MOVIMENTO 5 STELLE: IL PROGRAMMA

giovedì 31 gennaio 2008

In coda al mercato dei ladri


Nel centro di Torino, cibo e vestiti rubati in vendita a due passi dalle vetrine di lusso
Dicono che il formaggio ci sarà oggi. Se tutto va bene. Ieri, invece, c’erano i salami, le scatolette di tonno e di sgombro, la pasta, i soliti profumi e qualche capo di abbigliamento. Certe volte, ma bisogna essere proprio fortunati, c’è anche il salmone: confezioni di fettine affumicate color rosa intenso. Prelibatezze. Vendute più o meno a metà del prezzo dei negozi. I salami, invece, ieri li hanno spacciati scontatissimi: tre da otto etti l’uno per dieci euro in tutto: roba da hard discount. Anche se la merce ha una provenienza più nobile: le scansie di un qualche negozio ben fornito, e pure del centro, a giudicare dalla confezione. Qualcuno ha rubato tutto quel ben di Dio. Qualcun altro, subito dopo, lo spaccia.

Benvenuti in piazza Carlo Felice, nei giardini fioriti di fronte alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. A venti metri, forse anche meno, dall’imbocco della via del commercio elegante, dei negozi griffati e del passeggio chic. Via Roma, ovvero la «via Montenapoleone» di Torino.

Alle cinque della sera il commercio d’insaccati è una macchina che corre a tutta velocità. E il venditore non ha tempo da perdere. «Senti bello, adesso fila e non farti vedere con tutta sta roba in mano» ordina il pusher di salumi al giovanotto in pantaloni gialli che bighellona in zona con due chili e mezzo di «salame nostrano», «prodotto e confezionato da Salumificio Alsenese». «C’erano i carabinieri prima: si sono portati via due persone. È meglio se te ne vai perché se ti beccano con sta roba in mano sono guai veri» insistono gli aficionados del «supermarket Carlo Felice», hard discunt a cielo a aperto nel cuore della città. Primo e forse unico mercato senza scaffali, banchi e commercianti con tanto di patentino.

Al supermarket del rubato c’è chi viene con una certa frequenza a fare la spesa. Bastano dieci euro e vai a casa con una quantità di cibo sufficiente a sfamare una famiglia intera per una settimana. Dieci euro, e si fa presto a scoprire che l’inflazione qui non pesa e i prezzi sono rimasti quelli di quindici anni fa. Qualche esempio? Un paio di scarpe da ginnastica costa dieci euro. Un giubbotto imbottito, 30. La pasta? Cinquanta centesimi a pacchetto da un chilogrammo. Ma, attenzione: per avere sconti veri, bisogna contrattare. Perché chi viene qui a vendere il suo bottino vuol vedersi riconosciuti la fatica e il rischio: ha sfilato la merce dalle scansie dei Carrefour e dai supermercati Pam, vigilatissimi e controllati da telecamere a circuito chiuso. Ha sfidato e battuto sistemi antitaccheggio che dovrebbero impedire di portare fuori dai negozio qualsiasi merce. E adesso, ovvio, non è disposto a vendere tutto per quattro soldi. Gli sconti sono grossi, ma un poco la fatica si deve pur pagare.

Alle diciannove sotto gli alberi del giardino di questa piazza, biglietto da visita per chi sbarca dai treni della stazione Porta Nuova, non resta quasi più nessuno. I vecchietti che giocavano a carte e a dadi appoggiati sugli scatoloni hanno ceduto al buio e al freddo. Qualcuno conta una manciata di euro: «Qualche scommessa, che c’è di male? Giochiamo tra amici. Siamo pensionati. Una volta si vince e una si perde. Ma non sono mai grosse somme». E quelli che vendono il cibo? «Eh, sono via da un bel po’. Quelli fanno in fretta, hanno i loro contatti. Quelli li trovi tra le tre e le cinque. Poi, puff, spariscono». Già, tra le tre e le cinque del pomeriggio, dal lunedì al sabato, che piova, nevichi o che ci sia un sole che spacca le pietre arrivano i venditori. Alcuni sono immigrati romeni. Altri tossicodipendenti. Ma ci sono anche insospettabili signori sessantenni che hanno trovato il modo di arrotondare la pensione. Qualcuno ha i clienti fissi: pensionati che hanno la delega in bianco da mogli e figli per fare la spesa. Altri si propongono: «Ho un giubbottino che non è niente male. Ti interessa?». Che taglia è? «Una media, ma secondo me ti va benissimo. Dammi cinquanta euro». Venti e sono anche troppi. «Se me ne dai trenta te ne vai felice. Ma infilatelo, eh, altrimenti mi metti nei guai».

E poi ci sono gli spacciatori di profumi di gran marca: Dior, Chanel, Armani. Roba originale, mica i tarocchi che trovi sulle bancarelle dei mercati rionali. Li tirano fuori da borse rivestite di domopak: sacchetti magici che permettono di eludere i controlli. I passeur di essenze sono ragazze giovanissime, slave o romene. Non dicono una sola parola d’italiano ma sanno tutto sulle mode e le tendenze. E basta insistere un po’: «Hai bigiotteria?». «Collane? Guarda queste con il laccio di gomma. Cinque euro». Mai chiedere dove le hanno prese, mai insistere troppo con le domande. Basta una parola sbagliata e loro spariscono. E arrivano gli amici. E allora è meglio andare via. Meglio mescolarsi ai pensionati che ancora giocano a carte o guardano sospettosi il passare e ripassare dei mezzi delle forze dell’ordine. Meglio sparire. Tanto tra un po’ non ci sarà più niente da comperare. E anche il tipo con baffoni e giubbotto nero tra un po’ se ne andrà: sta prendendo l’ultima ordinazione da un pensionato: «Spaghetti. E poi un po’ di carne. Fettine, eh. Di pollo non ne possiamo più».


articolo di LUDOVICO POLETTO tratto da www.lastampa.it
immagine tratta da www.ilcannocchiale.it

mercoledì 30 gennaio 2008

la gita a roma




gita_su_roma.jpg

Lo psiconano minaccia la marcia su Roma se non si vota subito con la legge porcata che fece approvare in tutta fretta nel 2006. La legge mantenuta in vita allegramente per due anni dal centro sinistra TOGLIE al cittadino il voto di preferenza. Vuol dire, ad esempio, che Cuffaro e Cirino Pomicino possono essere eletti senatori da Casini e da Berlusconi e i cittadini possono solo stare a guardare.
Testa d’asfalto non le manda a dire sul rinvio delle elezioni: "Milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle”. Bossi ha rincarato la dose: “Se non si va al voto facciamo la rivoluzione. Ci mancano un po' di armi, ma prima o poi quelle le troviamo”. Qualche simpatizzante gli ha inviato dei proiettili calibro 38, così si porta avanti con le munizioni. In un Paese normale queste persone sarebbero almeno agli arresti domiciliari.
Il probabile futuro capo del governo, del quale abbiamo perso il numero di prescrizioni, ha un paio di processi aperti. Uno per corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato David Mills che dovrebbe concludersi ad aprile. Straordinaria coincidenza con le elezioni anticipate. E per il quale rischia sei anni di carcere. Un altro per presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset. In nessuna democrazia del mondo una persona potrebbe candidarsi premier con due processi a carico. Pensate a Obama o a Hilary accusati di corruzione. Ho il sospetto che l’Italia non sia più, da tempo, una democrazia, ma una dittatura morbida.
Alla marcia su Roma va data una risposta ferma e implacabile. Italiani!!!!!!!!!!
Tutti alla “Gita su Roma”. Se lo psiconano suonerà le sue trombe, noi suoneremo le nostre campane. In caso di marcia organizzerò una gita turistica di massa nella Città Eterna. Il percorso si snoderà attraverso le sedi di partito. Un’occasione irripetibile per vedere dal vivo i ruderi della politica. E fotografare i nostri dipendenti. Un evento da raccontare ai nipoti. Meglio della caduta del Muro di Berlino. Italiani!!!!!!!!!


Leggi tutti i post della "Casta dei giornali".


V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day
3. Sostieni il V2 day

testo tratto da www.beppegrillo.it
immagine tratta da http://artfiles.art.com

martedì 29 gennaio 2008


L'EROE
DIEGO DELLA VALLE, UN GRANDE IMBONITORE DI MASSA (DIREBBE IL LINGUISTA TULLIO DE MAURO)


Diego Della Valle, un grande imbonitore di massa, direbbe il linguista Tullio De Mauro, se si trattasse di una lezione accademica. I sociologi invece affermerebbero: un grande comunicatore e pubblicitario! Una campagna “in” contro il “padrone” che sfrutta i suoi operai. L’annuncio in pompa magna: “Della Valle: 1400 euro ai miei dipendenti, contro il caro vita”. Un messaggio chiaro: sono ancora di centrosinistra! Standing ovation da tutti gli imprenditori (tanto i soldi li caccia Diego, non noi… ). Montezemolo ammutolito. Annichilito. La bandiera a scacchi stavolta non sventola per la rossa di Maranello ma per la macchina di un marchigiano, che tra l’altro non è targata Fiat. Oggi, chi vuol vestire in modo elegante non può prescindere dai capi sfornati dalle aziende di Diego Della Valle, che rappresenta un fiore all'occhiello per l'Italia in virtù non solo della sua competenza ma anche della grande sensibilità con cui conduce le sue aziende. E ora la sua attenzione per il benessere dei lavoratori ne fanno uno dei pochi imprenditori "etici" presenti sulla scena industriale. Montezemolo prenda esempio! Mister Tod’s, nato nel 1953 dopo gli studi in legge a Bologna e un breve periodo di lavoro negli Stati Uniti, nel 1975 entra nell'azienda di famiglia, affiancando il padre nella gestione. Ma è sua l'idea di un innovativo piano di marketing (e del lancio di nuovi marchi), che dagli anni '80 hanno reso famoso il nome Della Valle, anche grazie a Lady D, che ha ostentato in tutto il mondo la “Diana’s bag”. Con il successo è poi arrivata inevitabilmente la quotazione in Borsa, una sorta di battesimo del fuoco che finora ha solo portato bene all'azienda marchigiana, ma non ai brokers. Abilissimo nel fiutare i prodotti e le griffe, anche di nicchia, che possono avere un appeal, Diego Della Valle era già entrato in banca, naturalmente arrivando al consiglio di amministrazione, alla fine degli anni '90 e precisamente alla Comit. Un ruolo che lo portò a proverbiali scontri con la guida di Mediobanca e l’inevitabile destino dell'istituto di Piazza della Scala. Impara la lezione ed entra in punta di piedi nel calcio acquistando la moribonda Fiorentina dell'ex Vittorio Cecchi Gori. Poi piano piano Mister Tod’s, riesce ad insinuarsi anche nel consiglio del polo francese del lusso "Louis Vuitton Moet Hennessy" (con cui è partner per "Acqua di Parma"). Non contento, si assicura, un piccolo ma importante 2% delle azioni RCS. Non è avido e boccalone come Ricucci! E questa mossa gli permette di entrare a far parte del consiglio di amministrazione del quotidiano di via Solferino, il "Corriere della Sera". I suoi interessi spaziano dunque dalle rotative agli stadi, passando sempre per la moda e l'innovazione. Visti gli straordinari successi della sua attività imprenditoriale, nel 1996 viene nominato Cavaliere del Lavoro. Accanto al Cavaliere, un altro Cavaliere. Nel 2001 fonda con Montezemolo, all’epoca suo amico di affari fidato, il “Fondo Charme” e acquisisce quote di rilievo in aziende del design italiano quali Poltrona Frau, di un altro marchigiano di centrodestra però, Franco Moschini. Nell’aprile 2006, il Cavaliere marchigiano entra come azionista e consigliere di Bnl, la banca guidata dall'amico Luigi Abete, prima di aderire all' opa che, portò la banca romana al gruppo BNP Paribas e una plusvalenza nelle tasche di Della Valle di circa 250 milioni di euro. Dopo lo scandalo fideiussioni e "Calciopoli" che hanno portato la Fiorentina in serie B con una penalizzazione di 12 punti, mister Tod’s viene inibito per quattro anni dalle società calcistiche. Ma i suoi interessi sono rivolti altrove. Infatti a maggio 2007 Mister Tod’s, Hogan, Louis Vuitton, Rcs, Bnp Paris non contento del marketing delle sue aziende acquisisce quote azionarie molto influenti nella Piaggio (guarda un po’ ex Fiat!) e nella Bialetti. E ritorniamo al 2008. A Fermo, nelle Marche, regione rigogliosa per le industrie calzaturiere del made in Italy, Mister Formula Uno, alias Montezemolo, non può parlare di pizzo, di ‘ndrangheta ma solo di contratti salariali troppo bassi e di maggiori incentivi o benfits agli operai. Ma Lord Tod’s uscito dalla congrega della Confindustria, due anni fa, nel 2006, sbattendo la porta in faccia al Cavaliere di Arcore batte sui tempi il Conte della Fiat. Della Valle, come uno stratega della Williams, vince per un giro il Grand Prix. “Contro il caro vita, aumento di 1400 euro ai miei lavoratori”. Champagne per Diego Della Valle, e una spruzzatina anche ai suoi consulenti pubblicitari. Del resto la vittoria, è anche per merito loro. E gli operai? Una presa per i fondelli. Tanto non hanno voce. Sono impegnati con la testa bassa, cuffie in testa tutto il giorno, a lavorare nei suolifici, o nei tomaifici per poter tornare a casa la sera. Benediscono la cena e ringraziano “qualcuno lassù” per aver strappato, ancora una volta, il loro posto di lavoro ad un cinese. I sindacati? Cortei, manifestazioni, vertenze in Regione, piattaforme al Ministero del Lavoro. Poi, casualmente, quando c’è il gotha marchigiano: tutti insieme appassionatamente a scambiarsi i soliti sorrisi smaglianti, per essere immortalati dal click di una fotografia per andare in locandina. Poi, il giorno dopo, “bombardano” i giornali di comunicati stampa per la mancanza dell’adeguamento salariale delle aziende. E se non bastasse a rasentare il ridicolo… rimandano il comunicato stampa, tre o quattro volte per esser sicuri, che sia arrivato ai mass media e che almeno un volta il giornalista lo abbia letto, per farci un articolo. Ma gli operai non sanno nulla. Lavorano sodo. Sono all’oscuro di come si fa politica, economia, e carriera sindacale. La sveglia per loro, suona presto, all’alba. Non lo fanno per rendere alto il marchio di mister Tod’s ma, per vivere. Anzi per sopravvivere. Fino all’annuncio di voler aumentare gli stipendi dei suoi 1200 dipendenti dislocati tra Fermo e Macerata, nelle Marche, di 1.400 euro. La fregatura? Sono lordi e la proposta è una tantum. Scade il 31 dicembre del 2008. Gli operai del grande impero di Diego Della Valle, che hanno stipendi senza un contratto di secondo livello e che arrancano da anni intorno ai 900, massimo 1000 euro al mese, avranno 93 euro netti in più ogni mese sul loro salario. Possono festeggiare con champagne, alla memoria di Brodolini e dello statuto dei lavoratori, ma non oltre la mezzanotte del 31 dicembre 2008! Unica soluzione? Abbuffarsi di lenticchie e uva il primo gennaio 2009...

