MOVIMENTO 5 STELLE: IL PROGRAMMA

lunedì 31 dicembre 2007

AliFrance

Alitalia_2005.jpg

“C'è una ragazza che è venuta a trovarmi, un'informatica dell'Alitalia, mi ha detto una cosa in cui credo. La verità è alla base non ai vertici. Alitalia sta chiudendo ma si sono già messi d'accordo: diventerà una compagnia low-cost, a basso costo, di Air France perché Berlusconi e Lunardi l'hanno svenduta in cambio dei finanziamenti per l'alta velocità Torino - Lione. L'hanno svenduta. Ma, d'altronde, tante cose cambieranno indipendentemente da Berlusconi o chiunque ci sia al suo posto. Cambieranno per forza di cose: nessuno potrà più prendere un aereo dell'Alitalia per andare a Roma e spendere duecento euro. Perchè? Per adottare un pilota dell'Alitalia?"
Beppe Grillo durante lo spettacolo beppegrillo.it a Roma il 28/4/2005

Gli ultimi a sapere in Italia sono sempre i giornalisti. Sono specializzati nelle notizie post datate. Le danno quando possono. E possono darle quando ricevono l’ordine di scriverle.L’Alitalia è fallita da molti anni, almeno una decina. Gli stipendi di hostess e piloti e la buonuscita a Cimoli (che deve restituire!) di milioni di euro le abbiamo pagate noi, con le nostre tasse. E, dopo le tasse, abbiamo avuto anche la beffa di spendere per la tratta Roma/Milano come per andare a New York. L’Alitalia non è una compagnia di bandiera, è un partito politico-sindacale bipartisan. Una torta alata con tante fette da distribuire.
Air France-KLM non sta comprando nulla. Come si possono comprare i debiti? L’Alitalia è in bancarotta. Prodi poteva fare di più: affidare le trattative a Geronzi e Tanzi. Come vendono i debiti loro non li vende nessuno al mondo. Sono i grandi cartolizzatori d’Italia.
Bossi si lamenta perché l’amministratore delegato di Air France-KLM vuole tagliare i collegamenti improduttivi di Alitalia con Malpensa. La Lega è stata al Governo per cinque anni e l’Alitalia ha succhiato le tasse (anche) del Nord in silenzio celtico. Penati ha chiesto una moratoria per Malpensa, sarebbe il primo scalo mondo con la moratoria. Malpensa non è mai decollata. Qualcuno si sta chiedendo perché?
Malpensa va venduta, sottratta alle nomine politiche e ai giochi di partito. Un compratore si era fatto avanti, si chiama RyanAir. Padoa Schioppa lo contatti subito. Non vorrei pagare le tasse per i prossimi dieci anni anche per un aeroporto.

Post precedenti su Alitalia:
Alitassametro - 6/12/2006
Porci con le ali - 11/10/2006
Maroni freschi - 26/10/2005
La via italiana all'ipoteca - 16/10/2005

articoli tratti da www.beppegrillo.it

p.s: AUGURI PER UN 2008 A TUTTO GASSS!!!!!

domenica 30 dicembre 2007

Gli untori del CO2

Emissioni_CO2.jpg
figura dal Financial Times

La Commissione Europea ha proposto di ridurre l’emissione di CO2 delle auto entro il 2012. Si dovrà emettere un valore medio di 130 grammi al chilometro contro i 160 attuali. I produttori che non si adeguano dovranno pagare 20 euro per ogni grammo in più rispetto al limite fissato, multa che arriverà a 95 euro per grammo dal 2016.
Il taglio del 19% dei veleni è ritenuto “una proposta molto deludente” da Sergio Marchionne, ma insufficiente dagli ambientalisti. Più è pesante il veicolo più inquina. Un SUV intossica meglio di una Cinquecento. La soglia dei 120 grammi/km è più difficile da raggiungere per le macchine di grossa cilindrata. La classifica dei killer dei nostri polmoni è guidata da Porsche con circa 255 grammi/km, seguita da Subaru, Daimer Chrysler, BMW, Mazda e Mitsubischi.
La Merkel, dalla verde Germania, letti i risultati, invece di prendersela con i costruttori del suo Paese, ha dichiarato che si vuole fare: “Una politica industriale a scapito dei costruttori tedeschi”. E ha aggiunto senza neppure arrossire: “E’ inammissibile che per metà delle auto francesi non si debba fare niente e invece sarà colpito il 90% delle auto tedesche, si tratta di uno squilibrio sul quale intervenire”. Forse la Merkel vuole che tutte le macchine inquinino come la Porsche.
L’italiana ANFIA, Associazione Nazionale Fiera Industria Automobilistica, ha dichiarato che l’UE: “penalizza fortemente le macchine di piccola cilindrata, già virtuose in termini di emissioni”.
Le reazioni degli untori del CO2, piccoli o grandi, sono le stesse. I polmoni non rientrano nei loro parametri produttivi.
Chi paga per l’inquinamento? Il sistema sanitario nazionale. I ricoveri per le malattie polmonari, inclusi i tumori, sono a carico dello Stato. Quanto ci costa l’inquinamento delle auto? Anche chi va in bicicletta paga una parte del prezzo di una SUV attraverso l'acquisto di antibiotici.
Propongo una tassa sulla salute alla fonte per gli automobilisti. Più inquina la macchina più paghi. E una visita guidata obbligatoria e con cadenza mensile per i guidatori di SUV alle corsie dei malati terminali di tumore al polmone.
I sindaci possono fare più della UE. Taxi ibridi. Autobus elettrici. Piste ciclabili. Vietino alle macchine più inquinanti l’ingresso in città. Il CO2 i proprietari potranno respirarlo insieme ai familiari nel garage di casa.

articolo e immagine tratta da www.beppegrillo.it

sabato 29 dicembre 2007

l leader degli u2: «Quando incontrai i capi di governo, uno si addormentò»

«L'Italia imbroglia sugli aiuti all'Africa»

La denuncia di Bono: «Promesse non mantenute, come la Francia. Solo la Germania ha rispettato gli impegni»

Bono
BERLINO - L'Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse sugli aiuti umanitari per l'Africa. A formulare questo durissimo giudizio, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco 'Sueddeutsche Zeitung', è il cantante Bono, secondo il quale solo il cancelliere Angela Merkel ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell'ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.

IMBROGLIO - «La Germania non ha imbrogliato - spiega il leader degli U2 al giornale - e lo si può constatare nella sua legge Finanziaria. Ad avere imbrogliato sono stati gli altri, la Francia e l'Italia. Durante un mio incontro con i capi di governo ad Heiligendamm - denuncia il musicista - uno di loro si è addormentato mentre stavo parlando». Alla richiesta di rivelare chi fosse 'l'affaticato leader', Bono si mantiene sul vago: «Nomi non ne faccio», taglia corto. «Forse è dipeso dal fatto che io sono un tipo noioso, ma la signora Merkel non si è addormentata. Ha mostrato interesse, e soprattutto non ha promesso molto e mantenuto poco. Sono stati specialmente gli italiani, invece, a violare tutte le promesse che avevano fatto».

TRA IMPEGNO E MUSICA - Il cantante annuncia poi che i suoi molti impegni di carattere umanitario non gli impediranno di rituffarsi presto nell'attività musicale. «L'anno prossimo tornerò al mio naturale posto di lavoro - anticipa Bono - e registrerò un altro disco, anche se continuerò a viaggiare molto per conto dell'organizzazione umanitaria Data. I miei colleghi degli U2 - aggiunge con un pizzico di ironia - hanno però già inviato foto del sottoscritto a tutte le stazioni di polizia del mondo, con la richiesta di fermarmi e di rispedirmi subito a casa».

articolo e immagine tratti da www.corriere.it


venerdì 28 dicembre 2007

ALLENAMENTI DI DICEMBRE

Ciao a tutti, Passate bene le feste è?? Io prima di Natale sono stato a fare un bel allenamento con le mie moto preferite (quando non corro in SBK) le Supermoto. Era una giornata molto fredda ma la voglia di salire in sella era troppa e così dopo essermi coperto ben bene sono partito. Purtroppo non ho fatto tantissimi giri, ma sono stati sufficenti a farmi divertire un bel pò in compagnia dei miei amici. Dopo aver sgommato un bel pò mi sono fermato per la pausa e ho mangiato un bel piatto di pasta sempre con gli amici che hanno cucinato per me(gentilissimi come sempre). Verso sera ho caricato la moto sul furgone e lentamente siamo rientrati a Monaco, stanchi ma soddisfatti. Alla prossima..... e sicuramente ci aggiorneremo dall America dove sarò per il capodanno. Ciao

Max

articolo e immagini tratte da www.max-biaggi.com

giovedì 27 dicembre 2007

Giocattoli per bimbi cresciuti

Si chiamano art toys. Le gallerie se li contendono. Le star
li collezionano. E ora stanno invadendo Roma

Passate ormai di moda le definizioni di “arte”, è arrivato il momento di spassarsela. Un manipolo (sempre più nutrito) di maestri pop stanno conquistando l’immaginario (e il mercato) della contemporaneità. Stracciando i confini tra grafica, illustrazione e arte così detta “pura”.

Usano il vinile, Photoshop e Illustrator, lavorano sui muri, sulle magliette e dove capita. E gli adulti si sono accorti di loro, dalle star come Rolling Stones, DiCaprio e Björk agli istituti bancari. Questi giovani, brillanti artisti neopop sono gli eredi diretti di Keith Haring e Jean Michel Basquiat. E hanno trovato la loro casa italiana a Roma. In gallerie nuove di zecca.

Tra le ultime nate c’è MondoPop (via dei Greci 30), aperta a novembre con la mostra del guru Gary Baseman. Il 15 dicembre presenta il Costum Show dove giovani artisti italiani dipingono art toys dal vivo e li vendono a poco per pagare l’ospizio a Babbo Natale.

Sempre a Roma opera la nuova Dorothy Circus Gallery a Pigneto e la dinamica UnderCool in via del Leone 10. Da non perdere la storica Mondo Bizzarro, nata a Bologna e traslocata a Roma in via Reggio Emilia 32.

articolo di Gianluca Biscalchin tratto da www.virginradioitaly.it

mercoledì 26 dicembre 2007

La COLDIRETTI: «calo del 10% rispetto al 2006»

L'abbuffata natalizia vale 2,7 miliardi

I consumi alimentari delle festività delle famiglie italiane. Tra i cibi meno salmone e più prodotti tipici

(Ansa)
ROMA- Valgono 2,7 miliardi di euro i cibi e le bevande che sono stati consumati a tavola dalle oltre 23 milioni di famiglie italiane tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che in più di nove casi su dieci è stato trascorso a casa con parenti o amici. È questo il bilancio stimato dalla Coldiretti sui consumi alimentari delle festività appena trascorse durante le quali si è registrato un calo delle spese del 10 per cento rispetto allo scorso anno con una tendenza a sostituire salmone, ostriche e caviale con i prodotti della tradizione alimentare territoriale Made in Italy.

A TAVOLA - La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - sottolinea la Coldiretti - in 900 milioni di euro per carni o pesce, di 500 milioni per primi piatti e condimenti, di 500 milioni per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria-pasticceria, 300 milioni per vini e spumanti, 300 milioni per salumi e formaggi e 200 milioni per frutta fresca o secca. Sulla maggioranza delle tavole - precisa la Coldiretti - sono state preparate le ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dalla minestra di cardi in Abruzzo, alle scillatelle in Calabria e le molte altre specialità presenti in tutte le regioni italiane. Nonostante i rincari denunciati da Federconsumatori del 12 per cento per il pandoro e del 9 per cento per il panettone i due dolci tipici delle feste di fine anno - continua la Coldiretti - sono risultati immancabili sulle tavole.

