha un'apertura alare di 8,4 metri ma la larghezza si riduce a "soli" due metri quando le ali vengono richiuse grazie a un sistema elettrico. Diversi dettagli ingegneristici sono ancora da mettere a punto, ma modello in scala ha già effettuali voli per verificare l'aerodinamica. Senza contare i test compiuti nella galleria del vento. Il consumo di carburante in volo (a 4.000 giri al minuto), sarà di circa 18 litri per ora. Difficile calcoalare quello su strada, ma chi comprerà un mezzo del genere probabilmente non farà troppa attenzione a questi dettagli.

PRIMI MODELLI CONSEGNATI NEL 2009 - Il primo esemplare di The Transition - garantisce la società produttrice - sarà presentato entro fine dell'anno, mentre la consegna ai primi clienti avverrà nel 2009. Sul sito di Terrafugia (www.terrafugia.com) è anche possible scaricare un modello virtuale da utilizzare nel simulatore di volo X-plane.


articolo tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.passionemobile.files.wordpress.com

FRASE DEL GIORNO: OGNI GIORNO PUOI SCEGLIERE SE ESSERE FELICE E IN PACE OPPURE TRISTE ED ARRABBIATO


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 19 marzo 2008


Il massacro dei tibetani è sulle prime pagine dei più importanti giornali del mondo libero. Da noi è un po' meno presente. Questione di priorità. In Italia l'informazione è serva, ma in modo comico, surreale, cialtronesco. Gli articoli sono palle colorate lanciate in aria dai clown dell'informazione assunti come direttori di giornali.
Il Corriere della Sera di lunedi'. Prima pagina. Foto centrale con "Vieira fa gol per Mancini" , 12 cm x 14,5, e sulla destra un titolo "Marina fa l'elogio di Luxuria, 2 cm x 11,5. In alto a destra un richiamo al Dalai Lama, 5 cm x 5,5 titolo e inizio articolo compresi e subito sotto un lancio dell'intervista a Andrè Glucksmann "Boicottare i Giochi non serve a nulla", 6,5 cm x 5,5: un centimetro più del Dalai Lama.
Il lettore che ripone la sua fiducia in Paolo Mieli e nel "salotto buono" del Corriere si inoltra a questo punto nella lettura delle pagine interne. Cerca, come è naturale, la notizia del giorno. Tibet, Lhasa, Dalai Lama, Cina, Giochi Olimpici. Pagina 2 e 3 sono dedicate alle amministrative in Francia. Certo, sono importanti, ma il Tibet? Sfogliamo. A pagina 5, dopo la pubblicità, c'è una foto di Testa d'Asfalto, 13 cm x 13,5, sotto il titolo "Protesta sulle pensioni, Berlusconi frena", 28,5 cm x 1,5. Andiamo avanti. Pagina 6 è dedicata a "La cura Air France all'esame del governo", titolo da 29,5 cm x 1 e due foto 2 cm x 2 della coppia Formigoni - D'Alema con le loro dichiarazioni in box virgolettati da 7 cm x 2.
Dopo le fondamentali opinioni dei nostri statisti Lhasa può sempre attendere. Doppia pagina 8/9 sul servizio "Emergenza imballaggi", titolo monstre 24,5 cm x 2,5 e una foto con gli ortaggi di stagione 37 cm x 24. Pagina 10 e 11 a questo punto non ci deludono. Della repressione cinese ancora non c'è una riga, ma le interviste riportate sono fondamentali. Titoli: "Veltroni sfida il Cavaliere. Siete voi che copiate" 17 cm x 3, "Capotondi: non corro, vorrei Silvio e Walter insieme" 26 cm x 1, "Mussi, il trapianto e la politica. Mi ha salvato mia moglie", 17 cm x 3. E' presente in una colonna personale di 33 cm x 4 anche l'immancabile monito dal Colle "Napolitano: politica urlata un danno alle istituzioni".
Sfinito, anche il più accanito lettore di Romano e Severgnini non si aspetta più nulla sul Dalai Lama e, infatti, lo accolgono a pagina 12 la pubblicità e a pagina 13 a famiglia Berlusconi, mezza pagina a testa per il papà Silvio e la figlia Marina. In alto: "Berlusconi: urne, c'è il rischio di brogli", 25 cm x 1,5 e, sopra il titolo, "Per vigilare sulle elezioni ci sarà l'esercito dei difensori della libertà. E ricorda la prima fidanzata" 23 cm x 0,5. Sotto: "Marina a sorpresa: mi piace Luxuria è preparata e spiritosa" 9,5 cm x 4. Le foto del papà con folla adorante, 26, 5 cm x 7,5, e della figlia, 15 cm x 9,5, completano la pagina. Ma non bisogna mai disperare. Infatti, a pagina 14 c'è il Tibet con il titolo su due righe "In Tibet genocidio culturale. Ma no al boicottaggio dei Giochi" 21, 5 cm x 3 e a pagina 15, a fronte l'intervista a Glucksmann "Disertare Pechino? Così non serve" 20,5 cm x 1,5. Il messaggio di pagina 14 e 15 è quello di non disertare i Giochi. La libertà del Tibet può attendere.
Per curiosità ho confrontato il Corriere con il Financial Times di lunedi'.
Foto centrale della prima pagina con la protesta dei monaci 21,5 cm x 11,5, titolo "Chinese seal off Tibetan capital" 3,5 cm x 3, 5. Subito a pagina 2 un articolo su Lhasa, titolo "Tibetans' grievances with Beijing spill over violence" 11 cm x 3,5, foto di un tibetano in esilio 17 cm x 7,5. Leggete con il righello.
Vieira batte Dalai Lama 1-0. Libera informazione in libero Stato. V2 day 25 aprile.


SCARICA IL VOLANTINO DEL VDAY2!!!


articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.donolio.files.wordpress.com

FRASE DEL GIORNO: I VERI MIRACOLI SONO I CAMBIAMENTI DELLA MENTE IN MODO POSITIVO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 18 marzo 2008

La Fed a sorpresa taglia i tassi


In calo le Borse di tutto il mondo
In Europa perdite tra il 3 e il 4%. Asia in profondo rosso. Wall Street prova a contenere le perdite

Primati per EURO, oro e petrolio che poi frenano. Banche sotto pressione in tutto il mondo

NEW YORK (USA) - La Federal Reserve taglia il tasso di sconto per i prestiti alle banche. Ma le Borse precipitano. Dopo i pesanti cali dei mercati in Asia, i listini europei hanno chiuso una giornata d'inferno, con cali compresi tra il 3 e il 4%, mentre Wall Street ha chiuso a due velocità, con il Dow Jones che ha recuperato nel finale e il Nasdaq in rosso. Insomma, se la mossa della banca centrale Usa doveva rasserenare il clima sui mercati finanziari, ha fallito il suo obiettivo.
LA FED TAGLIA - La mossa a sorpresa della banca centrale americana - che due giorni prima della riunione ufficiale di martedì 18 ha tagliato il tasso di sconto (applicato ai prestiti che l'istituto fa alle banche) dal 3,50% al 3,25% - non ha confortato i mercati azionari. Anzi, la decisione di intervenire ha caricato di ulteriore ansia gli operatori, preoccupati anche da voci preoccupanti - smentite - sulla solidità di un'altra banca americana, la Lehman Brothers, che a Wall Street è arrivata a perdere più del 45% (per poi chiudere a -22%). La Fed ha annunciato anche la creazione di una linea di credito che sarà messa a disposizione delle banche d’affari di Wall Street a partire da lunedì. Quasi in contemporanea Jp Morgan ha annunciato l'acquisizione di Bear Stearns finita in una drammatica crisi di liquidità. Il salvataggio - compiuto a un prezzo stracciato - non ha però impedito al titolo di Bear Stearns di far segnare una flessione dell'83%. Sotto i riflettori invece Jp Morgan, volata dell’11% sul Dow Jones. Ma la domanda che si fanno i mercati è quanti altri grandi colossi finanziari rischiano il fallimento? Così le banche sono sotto pressione ovunque: per fare solo due esempi, Mitsubishi Ufj Financial è scivolata a Tokyo a livelli che non vedeva da febbraio 2004, mentre Ubs (-14% a 24,5 franchi) a Zurigo scende ai minimi da nove anni.

ALTRI TAGLI - Le manovre della Fed non sono però terminate: per la riunione della banca centrale americana di martedì gli analisti prevedono un taglio dei tassi d'interesse sui Fed funds di almeno mezzo punto, dal 3% attuale al 2,50 per cento. Anche se molti osservatori propendono pe run maxi-taglio, pari a un punto percentuale.