articolo di Anna Germoni tratto da www.imgpress.it
immagine tratta da www.repubblica.it

lunedì 28 gennaio 2008

La musica è finita







Il V-day dell’otto settembre duemilasette fu organizzato per cambiare la legge elettorale. Tre punti:condannati fuori, due mandati e la preferenza diretta che nessuno cita: è diventata come il terzo segreto di Fatima.
Per la prima volta nella storia della Repubblica sono state raccolte 350.000 firme in un giorno. Il V-day fu seppellito dall’ignoranza politica e dagli insulti. Il centro sinistra lo criminalizzò. Il centro destra lo sbeffeggiò.
La settimana prima del V-day organizzai una conferenza stampa a Firenze. Invitai 500 giornalisti, solo 7 diedero la loro adesione. La annullai. Telefonai all’Espresso per proporgli un servizio sul V-day. Mi risposero che avevano “altre priorità”. Le uniche testate interessate furono straniere: americane, inglesi, francesi, tedesche, australiane, argentine… A cui rilasciai decine di interviste, quasi mai riprese in Italia.
Topo Gigio e il centro sinistra implorano adesso una nuova legge elettorale prima del voto. Questi spudorati in due anni di Governo hanno partorito, d’accordo con lo psiconano, la legge sull’indulto per evitare che gli amministratori di nomina politica e i bancarottieri finissero dietro le sbarre. Cuffaro e la signora Dini, tra gli altri, ringraziano.
Il centro destra, nel 2006, ha cambiato una legge frutto di un referendum, contro il volere dei cittadini, espropriando gli elettori del diritto di scelta del candidato. Questo, per me, costituzionale o meno, legale o meno, si chiama COLPO DI STATO. La modifica alla legge elettorale è stata illegittima. Votare in queste condizioni porterà a liste chiuse di condannati, di leccaculo e di parenti.
La priorità del governo Prodi doveva essere la legge elettorale, andava cambiata nei primi 100 giorni insieme alla legge sul conflitto di interessi, e poi si doveva tornare subito al voto popolare. Non macerarsi in Senato con il ceppaloide. Fassino in un comizio, prima delle elezioni, disse che la priorità era il lavoro, il lavoro, il lavoro… e non il conflitto di interessi. Si è visto quale lavoro hanno creato. Sottopagato e mortale.
Oggi questa banda di deficienti, e non è un insulto, consegna il Paese al baratro berlusconiano. Per noi sarà dura, per loro è finita.

clicca qui per guardare il video


Leggi tutti i post della "Casta dei giornali".

V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day
3. Sostieni il V2 day

immagine tratta da http://www.aquaragia.it
video e testo tratto da www.beppegrillo.it

domenica 27 gennaio 2008


Treno per Auschwiz, la memoria sui binari



Gli organizzatori: ma non è una gita. Il saluto del presidente della Camera

Seicento ragazzi italiani hanno ripercorso il viaggio dei deportati nei lager. Altri 700 in partenza da Milano

CRACOVIA (Polonia) – I vagoni sono accoglienti e riscaldati. E ognuno, a bordo, ha il suo posto a sedere. Nulla a che vedere con i carri bestiame che negli anni bui delle leggi razziali e del conflitto mondiale hanno trasportato centinaia di migliaia di ebrei e di dissidenti politici dall'Italia ai campi di concentramento e di sterminio della Polonia. Ma il viaggio che 600 ragazzi hanno compiuto da Carpi a Cracovia ha ripercorso lo stesso itinerario di allora. E lungo il tragitto ha fatto tornare la mente la tragedia delle deportazioni di massa e dell'olocausto.

I TRENI PER AUSHWITZ - Un viaggio della memoria nel Giorno della memoria (la commemorazione di quei tragici eventi che nel 2000 è diventata un appuntamento istituzionale), per non dimenticare e per tramandare, a settant'anni dall'entrata in vigore dei famigerati «Provvedimenti per la difesa della razza», il ricordo di quanto avvenne in un'Italia e in un'Europa che ai giovani d'oggi possono apparire tanto lontane. L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Fossoli in collaborazione con gli enti locali e con l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e delle massime istituzioni italiane. Sono due i treni speciali diretti in Polonia: al primo, partito da Carpi venerdì pomeriggio, si aggiungerà quello che, con a bordo altri 700 studenti, lascerà domenica in serata il binario 21 della stazione Centrale di Milano, lo stesso, collegato con un montacarichi ai sotterranei della stazione, da cui un tempo partivano i carri piombati con i prigionieri destinati ai lager.

ANCHE BERTINOTTI - A Milano ci sarà anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a portare il saluto delle istituzioni ai ragazzi in partenza, che lunedì parteciperanno alla commemorazione internazionale anel campo di Birkenau. Saranno molte le delegazioni che giungeranno dall'Italia in autobus o aereo. Ma quella del doppio «Treno per Aushwitz» è singolare proprio per il valore evocativo di un viaggio sulle orme di coloro che quel viaggio lo compirono più di sessant'anni fa senza mai più fare ritorno in patria.

COME 60 ANNI FA - Sul convoglio partito da Carpi c'era lo scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli (■ «Film e libri non bastano», le sue parole al Corriere.it), non nuovo all'iniziativa, che raccoglierà materiale per i suoi libri e le sue trasmissioni e che a Cracovia terrà un reading sul tema della deportazione e dello sterminio dei prigionieri dei campi. La stazione della cittadina emiliana sorge a pochi chilometri dall'ex campo di concentramento e smistamento di Fossoli (www.fondazionefossoli.it) e proprio da qui partivano a migliaia, ignari di quanto sarebbe loro successo, i futuri internati. Anche noi abbiamo partecipato al viaggio. Per rivivere la storia, occorre passare attraverso la consapevolezza che i «veri» convogli portavano circa 2.000-2.500 deportati per volta. I vagoni merci contenevano ognuno dalle 80 alle 120 persone. E la meta più frequente era proprio il campo di Auschwitz Birkenau.

«NON E' UNA GITA» - Il viaggio dall'Emilia alla piccola banchina universalmente nota come "l'ultima fermata" o la "rampa degli ebrei" - la "Judenrmape" in tedesco -, la stessa «sempre illuminata» che Primo Levi aveva descritto in Se questo è un uomo, dura 22 ore. A bordo è un susseguirsi di momenti di confronto, conferenze, musica. Un contenitore di proposte didattiche per studenti ed insegnanti che per mesi si sono preparati a questo appuntamento. «Tutti sanno che non si tratta di una gita scolastica – spiega Silvia Mantovani, responsabile del progetto «Un treno per Aushwitz» - I ragazzi hanno frequentato laboratori didattici e gli insegnanti hanno partecipato a momenti formativi fin dall'inizio dell'anno scolastico per affrontare al meglio l'incontro tra la conoscenza e la storia».

IL PROGRAMMA - I ragazzi si immergeranno in pieno nella drammatica realtà dei lager, visitando il blok italiano del campo di Aushwitz, osservando da vicino le camere a gas e i forni crematori. Una domenica decisamente diversa, ripensando ai tanti loro coetanei che sessant'anni fa in queste baracche trascorrevano i loro ultimi giorni di vita. Lunedì, poi, tutte le delegazioni partite dall'Italia si riuniranno e parteciperanno insieme alla cerimonia conclusiva e alla fiaccolata al campo di Birkenau

L'ARRIVO – Varcato l'ultimo confine, in Polonia il treno viene accolto da un rigido freddo, ma della temuta neve neanche l'ombra. . Quando il convoglio giunge in stazione, gli studenti scendono in modo ordinato, non chiassoso. Ma non è per la stanchezza del lungo trasferimento. Il primo piede poggiato sul suolo polacco riaccende il ricordo di storie e racconti letti sui libri di scuola e le immagini di film e sceneggiati. No, non è davvero una gita scolastica.

articolo di Ambra Craighero
immagine e testo tratti da www.corriere.it

sabato 26 gennaio 2008


SUl Blog del comico genovese lanciate le liste civiche per Comuni e Regioni
Grillo: «Da oggi si fa politica attiva»
I requisiti per il «bollino». «Su legge elettorale e conflitto d'interessi si gioca il destino del Paese»

ROMA - «Da oggi il blog fa politica attiva». Beppe Grillo, all'indomani della caduta del governo guidato da Romano Prodi, rompe il ghiaccio e rispolvera il progetto di presentare liste civiche per partecipare attivimente alla vita politica. Il comico genovese ha quindi lanciato un sito dedicato «alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione».

IN POLITICA - Grillo, con l'operazione liste civiche, sotto l'insegna «Per un nuovo Rinascimento», rompre l'ultimo diaframma tra il popolo del Vaffa day e la politica attiva. Anche se per ora l'attenzione è dedicata al livello locale, l'obiettivo è già quello di influire sul Parlamento: «La legge elettorale e il conflitto di interessi - scrive Grillo nel suo blog - sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani», osserva il comico.