VINI E FORMAGGI AL TOP - Ma il pranzo di Natale è stata anche l’occasione per «aprire» i regali enogastronomici tipici che sono stati tra i più gettonati dagli italiani nel 2007, con il minor tasso di "riciclo", per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Ad essere stati preferiti - continua la Coldiretti - sono stati i vini, i formaggi, i salumi, gli oli di oliva e legumi, frutta secca ed altri prodotti con una netta impennata per i prodotti tipici del Natale come gli spumanti, le lenticchie, zamponi e cotechini la cui produzione viene assorbita quasi completamente durante le feste di fine anno.

articolo tratto da www.corriere.it


martedì 25 dicembre 2007


La Monarchia britannica si svecchia

La Regina fa gli auguri su YouTube

A 81 anni Elisabetta dimostra di essere al passo con i tempi e lancia il Royal Channel sul sito di video sharing

LONDRA - Nonostante la veneranda età ancora una volta non si smentisce e dimostra di essere sempre al passo con i tempi. La Regina Elisabetta d'Inghilterra, che proprio venerdi scorso con i suoi 81 anni, 7 mesi e 29 giorni di vita è diventata il sovrano piu' anziano nella storia del Regno Unito, utilizzerà anche YouTube per fare i tradizionali auguri natalizi alla sua nazione.

IN RETE - Basterà collegarsi dalle 16 del 25 dicembre al sito web «www.youtube.com/theroyalchannel» e si potrà ascoltare anche in rete il cinquantesimo messaggio d'auguri natalizio della Regina che naturalmente sarà trasmesso anche in tv .

TRADIZIONE - Gli amanti della tradizione e della casa reale inglese inoltre potranno già da domenica vedere sullo stesso sito i precedenti messaggi d'auguri della Regina e brevi filmati storici che hanno come protagonisti i membri della famiglia reale. Tra tutti spicca il primo messaggio d'auguri della Regina, trasmesso dalla tv nel lontano Natale del 1957. Elisabetta II dalla proprietà di Sandringham, nel Norforlk si rivolgeva a una nazione molto diversa da quella attuale, ma al tempo già dimostrava di aver intuito quanto la tv potesse avvicinare la Casa Reale ai suoi sudditi: «Ho grande fiducia in questo nuovo media che renderà il mio messaggio d'auguri più personale e diretto», diceva Elisabetta II nel video di 50 anni fa.

PORTAVOCE - Dopo aver annunciato il lancio del canale web, Buckingham Palace ha fatto sapere che la Regina «è sempre stata conscia del fatto che per mantenere il contatto con la gente è necessario stare al passo dei tempi e usare i mezzi di comunicazione più adeguati». Inoltre un portavoce della Casa Reale ha sottolineato: «Con questa innovazione, i suoi auguri natalizi raggiungeranno più facilmente i giovani e anche gli altri paesi». Il messaggio potrà essere visto e scaricato anche sul sito ufficiale della casa reale www.royal.gov.uk.

articolo di Francesco Tortora tratto da www.corriere.it

immagine tratta da: www.corriere.it

lunedì 24 dicembre 2007



Babbo Natale in croce contro il consumismo

Singolare protesta di un americano: Santa Claus affisso ad un crocifisso di cinque metri nel giardino

POI LE CARTOLINE D'AUGURI CON LA SCRITTA:"E' MORTO PER VOI, CARTE DI CREDITO"

WASHINGTON – Con un gigantesco Babbo Natale inchiodato su una croce alta quasi cinque metri nel suo giardino, Art Conrad, di Bremerton nello stato di Washington, ha denunciato il consumismo che a suo giudizio snatura la festività.

MESSAGGIO SOCIALE - Il Santa Claus crocefisso, che è dotato di una testa che canta nenie natalizie, ha spiegato Conrad, lancia un messaggio preciso: Natale viene strumentalizzato a fine di profitto, «il suo ruolo è stato invertito, carità e amore sono in secondo piano». Conrad, che ha spento la tv e ha rifiutato di fare shopping, ha stampato una cartolina di auguri con il Babbo Natale sulla croce e la scritta: «E’ morto per voi, carte di credito» e la ha inviata a familiari e amici.

COME CRISTO - Il contestatore dice di avere tratto l’idea da un articolo sul Giappone, che raccontava di un commerciante che aveva confuso tra Cristo e Babbo Natale. In realtà, un Santa Claus crocefisso figurò anni fa a una mostra di pittura a New York.

VICINI PERPLESSI - Il giornale di Bremerton, il Kitsap sun, ha interpellato la cittadinanza sulla strana protesta di Conrad, e la ha trovata divisa o restia a pronunciarsi. Ha detto Conrad: «La gente ha paura di esporsi, è vittima del conformismo politico. Ma so che molti la pensano come me, bisogna smettere di commercializzare il Natale».

articolo tratto da www.corriere.it di Ennio Caretto

immagine tratta da www.follia.files.wordpress.com


domenica 23 dicembre 2007


"Tramvia, rivedremo il piano costi e tempi"

Matulli incontra i gestori sui ritardi. Razzanelli attacca: "Costretti a pagare 10 milioni di sanzione", il vicesindaco replica: "Tutte le linee slitteranno". In distribuzione un dossier su bugie e verità che circolano attorno all´opera. Verrà ridefinito l´equilibrio economico finanziario di tutto il progetto.
I ritardi nella consegna della linea 1 della tramvia ai gestori, cioè i francesi della Ratp e l´Ataf, non comporterà i milioni di penale ipotizzati. A dirlo è il vicesindaco Giuseppe Matulli. Nel contratto di project financing per costruire le linee 2 e 3 della tramvia, era indicato come data di consegna alla futura società di gestione della linea 1 il primo gennaio 2008: nelle previsioni attuali del Comune, la consegna arriverà nel gennaio 2009. Sempre nel contratto, ha ricordato il consigliere Udc Mario Razzanelli, era prevista una penale per la consegna in ritardo: oltre sette milioni l´anno, con l´inflazione saliti a 8,5. «Se la linea 1 partirà a metà 2009, si tratterà di almeno 10 milioni di euro: perché il Comune ha firmato penali così pesanti, con un costo mensile di 750mila euro, più alto del costo di gestione?».

Ma secondo il vicesindaco Matulli, la penale non ci sarà: i lavori per il project financing non sono cominciati, e quindi anche la gestione delle altre due linee slitta di un anno rispetto a quanto previsto. «Nei prossimi giorni incontreremo i rappresentanti del project financing alla luce delle modifiche contenute nei progetti definitivi revisionati per ridefinire l´equilibrio economico-finanziario dell´opera - ha spiegato Matulli - in questa sede si prenderà atto della nuova situazione che, oltre al ritardo della consegna della prima linea, annovera anche uno slittamento dei tempi di avvio dei cantieri delle altre linee ad opera dell´Ati del project financing».

Ieri Matulli ha anche presentato un dossier, stampato in 500 copie, con lo «stato dell´arte» sul progetto della tramvia. Verrà consegnato, oltre che alla stampa, a 500 «opinion leader» della città. «E´ il primo strumento di una campagna di informazione per basare la discussione su dati reali» ha spiegato Matulli. Come per esempio l´altezza dei cordoli lungo la tramvia: ieri Razzanelli insisteva a dire che sono alti «40 centimetri su un lato, 90 su un altro». «Non so come ripeterlo: la sede del tram sarà più alta cinque centimetri rispetto alla carreggiata della viabilità ordinaria ed sarà delimitata da cordoli non più alti di un marciapiede - dice Matulli - Questo impedirà l´accesso ai mezzi su gomma senza costituire una barriera. Quando la tramvia passerà vicino al marciapiede, e non al centro della strada, se il marciapiede è stretto sono previste balaustre a protezione dei pedoni, come già avviene in strade del centro come via Cerretani e Panzani».

Parole che non convincono Razzanelli che insiste a criticare il progetto dal punto di vista dei costi: «Non è vero - dice Razzanelli, - che il costo della linea 1 è salito da 168 a 198 milioni di euro. E´ passata da 122 milioni, prezzo stimato del progetto nel 2000, a 226. La cifra è lievitata nel 2003 a 168 milioni, che quest´anno sono saliti a 198. E a questi vanno sommati quei 28 milioni comprensivi dei circa 16 per interventi di miglioramento e riqualificazione e dei circa 12 per oneri Ataf». Di tutt´altro parere il Pd: ««Non ci vogliamo fermare. La costruzione della tramvia, stabilita già dal 1992, è la sfida della modernizzazione contro i conservatori».

articolo di marzio fatucchi tratto da www.repubblica.it
immagine tratta da: www.pensalibero.it

sabato 22 dicembre 2007

Anna Politkovskaja “Woman of the Year”

Putin_Stalin.jpg

Putin è stato eletto “Person of the Year” dal Time. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l’incredibile Hulk. Non c’era scelta e ha vinto a mani basse l’ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il Time premiò Stalin, alleato dei nazisti. L’ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn.L'anno prima il Time aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno...
Se il Time propone Putin, questo blog premia come “Woman of the Year Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nell’ottobre del 2006, .
Riporto il suo giudizio su Putin dal libro “La Russia di Putin” di Adelphi.

“Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione …
Breznev è stato pessimo, Andropov sanguinario sotto una patina di democrazia, Cernienko un idiota. Gorbaciov non piaceva. Eltsin ogni tanto ci costringeva a farci il segno della croce per timore delle conseguenze delle sue decisioni. Colui che è stato una loro guardia del corpo, assegnato allo scaglione 25 con il compito di starsene impalato nel cordone di sicurezza quando il corteo di VIP sfrecciava oltre, proprio lui, Putin, incederà sul tappeto rosso della sala del Cremino. Da padrone. Tra lo scintillio degli ori degli zar appena tirati a lucido, mentre la servitù sorriderà sottomessa e i suoi sodali – tutti ex pesci piccoli del KGB assurti a ruolo di grande importanza – gonfieranno il petto …
Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di “dibattito politico”: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno o un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha insegnato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato … Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango era costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d’essere d'accordo con me.” Anna Politkovskaja

articolo tratto da www.beppegrillo.it


venerdì 21 dicembre 2007

Desidero segnalare questo nuovo 'particolare' ristorante. E' aperto da pochi giorni a Firenze 'I ragazzi di Sipario' una trattoria gestita da ragazzi diversamente abili.

sipario_forchette.jpg Si trova in Via dei Serragli 104, all'interno del Circolo MCL ed è aperta dal lunedì al venerdì, a pranzo, dalle 12 alle 14.

Un pranzo completo costa intorno ai 10 Euro.

La trattoria ha 40 coperti e ci lavorano 17 ragazzi coordinati da una cuoca professionista.

Se potete, fate girare la notizia, a Firenze quasi nessuno ne ha parlato. Certo non si tratta di un nuovo fusion bar, non si mangia sushi e non si preparano cocktail alla moda ma anche queste realtà sono in Firenze e penso valga la pena farle conoscere.