WALL STREET - A New York, dopo una seduta contrassegnata da notevoli oscillazioni, il Dow Jones è riuscita a virare nelle ultime battute in territorio positivo, dopo aver bruciato all’inizio della seduta quasi 200 punti: il Dow Jones ha chiuso in rialzo di 21,16 punti (+0,18%), a quota 11.972,25 punti, mentre il Nasdaq ha perso di 35,48 punti (-1,60%), a 2.177,01. In rosso anche lo S&P 500, arretrato di 11,54 punti (-0,90%), a 1.276,60.

EUROPA AL TAPPETO - Il lunedì nero delle Borse ha avuto pesanti effetti sulle piazze europee: sono andati in fumo circa 304 miliardi di euro. Tanto è scesa la capitalizzazione del DJ Stoxx 600, l'indice più rappresentativo delle Piazze in Europa, nella seduta di lunedì. A Milano il Mibtel ha accusato una flessione del 3,52% e l'S&P/Mib del 3,39%: il listino di Piazza Affari in un solo giorno ha perso 22 miliardi di capitalizzazione. Malissimo Francoforte, che ha chiuso in calo del 4,18%; Parigi ha ceduto il 3,25%, mentre Londra ha lasciato sul terreno il 3,86%. Il comparto peggiore è, ovviamente, quello dei bancari: a Parigi Bnp Paribas ha ceduto il 6,3%, Credit Agricole il 5%, SocGen il 10%. A Francoforte Deutsche Bank è arretrata del 6,6% e Commerzbank dell'8%. Giù del 3,5% a Madrid sia Banco Bilbao che Santander, mentre a Londra Barclays e Royal Bank of Scotland hanno perso attorno all'8%.

MERCATI ASIATICI - La fiducia degli investitori di tutto il mondo è chiaramente scossa dalle preoccupazioni legate alla situazione del mercato finanziario degli Stati Uniti. Tanto che fin dalla notte le Borse asiatiche hanno fatto registrare pesanti ribassi. Tokyo ha chiuso in forte calo con l'indice Nikkey sotto la soglia dei 12.000 punti per la prima volta da agosto 2005 sulla scia di un brusco rialzo dello yen innescato dai timori sulla crisi globale del credito. Il Nikkei ha chiuso in calo del 3,7% a 11.787,51 punti, il Topix ha perso il 3,65% a 1.149,65, minimo di chiusura dal 13 giugno 2005. Pesanti i gruppi esportatori come Toyota, che ha lasciato sul terreno più del 5%.

HONG KONG- Non va meglio a Hong Kong, dove la Borsa ha registrato forti perdite, chiudendo la seduta del mattino con un ribasso del 4%, con l’indice Hang Seng sceso a 21.346,32 punti. Durante la mattinata l’indice aveva registrato un ribasso fino al 5,4 per cento, poi un parziale recupero. La fiducia degli investitori è chiaramente scossa dalle preoccupazioni legate alla situazione del mercato finanziario degli Stati Uniti.

VOLA L'EURO- Altro fronte di criticità è l'euro, che proseguiva la sua corsa letteralmente senza freni sulle piazze asiatiche: nuovo record storico a quota 1,5904 sul dollaro, per poi assestarsi attorno a quota 1,57.

PETROLIO - Sulla scia del crollo del biglietto verde continuava a salire il prezzo del petrolio: il greggio toccava così il nuovo record storico di 111,80 dollari in rialzo di 1,59 dollari. La pesante giornata delle Borse ha però avuto l'effetto di spegnere la corsa delle quotazioni per le materie prime: il greggio ha così risentito dei timori che la crisi dei mutui evolva in una vera e propria recessione globale (gli economisti di Bnp Paribas parlano della situazione «peggiore dagli anni trenta»), e ha finito per raffreddarsi a 104 dollari al barile.

ORO - Stesso discorso anche per le quotazioni dell'oro, trattato lunedì mattina in Asia ai nuovi massimi storici: 1.030,80 dollari/oncia. La corsa del metallo giallo ha trascinato anche l'argento, che ha toccato il nuovo top degli ultimi 28 anni (a 21,20 dollari l'oncia). La paura della recessione ha fatto però immediatamente scendere le quotazioni, arrivate per l'oro a ridosso della soglia dei mille dollari all'oncia.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.abc.net.

FRASE DEL GIORNO: LA RABBIA E' COME IL FUOCO, PUO' ESSERE SPENTA FACILMENTE QUANDO E' PICCOLA MA DIVENTA DIFFICILE DA SPEGNERE QUANDO E' RADICATA IN PROFONDITA'.

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 17 marzo 2008

GLI SBAGLI PIU' IMPERDONABILI DELL'INDUSTRIA MUSICALE


















I 20 errori più stupidi dei discografici, dall'oscuramento di Napster allo «scarto» di Beatles e Bob Dylan. Fino alla musica «indegna» di Neil Young

WASHINGTON – Come è noto, quello attuale non è un gran momento per l'industria discografica e forse prendere in considerazione alcuni errori marchiani, recenti e passati, può essere una chiave per comprendere le ragioni della crisi delle aziende musicali. La rivista musicale Blender ne ha raccolti venti, ordinandoli in base alla gravità economica e alla notorietà dei nomi coinvolti.

IL PODIO – La medaglia d'oro si può attribuire a pieno diritto alla scelta dell'Associazione dell'Industria Discografica d'America (Riaa) che, nel 2001, scelse di oscurare il sito di Napster anziché accettarne i termini di un accordo economico. L'idea di stroncare sul nascere una nuova forma di distribuzione venne prontamente smentita dagli orfani del sito musicale, che si rivolsero semplicemente altrove, per esempio a BitTorrent, e continuarono a scaricare milioni di file, dimostrando quanta distanza vi fosse tra le aspettative e i bisogni degli ascoltatori e le logiche aziendali di produzione musicale. Il moltiplicarsi progressivo di acquirenti di musica online dei giorni nostri è testimone della scarsa lungimiranza della Riaa. Al secondo posto si trova un anonimo signore inglese, tal Dick Rowe, che all'alba degli anni ‘60 espresse la sua previsione secondo la quale «i gruppi con le chitarre stanno per finire» e preferì mettere sotto contratto una band misconosciuta, Brian Poole e the Tremeloes, piuttosto che un quartetto di ragazzi che stavano accendendo l'entusiasmo dei giovani inglesi: i Beatles.
La terza piazza spetta a Berry Gordy Jr., fondatore e proprietario della casa discografica Motown (che ha avuto in scuderia pezzi da novanta come Michael Jackson, Marvin Gaye, Stevie Wonder e Diana Ross). Nel 1998 Gordy, in grosse difficoltà economiche, vendette (o forse sarebbe meglio dire svendette) lo storico marchio del black music per 60 milioni di dollari alla MCA e a una società di investimenti, la Boston Ventures. Ironia della sorte, cinque anni dopo averla acquistata, Boston Ventures realizzò 325 milioni di dollari cedendo la proprietà a PolyGram, guadagnando così più del 500 per cento sull'investimento iniziale.

GLI ALTRI – Bob Dylan, nei primi anni ‘60, firmò un contratto con Columbia per il quale ricevette mille dollari. Pagando la stessa cifra, un anno dopo, si liberò di quell'accordo e la sua nuova casa discografica, Witmark & Sons, in soli tre anni IL PEGGIORE – La Riaa ha chiesto qualche tempo fa un risarcimento di 222 mila dollari da una single trentenne americana madre di due figli, poiché alla donna era stato contestato di aver scaricato 24 canzoni illegalmente dal sito Kazaa. La sventurata ragazza dovrebbe così pagare ogni singola canzone 9.250 dollari. Ovviamente ha annunciato un ricorso e probabilmente l’iniziativa legale della Riaa verrà ricordata come un grave errore.ottenne da Dylan 237 nuove canzoni, tra le quali alcuni classici del folk singer americano. Verso la fine del secolo scorso di nuovo Columbia preferì, dopo aver inizialmente scommesso su entrambi, lasciare andare via due giovani talenti: Alicia Keys e il rapper 50 Cent, con i sentiti ringraziamenti dei nuovi produttori che si sono trovati tra le mani due artisti di punta e dalle vendite milionarie. Nel 2005 Sony BMG produsse milioni di cd dotati di un software anti-pirateria che installava automaticamente un rootkit nei computer degli acquirenti (un programma di controllo nascosto) che, oltre a impedire che il disco venisse copiato, rendeva i pc vulnerabili a virus e hacker. Dopo svariate class action, Sony fu costretta a ritirare 4 milioni di cd e pagare svariati milioni di dollari per risarcire i clienti spiati. Nel 1996 Warner Bros corrispose al gruppo dei Rem ottanta milioni di dollari per cinque dischi che fruttarono assai meno del valore del contratto, e all'inizio degli anni ‘80 David Geffen tentò di stracciare un accordo con Neil Young perché, a sua detta, non produceva musica degna e l'artista canadese intentò una causa da 21 milioni di dollari alla Geffen Records.