DISTRAZIONE DI MASSA - «Ve ne sarete accorti - si legge ancora sul blog - Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull'aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta. Sono titoli di copertura, nascondono la realtá. Servono per lavorare nell'ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l'omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi. La politica è un'attivitá di copertura del potere», scrive Grillo.

I REQUISITI - Fedele agli annunci della scorsa estate, sul suo sito sono riportati anche «i requisiti e gli impegni per creare una lista civica certificata e pubblicata sul blog». Insomma il «bollino di qualità» (che comprende anche una sorta di dimissioni in bianco preventive). Ecco i requisiti: 1. All'atto della loro candidatura e nel corso dell'intero mandato elettorale, i candidati non dovranno essere iscritti ad alcun partito o movimento politico; 2. Il candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura; 3. Il candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; 4. Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o della Regione (a seconda che si tratti di elezioni comunali o regionali) per il quale intende avanzare la propria candidatura».

GLI IMPEGNI - Dopo i requisiti, Grillo elenca gli impegni: 1. Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall'origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l'intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog; 2. All'atto della propria candidatura, la lista provvederá a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l'elenco dei componenti e il loro curriculum vitae secondo uno standard che andremo a definire, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica; 3. La lista non potrá associarsi ad altri partiti o liste, se non certificate dal blog, per governare il Comune o la Regione (la Provincia non è contemplata perché va abolita).

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da http://files.meetup.com/312598/SPRECHI%20NELLA%20POLITICA.gif

venerdì 25 gennaio 2008


Il Rapporto Eurispes 2008 sottolinea il distacco sempre maggiore tra cittadini e politica
"Sono come separati in casa, non hanno più niente in comune"
20 milioni di lavoratori sottopagati
e la prima emergenza sono i rifiuti
Il 45% degli italiani si sente più povero. Il 78,5% è pessimista sull'andamento dell'economia
Un milione e mezzo di precari. Sei milioni di doppiolavoristi, "stakanovisti forzati"
Il problema rifiuti per gli italiani è più grave del riscaldamento del pianeta
ROMA - La Politica e l'Italia: separati in casa. La metafora è la chiave del Rapporto Eurispes 2008, presentato stamane a Roma. "E' evidente che il solco tra società e classe politica - spiega il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara - diventa sempre più profondo e tende ad allargarsi di giorno in giorno. Più o meno cortesemente, come separati in casa, ci si saluta quando si entra o si esce, consapevoli di non avere ormai più niente in comune".
Ma nel Paese ci sono altri solchi, altrettanto dolorosi: quelli tra generazioni, per via della situazione difficile vissuta da tutti coloro che hanno meno di 40 anni e che sopravvivono a fatica tra lavori più o meno precari. Quello tra Nord e Sud, quello tra gruppi sociali, tra chi si trincera nelle case bunker perché sente il proprio benessere minacciato dalla mancanza di sicurezza e da una sempre più evanescente legalità e tra chi considera il benessere un miraggio. Aumentano i 'working poors', le famiglie che pur lavorando non riescono a garantirsi un reddito sufficiente. Aumenta il sommerso, generato dall'illegalità ma anche dalla necessità di troppi di garantirsi un reddito supplementare. In generale, gli italiani hanno troppi problemi per preoccuparsi di quelli del resto del mondo: da un sondaggio sull'ambiente emerge che la questione più urgente da affrontare nel nostro Paese è quella dei rifiuti, il riscaldamento del pianeta viene dopo.

La politica ostaggio dei poteri forti
Tutte situazioni che tendono a peggiorare, dalle quali non si esce, perché, osserva l'Eurispes, "l'Italia è un Paese in ostaggio". "Un Paese - dichiara Fara - ormai prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento, ogni possibilità di azione, ogni desiderio di cambiamento e di modernità, riducendo progressivamente gli spazi di democrazia e mortificando le vocazioni, i talenti, i meriti, le attese, le aspirazioni di milioni di cittadini". Ma la politica per l'Eurispes è a propria volta ostaggio "dei poteri forti, della finanza, delle banche, delle assicurazioni, delle grandi agenzie di rating, del sistema della comunicazione e dell'informazione, delle mille corporazioni che caratterizzano la storia ed i percorsi del nostro Paese". "La politica di oggi - conclude l'Eurispes - sta ai poteri forti e alla finanza come i bravi a Don Rodrigo e i campieri ai baroni siciliani".

L'economia: mai così tanti pessimisti
L'indebolimento dei salari, affiancato dall'aumento dei prezzi e da una mancanza di prospettive del Paese, non possono che portare gli italiani a considerazioni sempre più fosche sulla nostra economia, e infatti aumentano di 15 punti i pessimisti (erano il 51,9 per cento mel 2007, adesso sono il 69,5 per cento). Inoltre il 78,5 per cento degli italiani "nutre pessimismo e sfiducia nella situazione economica che si prospetta nei prossimi 12 mesi". Per il 47,7 per cento il quadro economico è destinato a peggiorare: si tratta del sentimento di pessimismo più alto mai registrato dai sondaggi dell'Eurispes negli ultimi 6 anni.

Solo poco più di un terzo arriva alla fine del mese
Il 32,1 per cento degli italiani, secondo un sondaggio pubblicato nel Rapporto, registra lievi segnali di peggioramento economico per il proprio nucleo familiare, mentre il 13,7 per cento ritiene che si tratti di peggioramenti di più marcata entità. Solo poco più di un terzo delle famiglie italiane (38,2 per cento) riesce ad arrivare tranquillamente alla fine del mese. Nel 2006 tale percentuale era pari al 56,4 per cento, nel 2007 al 51,6 per cento. Solo il 13,6 per cento riesce a risparmiare, contro il 25,8 per cento del 2007 e il 27,9 del 2005. "Il totale delle persone a rischio di povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante - si legge nel Rapporto - si possono stimare circa 5.100.000 nuclei familiari, all'incirca il 23 per cento delle famiglie italiane e più di 15 milioni di individui". Di questi quasi 3 milioni sono minori di 18 anni. Le famiglie si difendono acquistando a saldo (67,9 per cento), nei grandi magazzini o negli outlet (64,4 per cento), riducendo i pasti fuori casa, le spese per i regali, per i viaggi e il tempo libero (58,9 per cento).

Cresce il sommerso
Ma per tante famiglie tirare la cinghia non basta, e allora scatta il secondo lavoro, rigorosamente in nero. Gli italiani, scrive l'Eurispes, sono "stakanovisti per sopravvivere: il sommerso nel nostro Paese va ad integrare i redditi nelle famiglie". Come? Secondo le stime dell'Istituto l'economia sommersa ha generato nel 2007 almeno 549 miliardi di euro, una cifra equivalente alla somma del Pil di Finlandia, Portogallo, Romania e Ungheria. L'Eurispes stima 6 milioni di doppiolavoristi tra i dipendenti che producono annualmente circa 91 miliardi di euro di sommerso. Mentre è altra cosa l'economia criminale (anch'essa sommersa...) che secondo l'Eurispes produrrebbe annualmente circa 175 miliardi.

E il credito al consumo
Altra strategia per sopravvivere delle famiglie italiane è quella di indebitarsi per mantenere lo stesso livello di consumi. Il credito al consumo pro capite in Italia è pari a 1.495 euro, mentre il rapporto tra consistenza del credito e Pil è pari al 5,8 per cento (ancora inferiore a quello di altri Paesi occidentali). L'ammontare del credito al consumo nel primo semestre 2007 è aumentato del 17,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli italiani si indebitano soprattutto per acquistare elettrodomestici (22,2 per cento) e automobili (19,6 per cento) ma anche per cure mediche (5,1 per cento), vestiario e calzature (4,1 per cento), viaggi e vacanze (2,3 per cento) e materiali o libri per la scuola (0,9 per cento).

Un milione e mezzo di lavoratori 'flessibili'
I lavoratori parasubordinati attivi, cioè con almeno un contratto l'anno, sono in Italia un milione e mezzo. Di questi, oltre il 70 per cento collabora esclusivamente con un'impresa. I collaboratori e assimilati, che sono circa un milione, hanno un reddito medio imponibile di 8.334 euro l'anno, e la loro età non supera i 37 anni. Per i collaboratori a progetto il reddito scende nella maggior parte dei casi sotto i 5.000 euro annui.

E sette milioni di "bamboccioni"
I "bamboccioni" italiani sono più di 7 milioni, in particolare maschi. Secondo il rapporto Eurispes, i giovani tra i 18 e i 34 anni che nel 2006 vivevano ancora insieme ad un genitore raggiungevano i 7 milioni e 368 mila. Questo è vero soprattutto per i 25-29enni: il 59,1 per cento dei giovani inclusi in questa fascia d'età vive ancora in famiglia e sono, soprattutto, uomini. I dati sull'occupazione spiegano il presunto "mammismo" dei ragazzi italiani: solo il 40 per cento dei 20-25enni ha un lavoro, contro il 60 per cento del resto d'Europa.

Salari sempre più bassi
Nel nostro Paese, si legge nel Rapporto, oltre 20 milioni di lavoratori sono sottopagati. I salari sono inferiori del 10 per cento rispetto alla Germania, del 20 per cento rispetto al Regno Unito e del 25 per cento rispetto alla Francia. Prendendo in considerazione il periodo 2000-2005, "mentre si è registrata una crescit amedia del salario a livello europeo del 18 per cento, nel nostro Paese i lavoratori dell'industria e dei servizi (con esclusione della Pubblica Amministrazione) hanno visto la propria busta paga crescere solo del 13,7 per cento". Nel 2004 e nel 2005 le retribuzioni nette dei lavoratori italiani sono state superiori solo a qeulle greche ed appena inferiori a quelle dei colleghi spagnoli, mentre dal 2006 l'Italia è superiore solo al Portogallo. E' nata così da tempo una nuova categoria, quella dei '''working poors", lavoratori poveri, "persone che pur avendo una occupazione professionale - spiega l'Eurispes - hanno un tenore di vita molto vicino a quello di un disoccupato".

Il problema sicurezza
Le carceri italiane, scrive l'Eurispes, costituiscono ormai una "discarica sociale": al 31 dicembre 1990 i detenuti erano 25.000, al 31 luglio 2006 avevano raggiunto il numero di 63.000. Gli italiani hanno per di più la sensazione che quelle delle carceri siano "porte girevoli", e che la certezza della pena sia ormai solo un miraggio. Per cui per il 38,3 per cento degli italiani il timore maggiore è quello di subire un furto nella propria abitazione. Ognuno reagisce come può: nel 2007 4,8 milioni di italiani, pari all'8,4 per cento della popolazione, detenevano un'arma da fuoco in casa. Aumentano inoltre le spese per rendere impenetrabile l'abitazione.

In Italia si perde il 42% dell'acqua erogata
L'Italia è il primo paese consumatore di acqua nell'Unione Europea e tra i primi al mondo (dopo Giappone, Canada, Usa e Australia). Si consuma quasi 8 volte l'acqua usata in Gran Bretagna, 10 volte quella usata dai danesi e 3 volte quella consumata in Irlanda o in Svezia. Ma l'alto consumo è correlato allo spreco: infatti il 42 per cento in media del volume d'acqua erogato in Italia viene disperso. Secondo i calcoli dell'istituto di ricerca, il volume di acqua perso corrisponde a 10.550 metri cubi al chilometro, cioè circa un terzo di litro al secondo per chilometro. I valori rilevati spaziano tra un valore minimo del 22 per cento in Piemonte a un massimo del 73 per cento nell'area abruzzese-marsicana.
articolo di rosaria amato tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.beppegrillo.it

giovedì 24 gennaio 2008


Privacy, il Garante agli operatori tlc
"Da cancellare i dati sui siti visitati"



L'authority: le informazioni non si possono conservare, neanche a fini di giustizia
Emerse irregolarità di Telecom, Vodafone, H3G e Wind. Due mesi per rimediare

ROMA - I gestori telefonici non possono conservare i dati sulla navigazione internet dei propri utenti, neanche per fini di giustizia. E' l'importante decisione del Garante per la privacy, che ha imposto ai principali operatori di telefonia la cancellazione di informazioni conservate illegittimamente sui siti visitati dagli utenti e la messa in sicurezza dei dati personali archiviati per legge.