Grazie a chi farà circolare la notizia e a quanti vorranno inviare opinioni e recensioni sul locale, il cibo ed il servizio.

se vuoi sapere dove si trova la trattoria clicca qui e buon appetito!!!

http://www.duespaghi.it/ristoranti/toscana/fi/firenze/i-ragazzi-di-sipario/


articolo e immagine tratti da: http://lnx.zigolo.net/i-ragazzi-di-sipario-ristorante-trattoria-a-firenze.html

giovedì 20 dicembre 2007


secondo dati della coldiretti

Pane e pasta, calo record nei consumi

Progressivo aumento dei prezzi, variabili da città a città. Codacons: «Speculazione, spaghetti aumentati del 27%»

MILANO - Calo record nei consumi di pane (- 7%) e pasta di semola (- 3,9%). Colpa (anche) dei prezzi troppo alti. È il risultato di un'indagine della Coldiretti, sulla base dei acquisiti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen nei primi dieci mesi dell'anno. Nel 2007 la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani è scesa per la prima volta sotto il milione di tonnellate. Una riduzione certamente collegata al cambiamento degli stili di vita ma che è stata anche accompagnata - precisa la Coldiretti - da un progressivo aumento dei prezzi, peraltro parecchio variabili da città a città (vedi paragrafo sotto). La Coldiretti deduce che l'andamento dei prezzi al consumo dipende solo in minima parte dal prezzo del grano, fissato su valori internazionali, e incide in misura marginale sul valore finale di vendita. Una differenza che dimostra - conclude Coldiretti - come nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c'è spazio per garantire un'adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie.

PREZZI - La pasta costa molto a Milano (1,51 euro/kg), Roma (1,31 euro/kg) e Bologna (1,26 euro/kg), meno a Palermo (1,01 euro/kg) e Napoli (1,11 euro/kg) secondo le elaborazioni Coldiretti su dati osservatorio prezzi del governo. Anche per il pane in cima alla lista dei prezzi c'è Milano (3,55 euro/kg) e Bologna (3,39 euro/kg); prezzi più bassi a Palermo (2,53 euro/kg), Roma (2,23 euro/kg) e Napoli (1,88 euro/kg).

CODACONS - Parla di speculazione sui prezzi il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Rispetto allo stesso periodo del 2006 oggi un chilo di spaghetti costa il 27% in più, mentre un chilo di pane costa mediamente il 17% in più dello scorso anno. I consumatori, di fronte ai rincari generalizzati e alle nefaste previsioni per il futuro, hanno ridotto i consumi limitando gli acquisti - spiega Rienzi -. È folle chi pensa che gli aumenti dei prezzi di pane e pasta, anche se di pochi centesimi di euro, possano lasciare indifferenti i cittadini e non modificarne la propensione all'acquisto». Secondo Rienzi, «l'unica soluzione, se si vuole davvero consentire una ripresa dei consumi è una riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 10%, specie nel settore alimentare, per ridare un minimo di respiro alle casse sempre più vuote delle famiglie italiane».

«POSITIVO» - Una brutta notizia per i fornai, un fatto positivo per la salute degli italiani. Il calo dei consumi di pane è pasta è valutato così da Carlo Cannella, presidente dell'Istituto nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. «La gente si muove di meno e non fa sport: non mi allarmerei tanto se calano pane e pasta, anzi. Evidentemente dopo che i consumatori sono stati bombardati e tartassati con messaggi come guadagnare salute, via i ciccioni, occhio al grasso, la gente comincia a capire che si può contenere il proprio peso solo facendo un uso moderato di farinacei» spiega Cannella. Quanto al caro prezzi, secondo Cannella non c'è alcun collegamento con il calo dei consumi: «È una sciocchezza. È vero che i prezzi sono leggermente aumentati, ma pane e pasta rimangono gli alimenti più economici».

articolo tratto da www.corriere.it

immagine tratta da http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Articoli/Imma/spaghetti.gif

mercoledì 19 dicembre 2007


Buon Natale Precario



Ragazzi, per favore, inviatemi qualche lettera positiva. Ogni mattina dopo aver letto le vostre testimonianze ho un leggero orientamento verso il suicidio. Per questo oggi ho deciso di cambiare, di pubblicare la mail di Francesco. Un ragazzo fortunato di 30 anni, che fa l’insegnante, ha uno stipendio di 1.172 euro per ben nove mesi all’anno ed è pagato dallo Stato con qualche mese di piccolo ritardo. E’ un bamboccione viziato dalla mamma. Beato lui che se lo può permettere.
Il precario sta diventando la normalità, è un’epidemia, tra poco la maggioranza degli italiani sarà precaria.

I pochi assunti a tempo indeterminato saranno visti come dei profittatori, dei raccomandati,degli sfruttatori del popolo.

Scaricate il libro "Schiavi Moderni", è la lettura ideale per passare un Buon Natale Precario.

Caro Beppe,
mi chiamo Francesco, ho 30 anni, sono professore di lettere nei licei. Sono laureato in Lettere Classiche, mi sono abilitato all'insegnamento delle materie letterarie e del latino appena terminata l'università, da tre anni docente a tutti gli effetti.
Negli anni della Specializzazione (la famigerata SSIS), ci era stato preventivato un periodo di precariato, o di "gavetta" come viene chiamato dai colleghi: anni difficili, di supplenze, di ore rubate qua e là, di stipendi scostanti e di didattiche incerte.
Da giugno non vedo l'ombra di un quattrino: dopo aver terminato le lezioni del passato anno scolastico, mi sono dovuto arrangiare durante l'estate, sperando in nuove chiamate a settembre.
All'apertura del nuovo anno scolastico, il Ministro Fioroni è sembrato venirci incontro stabilendo che per le supplenze di lungo corso, quelle annuali fosse il Ministero del Tesoro ad erogare gli stipendi, e non le casse dei licei. Questo per assicurare che tutti i docenti ricevessero il loro compenso con regolarità, e non dopo cinque o sei mesi.Dovrei essere uno dei beneficiari della nuova direttiva, “dovrei”: insegno in un liceo con un contratto annuale, ho più di cento studenti, percorro ogni giorno 80 km per recarmi al lavoro, per non parlare delle riunioni, colloqui e consigli di classe, straordinari, gite e sportelli didattici.
E di stipendio ancora non se ne parla. A fine novembre ho ricevuto quello di ottobre: 1.172 euro. Poi più nulla. Ci sono giovani colleghi non pagati da settembre.La mia fortuna è di essere un perfetto “bamboccione”: vivo ancora in casa con mia madre, che per lo meno mi anticipa i soldi per la benzina, in attesa di ricevere il dovuto.
Fa parte della cultura popolare ritenere che gli insegnanti non lavorino a sufficienza,che siano dei fannulloni: diciotto ore settimanali sono un lusso. Ho più di cento studenti: credete che bastino diciotto ore per gestire, organizzare e preparare il lavoro in classe? A casa le ore raddoppiano: pile di compiti da correggere, lezioni da preparare, prove di verifica.Ci assumono a settembre e ci licenziano a metà di giugno, un totale di nove mensilità. Non possiamo ammalarci né prenderci un giorno di permesso.
Ho sgobbato all'università per laurearmi nei giusti tempi, sono riuscito subito ad accedere e a superare il biennio di abilitazione ed ancora devo chiedere i soldi a mia madre per la benzina.
Caro Beppe, non abbiamo la certezza di uno stipendio a fine mese, ci arrabattiamo tra prestiti e fidi in banca, ci aiutano i genitori. Tuttavia non ci considerano precari a tutti gli effetti, non siamo “Schiavi Moderni”, non lavoriamo nei call center o come cottimisti: siamo docenti, non ci dobbiamo lamentare. Eppure anche noi non possiamo accedere ai mutui per la casa né pensare di metter su famiglia.
I libri, purtroppo, non sono commestibili.Un saluto.” Francesco

articolo tratto da www.beppegrillo.it

immagine tratta da

http://static.blogo.it/soldiblog/precario.jpg

martedì 18 dicembre 2007











«Il Wifi fa male» e Parigi lo disattiva


l'allergia alle onde elettromagnetiche

Bloccato in 4 biblioteche dopo che gli impiegati hanno accusato vomito, vertigini e insonnia

PARIGI - Vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia. Non sono sintomi dell'influenza, ma dell'«allergia» al campo magnetico generato dal Wifi. Un fenomeno in espansione che preoccupa il comune di Parigi che ha disattivato il segnale in quattro biblioteche pubbliche. Decisione in linea con quanto già accaduto in Inghilterra, Germania e Canada..

AMBIZIONE - L'allarme è scattato dopo che la giunta di Bertrand Delanoé ha puntato sul Wifi per portare anche nei luoghi pubblici l'accesso gratuito alla rete. Un programma ambizioso: 225 centraline sparse in tutta la capitale. Non solo biblioteche, ma anche parchi, municipi, musei, piazzette.

NAUSEA - Ma in quattro biblioteche gli impiegati hanno cominciato a sentirsi male, soprattutto quelli che lavoravano vicino ai ripetitori WiFi. «Nausea, vertigini, insonnia - spiega Stephen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l'Environnement (Ape) - sono sintomi tipici da campo magnetico nocivo».

MORATORIA - L'Ape e un'altra associazione hanno imposto una moratoria che la settimana prossima potrebbe estendersi al resto delle biblioteche della Ville Lumière. «Non siamo contro il Wifi a priori - precisa Kerckhove - ma è necessario affrontare scientificamente la questione».

STUDI - Un anno fa, l'Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni elettroniche (Arcep) aveva definito innocuo il Wifi ad uso domestico. «Il problema - sottolinea Kerckhove - si pone quando il segnale copre zone più vaste». Un primo studio è stato avviato dalla stessa Arcep, ma i risultati saranno noti solo a fine 2008.

INGHILTERRA - L'«allergia» al Wifi riguarda anche altri paesi europei. Ad aprile, in Inghilterra, il Sindacato degli insegnanti ha chiesto la sospensione del segnale nelle scuole, cogliendo l'allarme lanciato da William Stewart, presidente della Health Protection Agency. A giugno, un'inchiesta della Bbc dimostrava che il campo magnetico in un'aula equipaggiata con Wifi era tre volte più potente di quello emesso da un ripetitore Gsm.

MONDO - In Germania, lo scorso anno, il Wifi è stato vietato in tutte le scuole di Francoforte e la scorsa estate, il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo. In Canada, il rettore dell'Università di Lakehead (Ontario) ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline Wifi, «perché - si legge sul sito dell'ateneo - è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, favoriscono lo stress, interferiscono con le onde cerebrali». Insomma, Internet va bene per studiare, ma non deve dare alla testa.

Alessandro Grandesso

articolo tratto da www.corriere.it

immagine tratta da www.infocom.uniroma1.it

lunedì 17 dicembre 2007


Class action in salsa italiana:
"Un'arma spuntata con tempi lunghissimi"


difetti e virtù dell'azione collettiva risarcitoria dei cittadini. La norma voluta da Manzione e Bordon corretta, inserita in Finanziaria

Da Alitalia ai sindacati degli autotrasportatori passando per le ferrovie dello Stato
Rienzi (Codacons): "L'idea vale 10, la messa in pratica si ferma a tre. Comunque..."


ROMA - Alitalia, il cui titolo è stato sospeso dopo aver perso il 27 per cento. Ma anche i sindacati degli autotrasportatori che hanno bloccato l'Italia e i rifornimenti. "Nel primo caso, contro Alitalia, è già allo studio un'ipotesi di class action per tutelare i piccoli risparmiatori. Nel secondo caso, vediamo: c'è un danno per i consumatori derivato prima dal blocco della benzina e delle merci e poi dall'aumento dei prezzi". Ci vorranno ancora sei mesi, 180 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio, ma la class action è finalmente legge e a partire da giugno anche l'Italia potrà avere le sue Erin Brockovich e i suoi uomini della pioggia. Che intanto hanno la faccia e la vis polemica di Carlo Rienzi, il presidente di Codacons, l'avvocato salernitano tra i primi a parlare di class action in Italia. Un signore i cui obiettivi sono "creare una grande lobby dei consumatori in Italia", l'introduzione della causa di gruppo "che ce l'hanno pure in Australia e in Brasile", "evitare altri casi Cirio e Parmalat", "organizzarci per non farci più fregare". Tanto per intendersi, Rienzi è uno che ha denunciato anche Tex Willer "perchè fumava sempre". Figuriamoci che paura gli possono fare i sindacti degli autotrasportatori.