articolo di emanuela di pasqua tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.musilosophy.com

FRASE DEL GIORNO: E' MOLTO IMPORTANTE IL MODO IN CUI SI COMUNICA, NON SEMPRE LE PAROLE SONO IL GIUSTO MEZZO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 16 marzo 2008


Tibet, il governo in esilio
"Ci sono almeno 80 morti"
Ancora tensione a Lhasa, nuovi scontri nel Sichuan dove migliaia di monaci si confrontano con le forze di sicurezza cinesi

Dall'India il governo provvisorio tibetano conferma: 80 vittime

Con un annuncio a Dharamsala, nel nord dell'India, il governo tibetano in esilio ha confermato 80 vittime negli scontri dei giorni scorsi a Lhasa tra manifestanti pro Tibet e polizia cinese. Ieri lo stesso governo in esilio aveva parlato di 30 morti, anche se riferiva di voci di oltre cento vittime, mentre il governo cinese ha confermato che i morti sarebbero solo dieci.
La Rice alla Cina: "Date prova di moderazione".
Il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, ha chiesto al governo cinese di dare "prova di moderazione" nella sua reazione alle manifestazioni anti-cinesi in Tibet. "Chiediamo al governo cinese di dare prova di moderazione nella sua reazione a queste manifestazioni - ha affermato Rice, secondo un comunicato - e chiediamo con fermezza a tutte la parti di non fare ricorso alla violenza". "Noi chiediamo alla Cina di rispettare il diritto fondamentale, e universalmente rispettato, di tutti i cittadini di esprimere pacificamente i propri punti di vista politici e religiosi. Chiediamo alla Cina - si conclude nel comunicato - di rilasciare tutti i monaci e gli altri che sono imprigionati unicamente per aver espresso la propria opinione". Ancora gas lacrimogeni contro monaci tibetani nel Sichuan.
Secondo le testimonianze di attivisti tibetani, in una zona densamente popolata dalla loro etnia, nella provincia cinese del Sichuan, la polizia cinese ha sciolto con bastoni e gas lacrimogeni una manifestazione di "migliaia" di monaci buddhisti nel monastero di Amdo Ngaba Kirti. Gli attivisti hanno riferito che la manifestazione si è svolta alle 11.30 locali della mattina (le 4.30 in Italia). I monaci hanno gridato slogan come "lunga vita al Dalai Lama" (il leader tibetano che vive in esilio in India) e "vittoria al Tibet". Altri due monasteri del Sichuan, quello di Bumying e quello di Ompo, sarebbero stati circondati dalle forza di sicurezza cinesi, sempre secondo gli attivisti.

Rimane tesa la situazione a Lhasa, tre giorni dopo la rivolta anticinese nella quale almeno dieci persone hanno perso la vita. Dal centro della città, la zona intorno al tempio di Jokhang, continuano a provenire voci non verificabili su spari e scontri. Secondo una di queste voci gruppi di musulmani hui, che sono etnicamente cinesi, avrebbero attaccato civili tibetani in una rappresaglia per i danneggiamenti subiti venerdì scorso da una moschea.

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da http://archives.cnn.com

FRASE DEL GIORNO:
EVIDENZIA LE QUALITA' POSITIVE QUANDO PARLI DI QUALCUNO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 15 marzo 2008


Lo confesso, giovedi' sera ho guardato un programma televisivo. Ero in una stanza di albergo a Roma e la televisione era accesa. Non è una giustificazione, è un’ammissione di colpa. Ad Anno Zero c’era un dibattito sulla vendita di Alitalia e sul futuro di Malpensa. Partecipavano al dibattito Fassino, Bianchi, Formigoni e Maroni. Mi hanno ricordato la Rosa e l’Olindo al processo di Erba. Tutti innocenti. Loro non c’erano e se c’erano facevano altro. Pagati da noi, comunque. Fancazzistiloro, sempre. Maroni, ministro del lavoro per cinque anni durante il quinquennio psiconanesco. Formigoni governatore della Lombardia da prima di perdere la verginità. Fassino che si appresta alla sua QUINTA legislatura in Parlamento. Bianchi, ministro dei Trasporti in carica. Ascoltando il dibattito era chiaro che la colpa della bancarotta decennale (è dieci anni che deve presentare i libri in tribunale) dell’Alitalia era dei piloti e delle hostess. E che l’hub di Malpensa è stato costruito nel posto ideale per favorire i passeggeri. Un aeroporto che ha come fondamenta le tangenti non poteva andare lontano. Senza strade, infrastrutture, con pochi collegamenti internazionali. Chi vive a Torino parte da Caselle e chi vive a Milano parte da Linate. A Malpensa prima ci andavano i socialisti, adesso solo Bossi e Castelli. L’arroganza di questi distruttori dell’Italia è senza fine. Gli italiani hanno pagato migliaia di miliardi delle LORO tasse per una cattedrale nel varesotto e per una gestione indecente, partitica, della LORO compagnia di bandiera e questi ci fanno la lezione sulla televisione pubblica. Questo tipo di informazione deve finire. Parlino gli esperti, i cittadini, i lavoratori, le inchieste, i dossier. I politici restino a casa. L’opinione pubblica non sopporterebbe Olindo e Rosa nella parte di giudici e ospiti degli studi televisivi. Silenzio. Regalateci almeno il silenzio e vergognatevi di aver distrutto l’Italia.

GUARDA IL VIDEO:


articolo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da www.tropicalisland.de

FRASE DEL GIORNO: CREA SPAZIO INTERIORE ED I PROBLEMI NON POTRANNO MAI RIEMPIRLO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 14 marzo 2008

Vietato spiare chi scarica musica


Decisione dell'Autorità che ha chiuso l'istruttoria sul 'caso Peppermint'
la società discografica che attraverso una agenzia controllava le reti p2p
"Una direttiva europea vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi"


ROMA - Vietato spiare chi scambia file musicali o giochi su internet. Lo ha stabilito l'Autorità per la privacy che ha chiuso l'istruttoria avviata sul 'caso Peppermint'
( la società discografica che aveva svolto, attraverso una società informatica svizzera (utilizzata anche dalla società Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer, o se preferite p2p. La segnalazione era partita da Altroconsumo.

Tramite l'utilizzo di software specifici, le società avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati ad internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani. E in molti si sono visti recapitare una lettera dai toni minacciosi, con la richiesta di risarcimento del danno. Il Garante, richiamando anche la decisione dell'omologa Autorità svizzera, ha ritenuto illecita l'attività svolta dalle società.

Innanzitutto, ha ricordato il Garante, la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. E' stato, poi, violato il principio di finalità: le reti p2p sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L'utilizzo dei dati dell'utente può avvenire, dunque, soltanto per queste finalità e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle società Peppermint e Techland (cioè il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno).

Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perchè i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file. Sulla base del provvedimento del Garante (di cui è stato relatore Mauro Paissan), le società che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema p2p.

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.spinellis.gr

FRASE DEL GIORNO: MANTENENDO LA MENTE CONCENTRATA RIUSCIREMO A TERMINARE OGNI COSA PIU' RAPIDAMENTE, SENTENDOCI SERENI E RILASSATI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 13 marzo 2008

morto per il (non) lavoro



È morto a mezzanotte, mentre era al lavoro. Antonio Stramandinoli aveva 37 anni e lavorava per la Comau, ditta che ha in appalto la manutenzione delle presse alla Mac di Chivasso (Torino), azienda di stampaggio per diverse case automobilistiche. Un cuscinetto si è improvvisamente rotto mentre lavorava ad una pressa e lo ha colpito allo stomaco. I colleghi e i medici del 118 hanno provato a soccorrerlo ma Antonio non ce l’ha fatta.

I sindacati dell’azienda, subito dopo l’incidente, hanno proclamato otto ore di sciopero, e lo stipendio relativo a due ore di lavoro sarà destinato alla famiglia dell'operaio. Il polo di Chivasso, denominato Pi.Chi, è una zona di reindustrializzazione vicino a Torino, che si è sviluppata dopo la dismissione della Lancia da parte della Fiat. La Mac, che ha 500 addetti, è la più grande azienda della zona e fa parte di un gruppo di stampaggio con stabilimenti in tutto il mondo e un totale di circa 20.000 dipendenti. Lavora prevalentemente per la Fiat, ma anche per l'industria automobilistica tedesca. A Torino ha un altro stabilimento a Cascine Vica, anche questo oggi in sciopero.