Secondo quanto stabilito dal Garante, i gestori devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non altre informazioni (ad esempio le pagine web visitate o gli indirizzi ip di destinazione). Tali dati, osserva l'authority in un comunicato, "possono coincidere di fatto con il contenuto della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute".

"Questi provvedimenti", commenta Mauro Paissan, componente del Garante, "affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in internet e dell'uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi", precisa Paissan, "queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l'estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in internet".

La mossa del Garante arriva al termine di un'attività ispettiva effettuata nell'ultimo anno per verificare il rispetto del codice sulla privacy e delle prescrizioni riguardanti la protezione dei dati conservati a fini di giustizia, prescrizioni impartite dalla stessa authority nel 2005. Durante questi controlli, il Garante ha scoperto mancanze nelle misure di sicurezza e ha rilevato casi di indebita conservazione dei dati sulla navigazione.

Gli operatori interessati dal provvedimento sono Telecom, Vodafone, H3G e Wind. Ai primi tre è stata imposta la cancellazione delle informazioni sui siti visitati dagli utenti, mentre i soli Vodafone, H3G e Wind dovranno adottare specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza di dati personali dei propri utenti conservati a fini di giustizia.

articolo di alessio balbi
tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.rai.it

mercoledì 23 gennaio 2008


Tempo scaduto




I politici sono i maggiordomi dell’economia parassitaria o mafiosa o della combinazione della prima con la seconda. I padroni ordinano e loro eseguono. Il fuoco di copertura delle loro azioni è compito dei media, che rispondono comunque agli stessi padroni.
Il cittadino può decidere solo in base alle informazioni di cui dispone. Va quindi tenuto in coma assistito.
I media sono l’anello di congiunzione tra i politici e l’economia. Senza il sostegno dei media il politico non sarebbe eletto. Senza le menzogne dei media i politici non potrebbero agire indisturbati.
Se l’inceneritore è buono per i media è buono per tutti. Se Andreotti è innocente per i media e non prescritto per le sue frequentazioni mafiose, diventa un perseguitato. Se Cuffaro ritorna al lavoro dopo una condanna a cinque anni è un fatto normale. Se nessun giornale nazionale esce con il titolo: “VERGOGNA!” in prima pagina per la telefonata Berlusconi/Saccà che prospetta un colpo di Stato uterino. Se Casini, in Azzurra Caltagirone, è invitato in televisione dallo zerbino Fazio a difendere Cuffaro senza contraddittorio, per esempio con Rita Borsellino. Se, se, se. Gli italiani sono stanchi di se.
I media non riescono più a coprire la realtà della povertà, della corruzione, dell’incapacità degli inetti che stanno al governo e all’opposizione. Mastella in un altro Paese avrebbe fatto il lavapiatti in una pizzeria, lo pisconano avrebbe scritto libri di successo come “Le mie prigioni” o “Le televendite da Sing Sing”.
Si preparano le elezioni. Con questa legge elettorale saranno riconfermati tutti. Non c’è il voto di preferenza. Le liste le decideranno i segretari di partito che confermeranno i loro servi e i famigli. La situazione economica è seria. La recessione americana sta arrivando e i più deboli ne pagheranno le conseguenze. L’Italia non può più reggere. Né un governo dello psiconano, né un governo di Topo Gigio che sono la stessa cosa. I due, mano nella mano, andranno a vedere a Roma la prima del film dedicato allo statista latitante Craxi da sua figlia.
Il ritorno al voto con la legge elettorale porcata è un insulto agli italiani. Votare in questo caso non avrà alcun senso. Si votino da soli. Guadagneranno forse ancora del tempo, ma il loro tempo sta per finire.

guarda il video:

http://it.youtube.com/watch?v=TkgMG9l6ZA0

Leggi tutti i post della "Casta dei giornali".


V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day

V2-day_Funari.jpg
Clicca l'immagine

immagini e testo tratti da www.beppegrillo.com
immagine orologio tratta da www.bp0.blogger.com

martedì 22 gennaio 2008


Adotta un guard-rail


E' l'ultima iniziativa lanciata dall'Associazione Motociclisti Incolumi AMI in collaborazione con l'Associazione Motociclistica Italiana ASSOMOTO durante il Bike Expo 2008.
E' una raccolta fondi tra gli utenti delle due ruote, che si pone l'obiettivo di installare sulle strade italiane barriere protettive integrate nei guard-rails attualmente presenti e totalmente inadeguati a garantire protezione ai motociclisti.
Chi desidera aderire all'iniziativa può fare un versamento sul c. c. postale n° 51357937 intestato a Associazione Motociclisti Incolumi ONLUS scrivendo nella causale "ADOTTA UN GUARD-RAIL", indicando eventualmente anche la Regione in cui si vuole che vengano installate le protezioni.
Una volta raggiunta la cifra utile a mettere in sicurezza la tratta individuata, si procederà all'installazione delle protezioni.Ogni euro donato sarà interamente impegnato in questa iniziativa. AMI, associazione non lucrativa, si fa garante della raccolta dei fondi. Alcune aziende produttrici hanno aderito al progetto e sono disponibili a installare ad un prezzo politico tratte sperimentali di barriere salva-motociclisti e altri sistemi protettivi.
Alcuni Comuni veneti e toscani hanno già accolto, in maniera entusiasta, questa proposta.
"L'iniziativa ADOTTA UN GUARD-RAIL vuole essere un'ulteriore provocazione" - spiega il presidente AMI e medico traumatologo Marco Guidarini - "a chi si dovrebbe occupare della nostra sicurezza e invece adotta tutte le scuse possibili per non fare nulla. Le soluzioni ci sono, noi le abbiamo già indicate. Prima sostenevano che le barriere salva-motociclisti non erano omologate, ora che sono state collaudate secondo le più severe normative europee, lamentano che non ci sono le risorse per mettere in sicurezza le curve più pericolose. Basterebbero pochi euro al metro, cionostante non perdono occasione per assumersi il merito di nuove azioni, in nome e per conto della sicurezza. Facendo nostra ADOTTA UN GUARD-RAIL, siamo noi motociclisti a finanziare l'installazione di queste barriere!"
"Nonostante i dati siano allarmanti (ricordiamo che nel decennio 1995 - 2005 il numero delle vittime delle due ruote è aumentato del 31,7%), si continuano a propinare scuse assurde pur di non mettere in sicurezza le nostre strade" commenta il vice presidente AMI Davide Barin. "E' come se, nel caso di infezioni, invece di assumere antibiotici, per pigrizia assumessimo sulfamidici" continua il dr. Guidarini.
Sul tratto di strada in cui saranno installate le protezioni donate metteremo una targhetta di ringraziamento con i nomi dei donatori che ne daranno l'autorizzazione; ciascun donatore riceverà in seguito un attestato su cui sarà riportata la denominazione della strada in cui è stata installata la protezione che ha contribuito a donare" spiega il presidente ASSOMOTO Dario Bolognesi.
I Comuni che aderiscono all'iniziativa riceveranno il riconoscimento "Safety Label" che certifica il loro impegno a migliorare la sicurezza dei motociclisti.
Tutte le informazioni saranno disponibili nei prossimi giorni sui siti www.motociclisti-incolumi.com e www.assomoto.it , e-mail adottaunguardrail@motociclisti-incolumi.com.
L'idea è nata negli stand del Bike Expo di Padova, sempre più fucina di iniziative per la sicurezza stradale.
Ufficio Stampa ADOTTA UN GUARD-RAIL AMI - ASSOMOTO
Davide Barin, cell.: 348-2260022, e-mail.: davide.barin@motociclisti-incolumi.com

articolo tratto da www.motciclisti-incolumi.com

immagine tratta da www.southernguardrail.com

lunedì 21 gennaio 2008








Rolling Stones: nuovo contratto e film


Ennesima super band che saluta, forse solo momentaneamente, la Emi: i dinosauri del rock hanno infatti reso noto che la prossima uscita discografica sarà prodotta e curata dalla Universal Music Group.
Con una nota ufficiale redatta dallo staff dei Rolling Stones, si spiega che il nuovo accordo prevede l'esclusiva mondiale con la Universal solo relativamente al lavoro in uscita a marzo, il quale altro non è che la colonna sonora del film "Shine a light" del regista Martin Scorsese.
La pellicola, un docu-film di forte impatto e calore che raccoglie e racconta alcune tra le ultime esibizioni del 2006 dei Rolling Stones, verrà presentato il 7 febbraio in anteprima mondiale durante la cerimonia d'apertura del Festival di Berlino, mentre sarà disponibile alla visione nelle sale italiane a primavera, dal 10 aprile.

Dieter Kosslick, direttore della Berlinale, ha espresso tutto il suo entusiasmo per questo lavoro: "siamo eccitatissimi dall'idea di avere in apertura del festival questo magnifico film; Martin Scorsese ha catturato per il grande schermo la pura essenza di una band mitica".
Dunque, un periodo denso di novità e lastricato d'oro per Jagger e soci che, si mormora, stiano comunque valutando altre proposte contrattuali con altre majors.

guarda il video dei ragazzi in azione


http://www.youtube.com/watch?v=cOYOExbzv-8

articolo tratto da www.dgmag.it
immagine tratta da www.mediatag.info

domenica 20 gennaio 2008

Maurizio Pallante e la scomparsa dei rifiuti

interviste_staff_pallante.jpg

YouTubeGoogle VideoQuickTime 56k3GPiPod VideoAudio Mp3


Non si parla più della spazzatura di Napoli. L'interesse si è spostato sulla spazzatura politica, più nociva e non riciclabile.
Gli inceneritori sono dannosi per la nostra salute e per le nostre tasche. Li sovvenzioniamo attraverso una trattenuta sulla bolletta dell'ENEL di circa il 7% che si chiama CIP6. Senza chiuderebbero tutti. Un contributo sottratto alle energie rinnovabili a cui era stato destinato. Un inceneritore spreca energia invece di generarla, è dimostrato, e soppravvive solo grazie alla tassa sull'energia elettrica.
Per cambiare bisogna arrivare all'autoriduzione della bolletta sino a quando il CIP6 non sarà destinato all'eolico e al solare come avviene in Europa. Ci sto pensando.
Seguiranno istruzioni sul blog. Stay tuned.
Ascoltate l'intervista a Maurizio Pallante esperto di tecnologie ambientali e consulente del ministero dell'Ambiente.

Leggi tutti i post della "Casta dei giornali".

articolo e video tratto da www.beppegrillo.it

sabato 19 gennaio 2008

Bologna Fiere ha dedicato le due giornate appena trascorse alla manifestazione So Fresh nel settore alimentare dei prodotti freschissimi. Ortofrutta, carne e ittico sono stati i 3 comparti del prodotto alimentare Made in Italy protagonisti della Mostra-Convegno, momento di incontro centrale per produttori, professionisti della distribuzione e del canale HO.RE.CA.
Un comitato tecnico scientifico interprofessionale ha dato vita ad un tavolo di lavoro tecnico in collaborazione con l’ Università di Parma per la realizzazione di un osservatorio permanente sul prodotto freschissimo, con la finalità di analizzare tendenze e andamento del mercato.
Incontri di aggiornamento e formazione, possibilità di aderire a MBO (Meeting Business Opportunity) servizio di programmazione di incontri tra domanda ed offerta, pongono So Fresh ai vertici delle manifestazioni fieristiche business to business del settore alimentare.
So Fresh si e' svolto in concomitanza con Marca (Private Label Conference and Exhibition) entrambe organizzate da Bologna Fiere con l’ intento di completare l’ offerta espositiva e formativa rivolta alla Grande Distribuzione e al Punto Vendita.