Avvocato, soddisfatto?
"No, questa class action all'italiana è un'arma molto spuntata. L'idea vale 10 ma la traduzione legislativa del nostro Parlamento (emendamento al Senato di Manzione e Bordon; correzioni in Commissione Giustizia e Bilancio alla Camera, ndr) vale 3, ben lontana dalla sufficienza".


Perché?
"A forza di accontentare aziende e industrie gli effetti reali dell'azione risarcitoria collettiva sono molto edulcorati".

Un esempio?
"Manca totalmente la funzione deterrente dell'azione di classe. Manca quello che negli Stati Uniti è chiamato il danno punitivo per le aziende. Quelli sono i soldi e le cifre che fanno male ai bilanci delle società".

Da noi le aziende non saranno punite?
"Dovranno solo risarcire al singolo cittadino- consumatore il danno accertato. Negli Usa, invece, la Ford sta molto attenta quando mette sul mercato una nuova macchina perchè se l'auto non è perfettamente sicura sa che oltre al risarcimento del danno ai singoli pagherà una punizione, una cifra altissima".

Ma per la prima volta in Italia associazioni dei consumatori e comitati "adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi" potranno avviare la causa di gruppo. Pensiamo solo alla Parmalat: anzichè essere ancora in aula in attesa del risarcimento che sarà ridicolo i cittadini danneggiati potrebbero avere già avuto indietro i loro soldi.
"Le armi ci sono ma sono spuntate. Ad esempio è stato deciso che il foro competente sarà quello di residenza del convenuto. Si immagina: centinaia di cittadini che dovranno andare, faccio per dire, a Cagliari perché lì ha sede l'azienda contro cui si è avviata la class action. Inoltre la definizione del giudizio rende improcedibile ogni altra azione nei confronti dei medesimi soggetti e per le medesime fattispecie. Il colmo è un altro: possono essere necessari anche quindici anni perchè il cittadino consumatore si veda riconosciuto il danno e la somma spettante".

Perché? La class action è una causa civile con tre gradi di giudizio con cui si accerta il diritto al risarcimento del danno e la restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori.
"Alla prima udienza il giudice deve innanzitutto stabilire l'ammissibilità dell'azione risarcitoria. E' il famoso filtro introdotto nell'ultimo passaggio alla Camera. Possono essere altri tre gradi di giudizio. Se l'azione collettiva risponde ai criteri di ammissibilità, il primo dei quali è che il danno deve avere forte rilevanza collettiva, c'è poi il processo civile con i suoi tre gradi...".

E finalmente si arriva alla sentenza e al risarcimento del danno.
"Macchè: non succede ancora nulla, la sentenza di condanna per l'azienda non è un titolo esecutivo. Il cittadino-consumatore dovrà a quel punto chiedere un decreto ingiuntivo per riscuotere la somma dovuta. Insomma, un altro processo. Negli Usa succede invece che una volta avuta la sentenza, il cittadino deve fare solo una domanda per avere il dovuto. Da noi invece comincia un'altra causa. E' una questione molto tecnica. Il risultato è che i tempi per monetizzare il danno subìto sono lunghissimi. Senza pensare che di qua ci sono le associazioni dei consumatori e di là le multinazionali con i grandi studi legali".

La class action "italiana" sarà possibile solo da giugno in poi. Codacons però sta già organizzando un'azione risarcitoria collettiva contro le Ferrovie per i ritardi e la sporcizia nei treni.
"Stiamo raccogliendo le adesioni. Possiamo già organizzare, con la legislazione attuale, azioni risarcitorie simili alla class action. In questo caso chiederemo un risarcimento di 10 milioni di euro a Trenitalia, somma che avrà la funzione di deterrente per la spa e la spingerà a migliorare gli standard del servizio".

articolo di claudia fusani tratto da www.repubblica.it
immagine tratta dal sito www.1monde.net

domenica 16 dicembre 2007

“GIORNATE AMNESTY”

15 –16 DICEMBRE 2007

Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente quasi due milioni di soci, sostenitori e donatori in più di 140 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty, costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.
La visione di Amnesty International è quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Amnesty svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione. Amnesty, inoltre, denuncia gli abusi commessi dai gruppi di opposizione, assiste i richiedenti asilo politico, sostiene la responsabilità sociale delle imprese e si batte per un trattato internazionale sul commercio di armi.

"Aprite il vostro giornale ogni giorno della settimana e troverete la notizia che da qualche parte del mondo
qualcuno viene imprigionato, torturato o ucciso perché le sue opinioni o la sua religione sono inaccettabili per il
governo. […] Il lettore del giornale sente un nauseante senso di impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto
ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto."

(Peter Benenson, 28 maggio 1961, The Observer)



“GIORNATE AMNESTY”

Sarà l'occasione per compiere un gesto importante, perchè ogni candela contribuirà a dare speranza a tutte le persone che vedono i propri diritti violati ogni giorno. La difesa dei diritti umani è inclusa nel prezzo!

Trova la piazza più vicina o acquista la candela on-line.

Sarà una nuova grande speranza per chiunque in tutto il mondo vede calpestati i propri diritti !!!



LA CANDELA
, SIMBOLO DA 46 ANNI DEL MOVIMENTO, CONTRIBUIRA’ A DARE SPERANZA A TUTTE LE PERSONE CHE VEDONO I PROPRI DIRITTI VIOLATI OGNI GIORNO.

IN PARTICOLARE LE GIORNATE AMNESTY 2007 SONO IDEALMENTE DEDICATE ALLE PROTESTE PACIFICHE DEI MONACI, DEGLI STUDENTI E DEGLI OPPOSITORI POLITICI CHE, SFIDANDO LA REPRESSIONE, HANNO SFILATO A MIGLIAIA NELLE STRADE DELL'EX BIRMANIA. MA SARANNO ANCHE L’OCCASIONE PER LANCIARE LA NUOVA CAMPAGNA DI AMNESTY INTERNATIONAL SU “CINA, OLIMPIADI E DIRITTI UMANI!

VAI IN PIAZZA E REGALA LA CANDELA DI AMNESTY, LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI E’ INCLUSA NEL PREZZO!

PER INFORMAZIONI
Tel. 06/4490201 oppure WWW.AMNESTY.IT








sabato 15 dicembre 2007

Un risciò per ripartire

Grillo_Senato.jpg
foto da repubblica.it

Che bella gente ho visto questa mattina pedalando nelle strade di Roma. Troppo buona con me. Certo che se due ali di folla ti gridano “Sei er mejo” un po’ ti monti la testa. Mi sembrava di essere Cesare in trionfo sul risciò.
Quando sono arrivato a Palazzo Madama con gli scatoloni delle vostre firme mi sono svegliato da un bel sogno. Quello di un popolo libero senza pregiudicati per reati, anche gravissimi, in Parlamento. Marini mi ha ricevuto, è stato gentile.
Un funzionario del Senato mi ha protocollato con il numero 1936. Aveva della sabbia nelle tasche. Mi sono insospettito perchè la usava per benedire i moduli. Ha parlato di commi, procedure, integrazioni e di tampax. La legge popolare “Parlamento Pulito” potrebbe infatti essere “assorbita” nelle proposte legislative di Calderoli, quello della “porcata” che, per coerenza, va a passeggio con un maiale la domenica mattina. E questa è l’ipotesi migliore. Infatti le tre proposte di legge, nel pieno rispetto dell’iter costituzionale-parlamentare potrebbero essere subito affossate dalle commissioni parlamentari senza neppure una discussione in aula.

Grillo_Marini_7.jpg

Ho spiegato a Marini che per la prima volta nella storia della Repubblica sono state raccolte 350.000 firme in un giorno per una legge popolare, che un milione e mezzo di persone VERE sono scese in piazza. E’ rimasto pensoso, credo che ci rifletterà almeno un quarto d’ora. Poi fumerà la pipa.
De Rita ha definito il nostro Paese nell’ultimo Rapporto Censis: “Una società mucillagine al posto dello sviluppo di popolo”. Il Rapporto Demos-La Repubblca ha fotografato “Un’Italia insicura, sfiduciata e stufa del vecchio che avanza”. Il New York Times ha scritto su di noi un articolo che sembra un necrologio.
Sono segnali che sveglierebbero i morti.
Il presidente Napolitano ha però dichiarato: “L’Italia non è quella di Grillo”. E ha ragione, è la sua Italia, della sua classe politica. Quella che si è insediata da trenta/quaranta/cinquant’anni nelle stanze del potere. Devo svelarvi un segreto: l’Italia è sotto il controllo delle pantere grigie. Che pensano per solidarietà alla pensione dei loro coetanei, ma non ai giovani che non l'avranno mai.
Cari politici, qualunque cosa questa parola significhi ormai, la ricreazione sta per finire.

articolo tratto da www.beppegrillo.it

venerdì 14 dicembre 2007

L'Italia vista dal New York Times

New_York_Times.jpg

Il New York Times ha pubblicato oggi un servizio sull’Italia che sta affondando e sul V-day. Sul suo sito sono presenti un lungo articolo, un video e una raccolta di fotografie dal titolo “A life less dolce” (Una vita meno dolce).
Dall’articolo “In a Funk, Italy sings an Aria of disappointment”:
“Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l’utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall’estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell’amministrazione pubblica sono invece tra i più alti.
Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri.
Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia.
Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi.
In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”.