L’operaio morto martedì notte era dipendente del Comau, azienda del gruppo Fiat, che ha in appalto da tredici anni la manutenzione alla Mac. Proprio su questo punto era in corso una trattativa tra le due aziende. «Sarà la magistratura ad accertare le eventuali responsabilità in questa morte – ha dichiarato il segretario della Fiom di Torino Giorgio Airaudo – ma quello che al momento si può osservare è che quasi tutti incidenti avvenuti nel torinese si sono verificati in un contesto in cui gli impianti lavorano a ciclo continuo, cioè non si devono mai fermare. Quest'operaio è morto nelle prime ore del turno ed è morto per far ripartire una macchina. Sta andando tutto troppo veloce – prosegue Airaudo – le macchine non si devono mai fermare, i lavoratori devono essere costantemente a disposizione: è in atto una mercificazione del lavoro. Bisogna rimettere gli esseri umani al centro, cioè rallentare questo ciclo. E naturalmente accertare – conclude – se le manutenzioni ordinarie e straordinarie erano state fatte in modo corretto sulle macchine».

Se Antonio è morto sul lavoro, Luigi Roca è morto di lavoro. Di mancanza di lavoro. Lavorava in un'azienda del gruppo Thyssenkrupp, la Berco di Rocca Canavese. Come interinale. Dopo il rogo che a dicembre ha ucciso 7 operai delle acciaierie di Torino, ha saputo che l'azienda non lo avrebbe confermato. Senza lavoro ha deciso di farla finita impiccandosi in casa. Lascia moglie e due figli. In una lettera scrive alla moglie: «Ho perso il lavoro e con quello la dignità. Scusami».

Per la Fiom di Torino è «una nuova tragedia della precarietà». Qualche delegato sindacale del gruppo Thyssenkrupp ha avanzato l'ipotesi che il suo contratto non fosse stato rinnovato perchè l'azienda si preparerebbe a fare posto ai lavoratori dell'acciaieria di Torino, chiusa dopo il rogo del 6 dicembre. Un sospetto che viene però respinto da Fabio Carletti della Fiom: «Non c'è alcun accordo sindacale di questo genere. I cento lavoratori della fabbrica di Torino, attualmente in cassa integrazione - spiega - possono usufruire degli incentivi all'uscita e c'è un percorso di ricollocamento in due anni. Per quelli che rimangono se ne riparlerà nel 2010. È un dramma, ma non non c'è alcun collegamento con gli impegni da noi assunti». Una parte dei lavoratori dello stabilimento torinese della Thyssen ha già in corso colloqui con l'Alenia e altri grandi gruppi del torinese.

Anche l'azienda ha smentito l'ipotesi di un collegamento tra il suicidio e l'accordo per il ricollocamento del lavoratore.

articolo tratto da http://blog.libero.it
immagine tratta da www.lsmetropolis.org

FRASE DEL GIORNO: TUTTO CIO' CHE OSSERVIAMO GIORNALMENTE CONDIZIONA LA NOSTRA VITA. MOSTRARE SEMPRE UN VOLTO D'AMORE E DI PACE TRASMETTE AGLI ALTRI ENERGIA POSITIVA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 12 marzo 2008


Il piano energetico 2007-2010 sull' energia sostenibile e' stato approvato oggi dalla giunta regionale dopo una concertazione con associazioni e parti sociali durato tre mesi.
Meno dipendente dal petrolio, e più sostenibile. È così che la Regione Toscana sceglie di voltare pagina sul capitolo dell'energia. A prevedere minuziosamente il cambiamento è il Piano energetico 2007-2010, Pier, approvato questo pomeriggio dalla giunta regionale, dopo un percorso di concertazione con associazioni e parti sociali che è durato tre mesi. Come? Riducendo del 20 per cento le emissioni di gas serra e aumentando della stessa percentuale l'energia prodotta con le fonti rinnovabili. Gli investimenti e le agevolazioni che andranno in questa direzione saranno pari a 500 milioni di euro, provenienti da risorse pubbliche e compartecipazioni dei privati, che saranno anche dedicate alla ricerca nel settore.
GLI OBIETTIVI. Il piano prevede di far crescere l'eolico di oltre 10 volte, il solare termico di oltre 12 volte, la geotermia del 28%, l'idroelettrico del 31% e le biomasse fino al 240%. Per un totale di crescita delle fonti alternative di energia tra il 40-50%. Inoltre è prevista la conversione a metano delle due centrali Enel a olio combustibile di Livorno e Piombino.
L'EOLICO. Decisamente il cambiamento più evidente saranno le grandi pale che cattureranno il vento della Regione. Alte 120 metri. Il piano punta alla costruzione di 15-20 impianti di grandi dimensioni. Dove si troveranno? I Comuni toscani potranno mettere a bando alcune zone, sulle quali dovranno anche pronunciarsi i cittadini. Intanto, il Lamma sta già studiando le aree e predisponendo una mappa di quelle in cui sarà possibile fare i grandi parchi. E non si esclude che possano spuntare le pale, anche in mezzo al mare. Un'azienda ha già mostrato interesse e nei prossimi giorni incontrerà l'assessore all'ambiente Annarita Bramerini.
FOTOVOLTAICO. I pannelli solari, invece, passeranno dagli attuali 3 MW fino a 150 MW. Ciò significa che i metri quadri di pannelli solari termici si allargheranno fino a 630 mila metri quadrati. La novità per i cittadini è che anche chi abiterà nei centri storici potrà acquistare i pannelli nei terreni individuati idonei e direttamente collegati alla rete. Fra le altre fonti ci sono poi la geotemia, l'energia idroelettrica e le biomasse.
LE NORME. Il piano ha anche pensato a come rendere più semplice, da un punto di vista amministrativo, lo sviluppo dei progetti per le energie rinnovabili. Innanzitutto tutti i comuni avranno le stesse norme nei loro regolamenti di edilizia. Per l'installazione di micro e mini impianti eolici, fotovoltaico e solare termico sarà necessaria soltanto una dichiarazione di inizio attività. Altra novità sarà il ruolo delle Province: saranno gli enti che pianificheranno insieme alla Regione. Ai loro piani dovranno poi far riferimento anche gli altri Comuni. Piena soddisfazione per il Pier arriva dal presidente Claudio Martini: «Non solo programmatica, ma anche politica. Con quest'approvazione diamo un forte segnale di risposta a tutte le preoccupazioni di questi giorni. C'è la volontà di affrontare i passaggi programmati in maniera coesa». Il presidente ribadisce la tenuta della sua maggioranza, messa alla prova sulla legge sui servizi pubblici. Questa mattina ha incontrato i capigruppo della Sinistra arcobaleno: «Abbiamo aperto un filone di riflessione che proseguirà anche con gli altri gruppi nei prossimi giorni».

articolo di Federica Sanna tratto da www.corrierefiorentino.corriere.it
immagine tratta da http://ec.europa.eu

FRASE DEL GIORNO: L'AMORE E LA GIOIA HANNO UN PROFONDO POTERE DI GUARIGIONE SULLA MENTE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 11 marzo 2008



l succo è che, obtorto collo, è stato riconosciuto il nostro diritto ad essere uguali agli altri e, dunque, niente raccolta di firme. La casta ci ha fatto penare, ha tentato in ogni modo di schiacciare PER IL BENE COMUNE, questo animaletto fastidioso che minaccia di rompere le uova nel paniere, ha messo in scena una votazione farsesca che ferisce la dignità dell’Italia per calpestare una volta di più la legalità, ha costretto Nando Rossi a farsi un paio di giorni in catene e a digiuno semplicemente per dimostrare che esiste, negandogli perfino il diritto d’informare il Paese, ha inzuppato di vergogna i vari media, con la RAI sempre in prima fila e MEDIASET sorellina fedele, cucendo loro la bocca (del resto, nessuno di questi aveva voglia di aprirla, la bocca), e alla fine ha dovuto fare retromarcia. Qualsiasi cosa fosse successa, però, noi alle elezioni ci saremmo stati con le firme che avevamo già raccolto, se non altro per rendere note le sozzerie di questa classe politica.

Adesso spetta a voi dare una mano a noi e a voi stessi. Fate sapere che esistiamo, e spiegate perché sia ingenuo non votare e perché non votare significhi “fate di me ciò che volete.” L’atteggiamento fatalistico ha portato il nostro Paese ad uno stato precomatoso lasciando che la casta disponesse di noi come meglio credeva e, quel che è peggio, rapinando l’eredità dei nostri figli. Se vogliamo, senza scendere in piazza con i forconi, con il semplice potere di una crocetta fatta con la matita, possiamo riprenderci casa nostra, recuperare un po’ di salute e un po’ del denaro che ci siamo lasciati sottrarre in modo truffaldino e ristabilire la dignità che ci hanno fatto perdere.