Settori Merceologici
Frutta fresca e agrumi; ortaggi; patate; funghi freschi; frutta secca; spezie, erbe e piante officinali; carni bovine; carni suine; carni ovine; carni avicunicole; prodotti ittici; associazioni e organizzazioni professionali; consorzi; enti locali; società di servizi; stampa tecnica.

Categorie d'interesse
Produttori di ortofrutta, carne, ittico; produttori IV gamma (prodotti trasformati, lavati e imbustati); consorzi di cooperative, cooperative, consorzi con attività esterna; OP (organizzazioni di produttori e associazioni produttori); associazioni di categoria; titolari di marchi collettivi (Consorzi di tutela) inclusi i soggetti pubblici (Regioni, Province, Distretti); grande distribuzione italiana; grande distribuzione estera; operatori Import-Export; grossisti; mercati generali; operatori logistici; HO.RE.CA.

Orari di Apertura
9.30 - 18.00

Organizzazione Ente
BolognaFiere
Via della Fiera, 20
40128 Bologna

Per Informazioni
Segreteria organizzativa
BolognaFiere S.p.A.
Tel. +39 051 282111
Fax +39 051 6374017
sofresh@bolognafiere.it
www.sofresh.bolognafiere.it


immagine tratta da www.hotelelite.it

venerdì 18 gennaio 2008



l voto tra il 15 aprile e il 15 giugno, a meno che il parlamento non venga sciolto

Referendum: Consulta, sì ai tre quesiti

Divieto di candidarsi in più collegi elettorali, abrogazione a Camera e Senato del collegamento tra liste

ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili i tre quesiti referendari in materia di legge elettorale promossi dal comitato capeggiato da Mario Segni e da Giovanni Guzzetta. «Sono emozionato e commosso», sono state le prima parole di Segni dopo la decisione della Consulta.

COSA DICONO - I tre referendum riguardano:
1 - abrogazione alla Camera
2 - e al Senato della possibilità di collegamento tra liste, così da consentire l'attribuzione del premio di maggioranza alla lista che raccoglie il maggior numero di voti e non più alla coalizione
3 - divieto di candidarsi in più collegi elettorali.

URNE - Il voto dovrà avvenire, come prevede la legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. A meno che il Parlamento venga sciolto, in questo caso si voterà nel 2009. Le motivazioni della decisione della Consulta dovranno essere depositate entro il 10 febbraio.

DECISIONE - Una camera di consiglio insolitamente breve, che ha sorpreso non pochi. Riuniti dalle 9,30 a porte chiuse, i 14 giudici costituzionali hanno prima ascoltato i rappresentanti del comitato promotore e gli avvocati delle parti che invece si opponevano, poi dalle 11,30 hanno iniziato la discussione che li ha portati a emettere il verdetto di ammissibilità dei tre quesiti proposti. Un’ora e mezza di pausa per il pranzo, quindi intorno alle 16,30 la sentenza. E proprio i tempi brevi della camera di consiglio spingono qualche osservatore a sostenere che la decisione possa essere stata presa dalla Corte presieduta da Franco Bile senza grandi contrasti tra i giudici (all’appello mancava il sostituto di Romano Vaccarella, che si è dimesso lo scorso aprile).


PALAZZO CHIGI - Dopo la decisione della Corte Costituzionale «siamo convinti che il lavoro parlamentare e politico sarà ancora più intenso nelle prossime settimane per cancellare questa pessima legge elettorale. Se questo non dovesse avvenire, i cittadini avranno la parola con il referendum». Lo affermano fonti di Palazzo Chigi nel consueto briefing serale.

articolo tratto da www.corriere.it
immagine tratta dal sito www.comune.casolavalsenio.ra.it


giovedì 17 gennaio 2008

Hanno arrestato l'UDEUR!

V2-day_mastella_mava.jpg


Ricevo e pubblico una lettera di Marco Travaglio:

"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio


articolo e immagini tratte da www.beppegrillo.it

mercoledì 16 gennaio 2008

RIFIUTI, "DA SOLI NON POSSIAMO FARCELA"



Martini: "È un´emergenza nazionale, la Toscana non si sottrae al dovere di offrire solidarietà e aiuto". Stabilita la quota da stoccare. "Non si può perdere altro tempo". Case Passerini è l´unico nuovo termovalorizzatore che verrà costruito.
Il presidente regionale, Claudio Martini, sottolinea che nel 2012 la Toscana sarà in emergenza rifiuti. "I piani di smaltimento vanno realizzati subito, non si può perdere altro tempo. Il nostro obiettivo è di raddoppiare la differenziata entro il 2010 con la raccolta porta a porta e ridurre del 15% la produzione ma ci serve l´aiuto del governo"

L'unico termovalorizzatore nuovo che sarà costruito è quello di Case Passerini. Altri 8 impianti saranno potenziati e verranno ampliate complessivamente del 10 per cento alcune delle 22 discariche esistenti

E' di 4.000 tonnellate la quota di rifiuti napoletani che sarà stoccata in Toscana. La Toscana, aveva spiegato Claudio Martini, «considera la crisi campana un´emergenza nazionale e non si sottrae al dovere di offrire solidarietà e aiuto». I rifiuti andranno in tre siti diversi: Scapigliato a Rosignano Marittimo in provincia di Livorno, Legoli a Peccioli nel pisano e quella nell´aretino di Casarota a Terranova Bracciolini.

La quota stabilita è pari alla produzione di immondizia di quattro giorni a Firenze.

articolo tratto da www.repubblica.it

martedì 15 gennaio 2008

Vedi Brescia e poi muori

inceneritore_Brescia.jpg

Brescia è il luogo santo dei piazzisti degli inceneritori. Vi si recano in pellegrinaggio per respirare l'aria salubre direttamente dal camino. Bevono il latte locale e fanno un giro in bicicletta nei dintorni. E' la vittoria della scienza contro le tenebre.
Per saperne di più su questo miracolo dell'innovazione ho deciso di aprire una piccola inchiesta. Oggi pubblico la prima parte del viaggio nell'inceneritore. Tenetevi forte.

"A Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania: nel latte di aziende dei dintorni della città si è recentemente scoperta una presenza di diossine fuori norma; si nota inoltre un’elevatissima incidenza di tumori al fegato.
Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.
Si sostiene che vengono risparmiate 470 mila tonnellate l’anno di emissioni di CO2. ma non si dice che il confronto viene fatto con la discarica e non con il riciclaggio, che consente risparmi di emissioni di CO2 tre volte superiori (AEA Technology. Waste management options and climate change, European Commission, 2001).
A Brescia si finge di fare la raccolta differenziata. Ma questa viene annullata dal continuo aumento dell produzione dei rifiuti, assimilando gli speciali. In 10 anni, da quando funziona l’inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire è sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, esattamente come la Campania, 5-6 volte superiore a quello indifferenziato dove si fa la RD “porta a porta” con tariffa puntuale (es. Consorzio Priula Treviso). L’inceneritore del resto ha bisogno di rifiuti ed Asm è riuscita a compiere il “miracolo” di mantenere le stesse quantità in 10 anni!
Per gonfiare i risultati Asm dà i numeri in chilowattora ( 570 milioni ), facendo finta di non sapere che l’unità di misura, fuori dal domicilio privato, è il gigawattora (milioni di KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). In verità il megaimpianto di Brescia ( 800.000 tonnellate/anno ) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas; il costo impiantistico per MW installato è 5-6 volte quello di una centrale turbogas; la resa è di circa 20% del potere calorifico presente nei rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; la poca energia ricavata è annullata dallo spreco di altri materiali preziosi ( 5-6 mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; centinaia di tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di Brescia ). Insomma nell’inceneritorista Lombardia, con 13 impianti, il contributo di questi alla produzione di energia elettrica è pari al 2%!
E’ una macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli scandalosi contributi Cip6 (leggi il post) - per l’inceneritore di Brescia, oltre 60 milioni di euro l’anno, per 8 anni, il doppio dell’investimento impiantistico!.
Nel 2006 l'inceneritore Asm è proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Award". Sennonché l'Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm." Marino Ruzzenenti, www.ambientebrescia.it


V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day

V2-day_Gomez.jpg
Clicca il video





immagini e testo tratti da www.beppegrillo.it


lunedì 14 gennaio 2008


Finalmente siamo tornati in pista...! Terminati i primi 3 giorni di test qui in Australia (ma ce saranno altri 3 giorni dal 14 al 16 gennaio) e il bilancio è molto positivo. Sono contento del mio nuovo team con il quale lotterò nel mondiale SBK 2008. Le mie prime impressioni sono state soddisfacenti, la nostra Ducati è una moto totalmente nuova e giorno dopo giorno riusciamo a comprendere i suoi punti di forza. Il motore bicilindrico è divertente da guidare e sinceramente a me piace. Abbiamo fatto un buon lavoro ma è solamente il punto di partenza e abbiamo ancora un mese per fare il punto della situazione prima di iniziare il mondiale in Qatar. I nostri riscontri cronometrici sono stati buoni e competitivi anche se non abbiamo avuto un acuto sul giro secco........ma serviva....??!?! Mettiamola così era fondamentale prendere il giusto feeling con una moto totalmente nuova e preparare al meglio la gara sfruttando il tempo a disposizione. Ho avuto una buona impressione dei ragazzi che lavorano nel mio team e mi sento di nuovo a casa! Sono carico e ho voglia di partire per il campionato subito! Questo anno ci divertiremo....... Un abbraccio a tutti e vi aggiornerò ancora sui test successivi. Ciao

Max

immagine e testo tratti da www.max-biaggi.com

domenica 13 gennaio 2008

cena dai ragazzi di campagna

ieri sera l'allegra combriccola composta in ordine sparso da francesca, luca borg, robbino, sebbene e luca bart e' andata a fare una giratina tra le colline di cornacchiaia, romantico paesino alle porte del passo della futa direzione firenzuola per incontrare dei bravi ragazzi che hanno in comune con noi tanti bei valori su come dobbiamo e possiamo vivere in sintonia e armonia con gli altri.
il buon giovanni e la signora silvia hanno accolto al caldo del loro caminetto noi avventurosi guerrieri che, sfidando pioggia, vento e curve sono arrivati fin lassu' , dove l'aria e' veramente buona e l'acqua del sindaco altrett'anto specie se accompagnata da buon vino rosso del contadino.
oltre che confrontarci discutendo dei piu' svariati argomenti, dato il lungo tempo che da settembre 2007 non ci aveva fatto piu' incontrare tutti assieme, il tema della serata era il menu' che i nostri amici avevano preparato per la cena:
siamo partiti con dei crostini sapientemente dorati al fuoco del caminetto da giovanni conditi con cavolo nero e un tocco di olio d'oliva anche questo della casa.
seguono dei meravigliosi spaghetti alla chitarra suonati sapientemente dalla signora silvia che, con la partecipazione straordinaria di sebbene, hanno preparato con passione durante il pomeriggio.
il sugo della pietanza era a base di funghi trifolati con un leggero tocco di pomodoro che rendeva ancora piu' delicato il piatto.
tra la prima e la seconda portata i coniugi gio' e silvia tirano fuori dal cilindro una salsiccina misto cinghiale-maiale che, seppur non fosse stagionata a dovere, ha dato il meglio di se' accompagnata a del buon pecorino maturo sempre dei pastori della zona.
come si dice, farsi le cose da soli c'e' sempre piu' gusto.....
nonostante il vino scorresse gia' dall' antipasto, il secondo era un peposo condito con la ricetta tipica dell'impruneta: pepe nero a chicchi, muscolo del vitellone lasciato sapientemente cuocere a fuoco basso, otto spicchi d'aglio interi e oltre che un pizzico di sugo al pomodoro, innaffiare quanto basta di lasciando evaporare via via con del rosso di toscana.
a contorno della pietanza, si sono sposate bene delle patate lesse con buccia raccolte dall'orto di giovanni e scelte con sapienza dalla signora silvia.
come dire, dal produttore al consumatore senza intermediari!!!!
il caffe' seguito da amari e un ottimo vin santo ci hanno portato alla fine della serata, dove con i consueti ringraziamenti sinceri per la loro cena, ci siamo promessi di non lasciare trascorrere altrettanti mesi prima di ritrovarsi assieme, anche se immancabilmente le distanze e gli impegni di tutti che sono diversi e vari ci lasciano un poco tempo a disposizione.
per la privacy, ho tralasciato le immagini dei due figli di gio' e silvia, ma loro sanno che un bacio e un saluto a lucio e luisa non mancano mai.
alla prossima miei amici, ringrazio sempre il meetup di beppe grillo che ci ha dato questa oppotunita' di conoscersi e di coltivare giorno per giorno dei rapporti che vanno oltre la semplice conoscenza di due persone.
robbino

le immagini geografiche di firenzuola e cornacchiaia nel video sono tratte dai seguenti siti web:
www.zoomedia.it
www.firenzuolaturismo.it
la colonna sonora del video e' presente nell' album "tudo azul" di proprieta' dell'artista antonio onorato

video

sabato 12 gennaio 2008

Nuovi lanci di spazzatura nel cortile, per contestare l'arrivo dei rifiuti DA Napoli