Così ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale.

oggi, alle ore 10.30 mi recherò con un risciò a tre posti a Palazzo Madama a Roma per consegnare le firme per la legge popolare “Parlamento Pulito” al presidente del Senato Franco Marini. Pedalerò con gli scatoloni dei moduli per Via Giuseppe Zanardelli, proseguendo per Via Sant’Agostino, Corso del Rinascimento, Via Santa Giovanna D'Arco e Via della Dogana Vecchia. Chiederò a Franco Marini di poter illustrare la legge popolare al più presto in Senato. Stay tuned.

articolo tratto dal sito www.beppegrillo.it

giovedì 13 dicembre 2007



la notte del 13 Dicembre di ogni anno
torno sulla Terra
portando regali a tutti i bambini
che mi scrivono una letterina
per raccontare i loro sogni
(...ma non dimentico che anche i grandi sognano)



In molte località italiane e straniere si celebra questa Santa della Luce;
in alcune zone (come nel Bergamasco) la ricorrenza è dedicata ai bambini
che ricevono doni da Santa Lucia proprio nella notte tra il 12 e il 13 dicembre...
E' necessario che i bambini scrivano per tempo una letterina alla Santa,
esprimendo i loro desideri!

qui di seguito vi inoltro alcune leterine che meritano di essere lette, e se avete qualche desiderio anche voi non dovete far altro che scriverlo e spedirlo a lucia, pardon santa lucia:


Cara santa lucia
Mi chiamo pietro, ho 5 anni, sono italiano,di Brescia, ma vivo in Chile a Santiago.
Tu puoi arrivare fino a qua per portarmi un dono?
Il fucile da pirata, quello che mi aveva portato la fata dei denti, ma si e’ rotto subito!
Se non lo trovi, vanno bene dei dolci, specialmente dei cioccolatini!
Buon viaggio, ricordati che qui fa molto caldo, portati un po di acqua!
Ciao da pietro

nome: Maria

Cara Santa Lucia, quest'anno è la prima volta che ti festeggio e ti scrivo pure in ritardo ma spero che tu possa esaudire lo stesso il mio desiderio.
Vorrei tanto trovare un bel lavoro! Dove ci siano persone gentili che non si approfittano della gente. Poi per il resto mi arrangio io. Grazie mille in ogni caso.
P.S. Per il mio ragazzo ci dò già tanti bacini io e tanti dolci la sua mamma, ma se gli vuoi portare comunque qualcosa sicuramente gli farà piacere...!
Un abbraccio anche all'asinello che mi piace tanto.


nome / name: Fiore

Cara Santa Lucia sono Fiore una ragazza grande che negli anni passati ha avuto grandi problemi con gli occhi.
Ora i problemi si sono risolti e colgo l'occasione di questo momento per ringraziarti e di custodire i miei occhi e la mia vista. Questo è il dono più grande per me se passerai stasera da me con il tuo asinello ti lascerò cioccolata per te e acqua per il tuo asinello e farina.
Grazie mille




articolo e immagini tratte da www.nonsoloscuola.org e www.carasantalucia.it


mercoledì 12 dicembre 2007


Crisi mutui, azione coordinata Fed-Bce
Dalle banche centrali iniezioni di liquidità operate congiuntamente per evitare la stretta creditizia
NEW YORK – La Banca centrale europea e la Federal Reserve americana, insieme a Banca del Canada, Bank of England e Banca centrale svizzera, hanno annunciato misure coordinate per alleviare le pressioni sul mercato dei tassi a breve termine e garantire liquidità al sistema finanziario mondiale, il cui equilibrio è messo in pericolo dalla crisi dei mutui. Una mossa simile era stata sperimentata dopo gli attentati dell’11 settembre, quando per evitare il pericolo di credit crunch, ovvero la stretta creditizia, gli istituti centrali coordinarono le loro azioni di soccorso al sistema.
AZIONE COORDINATA - Il consiglio della Bce ha deciso di intraprendere un'azione congiunta con la Fed offrendo finanziamenti in dollari sull'eurosistema: si tratta di iniezioni temporanee di liquidità operate congiuntamente dalle banche centrali attraverso il meccanismo delle aste tra gli istituti bancari. Le prime aste della Bce garantiranno 20 miliardi di dollari al sistema finanziario europeo.
OAS_AD('Bottom1');

LE BORSE RIPARTONO – La notizia di un coordinamento tra le banche centrali occidentali per garantire liquidità al sistema ha avuto subito effetto positivo sull’andamento dei listini: gli indici europei, in territorio negativo dall’apertura, hanno invertito la tendenza e sono passate in territorio ampiamente negativo. Molto positiva anche l’apertura dei mercati americani: l'indice Dow Jones ha aperto in rialzo dello 0,75%; il Nasdaq a +2,03%; l’S&P 500 a +1,32%. Martedì gli indici avevano perso terreno dopo la decisione della Fed di tagliare solo dello 0,25% i tassi sui Fed fund americani, invece del mezzo punto percentuale atteso dai mercati.
articolo tratto da http://www.corriere.it/

immagine tratta da http://www.mrfinanza.com/

martedì 11 dicembre 2007


Il ministro precetta gli autotrasportatori
I camionisti: ma noi non ci muoviamo. Dure sanzioni per chi non si adegua: c'è anche l'arresto
Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi (Lapresse)
ROMA - Tra governo e sindacati dell'autotrasporto è ormai rottura. La maggior parte delle associazioni sindacali ha abbandonato il tavolo di trattativa con l'esecutivo e lasciato l'incontro convocato a Palazzo Chigi, annunciando poi la continuazione fino a venerdì dei blocchi che stanno paralizzando l'Italia. Ma in serata è arrivato l'annuncio della precettazione da parte del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che ha stabilito che il fermo dei Tir sarà limitato alla mezzanotte di martedì. Dopodiché i presidi dovranno essere rimossi. Il provvedimento si è reso necessario «a seguito della gravissima criticità della circolazione su molte arterie della rete stradale e autostradale, che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali in quanto volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini».
RESISTENZA E SANZIONI - Resta però ora da vedere come le associazioni che hanno organizzato la protesta accoglieranno il provvedimento: molti trasportatori hanno fatto sapere di non voler interrompere l'agitazione, nonostante l'aut aut del governo (■ Ascolta l'audio). Ma così facendo andranno incontro a pesanti sanzioni, che arrivano fino a 500 euro al giorno per i singoli imprenditori e fino a 25.000 euro al giorno per le associazioni, come precisa una nota del ministero dei Trasporti. Non solo: chi non rispetta l'ordinanza rischia anche la sospensione dall'Albo nonchè la reclusione sino a 4 anni e arresto facoltativo nel caso in cui il comportamento concretizzi la fattispecie criminosa di cui all'articolo 610 del Codice Penale (violenza privata, come ad esempio impedire l'accesso ad un casello autostradale o ad un porto). Il ministro ha in ogni caso annunciato una nuova convocazione «in tempi strettissimi» di tutte le sigle degli autotrasportatori.
LA ROTTURA - Le associazioni che hanno lasciato il tavolo sono anche quelle che hanno proclamato il fermo: Fai, Fita-Cna, Confartigianato-Trasporti, Sna Casa Artigiani, Fiap e Unitai, che rappresentano l’80% del settore. Il tavolo prosegue con altre sette sigle sindacali: Anita, Fedit, Confcoop, Agci, Aite, Ancst e Unci. Iniziata lunedì, la protesta ha già provocato gravi effetti sulla circolazione di carburanti e generi alimentari.
LA PRECETTAZIONE - La decisione di precettare gli autotrasportatori fa seguito all'opinione della commissione di garanzia sugli scioperi che aveva evidenziato come la manifestazione che abbia impedito le forniture indispensabili «violando inoltre l'obbligo - ha scritto il garante - di non predisporre blocchi stradali». La commissione sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali aveva chiesto al ministero dei Trasporti di mettere in atto contro il blocco dell'autotrasporto le procedure per la precettazione, per il «pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona» previsto dalla legge 146/90. In questi casi il ministero può con un'ordinanza differire la protesta, ridurne la durata, o comunque chiedere l'assicurazione di livelli minimi del servizio pubblico.
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi (Afp)NULLA DI FATTO - L’incontro a Palazzo Chigi tra il ministro Bianchi e le associazioni di categoria era durato poco più di un'ora e si era concluso con un nulla di fatto e che ha lasciato inalterate le distanze tra le due parti. «Il tavolo è ancora in corso - ha commentato il presidente del Consiglio, Romano Prodi - ma le modalità con cui si sta svolgendo questa agitazione hanno la mia completa riprovazione». In serata, intervistato dal Tg1, lo stesso premier ha definito il blocco «inammissibile», perché deciso mentre stanno entrando in vigore le agevolazioni per la categoria previste dalla Finanziaria e in quanto «viola le libertà dei cittadini». Le organizzazioni che hanno indetto il fermo e hanno abbandonato il tavolo se la sono presa con il ministro Bianchi: le sue comunicazioni sono state giudicate «ripetitive», in quanto si riferiscono «all’intesa del febbraio scorso per altro ancora non rispettata». Constatata la mancanza di volontà di aprire un confronto, le associazioni di categoria hanno deciso di lasciare l’incontro, «confermando piena disponibilità a riprendere il confronto» per definire le questioni contenute nella nuova piattaforma presentata dalle sigle al ministero. Tra le loro richieste, sconti sull'acquisto del gasolio e agevolazioni fiscali per fare fronte alle difficoltà affrontate dalla categoria.
«NON ACCETTIAMO FORZATURE» - Dura la replica del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi: «Le associazioni che hanno proclamato il fermo hanno abbandonato il tavolo, che però prosegue con le altre associazioni sindacali. Stiamo lavorando, ma non possiamo accettare di proseguire il dialogo con chi pone in essere manifestazioni di questo tipo. Abbiamo riscontri molteplici di forme degenerative. Non possiamo accettare forzature come quelle che si stanno cercando di fare».
BERSANI E FERRERO - Poco prima della riunione con i sindacati degli autotrasportatori, il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, auspicava che nell’incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti delle sigle dell’autotrasporto si potesse trovare una soluzione per mettere fine alla protesta dei Tir, ma che non era accettabile assistere a un disagio simile per i cittadini». Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale ce l'ha soprattutto con il «liberismo selvaggio»: «Il problema è uscire dal liberismo - ha detto - Appare evidente che da un lato bisogna accompagnare queste microimoprese per impedire che i titolari falliscano e finiscano in galera per debiti, dall'altra è del tutto evidente che imprese di una o due persone non sono in grado di stare sul mercato. Esiste anche un problema di ordine pubblico e io sono dell'idea che va affrontato col dialogo e con la trattativa».
MONTEZEMOLO: BLOCCO INCONCEPIBILE - «È inconcepibile che in momenti come questo si possa bloccare un Paese, un'economia e quindi auspico che si trovi una soluzione - ha invece detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo -. Dobbiamo ripristinare diritti e doveri e la capacità dello Stato di decidere».
OAS_AD('Bottom1');

CONFINDUSTRIA - Un concetto quello di Montezemolo poi fatto proprio da tutta la Confindustria. Le modalità dello sciopero dei Tir sono «inaccettabili» ed è ora che il governo intervenga ha dichiarato l'associazione degli industriali, che manifesta «forte preoccupazione». «Risultano soprattutto inaccettabili le modalità con le quali si sta svolgendo la protesta, con blocchi della circolazione in punti nevralgici della rete stradale, che impediscono alle imprese aderenti alle Associazioni che non partecipano al fermo di poter svolgere i propri servizi» si legge in una nota di viale dell'Astronomia. «Si sta venendo totalmente meno al rispetto del codice di autoregolamentazione sottoscritto da quasi tutti i raggruppamenti associativi dell'autotrasporto. Le imprese industriali chiedono al Governo di agire - si legge nella nota - affinchè le Autorità di Pubblica Sicurezza provvedano a far rimuovere i blocchi attuati dagli autotrasportatori in sciopero e vengano rispettate le garanzie sulla prestazione dei servizi minimi». Tra questi, Confindustria cita «il trasporto della stampa, del latte, dei prodotti destinati a luoghi di istruzione e di assistenza, di animali vivi destinati alla macellazione, di materiali per gli altiforni, di carburante e via dicendo».
testo tratto da www.corriere.it
immagine tratta da www.repubblica.it

lunedì 10 dicembre 2007


Le agitazioni andranno avanti fino a venerdì 14, ma domani c'è un incontro al ministero.