Pur essendo un argomento sul quale non avrei mai voluto tornare, a causa delle continue, insistenti sollecitazioni via mail o telefoniche, o durante incontri alle mie conferenze, per fugare definitivamente ogni dubbio, io riaffermo di essere del tutto in linea con quanto dice Beppe Grillo (cui andrà sempre tutta la mia gratitudine), tanto che il programma di PER IL BENE COMUNE potrebbe essere stato scritto da lui. Naturalmente, così non è, sia chiaro, noi non ci fregiamo di alcun bollino e anche se appoggiamo tutte le liste locali presentate sotto la sua egida, per il resto non abbiamo apparentamenti. Oggettivamente, l’unico punto di contrasto pare essere quello circa l’opportunità di andare o non andare a votare per le elezioni politiche.

Il mio parere, un parere che mi permetto di esprimere appellandomi all’articolo 21 della Costituzione


per maggiori info cliccate qui:

www.stefanomontanari.net

www.perilbenecomune.net


testo tratto da www.stefanomontanari.net

immagine tratta da www.perilbenecomune.net


FRASE DEL GIORNO: NON AVER PAURA DI ASSUMERTI LA RESPONSABILITA' DELLA TUA FELICITA'

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 10 marzo 2008

Joseph Pulitzer


Joseph Pulitzer (Makó, Ungheria, 10 aprile 1847 - Charleston, South Carolina 29 ottobre 1911) è stato un famoso giornalista dei primi anni del XX secolo.

Nato a Makó, in Ungheria, ed immigrato negli Stati Uniti, Pulitzer divenne un giornalista ed editore, ed il Premio Pulitzer, il più importante nel campo giornalistico, venne assegnato per la prima volta nel 1917, secondo le volontà lasciate dal giornalista scomparso pochi anni prima.
Pulitzer emigrò negli Usa nel 1864, dove combatté durante la Guerra di secessione americana. Dopo la fine degli scontri si stabilì a St. Louis, nel Missouri, dove cominciò a lavorare per un quotidiano in lingua tedesca, il Westliche Post, nel 1868. Entrò a far parte del Partito repubblicano e venne eletto nell'assemblea di stato del Missouri nel 1869.

Nel 1872, Pulitzer acquistò il Post per 3.000 dollari. Poi, nel 1878, acquistò anche il St. Louis Dispatch per 2.700 dollari, ed unì i due giornali, che divennero il St. Louis Post-Dispatch, che rimane ancora oggi il principale quotidiano della città.

Divenuto un magnate nel 1883, Pulitzer acquistò anche il New York World, un giornale che stava andando in perdita di circa 40.000 dollari all'anno, per 346.000 dollari da Jay Gould. Pulitzer spostò il suo interesse verso storie di interesse umano, scandali e sensazionalismi. Pulitzer si era posto come un ponte tra la società americana e gli immigrati che affollavano New York negli ultimi anni del XIX secolo. All'interno del suo giornale ha per primo inserito la pratica oramai usuale degli annunci commerciali (vendita case, mobili ecc). Gli immigrati vedevano nel giornale di Pulitzer un appiglio al quale aggrapparsi in un paese che non era il loro. Nel 1885, lo stesso anno in cui sarebbe stato eletto alla House of Representatives, arruolò Richard F. Outcault per disegnare delle illustrazioni basate sulla vita nei quartieri più poveri, e la tiratura raggiunse i 600.000 pezzi - contro i 15.000 di quando aveva acquistato il giornale - rendendolo il primo quotidiano di tutta la nazione.

Nel 1887, prese alle sue dipendenze la famosa giornalista investigativa Nellie Bly. L'editore del rivale New York Sun attaccò Pulitzer sulle pagine del suo giornale, chiamandolo nel 1890 "l'ebreo che ha abbandonato la sua religione" (il padre di Pulitzer era un ebreo, mentre sua madre era di religione cattolica, e sua moglie, Kate Davis, episcopale). La mossa, che aveva lo scopo di allontanare da Pulitzer i lettori di fede ebraica, aggravò la salute dell'editore già non in ottime condizioni, e lo costrinse a lasciare la direzione del giornale, di cui mantenne, però, il controllo finanziario.

Nel 1895, William Randolph Hearst acquistò il New York Journal, che portò ad una guerra giornalistica tra il World di Pulitzer ed il Journal di Hearst. Questa competizione con Hearst, in particolar modo prima e dopo la Guerra ispano-americana, legò il nome di Pulitzer al cosiddetto Yellow journalism. Nel 1896, il World inaugurò un supplemento a colori, un'innovazione assoluta per l'epoca.

Il World denunciò uno scandalo che riguardava un pagamento fraudolento di 40 milioni di dollari dagli Stati Uniti alla French Panama Canal Company nel 1909, e Pulitzer venne denunciato da Theodore Roosevelt e J. P. Morgan. La corte lasciò cadere le accuse, decretando un'importante vittoria per la libertà di stampa.

Nel 1892, Pulitzer offrì al presidente della Columbia University Seth Low del denaro per dar vita alla prima scuola di giornalismo del mondo. L'università inizialmente rifiutò l'offerta ed il denaro, ma nel 1902 il nuovo presidente della Columbia, Nicholas Murray Butler, fu più recettivo alle offerte del magnate per la scuola e dei premi, ma il progetto venne realizzato solamente dopo la morte di Pulitzer, che non poté ammirare il proprio sogno realizzato. Pulitzer lasciò nelle sue volontà 2 milioni di dollari all'università, che portarono alla creazione nel 1912 della Columbia University Graduate School of Journalism, ma prima di allora era già stata creata una scuola di giornalismo alla University of Missouri.

Nel 1917 venne assegnato il primo Premio Pulitzer, in accordo con le volontà di Pulitzer, e la scuola di giornalismo da lui voluta rimane ancora oggi la più prestigiosa della nazione.

Joseph Pulitzer morì a bordo del suo yacht nel porto di Charleston, South Carolina, nel 1911. È sepolto al Woodlawn Cemetery, nel Bronx, New York.

articolo tratto da http://it.wikipedia.org
immagine tratta da http://biografie.leonardo.it

FRASE DEL GIORNO: LA FORZA INTERIORE E' LA PROTEZIONE PIU' POTENTE CHE HAI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

domenica 9 marzo 2008

comunicato politico n°4


Le differenze tra PD e PDL non esistono. Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile non esistono. E’ scenografia. Cartapesta di manifesti e studi televisivi di servi. Sono voti a perdere. Non votare alle politiche è la risposta a questo regime. E’ l’unica arma democratica rimasta. Sonia Alfano è candidata per le nostre liste alle regionali in Sicilia. Ha ricevuto numerose lettere intimidatorie. Nessuna solidarietà dai partiti. Segni eccellenti, significa che è una persona onesta. Il 15 marzo Beppe Grillo è a Roma per sostenere Serenetta Monti, candidata a sindaco di Roma per le liste civiche. La diffusione della conoscenza è fondamentale. L’organizzazione delle persone in comitati e in liste civiche è democrazia. Conoscenza, organizzazione, liste civiche locali. E’ l’epidemia della Rete: Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Treviso, Roma, Vicenza, Pozzuoli, Pescara, Fiumicino, Massa, Pisa, Viterbo. Le parole d’ordine del regime: controinformazione, Tav, basi militari, inceneritori, debiti, morti sul lavoro. Il potere da solo non esiste. E’ creato da noi. Il futuro esiste. I nostri figli esistono. Il nostro impegno DEVE esistere. Fuori i cialtroni e i buffoni di corte dalla cosa pubblica. Fuori tutti. Impegno civile, denuncia civile, sostegno alle persone oneste. Chi mente fuori. I prescritti fuori. I condannati fuori. Gli incapaci fuori. Gridatelo quando parlano nelle piazze: FUORI! Accompagnateli ai loro pullman e alle loro auto blu. Gli italiani onesti si riprendano il Paese. Impegno civile, denuncia, informazione. La vostra vita è adesso. E’ una sola. Avanti con ottimismo verso la catastrofe (la loro)

GUARDA IL VIDEO

articolo tratto da www.beppegrillo.it
immaine tratta da www.comuneeraclea.it

FRASE DEL GIORNO: A VOLTE NON SI E' IN GRADO DI RICONOSCERE LA PROPRIA AGGRESSIVITA' PERCHE' SI E' TROPPO OCCUPATI AD AVERE RAGIONE

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

sabato 8 marzo 2008


La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale e politico.
Le origini di questa festività sono molto varie e controverse. Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della seconda Conferenza dell'Internazionale Socialista svoltasi a Copenaghen nella Folkets Hus (Casa del Popolo) chiamata poi "Ungdomshuset". Sarebbe di Clara Zetkin la proposta di dedicare questo giorno alle donne. Alcune femministe italiane (Irene Giacobbe, Tilde Capomazza, Marisa Ombra) sostengono tuttavia che non c'è nessuna prova documentata a supportare questa ipotesi. Il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile. L'unica data certa è l'8 marzo 1917 quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell'ambito della rivoluzione di febbraio). Le autrici citate ipotizzano che per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti d'America (vedi a proposito la sezione successiva).