Cagliari, tensione e scontri

Scene di guerriglia davanti alla villa del governatore Soru: diversi feriti e contusi e numerosi fermi

Il governatore della Sardegna Renato Soru (Ansa)
CAGLIARI - Notte di tensione e scontri in Sardegna. Per più di due ore si è creata una situazione di «guerriglia da stadio» davanti alla villa di Renato Soru, presidiata da Polizia e Carabinieri per la minaccia (diffusasi dalla mattinata con un vero tam-tam con sms) di nuovi lanci di spazzatura nel cortile, per contestare l'arrivo dei rifiuti dalla Campania.

SCONTRI - Gli incidenti - nel corso dei quali vi sono stati diversi feriti e contusi e numerosi fermi - sono stati provocati soprattutto da gruppi di tifosi ultrà, che si sono messi in testa al corteo dei manifestanti che voleva raggiungere la casa del governatore sardo. Proprio questi gruppi hanno dato il via agli scontri, aggredendo e strappando bandiere e alcuni striscioni (poi bruciati) a un gruppo di sostenitori del presidente della Regione. Polizia e carabinieri, solo una parte inizialmente in tenuta antisommossa, hanno caricato gli aggressori, cercando di disperderli col lancio di lacrimogeni. I dimostranti hanno reagito col lancio di pietre e altri oggetti (cartelli stradali diventi, picchetti di lavori pubblici e vasi con piante). Sono stati anche dati alle fiamme diversi cassonetti della spazzatura. Inizialmente erano tre i fronti dello scontro, tutti intorno alle Basilica di Bonaria. Poi i tafferugli si sono spostati al di sotto della scalinata di fronte al sagrato, in piazza dei Centomila.

IL GOVERNATORE - Soru, che era rientrato intorno alle 22 nella sua villa, cioè più di un'ora prima degli incidenti, ha stigmatizzato duramente gli scontri chiamando in causa quelli che già nel tardo pomeriggio aveva definito i «cattivi maestri» degli scontri della notte precedente nel porto industriale di Cagliari: «Ci sono uomini politici della destra, anche con responsabilità istituzionali, che hanno istigato gruppi di facinorosi e violenti solleticando i loro peggiori istinti». «Loro - ha continuato Soru - se ne stanno tranquilli a vedere la televisione e si possono permettere tante cose grazie ai loro lauti stipendi - ha sottolineato - mentre i padri dei ragazzi lasciati a fare a botte con poliziotti e carabinieri dovranno pagare avvocati per togliere dai guai i propri figli. Cagliari è una città civile, tranquilla e vivibilissima, ma l'hanno fatta diventare per una sera - ha concluso - una città violenta». Sembra tuttavia che uno dei motivi scatenanti dei tafferugli sia la rivalità che c'è nel calcio tra i gruppi di ultrà del Cagliari e quelli del Napoli. Con i primi che avrebbero, quindi, sfruttato strumentalmente la vicenda, prendendosela con l'uomo-simbolo dell'arrivo dei rifiuti.

articolo tratto da www.corriere.it

venerdì 11 gennaio 2008

Svelata dopo una lunga attesa la piccola indiana nata per motorizzare
i paesi più poveri. Motore da 30 Cv e velocità limitata a 70 orari

Ecco la Tata da 1700 euro
Sorpresa: non è neanche brutta



Ratant Tata lancia la macchina da 2500 dollari



Sorpresa: la tanto attesa Tata da 2500 dollari, 1700 miseri euro, è tutt'altro che brutta. Certo, non ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma neache a una terrificante vetturetta senza tetto e con capote in tela come immaginavamo.

Battezzata Nano e lanciata all'Autoexpo 2008 a New Delhi, la super low cost potrebbe anche arrivare in Italia, anche se nessuno lo ammette e soprattutto se il suo importatore italiano la Melian smentisce. Se infatti la macchinina avrà un peso inferiore ai 400 chilogrammi e una potenza massima al di sotto di 20,4 cavalli (e per far questo basta depotenziarla) con qualche piccolo sacrificio potrebbe anche essere omologata in Europa come quadriciclo, e quindi circolare con la targa da moto. Vedremo. Una cosa è certa: alla Melian Italia in questo momento non subissati di richieste...

Di certo la Tata dei miracoli ha la carrozzeria di plastica a 5 porte, un telaio tubolare e un motore bicilindrico di origine motociclistica di 624 cc da 30 Cv, tarato per non superare i 70 Km/h. "Perché produrre qualcosa che vada più forte - spiegano con malizia gli ingegneri indiani - se poi i clienti in città molto difficilmente superano questa velocità?".

Alla Tata la prendono con filosofia, in realtà tutto, ma proprio tutto sulla loro macchina è stato progettato per risparmiare quattrini: limitare la velocità a 70 orari significa infatti fare enormi economie su gomme, freni, sospensioni e rigidità dell'insieme. Stesso discorso per il motore che non è nulla di sofisticato e che, anzi, vanta umili origini motociclistiche, per essere abbinato a un'altrettanto semplice sistema si trasmissione a cinghia, proprio come avviene sui nostri scooter.

Alta più del normale da terra per consentire la marcia su terreni sconnessi, la Nano è disponibili in versione Standard e De Luxe: su quest'ultima i fascioni paraurti sono verniciati in tinta con la carrozzeria.

Lunga 3,1 metri, larga 1,5 e alta 1,60, questa Tata ha poi la trazione sulle ruote posteriori ma fra i colpi di genio degli uomini Tata c'è anche una sorta di nuova filosofia costruttiva: "Quello che non c'è non si rompe" teorizzò Henry Ford inventando con il Modello T la prima auto affidabile del mondo, "Quello che non c'è non pesa" raccontò poi Colin Chapman, papà delle Lotus di F1 che grazie alla leggerezza riuscirono a sconfiggere le Ferrari. E "Quello che non c'è non costa" sembrano voler dire al mondo intero gli indiani, dando in qualche modo una dura lezione a tutti gli altri costruttori automobilistici del mondo, in grado ormai di sfornare solo auto ricchissime di accessori.

La loro ultra-low cost è infatti un concentrato di idee: la spazzola del tergicristallo è unica per risparmiare i leveraggi, i fanali sono fissi e la strumentazione è stata ridotta all'osso: qui ci sono solo la spia della riserva e il tachimetro, rispettivamente per evitare di rimanere a secco e per non incappare in contravvenzioni. Anche se è davvero difficile immaginare questa Tata che supera un limite di velocità. In compenso la lista delle cose che non ci sono è lunghissima: niente aria condizionata, niente servosterzo, niente vetri elettrici.
Stesso discorso per la scocca (che non c'è): la vetturetta è composta da un telaio, proprio come avveniva sulle auto d'anteguerra, ricoperta poi da pannelli di plastica più o meno colorati.

Ma qui, anche se in nome del risparmio, arriva la prima gaffe della Tata: la loro microcar non ha effettuato nessun crash test, per cui di sicurezza passiva neanche a parlarne.
In compenso un'altra bella fetta di rupie gli indiani sono riuscite a limarle in fabbrica: la macchina è progettata per essere facilissima da costruire. Così il serbatoio è montato sul muso, come sulla vecchia 500 e gli operai devono fare poche operazioni per completare la macchina. Un po' perché è stata ben studiata, un po' perché di pezzi da assemblare qui ce ne sono davvero pochi...

E' stato poi lo stesso Ratan Tata a spiegare che la nuova vettura è l'8% per cento più piccola della Maruti 800 ma allo stesso tempo è il 21% più larga negli interni e può ospitare comodamente fino a quattro persone. A proposito poi della sicurezza Ratan Tata ha detto invece che "la Nano ha superato con successo tutti i testi frontali e laterali di impatto". Ma ovviamente non si riferisce ai crash test europei: c'è una bella differenza...

articolo di vincenzo borgomeo su www.repubblica.it

giovedì 10 gennaio 2008

Il comma UNO BIS Folena/Luxuria e il degrado della Rete

desertificazione.jpg

Vorrei vivere in un Paese in cui, al mattino, esco di casa, compro il giornale e leggo cosa il Governo e il Parlamento hanno fatto per la MIA FAMIGLIA. Li pago, questi signori, con il mio lavoro, con le mie tasse, attraverso i consumi. Mi aspetto qualche buona notizia quotidiana, di qualunque genere, anche piccola. Per sentirmi sereno, per vivere un giorno di normale serenità. Non pretendo poi molto. Respirare profondamente aria pulita, alzare gli occhi al cielo e sorridere. Al mattino, invece, vengo informato, di rado dai giornali o dalle televisioni, quasi sempre da amici e dalla Rete, di nuovi ostacoli, problemi, sofferenze creati dai nostri dipendenti. Hanno un cilindro magico, estraggono senza sosta leggi, emendamenti, commi per toglierci la tranquillità.
Dove vogliono arrivare? All’idrofobia collettiva? Se questo è il loro scopo, ci stanno riuscendo. Per esempio con una leggina che si sono votati nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2007 per augurare un Buon Natale agli italiani.
Il 6 febbraio 2007 era stata presentata una proposta di legge dal titolo: “Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori (SIAE) ” da 32 deputati (TRENTADUE).
Il 19 settembre 2007 Folena, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Sasso, Bono, Garagnani, Goisis, Ghizzoni, Barbieri hanno introdotto il comma UNO BIS:
È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o enciclopedico di cui al precedente periodo”.
Dopo la legge Levi-Prodi, che sta caaaaaaamminando come l’Itaaaaaalia, è arrivato (non richiesto) il comma UNO BIS.
Su Internet potranno essere pubblicate solo immagini e musiche “degradate”, solo per uso didattico, non a scopo di lucro. Uno scienziato potrà pubblicare solo immagini “degradate”. Un blog che invece copre i suoi costi (a fini di lucro) con la pubblicità di Google dovrà pagare il bollino SIAE.
Il degrado su Internet c’era già, con le facce dei parlamentari e con la monnezza in Campania. Il comma UNO BIS lo ha certificato.

Altre informazioni su www.guidoscorza.it


V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day
.
V2-day_censura.jpg
Clicca il V2-video

articolo e immagini tratte da www.beppegrillo.it

mercoledì 9 gennaio 2008

dormira' per 7 giorni in uno degli appartamenti ricostruiti e si fara' la doccia negli uffici

Vivere una settimana all'Ikea

Esperimento del comico Mark Malkoff, da lunedì scorso si è chiuso nel negozio di Paramus nel New Jersey

MILANO - Il comico newyorkese Mark Malkoff ha deciso di fare casa all’Ikea. Nel senso che in uno store dell’Ikea ci è proprio andato ad abitare, in attesa che gli disinfestino l’appartamento dagli scarafaggi.
Da lunedì scorso, infatti, l’eccentrico trentunenne si è volontariamente chiuso nel negozio di Paramus, nel New Jersey, e lì vi resterà fino alla mezzanotte di sabato prossimo, vivendo uno degli appartamenti ricostruiti all’interno del magazzino (65 mq di superficie) e mangiando al ristorante dello store, mentre per la doccia e i bisogni fisiologici può utilizzare i bagni degli uffici.