I sindacati chiedono una regolamentazione di costi d'impresa e tariffe più favorevoli al settore
Da oggi sciopero dell'autotrasportoDisagi in tutta Italia, allarme carburanti
La commissione di garanzia: "Non sono ammessi blocchi stradali"Secondo Conftrasporto le adesioni già adesso sono arrivate al 90%
Da oggi sciopero dell'autotrasportoDisagi in tutta Italia, allarme carburanti"

ROMA - Disagi per lo sciopero degli autotrasportatori che si protrarrà fino a venerdì. Nonostante la convocazione, per martedì 11, al ministero dei Trasporti, i sindacati confermano l'agitazione. I camion presidiano la tangenziale di Mestre, con blocchi delle corsie che hanno provocato, in carreggiata ovest, fino a 16 chilometri di coda. Blocchi anche sulla A1 Milano-Napoli, in particolare alla barriera di Roma Nord e a Firenze Certosa, e sulla A3 Napoli-Salerno. Un blocco previsto anche all'imbocco del Frejus. Monito del presidente della Commissione di garanzia, Antonio Martone: "I sindacati devono rispettare il codice della strada, altrimenti scatteranno sanzioni nei loro confronti". Allarme benzina e alimentari. Per il segretario generale della Fegica-Cisl, Roberto Di Vincenzo, se lo sciopero dovesse proseguire fino a venerdì, già da mercoledì l'Italia rimarrebbe senza benzina: "Siamo al limite delle scorte, veniamo da un fine settimana in cui già di regola i rifornimenti sono ridotti e in più il sabato è stato festivo. A Milano, tra l'altro, anche il venerdì era festivo". "In questo periodo dell'anno, con una ripresa dei consumi alimentari dovuta alle festività, il blocco rappresenta un serio danno all'economia dell'intero settore agroalimentare", aggiunge Paolo Bruni, presidente del coordinamento delle Centrali agricole e agroalimentari (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci). Monito del Garante. Non sono ammessi blocchi stradali: il presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi, Antonio Martone, rivolge l'invito alle organizzazioni a "rispettare rigorosamente il detto codice". E minaccia sanzioni. L'adesione, secondo Conftrasporto, ha raggiunto il 90% e proseguirà come da programma "salvo emanazione dei provvedimenti richiesti". "Ringrazio tutti gli operatori che hanno risposto all'iniziativa - commenta Pasquale Russo, segretario nazionale Conftrasporto - le aziende ferme sono più di 130 mila, a differenza di quanto pensava il ministro non è solo una minoranza a contestare le sue scelte. Ci aspettiamo che il governo prenda atto della situazione di difficoltà in cui versa il settore e fornisca risposte adeguate".


Le richieste della categoria. Gli autotrasportatori chiedono al governo una diversa e migliore regolamentazione sui costi d'impresa, sulle tariffe, l'eliminazione dell'abusivismo e della concorrenza sleale. Tra i punti della vertenza, l'aumento del costo del gasolio e del lavoro, i pagamenti dei servizi di autotrasporto a tempi indeterminati, l'aumento dell'indebitamento per impresa che ha sfiorato i 200 mila euro, gli aumenti dei pedaggi autostradali e un quadro normativo non adeguato. Veneto. I camion hanno paralizzato la tratta da Quarto D'Altino (Ve) al casello di Mestre Villabona. In giornata hanno sciolto il blocco ma hanno presidiato le rotonde in corrispondenza dell'autostrada A4. La situazione del traffico è appesantita dalla nebbia. A1 Milano-Napoli. Chiuse le stazioni di Anagni in uscita e delle stazioni di Caianello e Caserta Nord, sia in ingresso che in uscita; coda di 4 chilometri in uscita a Firenze Certosa per chi proviene da Milano. La barriera Roma Nord è rimasta bloccata dalle 6.15 del mattino. Per chi è diretto a Roma, Autostrade per l'Italia consiglia di percorrere la bretella della A1 e poi immettersi sulla A24 Roma-L'Aquila. Le altre autostrade. Sulla A3 Napoli-Salerno blocco tra Cava dei Tirreni e Nocera Nord in direzione Nord. Sulla A4 Milano-Brescia code alle stazioni di Seriate, Bergamo, Dalmine e Capriate con rallentamenti in autostrada. Sulla A7 Genova-Serravalle code alla stazione di Genova Bolzaneto in uscita. Sulla A14 Bologna-Taranto code in uscita a Val di Sangro. Bloccato l'accesso agli imbarcaderi per la Sicilia, a Villa San Giovanni. I mezzi impediscono agli altri camion di raggiungere gli imbarchi per i traghetti e la coda ha raggiunto la Salerno-Reggio Calabria. Ventimiglia. Circa 500 i tir fermi tra la barriera autostradale e l'autoporto di Ventimiglia. I disagi maggiori sull'Autofiori, all'ex valico di frontiera, dove i manifestanti impediscono il transito dei mezzi pesanti, soprattutto stranieri. Presenti in pianta stabile quattro pattuglie della polizia stradale. Sardegna. Anche i porti di Olbia (Isolabianca e industriale), Porto Torres e Cagliari sono presidiati dagli operatori della categoria. Dalle navi provenienti da Genova, Piombino e Livorno, non è sbarcato in Sardegna alcun mezzo e gli autotrasportatori di Confartigianato Sardegna, assieme a quelli delle altre sigle, hanno intenzione di bloccare partenza, transito e arrivo delle merci per tutti i cinque giorni del fermo.

articolo tratto da http://www.repubblica.it/
foto tratta da www.blog.panorama.it

domenica 9 dicembre 2007


Free Tibet

Il Dalai Lama mi ha onorato di un incontro privato a Milano. Il Papa non ha voluto riceverlo, il presidente Napolitano neppure, Prodi è dato per disperso e il dalai-lema non lo vuole alla Farnesina. Camera e Senato non hanno ritenuto di doverlo ospitare ufficialmente. La Moratti ha deciso di usare prudenza, lo vedrà, ma insieme ad altri premi Nobel per non dare troppo nell’occhio. Dicono che si vestirà da monaca di clausura per non farsi riconoscere. Solo Formigoni, onore al merito, lo vedrà in via ufficiale. Siamo al trionfo della viltà. Il Dalai Lama è anche premio Nobel per la pace, oltre che guida spirituale dei buddisti tibetani e massima autorità temporale del Tibet.Quando la Cina era solo comunista il Dalai Lama veniva ricevuto da tutti, ora che la Cina è ipercapitalista il Dalai Lama è oscurato. Il dio denaro è la più forte tra le divinità italiane. Templi in suo onore sono presenti al centro di tutte le città, sono le nuove chiese: le banche, le assicurazioni.Uno degli uomini più importanti del mondo è trattato come un cane in Chiesa. La Confindustria è salva, l’Italia un po’ meno. Che differenza c’è tra la democrazia cinese e la nostra? Una sola, da loro la pena di morte è esplicita, ti sparano. Da noi ti isolano, ti diffamano, ti trasferiscono. Solo se è necessario ti ammazzano. E’ una dittatura buona. L’omicidio è solo l’ultima risorsa.Cicca il video http://http//www.youtube.com/watch?v=dqV2tKUUkVI
il dalai lama in Cina è cancellato dalla Rete, se inserisci il suo nome sui motori di ricerca non lo trovi, in Italia questo non è ancora possibile. E la Rete parla di lui, mentre gli altri media minimizzano, tagliano, disinformano.Il Dalai Lama mi ha regalato una sciarpa bianca, gli ho promesso che sarò per lui il Richard Gere italiano per la liberazione del Tibet. L’ho visto un po’ perplesso forse perchè sono più bello di Richard. Il blog farà il possibile per dare informazioni sul Tibet. Per un Tibet libero. Conto sul vostro aiuto.
post tratto dal sito www.beppegrillo.it

sabato 8 dicembre 2007

LE STIME DI Adusbef-Federconsumatori

Acqua e rifiuti, 50 euro in più da pagare

Nuovi aumenti in arrivo per il 2008. E nel 2007 le famiglie hanno sborsato 1216 euro in più

Rincari in vista per l'acqua (Ansa)
MILANO - Non c'è tregua per le famiglie italiane. Dopo i rincari di luce, gas, carburanti, assicurazioni e treni arriva anche la stangata sui servizi pubblici locali. In particolare, la bolletta dell'acqua costerà tra i 15 e i 20 euro in più mentre per quella sui rifiut, i rincari saranno tra i 25 e i 30 euro. Secondo le stime di Adusbef-Federconsumatori il nuovo anno riserverà sorprese quindi non proprio piacevoli sul fronte dei prezzi, visto che tra acqua e rifiuti, le famiglie si troveranno a pagare 50 euro in più.


NEL 2007 - Agli aumenti che scatteranno dal 2008, si devono aggiungere i 44 euro in più che gli italiani stanno già pagando: secondo il consuntivo 2007 fatto dai consumatori, 20 euro in più per l'acqua (+8%) e 24 euro in più per la nettezza urbana (+11%). In totale, nell'anno che sta per terminare, l'aumento dei costi per le famiglie italiane è stato di di ben 1.216 euro. Il consuntivo segna aumenti dei prodotti alimentari e non per 994 euro, diminuzioni da ricariche telefoniche e farmaci da banco per 66 euro. Due cifre che portano i conti delle famiglie a 928 euro, a cui si aggiunge l’aumento dei mutui variabili per 170 euro per 3.200.000 famiglie che, rapportato all'universo famiglie, rappresenta un aggravio per famiglia media di 24 euro al mese, pari a 288 euro annui. E così si arriva all'aumento dei costi complessivo di 1.216 euro.


ANNO TERRIBILE
- Il 2007, quindi, è stato un anno «terribile» per Adusbef e Federconsumatori, dopo quelli dal 2002 al 2006 che «hanno taglieggiato fortemente il potere di acquisto delle famiglie, disegnando così una realtà divenuta oramai insopportabile». Le due associazioni dei consumatori ritengono, comunque, positivo che la Finanziaria abbia costituito il cosiddetto "Mister Prezzi" poiché tutto ciò che «può servire a verificare, controllare e possibilmente prevenire prezzi e tariffe nel nostro mercato è cosa utile». Ma auspicano che questa figura sia dotata anche di poteri sanzionatori sia contro le anomalie, le speculazioni e le disattese normative che si possano verificare nel mercato con occhio particolare ai settori assicurativi e bancari.

articolo tratto da www.corriere.it

venerdì 7 dicembre 2007

pochi giorni fà a Bologna si è tenuta la festa per i caschi d'oro di MotoSprint. Il nostro Max è stato premiato con il casco tricolore per aver vinto più gare nel campionato mondiale di Superbike che ha concluso al terzo posto finale. La festa è stata carina e ben organizzata (come al solito) e il nostro pilota è stato accolto alla grande dai presenti in sala. Ora non ci resta che aspettare e il prossimo anno e sperare che, come diceva il buon Masetti e Saragoni durante la serata, da casco tricolore diventi casco d oro. Max è un sogno per tutti noi, qualcosa di ancor più interessante nel campionato del mondo SBK e qualcosa di speciale per tutti i fans di moto nel mondo.
E’ difficile raccontare la storia di Max in poche righe, la sua come quella di qualsiasi altra persona d’altronde. Tutti quelli che lo conoscono concordano su una cosa: è una persona estremamente riservata, ma non poco socievole, seria, ma capace di grande allegria quando si ritrova con gli amici di sempre. E’ diverso, Max, dagli stereotipi che circondano il suo nome.

Ci troviamo di fronte ad un ragazzo pieno di energia, determinato e preciso capace di riposare appena quattro ore a notte, non per il nervosismo, né per la tensione, quanto piuttosto perché ama occuparsi di tutto quanto c’è attorno a lui.

Max Biaggi sarà per almeno un altro anno protagonista in Superbike. Dopo qualche giorno di attesa e di dubbi sul futuro sarà una Ducati a ospitare sulla sua sella il centauro romano. Un contratto annuale, infatti, legherà per la prossima stagione il pilota romano al team Sterilgarda, che corre con una Ducati non ufficiale. Biaggi avrà come compagno di scuderia Ruben Xaus, un altre grande vecchio del mondo delle due ruote.