In Italia, nel secondo dopoguerra,la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall'UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell'8 marzo l'ormai tradizionale fiore della mimosa.
In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda[1] ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali[citazione necessaria] creando così una "leggenda".

Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.

Effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l'esistenza di un fatto storico che confermi l'episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero.

Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l'8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l'incendio (avvenne il 25 Marzo).

La versione comunista fu riportata in Italia nel 1952 da "La lotta", settimanale edito dalla sezione bolognese del Partito Comunista Italiano. L'Unione Donne Italiane distribuì nello stesso anno alle iscritte libretti con un resoconto dell'incendio di New York. Nel 1954 Il Lavoro, settimanale della Cgil aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta che si fa largo tra la massa di donne tenute dalla polizia.

articolo tratto da www.it.wikipedia.org
immagine tratta da www.fotosearch.com

FRASE DEL GIORNO: FAR SORRIDERE GLI ALTRI E' UN MODO PER ACCRESCERE LA PROPRIA ENERGIA POSITIVA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

venerdì 7 marzo 2008



“Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno.
Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di 'ndrangheta.
Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all'appello di "giovani contro tutte le mafie!" ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.
Attività ed iniziative più significative svolte sino ad oggi
La prima apparizione pubblica dell'embrione del Movimento è stata fatta a Locri il 19 ottobre del 2005. in occasione dei funerali dell'On. Francesco Fortugno, quando un primo nucleo di sette ragazzi espone insieme all'ideatore Aldo Pecora l'ormai famoso striscione di sfida alla mafia "E adesso ammazzateci tutti". Seppur provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, i ragazzi partecipanti alle manifestazioni di ribellione furono ribattezzati dai media come “i ragazzi di Locri”.
Successivamente già alla grande manifestazione popolare del 4 novembre 2005 a Locri, a cui parteciparono oltre 15.000 persone, il neo-costituiuto Movimento spontaneo "Ammazzateci tutti" svolse un ruolo chiave nell'organizzazione dell'evento mettendo online il sito internet www.ammazzatecitutti.org, che in una sola settimana dalla messa in rete ha registrato più di 200.000 contatti.

Dal marzo 2006 il Movimento sta promuovendo un disegno di legge (giacente in Parlamento dal 1992).
Punto forte di questo disegno di legge, il cui articolato consta di tre semplici disposti, è il divieto di propaganda elettorale a chi sottoposto misure di sorveglianza speciale. Secondo la tesi proposta, infatti, è impensabile che in Italia il mafioso possa perdere elettorato attivo e passivo ma possa comunque condizionare gli esiti elettorali sponsorizzando candidati di sua fiducia. Il DdL impone, qualora accertato il compromesso stretto tra il mafioso ed il candidato eventualmente eletto, il decadimento immediato dalla carica elettiva di quest'ultimo.

Il 24 marzo 2006 il Movimento convoca un'Assemblea pubblica a Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, dove invita tutti i candidati alle Elezioni Politiche a sottoscrivere un patto d'onore per l'appoggio al DdL in caso di elezione al Parlamento. Oltre 50 candidati sottoscrivono questo impegno.
Ad oggi, dopo la pubblica sponsorizzazione dei ragazzi del movimento, hanno sottoscritto questo disegno di legge oltre 150 deputati e 50 senatori di maggioranza e opposizione.

Il 2 giugno 2006 organizza un "presidio di legalità" con oltre 500 persone presso il ristorante “Al Valantain” in località Santa Trada di Villa San Giovanni, costretto a chiudere dopo innumerevoli attentati, tentativi di estorsione e minacce di morte, ed i cui titolari, la famiglia Mazza, sono costretti ad emigrare all'estero per tentare di rifarsi una vita.

Il 9 agosto del 2006 promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall'assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Antonino Scopelliti.

Il giorno 11 novembre 2006 i ragazzi del Movimento sono tra i promotori ed i soci fondatori di una nuova organizzazione di associazioni, movimenti, espressioni del mondo delle cooperative, della Scuola, dell'Università, della Chiesa e dell'imprenditoria, la "Rete per la Calabria", presentata ufficialmente in un Convegno tenutosi presso l'Auditorium Lamberti di Reggio Calabria il 5 gennaio 2007, con la partecipazione di diverse personalità calabresi tra i relatori.

Il 17 febbraio del 2007 il Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria "Mafie: consenso negato", portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino ("Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo"), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di 'ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di "lupara bianca". La giornata è stata investita dell'Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 30 maggio 2007 Ammazzateci tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il Movimento è l'unica organizzazione "non istituzionale" ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.
“Ammazzateci tutti” in numeri
(dati aggiornati al 7 luglio 2007)

93 sono le città di tutta Italia dove i ragazzi del Movimento sono stati invitati.
504 sono le ore spese in assemblee scolastiche, universitarie, incontri e dibattiti pubblici;
1.360 sono i Megabyte di spazio occupati dai contenuti sul server del sito internet;
1.762 sono le lettere e le e-mail con attestati di stima da tutta Italia;
2.000 sono le t-shirt realizzate ed impegnate nell'auto-finanziamento del Movimento;
3.231 sono gli iscritti al forum telematico del sito internet;
5.240 sono i Megabyte di traffico generati mediamente ogni mese dal sito internet;
11.143 sono i ragazzi di tutt'Italia che hanno comunicato i propri recapiti ai referenti del Movimento, mettendosi a disposizione per la costituzione dei coordinamenti territoriali;
42.341 sono le persone iscritte alle newsletter del sito internet;
50.000 in media sono i contatti unici giornalieri registrati dal sito internet.


Riconoscimenti

Ammazzateci Tutti ha ricevuto sin dalla sua nascita decine di riconoscimenti da parte di associazioni, movimenti ed enti di tutta Italia.
Da segnalare tra i tanti riconoscimenti attribuiti il prestigiosissimo Premio Internazionale “Joe Petrosino 2007”, assegnato nell'aprile 2007 ai ragazzi del Movimento dall'omonima associazione italo-americana con medaglia d'argento congiuntamente al vescovo di Locri Mons. Giancarlo Maria Bregantini, al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino ed al Capo della squadra mobile Polizia di New York Antony Izzo.

articolo tratto dal sito web www.ammazzatecitutti.org
immagine tratta da http://www.sestaluna.com

FRASE DEL GIORNO: NON GIUDICATE LE AZIONI DI QUALCUNO SENZA CONOSCERE LE SUE VERE MOTIVAZIONI


tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

giovedì 6 marzo 2008

Mister Prezzi: «Rc Auto troppo cara»


cartellino giallo alle compagnie. I consumatori: ora impegni concreti

Il garante: «Ci sono margini per ridurre le tariffe e fare sconti». Ma l'Ania prende tempo

ROMA - Tariffe troppo care per l'Rc Auto. Il garante dei prezzi, Antonio Lirosi, ha chiesto all'Ania, l'associazione delle compagnie assicurative, di ridurre i prezzi e fare sconti agli automobilisti che - secondo l'Istat - nel 2007 ha subito un aumento del 2,5% (e per l'Isvap, l'authority del settore assicurativo, del 2,3%). L'invito di Mister Prezzi è arrivato a conclusione dell'incontro con i vertici di Ania, Fabio Cerchiai, e dell'Isvap, Giancarlo Giannini, convocati dal nuovo garante, nominato a fine dicembre dal governo Prodi. Anche perché, ha osservato Mister Prezzi, le compagnie avrebbero risparmiato un bel gruzzolo, visto che dai numeri del settore risulta un risparmio del 10% nel rimborso degli incidenti stradali. Un effetto del comportamento più virtuoso degli automobilisti e dell'innovazione del «risarcimento diretto» dei sinistri.

LE COMPAGNIE PRENDONO TEMPO - L'Ania, per ora, ha preso tempo e ha risposto di dover aspettare aprile-maggio per avere i dati definitivi dell'anno scorso. Lirosi ha sottolineato che l'aumento delle tariffe dell'Rc Auto è al sesto posto fra i prodotti più segnalati dai cittadini dopo latte fresco, pane, pasta, benzina e gas.

TARIFFE SUL WEB - Mister prezzi ha annunciato che per settembre-ottobre dovrebbe essere possibile sul web avere un quadro delle offerte delle varie compagnie con le cinque più convenienti in modo da facilitare i consumatori nell'individuare le tariffe e le compagnie più convenienti.