Mark Malkoff mentre pranza nel self service del punto vendita Ikea (da www.marklivesinikea.com)

DOCUMENTARIO - Malkoff sta registrando il suo soggiorno all’«hotel Ikea» per farne un documentario, mentre sul suo sito si possono vedere i primi episodi della sua avventura come inquilino del colosso svedese di mobili “pret-à-porter”. «Questo posto mi sta piacendo un sacco – ha raccontato l’attore nel suo blog su MySpace – perché non mi fa sentire nostalgia di casa mia, visto che l’80% dei miei mobili li ho comprati qui. Mi sa che mi dovranno cacciare con la forza». Per la verità, quando si era ritrovato con la casa infestata di scarafaggi, il comico aveva pensato di farsi ospitare da un amico, ma nessuno di quelli che ha contattato aveva un appartamento abbastanza grande per entrambi. Improponibile, invece, l’idea di stare in hotel, visti i prezzi di New York. Da qui, la balzana idea di provare a “scroccare” una settimana di alloggio all’Ikea in cambio di un video che immortalasse l’esperienza, “ma mai in un milione di anni mi sarei aspettato che quelli del negozio accettassero la mia proposta”, ha confessato Malkoff. E, invece, così è stato, con somma invidia della londinese Jamie Flamand, uno dei contatti di Mark su Facebook, che da bambina aveva spesso sognato di vivere in un mobilificio, ma nessuno le aveva mai dato il permesso.

ALTRI ESPERIMENTI BIZZARRI - Malkoff, che attualmente lavora nello show “The Colbert Report” per l’emittente “Comedy Central”, non è nuovo a trovate di questo tipo. Il 29 giugno dell’anno scorso si era, infatti, inventato un altro esperimento bizzarro: visitare tutti gli Starbucks di New York in una sola giornata (una media di 7 minuti a sosta nell’arco di 20 ore consecutive), prendendo qualcosa da bere o da mangiare in ognuno dei 171 bar della catena e documentando poi il tutto nel video “171 Starbucks”. Ha finito in overdose da caffeina, che lo ha “schizzato” a tal punto da costringerlo a mollare la bicicletta e ad usare un autista per gli ultimi spostamenti. Non solo, disorientato com’era, è stato due volte in 6 locali, portando così il computo totale a 177, e alla fine ha speso la bellezza di 369,14 dollari, pari a oltre 251 euro. Nel conto sono finiti anche gli 80 dollari (54 euro) pagati per un pezzo di torta, ma in realtà serviti come “bustarella” per convincere la recalcitrante barista a riaprire lo Starbucks che aveva appena chiuso. I soldi gli sono stati restituiti qualche giorno più tardi da uno dei dirigenti della compagnia, dopo che Malkoff aveva ricevuto garanzie che la ragazza non sarebbe stata licenziata.

articolo di simona marchetti tratto da ww.corriere.it

martedì 8 gennaio 2008



Continuano gli scontri alla discarica: manifestanti all'assalto, cariche della polizia
Rifiuti, notte d'inferno a Pianura
Cariche e sassaiole contro le forze dell'ordine, paura per un rogo vicino a un distributore. Pompieri feriti

NAPOLI - Ancora scontri, sassaiole, cariche della polizia. La situazione a Pianura precipita dopo una notte d'inferno, con roghi appiccati un po' ovunque: ha bruciato per tutta la notte la discarica; in fiamme anche due autobus, usati dai manifestanti a mo' di barricata; un rogo è stato appiccato persino vicino a un distributore, che ha rischiato di saltare in aria.

GIORNALISTI AGGREDITI - Aggrediti anche giornalisti e cineoperatori che riprendevano le scene di guerra tra manifestanti e forze dell'ordine: a farne le spese soprattutto tre operatori di Rai, Sky e Mediacom, picchiati con calci, pugni e derubati. Alcuni giovani hanno rotto le telecamere, impedendo che si potesse riprendere ciò che accadeva. Rubate anche le cassette che contenevano le immagini degli scontri.
TENSIONE A MILLE - Eppure la serata era cominciata con ben altri toni: la polizia, in serata, dopo il vertice del governo (che di fatto ha rimandato la decisione sull'emergenza rifiuti in Campania a questo pomeriggio), aveva cominciato a togliere i blocchi davanti alla discarica. I manifestanti avevano festeggiato, gridando a piena voce «vittoria!». Invece, poco dopo, è arrivata la dichiarazione del prefetto, che ha confermato che la discarica a Pianura «si farà». Così è esplosa di nuovo la rabbia dei manifestanti. E tra le strade del quartiere si è scatenata la battaglia - l'ennesima - tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Gli agenti, anche se in numero esiguo, sono rimasti lontani dal presidio in località Pisani. I manifestanti non sono andati via, rimanendo tutta la notte, temendo l'arrivo dei mezzi del commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania.

STRADE IMPRATICABILI - Intanto, le strade del quartiere restano impraticabili. Sull'asfalto centinaia di tonnellate di spazzatura e cassonetti ribaltati, transenne per terra, rifiuti che ricoprono la sede stradale, sassi e cumuli di spazzatura in fiamme. Solo nelle prime ore del mattino i tecnici dell'Anm (l'Azienda napoletana mobilità) hanno cominciato a rimuovere i due autobus dati alle fiamme nella notte.
VIGILI DEL FUOCO FERITI - Alcuni vigili del fuoco sono rimasti feriti per una fitta sassaiola che li ha accolti mentre cercavano di spegnere i roghi appiccati dai manifestanti. «Siamo nell'impossibilità di intervenire - denunciano dalla centrale operativa di Napoli - Sebbene scortati dai mezzi blindati dei carabinieri, non riusciamo a superare i blocchi stradali dove veniamo accolti dal lancio di sassi. I componenti di una nostra squadra sono finiti in ospedale». Le ferite riportate sono comunque lievi. Negli scontri della notte anche un automezzo è rimasto danneggiato.

articolo e immagini tratte da www.corriere.it

lunedì 7 gennaio 2008









Il costoso caffe' del capo del Reparto mobile


L´Espresso: il rito si ripete tutti i giorni alle 17, con autista e mezzo di servizio, da Paszkowski
Un caffè può costare non un euro ma molto di più, se per prenderlo al bar si usa un´auto di servizio con autista e se si dà appuntamento per questo rito ad altri dipendenti che usano lo stesso sistema.
E´ il caso sviluppato in un servizio di cui l´Espresso, in edicola ha anticipato il contenuto e che riguarda il capo dell´VIII Reparto Mobile della polizia a Firenze, Fabio Cilona. Secondo il settimanale, ogni giorno il dottor Cilona si fa accompagnare dall´autista sulla macchina di servizio a 4 km e mezzo dal suo ufficio. «Ma siccome a bere il caffè da soli non c´è gusto, al costo di quel caffè va aggiunto quello dei suoi vice, che lo raggiungono nello stesso bar, sempre con autista e auto di servizio, anche dalla sede periferica dell´ufficio, per un viaggio che, fra andata e ritorno, misura 14 km».

Il rito - sostiene l´Espresso - si ripete ogni giorno alle 17 al Caffè Paszkowski, in piazza della Repubblica. «L´autista di Cilona, in uniforme, si alza dalla sedia e parte dal comando di Poggio Imperiale per andare a prendere a casa il suo dirigente, che abita a 8 km di distanza, a bordo di una Alfa Romeo "in borghese"».

Alla stessa ora convergono nello stesso bar «i suoi vice, tutti commissari o vice questori», accompagnati da auto di servizio. «Tutto questo - polemizza l´Espresso - in una città dove, a fronte di 599 rapine, 114 violenze sessuali, sette omicidi, 2.512 furti in casa e 6.500 scippi o borseggi, di notte circolano solo 5 volanti della questura e nemmeno un commissariato resta aperto dopo le 20, nonostante gli 8 milioni di presenze turistiche ogni anno». Gli incontri al bar del dirigente dell´VIII Reparto Mobile vengono criticati dall´Espresso anche perché il dirigente, noto per la sua severità, ha punito l´estate scorsa un agente che, in servizio di ordine pubblica a Roma, aveva ottenuto il permesso di recarsi in un bar a prendere un caffè ma poi era andato in un bar diverso (sembra perché nel primo c´era una lunga coda alla cassa).

Dalla questura di Firenze non arrivano reazioni ufficiali. Si fa notare, però, che se un dirigente di polizia viene pedinato, controllato, fotografato e alla fine si scopre solo che va a prendere il caffè in centro con i colleghi, ciò significa che è una persona onesta.

immagine e testo tratti da www.repubblica.it

domenica 6 gennaio 2008






" La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
viva viva la Befana! "

Storia della Befana

Frasi per la Befana

Leggenda della Befana



Festa Nazionale della Befana

Anche quest'anno ad Urbania si festeggerà la Festa nazionale della Befana: dal 2 al 6 gennaio 2008 Urbania si tramuterà in una vera e propria città dei balocchi, vero paradiso per i più piccoli.
Per tutta la durata della festa saranno organizzati giorchi, spettacoli di danza e di musica, mercatini e vendita di prosotti locali. Le tradizioni ed il folklore di Urbania sono sempre stati legati alla figura della Befana: la città di Urbania ospita infatti da sempre la "Casa della Befana" dove tutti i bambini possono inviare le loro lettere all'indirizzo

La Befana
Casella Postale Aperta
61049 Urbania (PU)


La festa della Befana ha ormai una storia di circa 30 anni e ad ogni edizione, riscuote sempre più successo ed approvazione da parte del pubblico. Le vie di Urbania vengono addobbate con grandi calze, pupazzi della Befana a grandezza naturale e luci che illuminano le abitazioni del centro.
Nella Piazza principale di Urbania si trova la casetta di legno della Befana sotto allestita sotto uno splendido albero di natale: al suo interno una Befana in carne ed ossa accoglierà i bambini che vorranno farle visita. Vicino alla casa della Befana è presente un grande palco su cui si esibiranno giocolieri, prestigiatori, cantanti, artisti di strada e ballerini.
Lungo le vie del centro ci saranno bancarelle con rpodotti artigianali ed enogastronomici e stand riscaldati in cui si potrà imparare l'arte della ceramica, degli origami e cimentarsi in giochi quali biliardino e freccette. Anche quest'anno ci sarà il simpatico trenino che trasporterà genitori e bambini lungo le vie del centro.

immagini e testo tratti da www.amando.it


sabato 5 gennaio 2008


Vi scrivo dalla California dove ho passato gli ultimi giorni del 2007 e i primissimi del 2008 con Eleonora. Beh! La prima cosa che mi viene da dirvi è che ho trascorso la giornata di capodanno in modo particolare e cioè a Disneyland!! è stato proprio divertente essere dentro a questo enorme parco giochi per bambini, ....e non solo!! e vivere delle emozioni forti. Siamo rimasti dal pomeriggio fino alla mezzanotte e anche se alla fine eravamo stremati comunque siamo usciti terribilmente soddisfatti. In questo periodo qui il vento è sempre molto anche se la temperatura si mantiene intorno ai 17 gradi...non male! Sto continuando ad allenarmi anche se in realtà i miei impegni riprenderanno la prossima settimana in Australia 8-9-10 Gennaio. Saranno i primissimi test per me, dopo 3 mesi di inattività proverò la nuova moto Ducatona 1098r e non vi nascondo una grande curiosità. Sono molto eccitato di risalire in sella perchè questo inverno è stato troppo lungo per me.......è ora di accendere i motori!!!! Vi aggiorno presto dall Australia, Ciao


Max


immagine e testo tratti da www.max-biaggi.com

venerdì 4 gennaio 2008

La fine della democrazia

fini_vday.jpg

YouTubeGoogle VideoQuickTime 56k3GPiPod VideoAudio Mp3

Al V-day di Bologna ha parlato anche Massimo Fini. Ha espresso un concetto sintetizzato da Charles Bukowski: "La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare."
Se la democrazia rappresentativa è il migliore dei mondi possibili, la sua versione degenerata italiana è il peggiore dei migliori mondi possibili. In Italia il cittadino conta uno, ma non vale un c...o.