"Il bilancio è sicuramente positivo - aveva commentato il pilota romano dopo la conclusione della sua prima esperienza in Sbk -. Sapevo a quali difficoltà andavo incontro: cambiare campionato, ambiente, team, moto, regolamenti, circuiti e altro. Significava mettersi alla prova, ed era per questo che avevo accettato la sfida". Dopo un anno in Superbike, Biaggi ha avuto modo anche di vivere meno sotto pressione: "L'ambiente è sicuramente molto diverso, nella MotoGP è tutto più stressante. In Superbike invece si vive più naturalmente e a contatto con tutti, si assapora forse di più il vero mondo della moto".

foto tratta da www.max-biaggi.com

testo tratto da www.max-biaggi.com e www.tgfin.mediaset.it

giovedì 6 dicembre 2007

Undicesimo comandamento:

non inquinare


La generazione di calore, le attività energivore, le auto e gli aerei. L'Unione europea propone tagli drastici alle emissioni di CO2. Ma pochi paesi si adeguano. E l'industria non vuole pagare da sola.

L'undicesimo comandamento - non inquinare - piace alla vecchia Europa della politica e delle istituzioni, anche se non mancano naturalmente gli attriti con le lobby. E la battaglia contro l'effetto serra pare destinata a farsi ancor più infuocata. Alla Conferenza sui cambiamenti climatici dell'Onu, in programma a Bali dal 3 dicembre, l'Unione europea alzerà infatti la posta della sua sfida anti CO2: chiederà una riduzione del 30 per cento delle emissioni di gas serra per i paesi industrializzati, e del 60-70 per cento entro il 2050. Bruxelles ha anche reso noto che le proiezioni dimostrano che l'Europa è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di Kyoto ma deve insistere nel suo impegno.





La generazione di calore e di energia è, tra le fonti non naturali, la principale causa del riscaldamento globale. Secondo i dati più recenti di Enerdata, a livello mondiale vale il 39 per cento delle emissioni di CO2, la sigla che identifica l'anidride carbonica e negli ultimi mesi è diventata il nemico numero uno per milioni di cittadini del primo mondo. Dà il suo contributo anche il pianeta del trasporto: il 26 per cento dell'effetto serra è colpa di aerei, macchine, camion e veicoli di ogni genere. Sul terzo gradino del podio si sistema l'industria, con il 16 per cento. In Italia, secondo Legambiente, il peso dell'industria è del 18 per cento. Finora, le attenzioni dell'Unione europea si sono indirizzate in particolare verso i produttori di energia e le imprese che nella loro attività di energia ne consumano tanta (come quelle siderurgiche, vetrarie, chimiche, cementiere, cartarie), provando a mettere tutti in riga con il meccanismo dei tetti.


Dal 2005 è in vigore il sistema dell'Emission trading: se superi il livello di emissioni di CO2 stabilito, o paghi la multa o compri i certificati verdi. Ora Bruxelles si concentra sul mondo sui trasporti. Così, mentre discute sui limiti di emissioni di anidride carbonica per le vetture, cozzando con la strenua difesa dei costruttori raggruppati nell'Acea, l'Europa prova a ripulire i cieli. Secondo le stime della Ue, le emissioni di gas serra prodotte dai voli internazionali sono infatti cresciute del 7,5 per cento rispetto al 2003 e dell'87 per cento rispetto al 1990. A partire dal 2011 tutti i voli in partenza o in arrivo negli aeroporti dovranno emettere l'8 per cento di CO2 in meno entro il 2012.



A ogni compagnia saranno assegnate delle quote, calcolate seconda la media delle loro emissioni degli ultimi anni. Inoltre, come fanno già le industrie 'energivore', potranno comparsi i certificati sul mercato. Le nuove regole avranno ovviamente un riflesso sui conti delle compagnie e quindi anche dei biglietti. C'è chi, come il deputato tedesco Peter Liese della commissione Ambiente, relatore della proposta appena approvata al Parlamento europeo, ne minimizza l'impatto finanziario sulle società: "Il sistema di scambio di quote frenerà probabilmente la crescità del settore aereo, soprattutto quello low cost, ma non creerà disastri economici per le aerolinee e l'effetto sul costo dei biglietti sarà comunque minore rispetto ad altre misure, come le tasse sul carburante o sulle emissioni di ogni singolo volo". Non la pensano così quelli della Aea, l'associazione che rappresenta 31 vettori europei: "I signori che hanno approvato queste nuove regole non hanno idea delle conseguenze catastrofiche e irreparabili che ricadranno sul mercato", tuona la portavoce Aea, Françoise Humbert.

È lastricata di aspre polemiche anche la via che porta al taglio delle emissioni delle auto. La Commissione europea pareva lanciata a fissare un limite di massimo 120 grammi di CO2 al chilometro alle vetture, da rispettare entro il 2012. A fine ottobre, a Strasburgo c'è stato il ritocchino verso l'alto: 125 grammi entro il 2015. Anche se protestano in blocco, i costruttori non hanno tutti gli stessi problemi: gruppi come Fiat, Psa-Citroën e Renault, che hanno nelle gamme molte vetture piccole, sono meno lontane dal limite di quei marchi che costruiscono vetture più grosse e potenti. Progressi ne sono stati fatti, grazie alle normative che hanno istituito i vari Euro 3 e Euro 4. Un recente studio di AlixPartner sostiene che le emissioni globali delle auto sono rimaste stabili nonostante il raddoppio del traffico. Spazio per migliorare ce n'è parecchio, ma servono investimenti e vincoli normativi stringenti per spingere i costruttori e pure il pubblico. Gli italiani metropolitani, in particolare, dovrebbero interrogarsi a fondo sui propri costumi, visto che a Roma e a Milano circolano 70 auto ogni cento abitanti: il doppio rispetto a Londra e Parigi.

testo tratto dall’articolo di maurizio maggi disponibile su www.espresso.repubblica.it nel numero 48 del 2007.

immagine tratta dal sito:

http://ilprofessorechos.blogosfere.it/ambiente/effetto_serra/4.html

mercoledì 5 dicembre 2007

lunedi' sera abbiamo organizzato una altra bella cena delle nostre: questa volta la combriccola era formata da francesco, niccolo', silvia, robbino, veronica e francesca. tema della cena: serata col boss e bistecca.
infatti con il mio consueto modo carino e convincente ho imposto al padrone di casa francesco il sottofondo musicale della cena con la discografia completa di springsteen. dato che ero reduce dalla meravigliosa notte del datch forum, abbiamo pensato di unire il piacere della buona tavola con bella musica e buoni amici.
la spesa l'abbiamo fatta con francesco e nell'elenco la voce principale era 2
kili di ciccia con patate a go-go. come aperitivo francesca e niccolo' ci hanno deliziato con del prosecchino accompagnato da antipasto a base di crostini con pate' toscano e lardone.
una leggera insalatina per riprendersi per il botto finale: torta del nonno.
di questa non abbiamo avuto modo di documentarla perche' non ha fatto in tempo a rimanere piu' di due secondi in tavola ma fidatevi sulla parola, era buona!!!!!!
un saluto anche alla nostra inviata da casa sua mery che ci ha intrattenuto via skype nel dopocena illustrandoci stile cuoca per un giorno tutte le sue meravigliose ricette di dolci e dolcini che hanno fatto in silvia un effetto piacevolmente positivo(probabilmente ancora non la conosce bene......).
CHE DIRE, GODETEVI IL VIDEO E BUON APPETITO!!!!!

video

martedì 4 dicembre 2007


VIAGGIO NEL MONDO DEI RICERCATORI ITALIANI

I nostri "cervelli", sottopagati e precari

Al Cnr 2.500 precari su settemila unità. Le paghe sono inferiori a quelle degli operai. Così si spiega la fuga

Laboratorio al secondo piano di farmacologia del Cnr di Milano
MILANO – Borsisti: 830 euro; assegnisti:1.100 euro; ricercatori: 1.200 euro. Sono questi gli stipendi netti medi italiani dei ricercatori al Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) nei 108 istituti presenti in Italia. Non è certo un gran valore quello che lo Stato riconosce ai "cervelli" italiani, gli scienziati giovani e meno giovani su cui poggia uno dei settori che dovrebbero essere considerati strategici nello sviluppo di un Paese. Stipendi bassi - nella media, nonostante anni di studio e di preparazione e elevata qualificazione, si è al di sotto del salario percepito da un operaio – a cui si aggiunge una grande precarietà.

PATRIMONIO DISPERSO - La fuga dei cervelli è una conseguenza anche di questo, del disagio che si vive giorno dopo giorno nei laboratori. Il risultato? La dispersione di giovani intelligenze impossibilitate che, proprio a causa della forte instabilità della posizione, si vedono, di fatto, ostacolate nel proseguire il percorso intrapreso. Attualmente il personale del Cnr è di circa settemila unità; tra loro i precari sono circa 2.500 tra i ricercatori e "solo" 150 nel personale amministrativo.


LE SPADE DI DAMOCLE – «Le spade di Damocle sono essenzialmente due - spiega il professor Francesco Clementi del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano -: le ultime Finanziarie hanno penalizzato lo sviluppo della ricerca italiana iscrivendo la categoria alla voce dei tagli e il blocco delle assunzioni è fermo al capolinea dal 2001. Siamo in fuorigioco rispetto agli standard internazionali, oltre ad avere un deficit nella bilancia dei pagamenti, in relazione alle tecnologie più avanzate tra i trenta paesi aderenti all’Ocse (Organizzazione dei Paesi più industrializzati). Ad aggravare il tutto si aggiunge la mancanza di fondi che nella fattispecie va a colpire i contratti a termine dei ricercatori e il mantenimento dei laboratori». E aggiunge: «Noi del Dipartimento di Farmacologia al Cnr - possiamo effettuare degli investimenti nei laboratori soltanto ogni quattro anni, cercando di colmare il gap, ma è troppo poco».

BIGLIETTO DI SOLA ANDATA - Oggi manca un flusso bidirezionale tra i cervelli che aumentano il prestigio della cultura scientifica: i ricercatori italiani lasciano il Paese, quelli stranieri non ne sono attratti. Così il gioco si rompe. Al punto che la grande differenza tra l'Italia e gli altri Paesi dell'Ocse è sintetizzabile con l’immagine di un biglietto di sola andata: chi esce e trova spazi all’estero poi difficilmente ritorna. Anche perché, chi non se ne va, resta in balia degli eventi aspettando un concorso che non arriva mai. È inoltre sempre più preoccupante l'abbandono di numerosi borsisti fin dalla prima fase della carriera, ovvero dopo la laurea e il successivo conseguimento del dottorato di ricerca triennale.

LO STIPENDIO DEL CNR - Uno dei disagi peggiori è lo stipendio che, oltre ad essere misero, come già evidenziato, viene riconosciuto con una modalità di pagamento cumulativa e non mensile. Non solo, dunque, un borsista deve accontentarsi di 830 euro al mese; ma questa cifra la prenderà soltanto a 90 giorni. Per esempio, la retribuzione di settembre/ottobre viene liquidata soltanto il 27 di novembre. Questo comporta che in molti casi sia necessario un intervento diretto delle famiglie per aiutare i "poveri" scienziati. Il risultato è una somma di situazioni precarie che porta come conseguenza un inatteso e gradito regalo ai centri di ricerca all’estero, pronti ad accogliere a braccia aperte le nostre "menti".

articolo di ambra craighero tratto da www.corriere.it

immagine di apertura del post tratta da www.risateonline.it

lunedì 3 dicembre 2007



La responsabile per la Società dell'Informazione e Media della Commissione Europea Viviane Reding ha rilasciato un'intervista al blog. L'Italia è sempre fanalino di coda, in compenso Levi vuole mettere la mordacchia alla Rete e Gentiloni regalare il WiMax alle società telefoniche. Il blog, invece, ha raccolto più di 100.000 firme per escluderle e per non mantenere una situazione di monopolio. Le invierò presto all'attenzione di Viviane Reding. Le Authority nazionali, a partire dalla nostra, vanno abolite e sostituite con una sola Authority europea.