POLEMICA SUI NUMERI - C'è stato anche spazio per una polemica sui dati da prendere a riferimento per capire l'andamento del settore: il presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai ha evidenziato che «nel 2007 si è intensificato il calo del prezzo medio delle assicurazioni, diminuito secondo stime preliminari del 2,1% rispetto all'anno precedente. La diminuzione era stata pari a 0,8% nel 2006 e all'1,5% nel 2005. È in corso un reale raffreddamento dei prezzi e quello praticato si discosta molto dal listino». Ma questo dato, opposto a quello indicato da Istat e Isvap, secondo Mr Prezzi è «relativo all'andamento del fatturato», dato che non è stato preso in considerazione perché «contraddittorio e beffardo, in quanto diverso dall'andamento delle tariffe e dei prezzi pagati dagli automobilisti». Il fatturato, ha spiegato Lirosi, «dovrebbe tener conto degli effetti del bonus, cioè le riduzioni del premio attese da coloro che non hanno fatto incidenti. Se il fatturato è stabile o ridotto del 2% e la maggioranza degli automobilisti è virtuosa ma non vede effetti positivi, significa che alzano le tariffe».

DIFFORMITA' - Altra osservazione di Mister Prezzi è stata quella relativa alle difformità tra valori medi e tariffe praticate a «diciottenni, neopatentati e assicurati di alcuni territori, per tipo di vettura ma soprattutto per chi ha una moto». Per diciottenni e chi ha una due ruote secondo l'Isvap l'aumento medio è dell'11,36% mentre per chi è in prima classe (la meno onerosa) è del 2,83%. Cerchiai ha assicurato che l'Ania «cercherà di sensibilizzare le imprese ad andare incontro soprattutto a diciottenni e neopatentati, le categorie più esposte ai sinistri». Con i dati definitivi del 2007 si potrà verificare, ha aggiunto il presidente dell'associazione, «se effettivamente c'è stato un risparmio del 10% nel rimborso degli incidenti stradali, grazie alla norma sul risarcimento diretto». Anche se, ha sottolineato Cerchiai, «siamo di fronte a un reale raffreddamento dei prezzi medi dell'Rc Auto», grazie all'intensa concorrenza che ha potuto dispiegarsi anche per effetto dei decreti Bersani, in particolare: abolizione degli sconti massimi, classe di bonus immutata per ulteriore veicoli acquistati e ritardo dell'attribuzione della classe di malus sino al momento del pagamento del sinistro.

ADICONSUM: ORA IMPEGNI CONCRETI - Il rinvio ad aprile-maggio addotto dall'Ania, «altro non è che un tentativo per posticipare o eludere l'assunzione di impegni concreti», ha affermato l'Adiconsum. L'associazione dei consumatori «resta convinta che le compagnie abbiano i margini per ridurre le tariffe del 10% e questo grazie a tutti i provvedimenti approvati in questi anni: patente a punti, patentino, danno biologico, ed ultimo il risarcimento diretto».

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da http://img256.imageshack.us

FRASE DEL GIORNO: LA NOSTRA MENTE E' PURA COME L'ACQUA. SE CI METTIAMO PENSIERI NEGATIVI E' COME SE LA MESCOLASSIMO COL FANGO RENDENDOLA OPACA; QUELLO CHE DOBBIAMO FARE E' SEPARARE L'ACQUA DAL FANGO PER CONSERVARNE LA PUREZZA

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

mercoledì 5 marzo 2008

Mobbing a cassiera, Esselunga annuncia querele


Ritiene di aver subito un danno di immagine e, per questo, annuncia querele. La società Esselunga di Milano, dopo la vicenda della cassiera peruviana che ha denunciato di essere stata vittima di mobbing e la conseguente mobilitazione sindacale, ha acquistato un'intera pagina su alcuni quotidiani nella quale annuncia querele.
"Sabato 1 marzo - vi si legge - i sindacati hanno indetto uno sciopero con 'presidio' e picchettaggio nel supermarket di viale Papiniano a Milano, esteso a tutti i negozi dell'azienda.
In viale Papiniano il 'presidio', sabato mattina, era costituito da circa una cinquantina di sindacalisti esterni al negozio, cui si sono unite due Signore, rappresentanti sindacali di quel supermarket. Nessun altro dei dipendenti di viale Papiniano ha aderito. Nel tardo pomeriggio di sabato, 21 lavoratori hanno scioperato nel negozio di via del Gignoro a Firenze, e 11 nel negozio di Borgo San Vitale a Bologna".

L'azienda "sabato 1 marzo, ha funzionato regolarmente. La bagarre stile anni '70 falsamente raffigurata da organi di parte, non c'è stata. Esselunga sabato ha 'servito' 657.424 clienti. Pretesto per questa conclamata agitazione sarebbe un accadimento tutto da chiarire sul quale le Forze dell'Ordine - prontamente intervenute su nostra chiamata - e la Magistratura esperiranno le loro indagini. Attendiamo con fiducia".

Esselunga fornisce la propria versione dei fatti. "Repubblica ha dedicato all'evento due intere pagine nell'edizione di sabato, e due in quella di domenica. Raitre, televisione di Stato, ha dato all' 'agitazione' ed alla sua causa un grande rilievo. La bieca luce nella quale è stata posta Esselunga, dipinta come azienda reazionaria, arcigna e senza scrupoli, nuoce grandemente alla sua reputazione ed alla sua immagine di azienda moderna, aperta, amica. Il danno che ne nasce a tutti i livelli, umani, del lavoro, commerciali, politici (pubbliche amministrazioni locali) è enorme".
Per questo Esselunga ritiene "giusto portare questa verità alla conoscenza del pubblico e denunciare il clima di intimidazione artatamente creato a nostro danno da taluni sindacalisti, politicanti e giornalisti. In un palese concerto.
Accertata la realtà dei fatti, ci attiveremo in ogni modo nei confronti di Cgil, Uil, Repubblica e Rai per un risarcimento dell'ingente danno subito. Ringraziamo i nostri dipendenti, i clienti e quella larga fascia di pubblico che ha conservato la propria indipendenza di giudizio, per il supporto che ci vorranno dare"

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta dal quotidiano il corriere della sera del 04-03-2008

FRASE DEL GIORNO: IL PRIMO PENSIERO E' IL MIGLIOR PENSIERO

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

martedì 4 marzo 2008

Palermo,apre il supermercato pizzo-free


Gli imprenditori che si sono opposti al racket hanno deciso
di dare vita all'impresa. "E questo è solo il primo..."

PALERMO - Tutto è cominciato con una valanga di adesivi listati a lutto, comparsi a sorpresa sui muri della città, che dicevano "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Adesso, a quattro anni di distanza da quell'originale campagna antimafia, nasce nel cuore di Palermo il primo "Punto pizzo-free", un negozio che vende solo prodotti di commercianti che hanno deciso di ribellarsi pubblicamente alle estorsioni aderendo al comitato Addiopizzo, che dell'iniziativa degli adesivi è stato il promotore.

Quei ragazzi inorriditi davanti alle statistiche della Procura di Palermo secondo le quali l'ottanta per cento dei commercianti pagavano il racket, si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita a una associazione che aiuta imprenditori e negozianti che vogliono opporsi al balzello mafioso. E dentro Addiopizzo è nata la "lista di consumo critico", un elenco pubblico che riporta i 241 nomi di imprenditori e commercianti che si sono opposti al racket delle estorsioni, in modo che la città sappia da chi comprare senza rischiare di foraggiare le organizzazioni criminali.

Trenta di questi imprenditori e commercianti hanno deciso di far confluire i loro prodotti "certificati Addiopizzo" in un negozio. Un piccolo grande supermercato della legalità, che sabato verrà inaugurato nel cuore di Palermo: in corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dall'Antica focacceria San Francesco, ultimo dei luoghi simbolici della nuova lotta contro la malavita organizzata. Il proprietario, Vincenzo Conticello, infatti ha indicato in un'aula di tribunale gli uomini che puntualmente si presentavano a chiedergli il pizzo, consentendone la condanna.

L'operazione del negozio pizzo-free è frutto dell'impegno di un giovane palermitano, Fabio Messina, 29 anni, commerciante iscritto all'associazione. Con la sua enoteca ha deciso di fare un passo in più, e dare una mano a tutti i suoi colleghi imprenditori: "Credo fosse giunta l'ora di creare un po' di movimento economico - dice Messina - all'interno della lista degli aderenti, perché è giusto dare un'occasione in più ai commercianti che non pagano il pizzo. E poi è più facile anche per i consumatori se anziché andare in giro da un posto all'altro, possono comprare tutto quello che serve in un unico punto vendita".
L'importanza di cominciare dal centro storico è senz'altro simbolica, ma non manca una valutazione squisitamente commerciale: degli oltre 9 mila acquirenti abituali di prodotti pizzo-free, il numero maggiore si trova nel centro di Palermo, seguito con molte migliaia di differenza dagli altri quartieri della città. Mentre da tutta Italia sono più di 2 mila 200 i messaggi di solidarietà arrivati all'associazione. È sul territorio nazionale infatti che le associazioni anti-racket raccolgono i maggiori consensi. Mercoledì per esempio alla cooperativa "Pio La Torre - Libera Terra", che gestisce i terreni confiscati a cosa nostra nell'Alto Belice corleonese, verrà donato un trattore "Acquistato - dicono da Libera - grazie al contributo dei Comuni di Fabrico, Correggio, San Martino in Rio, Rio Saliceto, Campagnola e Novellara in provincia di Reggio Emilia, insieme alle tante associazioni della zona e alla Camera del Lavoro".