Testo:
"Io sono d’accordo, com’è ovvio, sui tre punti fondanti il V-Day, cioè il fatto che non ci siano inquisiti in Parlamento, che non ci siano gli stessi parlamentari per più di due legislature e che noi si possa tornare a votare e a scegliere i nostri candidati. Ritengo che questo sia un modo per rendere presentabile qualcosa che presentabile non è, che è indecente, che è una truffa. Questo qualcosa si chiama democrazia rappresentativa.
Io ho definito e definisco la democrazia rappresentativa, in modo un po’ brutale se volete, un modo per metterlo nel c..o alla gente col suo consenso e soprattutto alla povera gente. Innanzitutto non si è mai capito bene cosa sia la democrazia rappresentativa: Norberto Bobbio, che ha dedicato tutta la sua lunga e laboriosa vita a questo tema, non ne viene a capo. Indica come essenziali della democrazia rappresentativa una volta nove elementi, una volta sei, una volta tre. Comunque prendiamo due elementi che vengono considerati dalla vulgata come essenziali della democrazia, cioè il voto è uguale – one man, one vote - come dicono gli anglosassoni , il voto è libero. Ebbene, il voto non è uguale: il consenso è taroccato. Il voto non è uguale per la ragione definitiva che è stata illustrata da quella che viene chiamata la scuola élitista italiana dei primi del Novecento, Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Roberto Michels. Dice Mosca: “Cento che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente”. Il consenso non è libero perché ampiamente condizionato dai mass media che sono in mano ai soliti noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del consenso.
In realtà la democrazia rappresentativa è un sistema di oligarchie, di minoranze organizzate, di aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme. La democrazia rappresentativa sarebbe ciò di cui il pensiero liberale voleva valorizzare - meriti, capacità, potenzialità - e il cittadino ideale di una democrazia ne diventa vittima designata.
Senza fare troppa teoria, lo vediamo tutti che non contiamo niente, che la nostra voce non è ascoltata. Qualche anno fa, a Piazza San Giovanni, sono state radunate un milione di persone su un tema come le leggi ad personam, un tema difficilissimo infatti è più facile radunare le persone su temi economici. Ebbene: non c’è stata nessuna risposta né da destra né da sinistra. Anzi a sinistra si è detto spesso: “non mi confonderai con un girotondino” come se andare in piazza non fosse il primo diritto politico del cittadino che viene prima del voto.
Il problema è della democrazia mondiale, occidentale ma il sistema italiano, e Grillo l’ha mostrato molto bene, ha delle degenerazioni intollerabili. Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà, e si chiede fino a quando questa straordinaria scissione tra realtà ed ideologia possa continuare. E’ la domanda che mi faccio anche io da parecchio tempo. Ora, naturalmente, le democrazie nate su bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una specie di norma di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la fine della Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io credo invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi presupposti, prima o poi cadrà. Non sarà un unico evento come questo organizzato meravigliosamente da Beppe, non sarà certamente la generazione di Grillo o della mia. Ma prima o poi una truffa di questo genere deve essere eliminata. Grazie." Massimo Fini

articolo tratto da www.beppegrillo.it


giovedì 3 gennaio 2008


Italia, orizzonte nero
uniche speranze dal privato



L'autodefinizione preferita dalla maggioranza degli intervistati è "arrabbiati"
Giudizi severi su economia e sicurezza. La rilevazione Demos-Eurisko svela le ansie del paese

Cittadini "arrabbiati", ma, nonostante tutto, felici: così si auto-definiscono gli italiani. Insoddisfatti dell'economia, preoccupati per la sicurezza, scontenti della politica: il bilancio del 2007 è ampiamente negativo, mentre le previsioni sul nuovo anno segnano un ritorno del pessimismo. Le note positive sembrano venire esclusivamente dalla sfera privata, oppure dalla passione sportiva. Nel complesso, più di otto persone su dieci si dicono (abbastanza) felici. Mentre in molti, per il 2008, pronosticano nuovi successi per l'Italia nella Formula 1 e nel calcio. Un sondaggio condotto da Demos-Eurisko ha rilevato, per La Repubblica, le aspettative dell'opinione pubblica in vista dei prossimi dodici mesi.

Una nuova inversione di rotta: se l'inizio del 2007 sembrava poter segnare, agli occhi degli italiani, una svolta in positivo, l'umore dei cittadini, a dodici mesi di distanza, si presenta più nero che mai. Le valutazioni sull'anno appena concluso non lasciano dubbi, in proposito. Sette persone su dieci pensano che le cose siano peggiorate per quanto riguarda l'economia nazionale (74%), la politica (70%), la pressione tributaria (65%). La maggioranza assoluta ritiene che le condizioni siano andate deteriorandosi anche per quanto riguarda la sicurezza (59%), la corruzione politica (59%), la qualità della televisione (51%).

Un quadro a tinte fosche, che propone un netto passo indietro rispetto al bilancio 2006. Solo in riferimento alla dimensione individuale e privata - il proprio reddito, la vita personale - prevalgono indicazioni di stabilità. Anche sotto questo profilo, tuttavia, in pochi hanno registrato un miglioramento, e una componente non trascurabile parla di un ulteriore arretramento.

Il disappunto generato da queste percezioni è evidente, e quasi scontato. L'Italia, ciò nondimeno, stenta a riconoscersi nella definizione di Paese depresso, o infelice. Appare piuttosto, agli occhi degli intervistati, un Paese "arrabbiato": la componente più ampia (44%), nel descrivere i propri concittadini (e quindi se stessa), ricorre innanzitutto a questo aggettivo.

Più di otto persone su dieci, comunque, affermano di sentirsi felici (82%), quantomeno "abbastanza" felici (68%) della propria vita. Anche nella valutazione delle prospettive future, i segnali più confortanti riguardano la dimensione privata (individuale e familiare), dove quattro persone su dieci delineano una evoluzione favorevole nel corso del 2008. Come già rilevato in occasione dei precedenti sondaggi "di fine anno", peraltro, il raffronto tra valutazioni passate e aspettative future traccia, comunque, un lieve miglioramento: perché, forse, "peggio di così non può andare".

La stessa "idea" di futuro viene associata, ancor prima che all'"incertezza" (40%), alla "speranza" (67%). Così, sebbene il sondaggio registri previsioni di segno opposto, tende a prevalere un timido ottimismo anche per quanto riguarda la sicurezza, l'economia, la qualità della tv. Per quanto attiene alla politica, invece, gli italiani sembrano quasi rassegnati ad un quadro di fermento e instabilità: quattro su dieci, in generale, immaginano una evoluzione negativa, per i prossimi dodici mesi.

Guardando agli eventi attesi per il 2008, le previsioni più ottimistiche riguardano soprattutto il mondo dello sport: tre persone su quattro sognano nuovi trionfi della Ferrari (75%), mentre due su tre confidano in un successo azzurro agli Europei (66%). Sotto il cielo della politica, novità significative sono attese soprattutto per quanto riguarda la meccanica elettorale: il 63%, infatti, ritiene probabile il varo di una riforma nel corso dei prossimi mesi.

Tra le priorità segnalate dai cittadini, tuttavia, la legge elettorale non figura certo nelle prime posizioni: anzi, fra le "questioni" suggerite dal sondaggio, finisce addirittura all'ultimo posto (5%). Le vere emergenze, nel giudizio dell'opinione pubblica, coincidono con altri problemi: l'aumento dei salari e delle pensioni, innanzitutto (39%); ma anche la lotta alla criminalità (31%), il controllo dei prezzi (28%), la riduzione delle tasse (27%). Tra le ricette per rilanciare l'Italia, infine, i cittadini suggeriscono di puntare maggiormente sui giovani: aumentando la loro presenza nelle posizioni di comando (41%), ma anche investendo sulla scuola e sull'università (31%).

articolo di fabio bordignon tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da www.silviacosimini.com


mercoledì 2 gennaio 2008

Il Calendario dei Santi Laici 2008

Peppino_Impastato.jpg

Scarica e diffondi il calendario

Leggere l’elenco dei Santi Laici d’Italia riportato alla fine del Calendario 2008 inquieta. Centinaia di persone, alcune in modo inconsapevole, altre sapendo bene cosa le aspettava, sono morte per la Patria. Per noi. Terrorismi neri, rossi, di Stato, mafiosi, massonici, spesso alleati tra loro, hanno assassinato giudici, poliziotti, carabinieri, politici, persone comuni, attivisti, giornalisti. La caratteristica dei Santi Laici è, quasi sempre, la stessa: gente per bene che non ha piegato la testa ed è andata avanti per la sua strada.
In Italia una persona onesta che entra in conflitto con il Sistema ha tre possibilità, può essere:
- comprata
- emarginata
- uccisa
Per emarginarla devi avere il controllo del Paese, quando si è in difficoltà allora si ammazza. Va a periodi.
Il calendario 2008 riporta, quasi ogni giorno, una persona, spesso due. Una strage. Tra le categorie più a rischio ci sono i magistrati. Credo che l’Italia abbia il record di giudici uccisi nel dopoguerra tra i Paesi democratici. Uccidere un magistrato in Francia o in Spagna può voler dire la fine per l’organizzazione criminale. In Italia, invece, i fiancheggiatori possono essere anche promossi.
Fare il poliziotto o il carabiniere è molto più rischioso che andare in Iraq o in Kossovo. I militari all'estero sono in una botte di ferro.
L’impressione che ho scorrendo il calendario è che ci sia una guerra in corso da decenni tra l’Italia onesta e quella disonesta. Una guerra non dichiarata, ma reale.
Per alzare la testa bisogna avere un elmetto. Io credo che l'elmetto sia l'informazione libera. V-day, 25 aprile. V-day, 25 aprile.

immagine e testo tratti da www.beppegrillo.it

martedì 1 gennaio 2008


Saverio Tommasi ha scritto e interpretato Acqua bene pubblico, video teatrale/informativo giocato sulla caratterizzazione parodistica dei personaggi per contribuire alla conoscenza di uno dei più grandi problemi dell'umanità: l'emergenza acqua.

Il tentativo è stato quello di utilizzare la scrittura e l'interpretazione teatrale, miscelate con alcune conoscenze cinematografiche e di ripresa, per realizzare un video che potesse contribuire a informare della necessità dell'Acqua come bene pubblico e dunque non privatizzabile.

Ognuno di noi può incidere, e insieme possiamo cambiare le cose. Mi piacerebbe che
"il teatro"
divenisse un laboratorio di riflessione sulla realtà,
un'officina difficilissima (e bellissima) che potrebbe essere
chiamata "esercizio di democrazia".

Credo che "teatro" sia questo: contribuire alla nascita di nuove proposte e
nuove parole che suscitino dibattiti, accendano speranze capaci di
contagiare l'agenda dei partiti, cambiando mentalità e scelte politiche.

Ce la faremo? Non ci è dato saperlo. A noi è solo chiesto di provarci.


Riprese e montaggio Francesco Ritondale.

testo e immagine tratti da www.saveriotommasi.it



clicca qui per vedere il suo lavoro

Agenda 2010 Voglio Scendere

Pino Corrias
Peter Gomez
Marco Travaglio

Dal blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio

Vi consiglio questo libro


www.pensieriparole.it

informatevi!!!

''Ogni onda del mare ha riflessi differenti, ogni stella del cielo brilla a modo suo, proprio come unica è la bellezza di chi amiamo"
http://millecuori.splinder.com/

robbino's track

il bianco e il nero

A.M.I. ass. motociclisti incolumi

A.M.I. ass. motociclisti incolumi
www.motociclisti-incolumi.com

musica gratis sul tuo pc

musica gratis sul tuo pc
www.downlovers.it