Chi volesse scrivere a Viviane Reding denunciando la situazione italiana può farlo inviando una mail a: Viviane.Reding@ec.europa.eu

Testo:

"La situazione italiana è molto chiara: in Europa il tasso medio di penetrazione della connettività è del 18%. l'Italia si attesta intorno al 17%, quindi sotto la media europea, ed è del 20% sotto il dato migliore. Credo che l’Italia possa davvero fare meglio, ma c’è qualcosa di più preoccupante, cioè la copertura dell’accesso.
Guardiamo le persone che vivono nelle città: hanno accesso alla banda larga. Ma appena si esce dalle città le persone non hanno alcun accesso alla Rete. Sono ciò che chiamo “macchie bianche”, sulla mappa. Abbiamo troppe macchie bianche ed è una situazione che va cambiata perché credo che tutti abbiamo diritto all’accesso alla banda larga in una società che voglia svilupparsi in modo omogeneo.
Nel mondo, i quattro migliori Paesi per tasso di penetrazione della connettività sono europei, mi riferisco a Danimarca, Olanda, Finlandia e Svezia. Bene. Ma abbiamo una coda orribile, con tassi bassissimi e questo, ovviamente, abbassa la media al 18%, quando i player migliori hanno un tasso del 20% più alto e la differenza con i peggiori è del 30%.
E’ evidente che nei Paesi dove il tasso è alto c’è concorrenza nel mercato. La concorrenza porta investimenti, innovazione e ciò permette l’accesso prima di tutto agli enti pubblici, cittadini anche a prezzi accettabili. Quindi, il punto centrale è investire in concorrenza e innovazione che spingono in basso i prezzo e l’accesso verso l’alto. Questo è il motivo per cui devo promuovere le riforme in favore della concorrenza, che è il cuore dello sviluppo.
Più offerte ci sono meglio è. Credo che tutte le tecnologie vadano usate perchè sono complementari. Infatti, non è molto economico portare la fibra ottica in un paese di montagna, ma si può usare il WiMax, è logico. Anch'esso dovrebbe essere introdotto con la competizione tra differenti aziende e la migliore dovrebbe fornire il servizio. Ma fornire il servizio è la cosa importante, non come viene introdotto. Io sono contraria a tutti i monopoli perchè non portano concorrenza. Se non c'è concorrenza non c'è accesso, è chiaro. Se ci sono più provider i cittadini possono scegliere e i più informati possono scegliere l'offerta migliore.
Questo è il motivo per cui nella mia riforma è previsto l'obbligo per i provider di informare davvero i cittadini. La trasparenza è una regola fondamentale.
Non credo che ci sia conflitto di interessi. Credo solo che sia da incentivare la concorrenza. Alla gente non interessa chi gli fornisce la banda larga. L'unica cosa a cui è interessata è avere il servizio a un prezzo decente.
Non è importante il “brand”, non è importante l'operatore. E' importante che sia fornito il servizio. E il modo migliore per farlo è in un mercato concorrenziale.
Se libero accesso significa gratuità, non sono d'accordo. Ma se vuol dire che si possa accedere liberamente all'informazione, questa è la grande battaglia che sto combattendo, in nome dell'Europa, alle Nazioni Unite in termini di Internet governance: ho spiegato con parole molto determinate che copiare le informazioni non è la strada che Internet deve intraprendere.
Crediamo che la creatività e le libertà individuali debbano potersi esprimere in Rete e questo è il motivo per cui crediamo in una Internet libera non solo in Europa ma a livello planetario. Questa è la ragione per cui insistiamo, e l'abbiamo fatto alla conferenza sulla Internet governance a Rio, nel dire che Internet, l'informazione, deve restare libera e senza ostacoli. Il Web 2.0 è la nostra risposta a coloro che cercano di impedire che le persone siano informate.
La mia opinione è che i blog debbano restare liberi, che la creatività e l'espressività dei blogger non siano limitate.
Ovviamente i blog non possono essere criminali, lasciatemelo dire molto chiaramente – non credo che nessuno voglia aiutare i blog criminali – ma a parte questo i blog devono restare aperti, dovrebbero ..., devono dare alla gente la libertà di esprimersi, di dire quello che vogliono, di criticare i politici se lo vogliono. Credo che noi dovremmo imparare a (comprendere) le critiche sui blog. Io amo i blog, sono un ottimo strumento di libertà di espressione." Viviane Reding

per vedere l'intervista clicca qui


testo tratto da www.beppegrillo.it, post del 29-11-2007
immagine tratta da www.panchovilla99.wordpress.com

domenica 2 dicembre 2007



E' andata alla grande!!!!! Campi ha risposto con un'affluenza del 31, 11% pronunciandosi contro l'inceneritore nella Piana e contro la politica dell'incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti con percentuali "bulgare" che toccano quasi il 90%. E' uno strepitoso successo ma non è ancora il punto di arrivo. La lotta continua!

Guardare per credere, eccovi i risultati della consultazione referendaria:







p.s: un particolare ringraziamento a tutti i ragazzi del comitato no inceneritori che ho avuto il piacere di conoscere oggi pomeriggio in tutta la loro caparbieta' nel portare avanti le proprie battaglie.


sabato 1 dicembre 2007

Giornata della lotta all'Aids: Montagnier ammonisce giovani

Sette secondi e mezzo. Nel mondo, ogni giorno, qualcuno viene colpito dal virus dell'Hiv ogni sette secondi e mezzo. Oggi, primo dicembre, la Giornata Mondiale della Lotta all'Aids ricorda le quasi seimila persone che quotidianamente muoiono per la malattia e gli oltre 33 milioni di sieropoisitivi.

Luc Montagnier, il virologo che scoprì il virus nel 1981, mette in guardia. "Le giovani generazioni - dice - non hanno avuto esperienza della prima fase di diffusione della malattia, durante la quale molte persone, se non tutte, sono morte di Aids. La situazione non è soddisfacente, poiché le campagne di prevenzione non sono seguite".

E in molti Paesi europei sono proprio i più giovani i meno informati. Secondo alcune statistiche, poi, più della metà dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, non teme il contagio. Anche a loro si rivolge una campagna pubblicitaria a livello europeo che invita a non abbassare la guardia.

Versione Stampabile

Stop all’Aids, oggi giornata mondiale contro la malattia"Dire 'Stop all'Aids'" e impegnarsi nella lotta contro la malattia che continua a uccidere più di 5.700 persone ogni giorno: è la parola d'ordine della Giornata mondiale contro l'Aids in programma oggi, mentre si registrano 6.800 nuovi casi al giorno.
E a Roma, per rimarcare l'importanza dell'occasione, il Colosseo sarà illuminato su decisione del comune per sensibilizzare l'opinione pubblica.

A oltre 25 anni dalla scoperta dei primi casi, l'Aids continua a mietere vittime. Non bisogna abbassare la guardia, secondo l'agenzia Onu Un aids che ha rivisto i suoi dati al ribasso in seguito a nuovi metodi di calcolo. Nel mondo si contano circa 33,2 milioni di sieropositivi o malati di Aids, secondo l'ultimo bilancio pubblicato a novembre da UnAids, programma delle Nazioni unite contro l'Aids, mentre un anno prima erano oltre 39 milioni.

‘Stop Aids. Manteniamo le nostre promesse’ è lo slogan scelto per la giornata mondiale contro l'Aids, che questo anno mette l'accento sulla necessità di una leadership. "Dallo scoppio della malattia, l'esperienza dimostra chiaramente che importanti passi in avanti in risposta all'Aids sono stati compiuti sotto gli auspici di una leadership forte e impegnata", ha sottolineato la World Aids Campaign (Wac), il cui comitato direttivo definisce i temi della Giornata mondiale di lotta contro l'Aids.
Questo anno nel mondo, in totale 2,5 milioni di persone - tra cui 420mila bambini con meno di 15 anni - sono stati contagiati dal virus dell'Aids e 2,1 milioni di malati - tra cui 330mila con meno di 15 anni - sono morti di Aids, secondo l'UnAids. L'agenzia dell'Onu sottolinea che i nuovi calcoli, che rivedono le stime al ribasso, "non cambiano niente di fronte alla necessità di un'azione immediata e di maggiori finanziamenti".

L'Aids, sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome o Aids), ha ucciso più di 25 milioni di persone dalla sua apparizione nel 1981. La malattia è molto presente nell'Africa sub-sahariana, dove colpisce maggiormente le donne (circa il 61%).
Ma l'UnAids ha rilevato nel suo recente rapporto che la maggior parte delle infezioni di Aids sulle giovani donne è diminuita in 11 dei 15 paesi al mondo più colpiti. Ci sono stati inoltre dei "cambiamenti favorevoli" nei comportamenti dei giovani in numerosi paesi africani, tra cui Botswana, Camerun, Ciad, Kenya, Malawi, Togo, Zambia, Zimbabwe), segno dell'efficacia delle campagne di prevenzione. Secondo l'agenzia, il calo negli ultimi due anni della mortalità causata dall'Aids è attribuibile in modo "parziale" ai progressi fatti per accedere alle cure antiretrovirali.

Italia: aumentano malati di 40 anni e stranieri, meno tossicodipendenti, oltre il 50% arriva tardi a diagnosi. Cambia il volto del malato tipo di Aids. Aumenta infatti il numero di pazienti di 40 anni. "Oggi - spiega l'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) Gianni Rezza - l'età media è di 39 anni per le donne e 43 per gli uomini, mentre nel 1995, il momento di maggiore diffusione del virus, era di 26 per le prime e di 29 per i secondi. Non solo. Una quota oscillante tra il 20% e il 30% dei casi di Hiv in Italia è straniera. Mentre i tossicodipendenti sono ora meno del 30%".
Altro dato preoccupante evidenziato da Rezza è che "oltre il 60% dei casi di Aids si verifica in persone che non hanno fatto terapie antiretrovirali prima della diagnosi. Ciò è dovuto per lo più al fatto che sempre più persone (oltre il 50%) scoprono di essere sieropositive a ridosso della diagnosi di malattia conclamata”.
“Questo fenomeno - sottolinea - rappresenta il chiaro segnale di una bassa percezione del rischio, soprattutto fra chi si infetta per via sessuale e fra gli stranieri. Insomma - incalza - non si fa il test nella lunga fase di sieropositività senza sintomi della malattia. O fa il test solo chi non adotta i comportamenti più a rischio, visto che ogni anno sono almeno 6/7 milioni gli esami effettuati dai cittadini".





fonte articolo: www.euronews.net e www.noipress.it


Agenda 2010 Voglio Scendere

Pino Corrias
Peter Gomez
Marco Travaglio

Dal blog di Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio

Vi consiglio questo libro


www.pensieriparole.it

informatevi!!!

''Ogni onda del mare ha riflessi differenti, ogni stella del cielo brilla a modo suo, proprio come unica è la bellezza di chi amiamo"
http://millecuori.splinder.com/

robbino's track

il bianco e il nero

A.M.I. ass. motociclisti incolumi

A.M.I. ass. motociclisti incolumi
www.motociclisti-incolumi.com

musica gratis sul tuo pc

musica gratis sul tuo pc
www.downlovers.it