Forte dell'ondata di successi raccolti in questi quattro anni di attività, il cartello degli imprenditori antimafia lancia la sua sfida: combattere la criminalità dal basso, a partire dagli atteggiamenti quotidiani, per arrivare a sconfiggere un sistema radicato. Comprare solo in alcuni negozi e non in altri, è secondo loro uno di questi atteggiamenti.

Le porte dell'emporio "pizzo-free" sono aperte per qualunque altro di loro voglia farsi vanti e partecipare all'avventura. Anzi, a pochi giorni dall'apertura Fabio Messina rilancia con una proposta ambiziosa: "fare del marchio "Punto pizzo-free" un franchising da esportare in tutta Italia, con la creazione di tanti punti vendita". Nell'emporio si possono trovare oggetti in legno e ceramica creati da giovani artisti, le coppole della tradizione siciliana rivisitate con tessuti e colori nuovi, opere di artigianato e naturalmente i prodotti biologici delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia, come i vini, la pasta e le conserve dell'associazione Libera Terra, la cooperativa che ha appoggiato insieme al comitato Addiopizzo l'iniziativa del giovane imprenditore palermitano.


articolo di di ALBERTO BONANNO e SONIA PAPUZZA tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.informagiovani.fe.it

FRASE DEL GIORNO: LA PACE INTERIORE E' NELLE NOSTRE MANI, DOBBIAMO SOLO SCEGLIERE SE SEGUIRE I BUONI SENTIMENTI O RIMANERE INTRAPPOLATI IN QUELLI NEGATIVI

tratto dal libro "visioni di saggezza" scritto da t.y.s. Lama Gagcehen, edito da life solution wisdom e stampato presso mondadori printing s.p.a per l'Italia

lunedì 3 marzo 2008


Lama Gangchen Rinpoche è nato nel Tibet occidentale nel 1941.

Giovanissimo è stato riconosciuto come la reincarnazione di un Lama guaritore e all’età di cinque anni fu investito col titolo di guida spirituale (messo a capo) del monastero di Gangchen Choepeling.

All’età di dodici anni ha ricevuto il diploma “kachen” che solitamente viene conferito dopo venti anni di studio. Fra i tredici e i diciotto anni, ha studiato medicina, astrologia, meditazione e filosofia in due delle principali università monastiche del Tibet: Sera e Tashi Lhumpo.

Lama Gangchen ha studiato, inoltre a Gangchen Gompa, Tropu Gompa e nel monastero di Neytsong. È stato discepolo di alcuni dei più importanti Lama della tradizione Ghelupa, come S.S. Trjichang Rinpoche.

Nel 1963, andò in esilio in India dove ha continuato gli studi per i sette anni successivi all'università “Varanasi Sanskrit” a Benares. Nel 1970, ha ricevuto il grado di Geshe Rigram (simile ad un dottorato) dall’università monastica di Sera, nell'India meridionale.

Dopo la sua laurea, ha lavorato come lama guaritore nelle Comunità tibetane in Nepal, in India e nel Sikkim, nel frattempo ha salvato la vita di molte persone ed è stato nominato medico privato della Famiglia Reale.

Nel 1981, Lama Gangchen ha visitato l’Europa per la prima volta e ha preso la residenza e la cittadinanza italiana. Lo stesso anno ha aperto il suo primo centro europeo: Karuna Choetsok a Lesbos, in Grecia. Qui ha piantato un albero della bodhi nel “giardino di Buddha”, con il quale ha consacrato l’inizio di una lunga serie di statue, thanke ed immagini di Buddha per la pace nel mondo.

Dal 1982, ha viaggiato molto in tutto il mondo, curando, insegnando e guidando molti pellegrinaggi in alcuni dei luoghi santi più importanti per le diverse religioni e comunità spirituali nel mondo.

Da molti anni Lama Gangchen promuove un progetto molto importante: l’integrazione fra la medicina tibetana (un incredibile tesoro, ancora sconosciuto al genere umano) con la medicina allopatica.

Lama Gangchen Rinpoche è il detentore di un liniaggio antico ed ininterrotto di Maestri Tantrici, nato ai tempi di Buddha Shakyamuni. L’autoguarigione Tantrica Ngalso è basata sugli antichi insegnamenti del Buddha, ma è adattato alla gente moderna.

Attualmente Lama Gangchen ha più di 100 centri per l'educazione della pace interiore e gruppi di studio in tutto il mondo.

testo e immagine tratti dal sito www.lgpt.net




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domenica 2 marzo 2008

Mobbing, la cassiera in lacrime



"Umiliata, ho pensato di morire"

Milano, una peruviana di 44 anni, due figli, denuncia un'aggressione nello spogliatoio
Sciopero e presidio con la partecipazione dei clienti del supermercato

Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio".

Oggi i sindacati confederali di categoria hanno proclamato lo sciopero per tutta la giornata e hanno attuato un presidio di solidarietà che ha visto la partecipazione oltre che dei lavoratori anche di clienti (400 persone, secondo gli organizzatori). Ma il motivo della protesta ha origine anche nel fatto che si tratta della stessa dipendente che aveva denunciato di essersi urinata addosso perché non le era stato data la possibilità di andare in bagno e nemmeno di potersi cambiare fino alla fine del turno.

E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".

Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone. Lei sviene e viene aiutata dal direttore ("all'inizio ho avuto la sensazione che credesse mi fossi fatta male da sola") che la accompagna in ospedale: per ora le sono stati dati 10 giorni (tecnicamente per infortunio visto che l'episodio si è verificato sul lavoro). La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: "Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché". E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice "di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io".

Graziella Carneri della Filcams-Cgil sottolinea che "ovviamente non si pensa che l'aggressione sia stata commissionata dall'azienda ma che c'è una forte responsabilità per il clima intimidatorio: molti dipendenti hanno paura di prendere parte all'attività sindacale". Tesi sostenuta anche da alcuni lavoratori. Il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati, sottolinea che "nel gruppo registriamo una violazione di alcuni diritti, e la situazione in Esselunga è paradigmatica del fatto che i diritti non sono acquisiti per sempre ma vanno rivendicati e presidiati". Cgil, Cisl e Uil daranno assistenza legale alla lavoratrice.

L'azienda ha replicato, in una nota: "Sono attualmente in corso delle indagini da parte delle forze dell'ordine di cui subito abbiamo richiesto l'intervento e alle quali stiamo fornendo la massima collaborazione. Auspichiamo che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo possibile. Al momento riteniamo prematuro rilasciare altre dichiarazioni". Ma la vicenda non si chiude qui: martedì è previsto un nuovo presidio e alcuni sindacalisti chiedono ai clienti e ai milanesi di "inondare la direzione di proteste e richieste di informazione via e-mail".

articolo tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da http://digidownload.libero.it

sabato 1 marzo 2008

Il sindaco di Firenze querela Wikipedia




Il caso scatenato dalle accuse sugli appalti per i parcheggi

Leonardo Domenici e il suo assessoe Graziano Cioni contro la web enciclopedia: «ci calunnia»

FIRENZE - Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e l'assessore comunale Graziano Cioni hanno dato mandato di querelare per diffamazione e calunnia la web enciclopedia Wikipedia.

L'ACCUSA - Il motivo, si spiega in una nota, è perchè alla voce «Leonardo Domenici» del sito si imputano al primo cittadino e alla sua giunta alcuni provvedimenti e decisioni che, così si legge, «hanno suscitato critiche da parte della cittadinanza», citando in particolare «l'affidamento dei parcheggi cittadini alla società "Firenze parcheggi" del cui cda fanno parte le mogli di Domenici e dell'assessore Cioni».
L'INCHIESTA - Nella nota si ricorda che questa «calunnia».era già circolata in passato e che nel 2004 la procura della Repubblica di Firenze aveva aperto un'inchiesta che ha portato a una condanna e a un rinvio a giudizio. La voce però (al momento di riportare questa notizia) non è stata modificata e si presenta tutt'ora nella forma contestata da Domenici. Di qui la decisione di procedere con la querela.

testo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da http://web20.blogosfere.it

Agenda 2010 Voglio Scendere

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